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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * VIDEOCONFERENZA CAPIGRUPPO: « FOCUS SU CORONAVIRUS E DDL CONTRATTI PUBBLICI »

La Giunta e la seconda ondata del Covid: confronto con l’assessora Segnana in una partecipata videoconferenza dei capigruppo. Molti i favorevoli al mantenimento di tutta la scuola trentina in presenza, ma il presidente Fugatti teme che il governo non permetterà al Trentino di differenziarsi. Procedura d’urgenza accordata al ddl sui commissari straordinari per le opere provinciali.

È durata due ore e mezza la video-conferenza dei capigruppo aperta a tutti i consiglieri provinciali (26 dei quali hanno partecipato al collegamento con palazzo Trentini), convocata stamane dal presidente Kaswalder su richiesta di Sara Ferrari e di altri esponenti di minoranza per essere aggiornamenti aggiornati sull’epidemia da Covid-2019 in Trentino dall’assessora alla salute e al welfare Stefania Segnana e dal governatore Fugatti.

Ad aprire l’incontro è stata una relazione letta dall’assessora (testo allegato), con gli ultimi dati sull’andamento della pandemia e sulle misure adottate per fronteggiare la seconda ondata del Covid nel nostro territorio. Sono seguiti gli interventi di molti consiglieri con numerose domande alle quali Segnana ha risposto. Il presidente della Giunta ha concluso evidenziando come l’esecutivo sia in attesa di sapere se il governo lascerà o meno alla Pat la flessibilità richiesta nell’applicazione del nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Infine i capigruppo hanno accordato a maggioranza la procedura d’urgenza richiesta dalla Giunta all’esame consiliare del ddl 72 proposto dal presidente Fugatti in materia di contratti pubblici, che introduce le figure dei commissari straordinari per le opere provinciali.

 

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Gli interventi dei consiglieri.

Paola Demagri (Patt) ha riconosciuto lo sforzo emerso dalla relazione di Segnana di rimediare alla carenza delle professioni sanitarie indispensabili per fronteggiare adeguatamente l’emergenza, ma ha anche sottolineato che la Giunta avrebbe dovuto pensarci prima durante il periodo estivo. E ha chiesto come la Giunta intenda risolvere il problema dei pazienti oncologici costretti oggi ad attendere più di 30 giorni per gli interventi chirurgici. E ha posto domande sull’attivazione dei test rapidi presso i medici che hanno aderito a questa possibilità e sui tempi che intercorrono tra l’esecuzione di un tampone per chi ha entrato a contatto con soggetti positivi al Covid e l’informazione sull’esito, durante i quali si lascia che le persone circolino liberamente. “Così come la Giunta si è è messa in auto-quarantena – ha osservato – lo stesso dovrebbe essere previsto per questi lavoratori”.

Luca Zeni (Pd) ha chiesto di portare a 5.000 o almeno di raddoppiare i tamponi coinvolgendo in quest’attività anche il Cibio, perché se il numero dei test effettuati in Trentino risulta più alto rispetto al resto d’Italia, appare invece basso se confrontato con altri Paesi europei. Ha poi chiesto chiarezza sui tamponi rapidi e i tamponi molecolari, sulle comunicazioni della Centrale Covid, il cui personale è a suo avviso insufficiente e sull’assistenza domiciliare da potenziare perché, se efficiente, evita l’intasamento degli ospedali. Zeni ha chiesto anche quanti medici di medicina generale e quante farmacie hanno aderito alla possibilità di effettuare tamponi rapidi (“ci sono cittadini che credono che basti rivolgersi a una farmacia per poter fare il tampone”) e ha sollecitato maggiore comunicazione dell’assessorato con il personale sanitario. Per la scuola ha suggerito di puntare sull’alleggerimento della pressione sui mezzi di trasporto degli studenti coinvolgendo anche i servizi privati.

Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto quali siano le indagini epidemiologiche che dimostrano che i contagi non avvengono a scuola, come sostiene la Giunta, dal momento che in Trentino ci sono 200 classi in quarantena e che di queste 187 sono delle superiori. Sui tamponi Ghezzi ha ricordato che il 31 ottobre scorso in Trentino il rapporto tra i nuovi testati e positivi è risultato il più alto d’Italia. Segno che tra i nuovi testati vi un’alta incidenza di positivi. Per questo incrementare i tamponi servirebbe a suo avviso a favorire un maggiore controllo sui già positivi conclamati per la ricerca dei possibili nuovi positivi e consentirebbe una prevenzione più efficace.

Lucia Coppola (Futura) ha espresso forti preoccupazioni sulla scuola sostenendo che, visto l’aggravarsi della pandemia e per contenere i contagi la Giunta provinciale farebbe bene a bloccare, sia pur solo per un tempo limitato, la didattica in presenza come ha deciso Bolzano, in modo da alleggerire anche la pressione sui trasporti. “Nella scuola dell’infanzia di Levico – ha avvertito – sono risultati positivi ben 8 insegnanti su 23. Il problema quindi dilaga in modo molto veloce, per cui già domani o dopodomani la situazione potrebbe degenerare scaricandosi anche sui genitori sul personale”. Coppola ha chiesto quindi aggiornamenti anche sui contagi nelle scuole diverse dalle superiori. La consigliera ha tuttavia concluso riconoscendo che il momento è complicato ed esprimendo per questo la sua “solidarietà personale e politica alla Giunta”.

Vanessa Masè (La Civica) ha rivolto un appello a tutte le istituzioni perché adottino una comunicazione chiara, coerente e trasparente nel rivolgersi ai cittadini in modo da mitigare l’ansia che si sta diffondendo nella popolazione a causa delle informazioni che riguardano il Covid, molto numerose ma altrettanto confuse. “Ad esempio a Levico – ha precisato – vi sono solo 2 casi di positività nella scuola materna”. Masè si è poi resa interprete delle accorate richieste di genitori e insegnanti di mantenere la scuola di ogni ordine e grado in presenza sempre nel rispetto delle misure di sicurezza. In questo settore infatti “anche un lockdown leggero verrebbe vissuto in modo drammatico e i rischi per i ragazzi all’esterno dalla scuola sono elevati”. Quanto ai tamponi, per Masè il coinvolgimento dell’istituto zooprofilattico potrebbe risultare utile”.

Mara Dalzocchio (Lega) ha condiviso l’appello all’unitarietà e coerenza delle informazioni che le istituzioni devono rivolgere ai cittadini in questo momento estremamente incerto, critico e delicato. “L’informazione è assolutamente importante”, ha insistito. E ha poi difeso dalle critiche delle minoranze l’operato della Giunta nell’affrontare fin dall’inizio l’emergenza Covid. A suo avviso l’esecutivo ha “virtuosamente anticipato i tempi” rispetto alle misure adottate a livello nazionale. Per Dalzocchio è anche sbagliato chiedere alla Giunta di imitare l’esempio dell’Alto Adige che oggi si trova in grave difficoltà, anche se non certo a causa delle decisioni prese dal presidente Kompatscher.

Perfino i virologi – ha ricordato non sono concordi su questo argomento, quindi l’amministrazione provinciale sta facendo tutto il possibile pur di fronteggiare una situazione poco chiara. Anche i confronti con gli Stati stranieri per Dalzocchio sono inutili, perché le situazioni sono diverse in ogni territorio. Quanto alla dad ha osservato che non tutte le scuole la vogliono e che in molti istituti si sono registrati pochissimi casi di positività al Covid. Tra le priorità che la Giunta ha individuato come irrinunciabili vi è proprio la scuola in presenza sfruttando anche i più piccoli margini di manovra rispetto al Dpcm nazionale. Infine Dalzocchio ha invitato i consiglieri ad abbassare i toni e a collaborare allo sforzo di gestire al meglio l’emergenza, evitando di strumentalizzare i problemi sui giornali.

Alex Marini (Misto) ha chiesto perché nella delibera del 18 settembre scorso con cui la Giunta ha approvato il piano di potenziamento della rete di assistenza sanitaria non si stata prevista l’assunzione di uno psicologo. Ha poi chiesto se l’utilizzo dei 14 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato sia soggetti a vincoli e infine se la Giunta non intenda avviare una campagna di informazione dei cittadini perché anche nelle città si adottino comportamenti rispettosi delle regole come già avviene nelle valli.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha apprezzato la volontà della Giunta di mantenere la didattica in presenza nelle scuole, “perché – ha osservato – la dad non è didattica ma un succedaneo che non corrisponde alle funzioni della scuola” e va quindi limitata quando non esistono alternative. E in Trentine le alternative ci sono. Inoltre a suo avviso la dad discrimina tra chi ha e chi non ha, tra chi abita in città e nelle valli. E allarga le disuguaglianze. Degasperi ha poi sollevato la questione mascherine: il ministero ne ha fornito 3 milioni e 400mila. La domanda è perché non è ancora iniziata la distribuzione quotidiana di questi dpi agli studenti e dove sono state immagazzinati.

Sara Ferrari (Pd) ha ribadito l’esigenza di continuare il più possibile con la didattica in presenza. E ha appoggiato il principio evidenziato da Dalzocchio: siamo in un momento difficile e i cittadini chiedono unità, il rischio di un conflitto sociale è molto alto e quindi il Consiglio che rappresenta tutta la comunità trentina dev’essere coinvolto maggiormente nelle decisioni della Giunta provinciale. Giunta che non può continuare a decidere da sola senza il supporto del parlamento trentino che rappresenta tutta la comunità. “Le opposizioni – ha sottolineato – non stanno accendendo fuochi e per questo va perseguita la ricerca di una vera collaborazione “convocando il Consiglio provinciale quasi in seduta permanente visto il susseguirsi delle scelte cui è chiamata la Giunta”. Per una una gestione condivisa dell’emergenza “il Consiglio dovrebbe essere convocato al volo come luogo di confronto aperto nella sede più adeguata”.

Pietro De Godenz (UpT) ha condiviso l’appello a favore di una gestione condivisa e unitaria dell’emergenza. Sulla scuola si è pronunciato a favore della didattica in presenza anche se a suo avviso è necessario risolvere il problema dei trasporti, il cui servizio andrebbe potenziato. Un altro sforzo importante va compiuto a sostegno del Centro Covid di Trento, con cui è difficile comunicare e che deve fornire informazioni chiare e veloci. Infine per De Godenz la Pat dovrebbe accettare anche i test rapidi effettuati da enti privati dopo che il paziente è stato preso in carico dall’Apss.

Gianluca Cavada (Lega) ha condiviso l’importanza di mantenere la didattica in presenza chiesta da molto genitori preoccupati per gli effetti della dad. Trasporti: “è un problema, ma la Giunta se ne sta occupando per garantire il distanziamento”.

Claudio Cia (Agire) ha messo in guardia dalla confusione generata dalla somma della comunicazione governativa e delle informazioni della stampa. Ne deriva un clima di terrore per cui le persone, quando hanno i classici sintomi influenzali che si presentano in inverno, intasano i pronti soccorsi. A correre i maggiori rischi in questa situazione sono gli anziani che spesso muoiono per infezioni ospedaliere. Non si tratta di minimizzare i rischi ma la comunicazione deve anche infondere fiducia alla gente e ridurre le paure. Quanto ai ricoveri nelle rianimazioni, per Cia occorre distinguere tra chi viene ricoverato nelle terapie intensive per Covid e chi invece per un infarto o dei traumi. Il consigliere ha poi espresso dubbi sull’opportunità per l’Apss di impegnare le energie nella ricostruzione della catena dei contagi, che se all’inizio della pandemia era pressoché immediata, oggi risulta molto più difficile. tant’è vero che a molti soggetti che risultano positivi al tampone l’Apss non chiede più i contatti avuti. Il consigliere ha chiesto infine all’assessora se vi sono dati in merito ad un eventuale incremento di suicidi in Trentino, forse collegati con la pandemia nei soggetti più fragili.

 

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Le risposte dell’assessora.

Segnana ha ringraziato i consiglieri soprattutto della richiesta di garantire ai cittadini una comunicazione chiara. “Il messaggio che dobbiamo dare – ha aggiunto – è che il tampone non risolve il problema del Covid ma serve solo a ridurre i contatti e a limitare le possibilità di un eventuale contagio. L’unico modo per combattere il Covid è mantenere le distanze, indossare la mascherina e cercare di evitare i contatti con persone che potrebbero essere positive al virus e poi andare dai propri eventuali familiari anziani. Il miglior vaccino contro il covid sono i nostri comportamenti corretti”, ha sottolineato. L’assessora ha poi risposto alle domande dei consiglieri. Sui test antigenici rapidi e test molecolari ha spiegato che “i secondi funzionano anche sugli asintomatici e servono per circoscrivere i contagi. Invece per i tamponi rapidi si è iniziata la sperimentazione a fine settembre nei nostri ospedali e dopo un mese è emerso che sui soggetti sintomatici sono validi al 99%. Per questo sono effettuati solo su chi ha sintomi da almeno 24 ore. Per sottoporti a questi tamponi serve una ricetta del medico o pediatra di libera scelta. Su chi invece non ha sintomi, con il tampone rapido si ha un 50% di falsi positivi o di negativi. I test rapidi però, ha ricordato, non sono ancora riconosciuti ufficialmente da parte dell’Iss. Segnana ha aggiunto che i sindaci vengono informati da qualche giorno sia sugli esiti dei test rapidi sia su quelli dei tamponi molecolari.

Nei prossimi giorni chi risulta positivo al test rapido verrà contattato dal Centro Covid per essere sottoposto al tampone molecolare. Assunzioni di personale. Segnana ha spiegato che il piano territoriale per il quale lo Stato ha già fornito le risorse prevede solo bandi a tempo determinato. La Provincia così potrà utilizzare le proprie risorse per soddisfare esigenze. A questi bandi a tempo determinato possono partecipare gli infermieri in forza delle Rsa Apsp. Ma questo personale viene però preso in carico dall’Apss solo quando nell’Apsp si trova un sostituto. Pazienti oncologici e cardiologici: “tutte le urgenze sono garantite e il sistema è ancora funzionante. Le terapie intensive sono quindi occupate in parte da pazienti non Covid. Per curare sia i pazienti Covid sia quelli con altre patologie si stanno rinviando solo le operazioni programmate e non urgenti. Tutto il resto viene garantito”.

Per aumentare il numero di tamponi, ha proseguito l’assessora, inizialmente era stato chiesto di collaborare anche all’Istituto zooprofilattico, che aveva però risposto di non essere in grado di contribuire. Oggi la Pat è in trattativa con il Cibio per sperimentare i tamponi salivari il cui utilizzo è stato già avviato, anche se in fase di studio, all’Università di Padova. Quanto al Centro Covid, Segnana ha precisato che il personale è già stato potenziato di molto per il contact racing. E ha aggiunto che in questi giorni si stanno formando anche una ventina di dipendenti della Pat per dare supporto alla centrale Covid. Assunzione di psicologi: nel piano di riordino nazionale non è previsto un finanziamento per questo, ma l’Apss ha già attivato una mail per i cittadini che chiedono sostegno psicologico. Segnana ha anche ricordato che dal numero di decessi per Covid comunicato dalla Provincia a livello nazionale, da Roma ne sono stati tolti 68 che avevamo segnalato in più per evitare di non essere attendibili.
Sulle mascherine arrivate dal livello nazionale, l’assessora ha detto che quelle distribuite emanano cattivo odore e quindi non sono state utilizzate. Alcune sono inviate dal commissario Arcuri direttamente alla protezione civile, altre alle scuole.

Suicidi: Segnana ha detto che dalle informazioni da lei raccolte quest’estate, in gennaio si è registrato un aumento superiore al dato dei mesi successivi, quando si pensava che il numero potesse crescere per effetto del lockdown. Infine l’assessora ha ricordato che lunedì scorso l’Apss ha incontrato in videoconferenza i medici di medicina generale: per rispondere alle loro domande e perplessità: si cerca quindi di dar loro supporto.

Il presidente Fugatti è intervenuto per assicurare a Ferrari la disponibilità della Giunta a riferire in aula ad ogni seduta sullo stato dell’emergenza Covid. Quanto al tema scuola ha ribadito che “anche se la Pat dovesse rientrare nella fascia meno grave (gialla) non pare possibile mantenere la didattica in presenza”. Ma ha aggiunto di aver inserito nella bozza di Dpcm la richiesta di accordare alle regioni meccanismi di flessibilità. Richiesta sottoposta ora al governo “anche se – ha avvertito – non aspettiamo sorprese, perché sulla scuola Roma è molto ferma. Per il resto – ha concluso – attendiamo il Dpcm per vedere i margini di manovra che la Pat avrà”.

Procedura d’urgenza per il ddl 72 sui contratti pubblici per introdurre le figure dei commissari straordinari alle opere provinciali.

La conferenza dei capigruppo, una volta scollegati gli altri consiglieri, ha poi deciso a maggioranza di accordare la procedura d’urgenza del Consiglio chiesta dal presidente della Giunta Fugatti, all’esame del ddl 72 sui contratti pubblici da lui proposto per introdurre nel periodo di emergenza Covid i commissari straordinari per la realizzazione di opere provinciali. Sia Rossi (Patt) che Ferrari (Pd) hanno obiettato che la procedura d’urgenza non è motivata. Tanto più, ha aggiunto Rossi, che la natura di questo provvedimento è compatibile con la legge finanziaria provinciale il cui esame è previsto a breve. Il capogruppo del Patt ha ricordato che la stessa Giunta nella relazione illustrativa ha previsto la possibilità di apportare modifiche al testo e che le modalità di nomina dei commissari sono da concordare con il governo. Ragione in più, per Rossi, perché il Consiglio si prena il tempo necessario per esaminare senza fretta il ddl.

Dalzocchio (Lega) ha dichiarato invece di non essere dell’idea di rinviare a domani quel che si può fare oggi. Masè (La Civica) ha ricordato che più volte il Consiglio ha cercato di mettere mano alla normativa sugli appalti per semplificare e velocizzare le procedure anche alla luce delle importante ricadute economiche di queste disposizioni: l’urgenza quindi a suo avviso è giustificata ed è anzi indice di responsabilità, dopo che la precedente soluzione di introdurre un emendamento nell’ultima normativa discussa in aula, che lei approvava, non era stata condivisa.

Cia si è dichiarato d’accordo anche per dare la possibilità a Rossi di vedere i fatti e le decisioni che a suo avviso il presidente non ha dimostrato.
Marini (Misto) ha ricordato che le minoranze non possono impedire la procedura d’urgenza per la quale basta il consenso della maggioranza. Per questo ha proposto che, visto che la proposta di questi commissari straordinari viene dal governo nazionale, di ascoltare l’autorità nazionale anticorruzione per capire questo ddl e sul decreto semplificazioni. Questo per liberare il campo da alcune preoccupazioni.

Il presidente Fugatti ha evidenziato che il motivo dell’urgenza, dopo il fallito tentativo di far convergere le minoranze su un emendamento come mezzo per il passaggio rapido di questa norma, sta nella volontà di accelerare la realizzazione delle opere pubbliche in programma.

 

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Martedì 9 il passaggio in Terza Commissione. Esame conclusivo il 24.

Il presidente Kaswalder ha ricordato che dopo lo stop all’emendamento proposto da Fugatti per l’approvazione di questa norma in aula, i capigruppo avevano condiviso l’idea di sostenere, al posto della modifica, un apposito ddl a cui accordare la procedura d’urgenza. Per quanto riguarda le audizioni, Kaswalder ha ricordato che la decisione spetta alla Terza Commissione, cui è affidata la prima fase dell’esame. Quanto alle date, il passaggio del ddl in Terza Commissione avverrà martedì prossimo, in modo che il testo approdi in aula per l’approvazione definitiva il 24 novembre. Kaswalder ha anche ricordato che la prossima riunione del Consiglio si svolgerà in videoconferenza lunedì 9 novembre mentre i capigruppo si ritroveranno il 12 per decidere l’eventuale convocazione dell’assemblea legislativa anche il 19 novembre. Infine il presidente, andando incontro alla proposta di Ferrari condivisa da Fugatti, ha aperto alla possibilità di prevedere che in ogni prossima riunione del Consiglio sia inserita all’ordine del giorno un’informativa della Giunta che aggiorni sull’andamento del Covid.