QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Prima commissione, via libera alla manovra di bilancio. Il ddl sul bilancio, il numero 38, l’ultimo dei tre che compongono la manovra di bilancio 2020, è stato votato in serata con 5 sì della maggioranza e tre contrari di Pd, Patt e Futura. Approvati nel pomeriggio anche gli altri due ddl: la collegata (n. 36) con 5 sì e 4 no; mentre il ddl stabilità (n. 37) è passato con 5 sì, tre no e l’astensione di Alex Marini di 5 Stelle.

 

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Rossi: nella manovra non c’è nulla che ci metta al riparo dalle follie della politica nazionale.

Nelle dichiarazioni di voto che hanno preceduto la chiusura del dibattito in Prima commissione, il capogruppo Ptt, Ugo Rossi, ha ribadito che, a suo parere, si tratta di una manovra di scarso respiro che, soprattutto, non dà risposte su temi cruciali per l’Autonomia come la neutralità fiscale. Non c’è traccia, insomma, di iniziative che possano mettere al riparo il bilancio della Pat dalle manovre fiscali dello Stato. Alla base di questo bilancio, sempre secondo Rossi, appare chiaro il concetto che fortune o sfortune dell’Autonomia devano dipendere da quale governo, amico o nemico, è al potere a Roma. Non c’è nulla, insomma (anche se il capogruppo Patt ha auspicato che Fugatti arrivi in aula con una proposta), che “ci metta al riparo dalle follie politiche nazionali”.

 

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Tonini: la manovra deve fare i conti con i problemi strutturali del Trentino.

Giorgio Tonini, capogruppo del Pd, ha detto che il no del suo gruppo al bilancio è motivato non tanto per quello che c’è, ma sopratutto per quello che manca. Prima di tutto la mancanza di un obiettivo programmatico in grado di mobilitare la comunità trentina. Non si tratta di essere visionari, ha aggiunto, ma di fare i conti con i problemi strutturali del Trentino che, ha ricordato, la stessa nota di aggiornamento al Defp ha coraggiosamente messo in evidenza. Il rischio, ha aggiunto Tonini, è quello di fare cinque bilanci uno diverso dall’altro, quando invece c’è la necessità di concentrare le risorse su un obiettivo principale. Comunque, il capogruppo Pd ha concluso il suo intervento affermando che “l’opposizione verrà in aula con spirito costruttivo per essere una risorsa e non un problema per la comunità. Offrendo idee e contenuti in una visione d’insieme”.

 

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Ghezzi: una manovra caratterizzata più dalla paura che dal coraggio.
Paolo Ghezzi, capogruppo di Futura, ha affermato che questo è un bilancio tattico più che strategico, caratterizzato più dalla paura che dal coraggio. Un bilancio, ha aggiunto, rassegnato e affidato a variabili esogene come dimostra l’articolo che riguarda l’Itea. Una manovra che, ha detto ancora Ghezzi, è stata criticata anche dagli imprenditori che si sono espressi con un documento che dovrebbe preoccupare il presidente Fugatti. Una manovra, ha concluso, che si dice ispirata a una nuova socialità ma che poi ricalca i pregiudizi nei confronti di chi è diverso, di chi, ha detto citando Fugatti, non fa parte delle “appartenenze storiche” del Trentino.

 

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Cia: una manovra con una forte impronta sociale.

Claudio Cia di Agire ha affermato che i voti di astensione su alcuni articoli dei tre disegni di legge che compongono la manovra finanziaria dimostrano che c’è una certa condivisione da parte della minoranza. Un atteggiamento, ha aggiunto, che fa ben sperare per l’aula. Poi Cia ha spostato il suo ragionamento sulla Regione affermando che se, come ha detto Rossi, se ci sono le follie della politica nazionali non vanno dimenticate quelle della politica locale che hanno portato la Regione nelle attuali condizioni. Per quanto riguarda l’accusa di mancanza di visione della manovra, l’esponente di Agire ha ricordato che questa maggioranza, rispetto a quella precedente, ha scelto di ascoltare più la gente e meno le statistiche. Per questo il bilancio della Giunta Fugatti, sulla linea dell’assestamento, ha una forte impronta sociale.

 

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Masè: non è vero che manca una visione, si punta alle ricadute concrete.

Vanessa Masè della Civica ha detto che i contenuti di questo bilancio contengono il filo rosso della campagna elettorale e del programma di legislatura. Una manovra che non manca di visione, come sostiene la minoranza, ma è improntata alla concretezza, che mira, secondo la visione della maggioranza, alle ricadute reali a favore della popolazione trentina.

 

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Savoi: una finanziaria realistica sulla quale gravano le scelte del “governo della miseria” di Roma.

Infine, Alessandro Savoi della Lega, ha affermato che si tratta di una finanziaria realistica. Inevitabilmente realistica perché gravata dalle scelte di quello che ha definito “il governo degli incompetenti” che impone al Trentino norme ingiuste ma che si è costretti a rispettare. Una manovra nazionale (Savoi l’ha definita “della miseria”) che ingessa ancor di più il nostro bilancio già appesantito dalla spesa corrente che rende difficile gli investimenti. Inoltre, la contrazione delle risorse, causata dal venir meno degli arretrati dello Stato, costringe il governo provinciale a fare meglio con meno soldi anche se, ha concluso, va continuata la battaglia contro Roma per riportare il 90% delle entrate fiscali nelle casse della Provincia.