Quarta commissione, Anfass e Associazione per i minori: le gare d’appalto rischiano di scardinare il sistema dei servizi socio – assistenziali.

Le audizioni in Quarta commissione, sul tema della riforma del sistema di affidamento da parte della Pat dei servizi socio assistenziali sono continuate nel pomeriggio di oggi con i rappresentanti di Anfass, Associazione per i minori (Appm), l’Ordine delle professioni infermieristiche di Trento (OPI), l’Ordine degli assistenti sociali del Trentino Alto Adige, quello dei tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione della Provincia di Trento (PSTRP), l’Associazione nazionale educatori professionali (ANEP).

In sintesi, in particolar modo Anfass e Appm, hanno ribadito le loro perplessità su alcuni punti chiave delle linee guida e del catalogo dei servizi che la Giunta intende adottare per attuare la riforma del settore socio – assistenziale nata dalla legge 13 del 2007. Prima di tutto il possibile ricorso alla gare d’appalto e l’esclusione dal catalogo dei servizi delle figure sanitarie che, Anfass in primo luogo, ritengo essenziali per utenti disabili che, nella maggior parte dei casi, sono costretti a seguire terapie in molti casi complesse.

 

 

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Anfass: preoccupati per un bene comune costruito in più di 50 anni di lavoro.

Il presidente dell’Anfass, Luciano Enderle ha affermato che la preoccupazione non riguarda l’Anfass ma il bene comune costruito in mezzo secolo di lavoro dalle associazioni e dalla comunità trentina per garantire una qualità di vita alle persone più fragili. Andare al ribasso in una gara d’appalto o scardinare i principi base di un sistema di welfare collaudato come quello Trentino, ha affermato, è pericoloso anche perché le gare rischiano di far perdere il lavoro prezioso dei volontari e della famiglie. C’è, ha aggiunto Enderle, il bisogno di rendere il sistema più efficiente, ma lo si deve fare facendo attenzione a non togliere la sussidiarietà fatta da chi vive i bisogni quotidiani. Tutto è contenibile economicamente, ha continuato, dalla sanità ai disabili, ma chi governa deve valutare gli impatti. Perché, ha concluso Enderle, il rischio è che per risparmiare oggi si debba spendere di più domani.

Il direttore dell’Anfass, Massimiliano Deflorian, ha posto l’attenzione su un tema specifico: l’esclusione netta dal catalogo dei servizi della possibilità dell’assistenza sanitaria. Un tema che tocca direttamente l’associazione perché, ha ricordato, tra gli 850 utenti seguiti circa 600 hanno bisogno di terapie. Un’assistenza che oggi Anfass fornisce e che deve continuare a fornire sia per i disabili che vengono accompagnati nel servizio diurno e, a maggior ragione, in quello residenziale.

Una richiesta condivisa e appoggiata da Lucia Coppola di Futura, da Paola Demagri del Patt e da Alex Marini di 5 Stelle, anche se da parte della dirigente del Servizio politiche sociali della Provincia, Federica Sartori, il problema non è tanto quello di inserire gli infermieri nel catalogo dei servizi ma di trovare un raccordo tra gli aspetti socio assistenziali e quelli sanitari. Un tema sul quale si lavorerà. In commissione su questo è intervenuto il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, Daniel Pedrotti, il quale ha sottolineato la necessità di prevedere la figura dell’infermiere laureato nel catalogo dei servizi. Questo perché, anche tra i disabili, aumenta la necessità di servizi sanitari qualificati. Soprattutto per la gestione corretta delle terapie che hanno bisogno, in molti casi, di essere accompagnate da valutazioni cliniche.

 

 

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Appm: voucher e rette rischiano di pesare sulla qualità dei servizi.

Anche l’Associazione provinciale per i minori, rappresentata in Quarta commissione dal presidente Marco Depaoli e dal direttore Paolo Romito, ha messo in evidenza la preoccupazione per l’introduzione della gare d’appalto e anche per il sistema dei voucher per i servizi. Pensare ad una rotazione delle associazioni che erogano i servizi per i minori che verrebbe introdotta con le gare d’appalto, ha affermato Romito, avrebbe un impatto assolutamente negativo sulla continuità educativa. I ragazzi seguiti dall’Appm, sono oggi 300, si troverebbero di fronte a nuovi educatori (oggi 174), a relazioni personali spezzate e da ricostruire. Inoltre, e questo è stato sottolineato anche dall’Anfass, le associazioni, di fronte alla precarietà degli appalti, sarebbero disincentivare a fare investimenti. Sul versante delle rette e dei voucher, ha proseguito Romito, pur condividendone la logica, c’è il rischio di irrigidire le prestazioni che, nel campo socio – assistenziale, hanno invece bisogno di flessibilità per adattarle alle esigenze individuali dei ragazzi. Inoltre, ha chiuso Romito, pensare alla compartecipazione alle spese da parte delle famiglie nella stragrande maggioranza dei casi seguiti da Appm è semplicemente impossibile.

Infine, in Quarta commissione, in questa “ricognizione” sulla riforma del sistema socio – assistenziale, seguita all’approvazione da parte del Consiglio della risoluzione proposta da Alex Marini di 5 Stelle, è intervenuta Anna Giacomuzzi presidente dell’Associazione nazionale educatori professionali che ha presentato l’intricata, anzi confusa, situazione seguita dall’introduzione di queste figure professionali nell’Ordine dei dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
La lunga giornata di audizioni si è chiusa con l’intervento di Luca Zeni del Pd il quale ha auspicato che la riforma, avviata con la legge del lontano 2007, possa arrivare in porto in tempi rapidi.

 

 

 

 

Ordine degli infermieri

 

Educatori professionali

 

Ordine degli assistenti sociali

 

documento Anfass

 

Documento Appm

 

Ordine Tsrm