TAR - TRENTO: FOCUS SENTENZA CHIUSURE DOMENICALI PAT
Intervista al dottor Fulvio Rocco
Presidente Tribunale amministrativo regionale Trento

Terza Commissione in sopralluogo al Casteller. L’incontenibile voglia di libertà di M49. Entro l’anno un tavolo con Ministero e Ispra sul contenimento degli orsi.

M49 è un orso più unico che raro, sia per potenza che per intelligenza. Se ne sono resi conto i consiglieri provinciali della Terza Commissione permanente in sopralluogo stamane presso il Centro vivaistico forestale Casteller da dove l’orso più ricercato del momento è evaso per ben due volte, l’ultima il 27 luglio scorso. Una struttura posta su un’area di 200 ettari, all’interno della quale nel 2007 è stato realizzato, secondo le direttive dei massimi esperti internazionali del settore, un recinto per il contenimento degli orsi definiti “probematici”. Un recinto di confino non fisico, ma secondo un sistema a barriere elettriche, nato teoricamente anche come supporto al territorio nazionale e pensato in stretto rapporto con Ispra e il Ministero dell’Ambiente. Nell’area di 8000 mq riservata agli orsi, distinta in tre zone, sono stati custoditi fino ad ora tre esemplari pericolosi. Yurka, che dopo un soggiorno nel centro dal 2008 al 2010 è stata trasferita nella Foresta nera, DJ3 che dal 2011 è tuttora residente al Casteller e M49, le cui traversie conosciamo tutti molto bene.

I tecnici provinciali Romano Masè, Claudio Groff e Giovanni Giovannini hanno illustrato ai commissari i diversi passaggi del progetto e le norme di gestione dei soggetti particolarmente esuberanti che, va detto, erano contemplate fin dalla prima stesura dello studio di fattibilità del ‘97 e sono riprese anche nel Pacobace del 2008. La percentuale degli animali problematici sull’intera popolazione di orsi va dal 3 al 5% ed è ovvio che un incremento annuo costante della presenza del plantigrado in Trentino farà aumentare proporzionalmente anche i soggetti pericolosi.

C’è dunque la volontà di affrontare in maniera condivisa la questione dell’interazione uomo-orso ed è ragionevole pensare che entro l’anno Provincia, Ministero e Ispra attiveranno un Tavolo sul contenimento degli orsi che parta da un approccio di tipo tecnico-scientifico. I consiglieri hanno sottolineato che la visita non ha alcuna finalità ispettiva. Anzi, a fronte del rumore mediatico, appariva giusto rendersi conto personalmente dei fatti e conoscere da vicino la struttura, unica nel suo genere a livello nazionale.

Una consigliera di opposizione ha espresso l’auspicio che il Tavolo sia attivato quanto prima e che si riesca ad individuare una soluzione incruenta perché M49, tutto sommato, la libertà ha dimostrato di meritarsela.

In Europa, è stato spiegato dai funzionari, le situazioni e gli approcci sono sostanzialmente due. Da un lato Nord ed Est Europa, con popolazioni di migliaia di orsi, gestiti con la caccia e prelievi annui del 10-20% degli esemplari. Dall’altro Italia, Spagna, Francia ed Europa occidentale in generale, con piccole popolazioni di plantigradi, nell’ordine di decine di unità e gestione con controllo numerico. Un modello, quest’ultimo, nel quale giocano un ruolo fondamentale l’accettazione sociale e gli aspetti di convivenza con le popolazioni locali.

Quanto alla dinamica dell’evasione, è stato chiarito che M49 ha superato ben tre barriere elettrificate e poi ha divelto una barriera in ferro della portata di 700kg. Un esemplare dalla forza fuori dal comune, dunque, più unico che raro. La struttura, inoltre, in ragione della prima fuga, già all’epoca apparsa evento straordinario, era stata fortificata ed erano state aggiunte barriere meccaniche a quelle elettrificate, che però non sono valse contro l’istinto incontenibile dell’animale che, attualmente, monitorato in maniera costante, si trova sul Lagorai, in attesa di essere nuovamente catturato. Il suo destino lo decideranno di concerto la Provincia, il Ministero e l’Ispra.