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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * SECONDA COMMISSIONE: « PARERE FAVOREVOLE AL REGOLAMENTO DEI CONDHOTEL E AUDIZIONI AL DDL ZANOTELLI SUL BIOLOGICO »

Seconda Commissione: parere favorevole al regolamento dei condhotel e audizioni al ddl di Zanotelli sul biologico.

Lunga seduta stamane per la seconda Commissione di Luca Guglielmi che dopo l’espressione del parere sulla proposta di delibera della Giunta provinciale avente ad oggetto il Regolamento di attuazione della legge provinciale 7 riguardante i condhotel, ha svolto le consultazioni al disegno di legge 94 dell’assessora Giulia Zanotelli in materia di promozione dell’agricoltura biologica. Diamo conto in allegato delle osservazioni, sostanzialmente positive, emerse dall’ascolto dei diversi soggetti sulla proposta. Dal Comitato referendario per il distretto del biologico è venuta la richiesta di una maggiore incisività della Pat e più chiarezza sulle intenzioni, oltre a proposte di formazione e di sperimentazione della sostenibilità dei nuovi sistemi per diminuire il carico di chimica. Spunti di riflessione anche dai Biodistretti.

Parere sul regolamento dei condhotel
Approvata dalla Commissione all’unanimità la delibera sul Regolamento dei condhotel, già ampiamente ed esaustivamente illustrata nella precedente seduta e sulla quale è arrivato in questi giorni il parere favorevole anche del Cal.
Alessandro Olivi (PD): un lavoro ben fatto, un giusto mix di chiarezza rispetto alla nuova finalità turistica dei condhotel, unitamente a buoni margini di flessibilità: potremo diventare un modello su queste nuove forme di ricettività mista.
Pietro Degodenz (UpT): ottimo lavoro, nulla da eccepire, un’ulteriore interessante offerta che il Trentino può dare alla propria clientela

Consultazioni in materia di promozione dell’agricoltura biologica

Fondazione Mach: nessuna osservazione
Per la Fondazione Edmund Mach, Agostino Cavazza ha espresso un parere neutro: nessuna particolare osservazione.
Lucia Coppola (Misto-Verdi per l’Europa) ha chiesto se Cavazza non ritenga ci potrebbero essere dei margini di miglioramento per semplificare le procedure dell’iter per conseguire il titolo di azienda biologica. Entriamo in un campo che non è di nostra competenza, ha replicato Cavazza, che ha aggiunto che gli adempimenti hanno dei riferimenti europei: può essere un problema, ma lo è in via generale.

Cooperazione: piena condivisione sulla proposta
Michele Odorizzi, vicepresidente del settore agricolo, dopo un ampio confronto avvenuto all’interno della Federazione trentina della cooperazione, ha detto di condividere a pieno la proposta in esame.

Allevatori: due sole osservazioni specifiche
Mauro Fezzi (Presidente Allevatori) ha premesso che la materia è molto complessa, con risvolti di carattere generale, accanto al tema del distretto biologico, peraltro oggetto di un referendum popolare. Due sole osservazioni specifiche: perché non estendere ad altri tipi di allevamento l’intervento de minimis per l’acquisto di alimenti previsto per il settore ittico; all’articolo 6 nelle definizioni dei prodotti dell’agricoltura biologica si pone il tema del fieno ottenuto dai prati condotti con metodo biologico, che però non hanno uno sbocco alimentare e dunque la differenza nella classificazione dell’impresa rispetto alla produzione di fieno normale non avrebbe ragione d’esserci. Fezzi ha messo in guardia a questo riguardo da un’operazione speculativa per sottrarre le superfici alla normale disponibilità degli allevatori e minare le dinamiche di mercato.

ACT: una proposta condivisibile ed appropriata
Daniele Bergamo dell’Associazione contadini trentini (ACT) ha espresso un plauso per il lavoro svolto: l’impostazione complessiva è condivisibile e assolutamente appropriata. Solo alcune note tecniche che sono state in parte inserite. La semplificazione delle procedure come non imporre ulteriori registri

CIA: una buona proposta con alcuni suggerimenti
Paolo Carolli (Confederazione italiana agricoltori (CIA) ha illustrato alcuni aspetti sui quali si dovrebbe riflettere. La frammentazione e le caratteristiche del territorio agricolo montano, con forti pendenze e terreni argillosi, hanno impedito negli anni l’espansione del biologico. L’agricoltura specializzata è l’unica via che garantisce un reddito in questo settore. Biologico non sempre significa naturale, sfatiamo certi miti, compreso quello dei kg per ettaro con riferimento ai fitofarmaci, ha detto perché se uso prodotti di sintesi chimica, i quantitativi per ettaro sono irrisori. Non va bene che il contributo parta in maniera retroattiva ed è importante che i due tipi di coltivazione non vadano messi in contrasto, devono andare a braccetto e ci vuole tempo perché l’agricoltore passi dall’integrato al biologico. Dubbi sulle sanzioni, che sono un deterrente ai reati, ma ci sono casi in cui c’è il recesso volontario che forse si potrebbe evitare di sanzionare, scegliendo piuttosto di escludere l’agricoltore per un periodo di tempo. Infine, bene la certificazione di gruppo, per la quale va però individuato un referente e va stabilito cosa accade se un partecipante non adempie i propri doveri.

Federazione Bio Trentino: bene la proposta, manca solo il monitoraggio
Stefano Delugan, vicepresidente della Federazione trentina biologico e biodinamico (F.T.Bio) ha premesso che l’agricoltura biologica è un “metodo” di coltivazione, con tutte le fragilità e i vantaggi che comporta. Si è poi espresso in maniera favorevole ai contenuti del disegno di legge, sul quale ha richiamato solo la necessità di introdurre un monitoraggio futuro a tutela. Tra le osservazioni apportate e poi recepite vi era infatti ad esempio la necessità di limitare l’utilizzo del marchio bio distretto solo ai prodotti biologici. Ha infine ringraziato per l’ascolto e il metodo partecipativo adottato dalla nuova Giunta provinciale.

Coldiretti: alcune proposte di semplificazione
Gianluca Barbacovi della Federazione provinciale Coldiretti ha condiviso la proposta, su una materia delicata ma che caratterizzerà le nostre coltivazioni, nel solco della riforma che sta venendo avanti anche a livello europeo. Ha poi sottolineato alcuni elementi nella direzione della semplificazione: implementare il sistema informativo agricolo inserendo le superfici bio; bene aver accolto la proposta di costituzione del distretto bio e sulla promozione bene l’aver inserito la valorizzazione dei prodotti all’interno della ristorazione collettiva. Infine, fondamentale ca suo avviso che il sistema di controllo sia in capo alla Provincia.

Confagricoltura: attenzione a non mettere in contrasto biologico e sostenibile
Diego Coller per Confagricoltura del Trentino – Unione agricoltori ha ringraziato per il metodo partecipativo e per l’accoglimento di diverse proposte di modifica. Riteniamo che il disegno di legge vada nella direzione giusta, ha detto: importanti i sostegni alla conversione al biologico e anche quelli alla promozione dei prodotti. Biologico e agricoltura sostenibile non devono mettersi in contrasto, ha aggiunto: è importante che le due colture convivano senza tensioni interne.

Comitato referendario per il distretto del biologico

Lusuardi: l’importanza della formazione
Stefania Lusuardi titolare di un’azienda bio a Monte Terlago ha illustrato la propria attività e le difficoltà incontrate nella coltivazione naturale. Nella proposta in discussione sarebbe molto utile disporre in maniera chiara la possibilità di fare formazione e aggiornamento agli agricoltori e ai consumatori, accanto agli interventi di assistenza tecnica e di trasferimento tecnologico già previsti. L’Europa sta puntando seriamente sull’agricoltura sostenibile e si aspetta che ciascun membro si assuma la sua responsabilità in questo contesto.

Tasin, due proposte: investiamo in tecnici esperti in transizione ecologica e ambientale e sperimentiamo la sostenibilità economica di nuovi sistemi ad alta produttività
L’agronomo e ricercatore Marco Tasin ha insistito sulla trasformazione delle monocolture industriali in un ecosistema. Con la ricerca, abbiamo messo a punto nuovi sistemi per diminuire il carico di chimica, ha detto. Proporrei, come ricercatore, la formazione di tecnici a livello di territorio che sappiano cos’è la transizione ecologica, perché purtroppo i tecnici della Fem non hanno questo concetto, puntano all’economia e alla produzione, senza uno sguardo davvero attento a cosa si lascia alle generazioni future. Infatti non è cambiato molto dagli anni ‘80, ha aggiunto, e il carico di pesticidi e funghicidi è tuttora molto alto. Occorre coinvolgere la FM in una sperimentazione innovativa in cui si valuti nell’arco di 10-15-20 anni la sostenibilità dei nuovi sistemi di produzione confrontandoli con quelli classici.

Giuliani: manca la concreta volontà di far crescere il comparto
Fabio Giuliani, presidente del Comitato referendario per il distretto del biologico ha illustrato alcune modifiche puntuali alla proposta. Emerge a suo avviso dal testo e dall’utilizzo dai verbi, la mancanza di una volontà concreta di finanziamento e potenziamento della sperimentazione e della formazione per fare crescere il comparto del biologico, ha osservato. La legge deve invece indicare non la possibilità, ma la concreta volontà. Ci deve anche essere nel ddl, al tutela delle coltivazioni biologiche rispetto a quelle industriali.

Lucia Coppola ha apprezzato gli interventi entusiasti ed appassionati del Comitato referendario che sono stati chiari nell’indicare come questa legge possa diventare più incisiva, indicando una volontà certa e più sicura di sostegno da parte della Provincia. La consigliera ha espresso l’auspicio che l’assessora Zanotelli tenga conto di quanto emerso con un atteggiamento costruttivo e non ostativo, nel senso di migliorare ulteriormente questa proposta.

Biodistretti: alcuni spunti di riflessione in un contesto normativo ineludibile
Giuliano Micheletti presidente del Biodistretto di Trento ha premesso che il quadro di indirizzo delle norme europee e italiane sono ineludibili nella direzione di una sostenibilità concreta all’ambiente, in cui l’agricoltura bio ha un ruolo strategico. Bene dunque costruire un quadro di riferimento che si muova sul sostegno e sulla promozione dell’agricoltura biologica come risorsa sostenibile secondo quattro assi: intervento preciso e chiaro sulle politiche relative alla ricerca applicata; iniziative culturali capaci di costruire un contesto di valorizzazione dell’agricoltura biologica coinvolgendo la filiera dell’alimentazione e del cibo; supporto economico a tutta la filiera, visto come un investimento dell’ente pubblico su questo modello e infine coinvolgimento e avvicinamento del mondo agricolo alla cittadinanza e valorizzazione dei distretti biologici come agenti di sviluppo di questo progetto.
Paola Tomasi per il Biodistretto del Vanoi ha espresso apprezzamento per la proposta che da molto rilievo al tema del biologico. Sarebbe però bello che a questo si unisse una visione più integrata rispetto alle altre attività che hanno a che fare con l’ambiente, una spetto forse dato per scontato, ma non in modo aggiornato con gli sviluppi sulla vita animale e vegetale. Molto importante, ha aggiunto, il discorso della formazione nelle scuole e non solo.