QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Quarta commissione, sì agli articoli della manovra sanità e sociale. Ma l’articolo su no alle case Itea a chi ha commesso reati gravi fa discutere.

La Quarta commissione ha approvato oggi pomeriggio i cinque articoli del ddl collegata, dal 10 al 14, che riguardano le materie della salute, le politiche sociali e l’edilizia abitativa. Il dibattito si è concentrato in particolar modo sull’articolo 14 il quale prevede che le persone che hanno avuto una condanna superiore ai 5 anni, nell’arco dei dieci anni precedenti, non possano fare domanda per una casa Itea e la revoca dell’alloggio per chi abbia ricevuto condanne per reati gravi.

 

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Coppola: articolo incostituzionale e ingiusto.

Lucia Coppola (Futura), ha affermato che l’articolo, oltre ad essere incostituzionale, è inqualificabile e insopportabile perché allarga ai familiari le responsabilità di chi ha commesso una reato. Una famiglia, ha aggiunto la consigliera di Futura, verrebbe colpita perché ha la sfortuna di un figlio che ha commesso un reato. Quindi un nucleo familiare già in difficoltà per la presenza di un membro che ha sbagliato, si troverebbe di fronte all’ulteriore dramma di perdere la casa. “Una norma di una tale ingiustizia – ha affermato – che fa venire la pelle d’oca. Ci sono moltissime famiglie onestissime che si ritrovano con figli che delinquono. E noi le colpiamo? Ho conosciuto, ha concluso, come insegnante persone bellissime che si sono trovare in situazioni drammatiche per gli errori di un figlio. Persone che con una norma come queste sarebbero state ulteriormente penalizzate”. Infine, la consigliera si è augurata che l’articolo non arrivi in Consiglio perché il Trentino sarebbe costretto a vergognarsi.

 

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Zeni: verrebbero punite anche le vittime di maltrattamenti.

Luca Zeni ha ricordato che l’articolo 14 cita l’articolo 380 del codice penale che, tra altri gravi reati, prevede anche i maltrattamenti. Quindi con una norma come questa si rischia di arrivare all’assurdo che, per il comportamento di un marito violento, anche la moglie e l’intera famiglia, quindi le vittime, perderebbero la casa.

 

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Demagri: sarebbe punita anche una mogie che ha subito violenza dal marito.

Paola Demagri del Patt ha affermato che un articolo del genere è incoerente con le stesse dichiarazioni fatte da esponenti della maggioranza in occasione del 25 novembre, la Giornata contro la violenza sulle donne. Con una scelta di questo tipo, ha aggiunto, si spara sulla croce rossa. Perché una moglie che ha subito la violenza del marito rischierebbe di perdere l’alloggio Itea.

 

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Dalzocchio: prima viene il diritto alla casa delle persone oneste.

Mara Dalzocchio (Lega) ha invece difeso questo articolo, ricordando che il regolamento attuale, quando si verificano fatti di gran lunga minori ai reati, prevede già che nucleo possa perdere l’alloggio, ad esempio per il mancato pagamento dell’affitto o la mancata osservanza del regolamento condominiale. Quindi, l’articolo della collegata, si colloca in questo solco. Gli immobili Itea, ha aggiunto, sono stati costruiti con i soldi pubblici e quindi si deve richiede un comportamento corretto. L’articolo può scuotere le coscienze ma va anche a tutela del vicinato, perché c’è il rischio di un uso illecito o immorale degli alloggi.
Sui diritti di chi ha commesso reati, ha detto ancora, devono prevalere quelli delle persone oneste, magari dei padri o delle madri separati, che non riescono ad avere una casa o che ne hanno una di una sola stanza. C’è gente, ha ricordato l’esponente della Lega, che deve vivere per strada o in alloggi protetti dove ci sono tre quattro papà. Chi invece sceglie di delinquere ne deve pagare le conseguenze. Sul fatto della carenza di alloggi Itea per chi ha più bisogno, Zeni ha invitato la capogruppo della Lega a presentate un emendamento, che l’esponente Pd sottoscriverebbe, per far rientrare in bilancio i 70 milioni che la Giunta ha tolto dai capitoli dell’edilizia pubblica.

 

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Cia: con questo articolo le famiglie diventano doppiamente disgraziate.

Anche Claudio Cia (Agire), anche se lo ha votato, ha espresso dubbi sull’articolo. Dubbi più che politici, ha aggiunto, di coscienza, perché una famiglia che si trova di fronte al dramma di un familiare nei guai per la giustizia, diventa così doppiamente disgraziata. Si potrebbe capire, ha continuato il presidente della Quarta commissione, se ci fosse una connivenza o complicità della famiglia nel delitto, ma in questo modo si rischia di mettere in campo un esercizio muscolare inutile e poco concreto. Quindi, secondo Cia, nell’articolo andrebbe introdotto il principio di connivenza o complicità della famiglia altrimenti, ha concluso, rischiamo di diventare una fabbrica di problemi sociali.

 

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Segnana: una norma fatta per dare serenità ai condomini.

L’assessora Segnana ha affermato che l’articolo è stato introdotto nella manovra finanziaria a seguito delle molte segnalazioni arrivate a Itea e allo stesso assessorato. Inoltre ha ricordato che l’appartamento viene affidato al nucleo familiare che quindi ha una responsabilità diretta. La norma, ha continuato, segue la logica della patente a punti degli inquilini Itea, introdotta dall’assestamento di luglio, e, oltre all’obiettivo di responsabilizzare le famiglie, vuole essere una forma di prevenzione e di garanzia di serenità per i condomini. Infine, Stefania Segnana, ha ricordato che gli appartamenti sono stati costruiti con le tasse dei trentini e quindi chi li occupa deve avere un comportamento idoneo. Comunque, l’assessora non ha affermato che porterà in Giunta le osservazioni fatte in commissione.

Domande da parte Zeni e Demagri sono state rivolte all’assessore sull’articolo 10 che prevede la proroga dal 31 dicembre al 31 agosto del termine per la riforma dell’organizzazione dell’Azienda sanitaria. Il dottor Ruscitti, dirigente del dipartimento salute e politiche sociali, ha affermato che la proroga è stata chiesta dalla stessa Azienda perché sono emersi problemi organizzativi, anche nel rapporto tra dirigenti degli ospedali periferici e la direzione strategica, e serve tempo per affrontare temi importanti come i rapporti con Bolzano per alcune aree mediche come la medicina nucleare e pediatrica.