PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 17)

Nel pomeriggio in prima Commissione le audizioni alla manovra di bilancio. Dopo aver ascoltato gli assessori nella giornata di ieri e nella mattina di oggi, la prima Commissione permanente, organismo presieduto da Vanessa Masè (Civica Trentina), ha ospitato nel pomeriggio le audizioni alla manovra di bilancio della Giunta Fugatti, che il Consiglio provinciale discuterà nel mese di dicembre. Di seguito diamo una sintesi delle posizioni emerse dall’ascolto dei soggetti consultati.

 

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Consiglio autonomie locali
Il Presidente del Cal Paride Gianmoena ha esordito evidenziando i temi strategici di questa manovra. Primo tra tutti, quello del protocollo di finanza locale, approvato la scorsa settimana e frutto di un importante lavoro, che ha messo in evidenza il senso di responsabilità dei comuni, introducendo nuove modalità di trasferimento dei fondi che comportano una rivoluzione rispetto al passato. L’idea che si è fatta strada è quella di togliere i vincoli e dare maggiore libertà ai comuni, tuttavia serve a suo avviso incentivare chi sposa l’idea di collaborare nella gestione associata. In quest’ottica è importante proseguire il confronto tra Giunta e comuni e conoscere gli investimenti provinciali per comprendere com’è inserito il protocollo all’interno della programmazione provinciale.

Altro tema rilevante messo in evidenza e contenuto nell’articolo 14 e rispetto al quale è stato espresso disaccordo con la Giunta, riguarda la norma sugli alloggi Itea. Gianmoena ha rilevato delle perplessità sul meccanismo, considerato ingiusto, della perdita dell’alloggio Itea da parte dell’intera famiglia in caso di condanna, ad esempio di un figlio, ad una pena superiore a 5 anni. Infine, buona l’idea di agevolare i negozi periferici e con riferimento a questo argomento è giunta dai comuni la richiesta di trovare delle risorse per ristrutturare un immobile a disposizione ed affidarlo ad un soggetto che ne garantisca la gestione.

Paolo Ghezzi (Futura) ha ringraziato Gianmoena per l’accenno esplicito ed esauriente all’articolo 14. Giorgio Tonini (PD) si è associato, condividendo le obiezioni a quella norma che diventerebbe di fatto una pena accessoria a carico dei familiari del condannato. La questione del superamento delle gestioni associate, invece è a suo avviso poco chiara: rimuovere il vincolo giuridico senza una reale autonomia dei comuni diventa un po’ difficile ha osservato.

I modelli organizzativi sono sostanzialmente due, ha replicato Gianmoena: le fusioni e le gestioni associate. Le norme sulle prime sono rimaste identiche, mentre le gestioni associate non sono altro che convenzioni in cui si cerca di organizzare la struttura dei comuni. Gianmoena ha ricordato che la norma, allorché fu introdotta nel 2015, era inserita in un contesto difficile a a budget zero, senza possibilità di sostituire i dipendenti. Gli ambiti di quella norma erano troppo grandi, ha aggiunto e ha ribadito come oggi in un mutato contesto sia opportuno incentivare e agevolare le gestioni associate in forma libera e con la possibilità di assumere.

Ugo Rossi (Patt), considerando l’introduzione virtuosa di una premialità per i comuni che si affidano alla gestione associata, ha chiesto quale sia il calo di risorse umane che si osserva nel comparto rispetto al 2015. Inoltre, ha invitato a chiarire, dal punto di vista del messaggio politico, se ad avviso del Cal occorra tornare indietro dalle gestioni associate oppure se sia positivo spingere in quella direzione. Sul primo punto Gianmoena ha detto che “si parla di un di più, ma su un di meno”: abbiamo perso più o meno 400 dipendenti dal 2015 e con questo protocollo la pubblica amministrazione non tornerà ad avere quell’organico, ma sarà fatto comunque un passetto avanti. Quanto alle gestioni associate i comuni non potranno farne a meno perché non abbiamo comuni sufficientemente strutturati per essere in tutto autonomi. La necessità di formazione, di specializzazione, di collaborazione stanno aumentando perchè il sistema è sempre più complesso. L’idea politica è quella di incentivare lo strumento delle gestioni associate, dunque, altrimenti il protocollo non avrebbe ragione di esistere.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha chiesto se i 20 milioni di euro per i comuni sono ad avviso della Cal sufficienti. Lo consideriamo un budget semestrale, ha chiarito Gianmoena, che ha osservato che nel 2015 il budget era zero. Nel contesto di una valutazione complessiva 40 milioni di euro potrebbero essere a suo parere una cifra adeguata. Per comprendere l’ordine di grandezza, parliamo di circa 1007120.000 euro per un comune di 900/1000 abitanti, una cifra che permetterà di fare fronte ad alcune piccole opere o manutentare quello che già c’è.

 

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Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
A seguire sono intervenuti per la Camera di Commercio Giovanni Bort (Presidente), Alberto Olivo (segretario generale) e Massimo Pavanelli (Ufficio studi e ricerche). Bort ha svolto alcune riflessioni a cominciare dalla stagnazione economica e dal rallentamento dell’economia dovuto a una serie di fattori internazionali. Bort ha espresso un sincero apprezzamento per il metodo fortemente orientato al confronto con tutti i soggetti, basato su temi e proposte concrete, adottato dalla Giunta nella costruzione di queste norme ed ha assicurato sinergie e collaborazioni nella formulazione di proposte e indirizzi allo sviluppo. Positivo il parere complessivamente rivolto alla manovra.
Rispondendo ad una sollecitazione di Alex Marini (5 Stelle) e di Sara Ferrari (PD) Alberto Olivo ha detto che il gruppo di lavoro sull’andamento dell’economia e la ricaduta delle politiche economiche annunciato dal presidente Fugatti risponde ad un’esigenza già ravvisata dalla Giunta della passata legislatura. La forma di collaborazione deve ancora essere strutturata e gli strumenti non sono ancora stati individuati e concretizzati, ma la disponibilità a collaborare c’è. Massimo Pavanelli ha notato che valutare tutte le politiche pubbliche è pressoché impossibile, servirà individuarne alcune e mettere a fattore comune tutta una serie di professionalità esistenti per sperimentare una forma di analisi: un esercizio complesso, ambizioso, ma meritevole di attenzione.

 

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Sindacati
Andrea Grosselli (Cgil) ha illustrato il documento unitario che parte da un’analisi del contesto nazionale in rallentamento che incide anche sulle dinamiche economiche ed occupazionali in Trentino. La prima vera sfida dovrebbe dunque essere rinvigorire il tasso di crescita dell’economia e rafforzare il ruolo di supporto della pubblica amministrazione ad aziende e cittadini. Purtroppo, invece di premere sull’acceleratore la Giunta con questa manovra sta prendendo tempo, ha proseguito Grosselli, spostando in là e rimandando scelte che sarebbero strategiche. Ci saremmo aspettati più coraggio e indirizzi di politica più robusti, ha proseguito, perché rimandare le scelte non è mai una buona idea. In generale si chiede un’analisi della domanda di beni e servizi perché da lì passa la capacità di essere innovativi e performanti. Manca in queste norme un disegno complessivo sull’assetto istituzionale del Trentino e si torna indietro su alcune questioni senza una cornice complessiva. Mancano del tutto le risorse minime necessarie per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici. Sul welfare c’è un rallentamento dell’attività riformatrice e stiamo in attesa dell’urgente varo della prima sperimentazione dello Spazio Argento. Per il sociale, abbiamo accolto favorevolmente le rassicurazioni sulla copertura dei maggiori oneri derivanti dal rinnovo, dopo otto anni, del contratto collettivo delle cooperative sociali, anche se a bilancio non si vedono. Stiamo aspettando un quadro complessivo sugli affidamenti del terzo settore, mentre va prevista un’estensione del regime transitorio degli affidamenti dei servizi socio-assistenziali.

Manca un riferimento a investimenti in nuove costruzioni da parte di Itea e in questo contesto chiediamo anche uno stralcio dell’articolo 14 che modifica i requisiti di accesso e permanenza negli alloggi a canone sostenibile. Crediamo che debbano essere garantiti i servizi ovunque in Trentino, oltre che gestire le risorse in modo tale che si facciano investimenti anche laddove ci sono reali difficoltà. Sulla famiglia, il bonus nido statale e la quota B2 dell’assegno unico per l’abbattimento delle rette dei nido sono di fatto inconciliabili. Rinunciare alle risorse statali significherebbe fare un torto al Trentino e su questo aspettiamo di poter interloquire con la Giunta. C’è una riduzione dei finanziamenti su lavoro e formazione, quando invece servirebbe uno stanziamento straordinario anche sull’invecchiamento della forza lavoro, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, sull’occupazione femminile, sulle retribuzioni nel pubblico e nel privato che non garantiscono il potere di acquisto. Serve maggiore equità fiscale e vorremmo ragionare su una diversa modalità per scaglionare le aliquote Irpef. Sullo sfondo il tema dei cambiamenti climatici in atto e il riflesso sulla sostenibilità dello sviluppo: ad un anno da Vaia serve un investimento massiccio e occorre fare molto di più. Infine, serve rilanciare un patto per l’autonomia e una nuova responsabilità, basta con la stagione degli slogan per arrivare ad un impegno concreto e comune per decidere insieme della nostra terra, perché per noi vengono sempre prima il Trentino e la sua Autonomia.

Walter Alotti (Uil) ha rimarcato la parte del bilancio che riguarda le entrate: oltre a rimodulare l’Irap si dovrebbero aumentare le tasse di concessione provinciale come acque termali, cave, miniere e impianti funiviari e piste da sci. E’ possibile risparmiare andando a rivedere la gestione del debito provinciale e lavorando sullo spread applicato ai tassi d’interesse sui prestiti acquisiti sul mercato europeo. Una proposta lanciata dalla Uil è quella di attivare il corpo di polizia municipale dei nuclei specializzati e il corpo forestale rispetto alla sicurezza sul lavoro. Infine, un’osservazione rispetto alla questione casa: il taglio di investimenti sull’edilizia pubblica è un segnale negativo sul quale si auspica si faccia marcia indietro: l’edilizia può essere un importante volano economico rispetto agli investimenti, al lavoro e alle imprese.

Due note ad integrazione le ha poste per la scuola Michele Bezzi (Cisl) che ha sollevato il problema di rinnovo dei contratti, invitando la Giunta a stanziare almeno la quota del 3,5% dell’Ipca: in questo contesto per la prima volta nella storia arriviamo dopo anche il livello nazionale. Di pari passo alla trattativa economica si dovrebbe inoltre aprire anche la partita ordinamentale e giuridica, oltre che dare una continuità didattica e dei servizi e garantire la stabilizzazione del precariato.
Ci ha molto colpito, ha aggiunto Franco Janeselli (Cgil), oltre all’assenza di risorse per il rinnovo dei contratti e alle poche idee contenute nella manovra, leggere nel documento di economia e finanza che ci rassegniamo ad avere 10 punti base di crescita ulteriore nei prossimi anni rispetto ad una crescita già asfittica per l’Italia. Questo è molto preoccupante, ha osservato, non per una parte politica, ma per l’intera comunità.

Maurizio Valentinotti (Fenalt) ha fatto un accenno a Sanifonds che fatto così com’è serve a poco o a niente: visto che l’amministrazione decide ancora adesso di investirci faccia in modo da condizionare le scelte e da farlo diventare una cosa seria. L’articolo che riguarda l’inserimento dei giornalisti nel contratto delle autonomie locali è pasticciato: sono un sostenitore del fatto che questa categoria debba essere contrattualmente autonoma, ha aggiunto. Assurda e non costituzionale la norma 14 sull’Itea. Ennio Montefusco (Satos) ha evidenziato le contraddizioni del comparto scuola che per come sono attualmente messe le cose, per 5 anni avrà zero aumenti. Non parliamo del personale Ata, gli “invisibili”, gli ultimi degli ultimi, per i quali servirebbe maggiore attenzione: all’articolo 17 si propone una piccola modifica con l’introduzione di medesime modalità di concorso per personale che fa parte dello stesso comparto.

Antonella Chiusole (Dirpat) ha osservato che questa manovra non valorizza il personale della pubblica amministrazione. Rinnoviamo la scelta di escludere il ricorso a dirigenti esterni quando vi sono dirigenti messi a disposizione e senza incarico, ha detto.

Ugo Rossi (Patt) ha chiesto il parere dei sindacati rispetto al tema della definizione degli strumenti di agevolazione, ai fini della sostenibilità del bilancio. Grosselli ha replicato che la revisione delle aliquote Irap non è una novità e Janeselli ha detto che l’associazione artigiani ha comunicato che c’è un tavolo in atto per rivedere il sistema delle agevolazioni nel quale i sindacati non sono coinvolti. Sull’Irap Walter Alotti ha rilevato l’incertezza di un “bilancio preventivo provvisorio”: sarebbe stato il caso di pensare ad interventi rispetto alle entrate facendo un prelievo fiscale su quelle categorie che hanno maggiormente beneficiato dell’intervento pubblico nel corso degli anni.

In sintonia con la preoccupazione espressa per la crescita si è detto Giorgio Tonini (PD) che ha chiesto un’opinione sulle imprese con riferimento al tasso di apertura ai mercati internazionali particolarmente basso in Trentino. Janeselli ha risposto che è evidente la scarsa apertura del nostro sistema all’internazionalizzazione che comporta un rallentamento della crescita e il posizionamento delle imprese locali nelle catene produttive del valore: per questo è molto preoccupante la tendenza al disinvestimento nelle politiche del lavoro e nella formazione continua, ha aggiunto.

 

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Imprenditori, Ance, Agricoltori
Per il Coordinamento provinciale Imprenditori, Fausto Manzana ha evidenziato l’aspetto delicato di questa manovra che risiede nella contrazione delle risorse che renderebbero necessaria una razionalizzazione della spesa corrente e degli investimenti che questa manovra non contiene. Tuttavia è impossibile valutare compiutamente questo progetto di bilancio senza poter ragionare sull’assestamento e con un tempo superiore rispetto ai pochi giorni che abbiamo avuto a disposizione in questa occasione. Ai fini di comprendere meglio la manovra sarebbe necessario conoscere come questa si declina nei diversi capitoli, già integrati delle ipotesi dell’assestamento: avere un’idea di quanto accadrà a valle sarebbe particolarmente rilevante. Allentare i vincoli di bilancio in capo ai comuni con il superamento delle gestioni associate, del turn over del personale desta non poca preoccupazione, ha osservato. Bene il fondo sulla green economy, mentre non c’è traccia del fondo per il sostegno alla crescita delle imprese e questo appare emblematico.

Apprezzato l’aumento dell’aliquota Irap agevolata al 2,68, mentre si chiede l’eliminazione della maggiorazione per le holding industriali penalizzate in Trentino rispetto ad altri territori del paese. Si lamenta la difficoltà di reperimento di risorse umane per le imprese, quindi si cheide di essere maggiormente inclusivi nei confronti di coloro che desiderano integrarsi nella comunità e il sostegno a politiche attive del lavoro. Abbiamo apprezzato gli stati generali della montagna e il forum della ricerca, ha dett manzana, ma ci piacerebbe capire quali risorse si intendano dare all’innovazione. Quanto al ruolo della Camera di Commercio, va potenziato il Centro studi per trovare le risposte necessarie sul funzionamento delle misure, sopratutto in un contesto di ristrettezza di risorse. Sarà anche importante confrontarsi con il governo per discutere il nostro contributo alle risorse finanziarie e contestualmente capire quante sono le risorse europee di cui potremo disporre. In sintesi Manzana ha fatto rimando alle proposte specifiche di modifica e integrazone elaborate e contenute in un documento consegnato ai commissari. La presidente della Federazione cooperazione Marina Mattarei ha ribadito la difficoltà di fare sintesi nella ristrettezza di tempi in cui ci sie è trovati ad elaborare le osservazioni.

Il presidente dell’Ance Giulio Misconel ha espresso preoccupazione per la flessione di risorse complessiva di quasi 500 milioni di euro di qui al 2022. Tuttavia, senza investimenti non si va da nessuna parte ed occorre dunque tenerne conto, anche considerando che nel 2026 ci attendono le Olimpiadi e gli investimenti al riguardo occorre pensarli subito, ha aggiunto. Sul tema appalti pubblici servono a suo avviso una maggiore efficienza e un testo normativo serio e condiviso, che premi le aziende con mezzi propri e attrezzature. Bene lo stanziamento dei 10 milioni per l’abbattimento dei mutui, gli stanziamenti per Itea per la riqualificazione energetica e la semplificazione amministrativa nel cambio di destinazione d’uso, così come positiva è la riconduzione alle finalità originarie del Progettone e sono apprezzabili il mantenimento dell’Irap e l’estensione delle agevolazioni sull’Imis. Iniqua invece appare la misura che prevede l’abbattimento degli oneri assicurativi dei familiari a favore esclusivamente dei dipendenti pubblici.

Per Codiretti il direttore Mauro Fiamozzi ha rilevato l’incertezza in merito alla Pac. Sono condivise le osservazioni contenute nella Nota di aggiornamento per il settore agricolo sulle linee guida e interventi nel medio e lungo periodo che rispondono alla visione di Coldiretti per il settore. Si confida che le risorse stanziate siano sufficienti. In particolare, l’obiettivo di realizzare un progetto di razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua in agricoltura in val di Non con l’utilizzazione di tecnologie innovative, deve diventare occasione e opportunità di fare sistema per ottenere ricadute positive all’intero comparto. Infine, Fiamozzi ha evidenziato il ruolo sempre più importante dei giovani agricoltori, nell’ottica di una politica agricola legata all’innovazione. L’agroalimentare, ha concluso, è un pilastro fondamentale che se vale il 25% a livello nazionale, in Trentino vale sicuramente qualcosa in più.

Paolo Calovi (CIA) ha rilevato l’importanza delle risorse idriche anche in relazione ai cambiamenti climatici. Servono impianti di nuova generazione, rispondenti a tecnologie all’avanguardia e vanno creati dei bacini di accumulo. Per le aziende zootecniche serve un ragionamento serio, così come appena possibile sono auspicabili nuovi fondi per il settore.

Il presidente degli allevatori trentini Mauro Fezzi ha evidenziato la necessità di avere garanzie sul 2020 per le misure del piano di sviluppo rurale. In una situazione tutto sommato positiva perché il mondo del latte sta dando buone risposte si auspica che proseguano gli interventi legati alla promozione dei prodotti e alla green economy di presidio delle valli. Senza allevamento e agricoltura in montagna muore tutto, ha detto. Tutti i fondi messi a disposizione per mantenere il presidio della montagna sono a suo avviso fondi investiti bene.

Ugo Rossi (Patt) ha notato che stiamo discutendo il bilancio con continui rimandi all’assestamento. Come giustamente rilevato dagli imprenditori servirebbero dunque maggiori dettagli sull’assestamento, sopratutto considerando che i dati di Banca d’Italia evidenziano che c’è necessità di mantenere la massima continuità possibile. C’è la possibilità nelle norme, ha aggiunto, di anticipare sul bilancio di previsione ciò che sarà nell’assestamento e occorre essere lungimiranti e strategici per utilizzarle in tal senso: questa è la prima risposta da dare, anticipando nel bilancio di previsione gli investimenti su tutti i capitoli e programmando in maniera completa e compiuta. Altra questione strategica a suo parere, vista la carenza di risorse e aldilà delle Olimpiadi, la leva del debito. Chi riduce il debito può farne a meno e dunque strategicamente l’impegno della Provincia è andare a modificare quelle norme. Serve un patto forte su questo aspetto, ha concluso.

Giorgio Tonini (PD) ha fatto un rilievo sul metodo che ha molto a che vedere con la qualità della produzione legislativa: da domani dovremo votare tutta questa massa di materiale in una sola giornata. In seconda battuta ha rilevato l’aspetto della crescita, un tema posto a suo parere non con la necessaria consapevolezza della drammaticità del passaggio. In base ai dati di previsione dell’andamento della nostra economia noi saremo l’ultima regione del Nord e appena sopra la media nazionale e questo non può essere accettato e subito, ma vanno messe in campo tutte le risorse a servizio di un obiettivo programmatico diverso dal tendenziale.

Manzana ha replicato sulla questione debito ritenuta preoccupante: senza gli investimenti il declino è facilmente prevedibile, ha detto. Va prestata la massima attenzione alla spesa corrente, ha aggiunto, e va immaginata una provincia che investe di più, adesso, sulle infrastrutture turistico alberghiere e che innova sull’ospitalità che muove un indotto incredibile. Ci aspettiamo di poter dare il nostro contributo, ha concluso.