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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * PRIMA COMMISSIONE « DDL PER ISTITUIRE “OSSERVATORIO CONTRASTO CRIMINALITÀ ORGANIZZATA-MAFIOSA“ »

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15.07 - giovedì 07 novembre 2019

Nota di presentazione del disegno di legge presentato da Alex marini (5 Stelle) per istituire presso il Consiglio provinciale un osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e per la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole.

Sarà la Prima Commissione permanente del Consiglio ad esaminare il disegno di legge 34 proposto il 30 ottobre scorso da Alex Marini del Movimento 5 Stelle. Il testo prevede di istituire inserendo un’apposita norma nella legge provinciale 15 del 2011 dedicata alla “promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato”, un “osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e per la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole”.

 

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Tre compiti: raccogliere dati, elaborare proposte e assistere gli enti pubblici.

L’osservatorio andrebbe incardinato presso il Consiglio provinciale per svolgere tre tipi di attività. La prima è la raccolta e l’analisi dei dati riguardanti la presenza della criminalità organizzata in Trentino e sulle iniziative pubbliche o private intraprese per contrastarla anche con la creazione di sistemi digitali per la raccolta di informazioni. In secondo luogo l’osservatorio sarà chiamato ad elaborare e proporre al Consiglio e alla Giunta provinciale azioni idonee a rafforzare gli interventi di prevenzione e contrasto alla criminalità, soprattutto con misure per la trasparenza e la legalità realizzate anche attraverso la rete internet, segnalando alle autorità competenti le situazioni problematiche e tenendo conto dei settori economici e amministrativi più esposti alle infiltrazioni criminali individuati nei rapporti delle autorità inquirenti e delle forze dell’ordine. Terzo impegno dell’osservatorio: assistere gli enti a ordinamento provinciale e i comuni trentini, a loro richiesta, nell’analisi del contesto esterno a fini di contrasto della corruzione.

 

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Cinque componenti esperti in questo settore.

Il disegno di legge di Marini stabilisce che l’osservatorio sia formato da cinque personalità di riconosciuta esperienza nel campo del contrasto al crimine organizzato e della promozione di legalità e trasparenza, che assicurano indipendenza di giudizio e azione rispetto alla pubblica amministrazione e alle organizzazioni politiche, sindacali e di categoria. Per ogni giorno di effettiva partecipazione alle sedute dell’osservatorio, ai suoi componenti spetta un compenso di 140 euro, oltre al rimborso delle spese di viaggio sostenute per lo svolgimento dell’incarico, in misura analoga a quanto previsto per i consiglieri provinciali. I componenti dell’osservatorio sono nominati dall’ufficio di presidenza del Consiglio provinciale e non possono essere immediatamente rieleggibili. Sono individuati con un sorteggio, a cura del segretario generale del Consiglio provinciale, un membro effettivo e un membro supplente nell’ambito di ciascuna delle terne proposte dai presidenti della corte d’appello di Trento, della sezione di controllo della corte dei conti di Trento, del tribunale amministrativo regionale di Trento e del Consiglio delle autonomie locali e della terna proposta dal rettore dell’Università degli studi di Trento. Infine il ddl fissa in cinque anni la durata in carica dell’osservatorio.

 

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La relazione illustrativa: il Trentino non è un territorio immune dal fenomeno.

Nella relazione illustrativa che introduce il disegno di legge, Marini ricorda che al riguardo il 26 luglio scorso il Consiglio provinciale aveva approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta in due direzioni: a predisporre entro due mesi una comparazione tra i quadri normativi esistenti in materia di organismi regionali, provinciali e locali per il monitoraggio del fenomeno della criminalità organizzata; e ad istituire appunto un osservatorio (entro il 31 dicembre 2019), per contribuire alla raccolta e all’analisi di dati ed informazioni al fine di predisporre le politiche pubbliche necessarie per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la corruzione nel territorio Trentino. Il 24 settembre scorso la presidenza della Provincia ha mantenuto il primo impegno segnalando come nelle Regioni dove è presente un osservatorio del genere, questo venga incardinato presso il Consiglio regionale e formato alternativamente o da esponenti di maggioranza e minoranza, garantendo così un’equa partecipazione delle forze politiche, oppure da professionalità esterne di comprovata esperienza in materia di criminalità organizzata.

Secondo Marini poi, quanto riguarda la diffusione della corruzione, “non si può fingere che il territorio della Provincia autonoma di Trento ne sia esente. I rapporti annuali delle forze dell’ordine locali parlano quasi esclusivamente di traffico di sostanze stupefacenti e furti e quasi per nulla dei reati contro la pubblica amministrazione, ma il costo aggregato della corruzione si fa sentire anche da queste parti. Da noi, salvo l’ambito delle grandi opere per i grandi assi ferroviari e stradali, forse non ci sarà l’humus per una corruzione politica accentrata ma di certo c’è quello della cosiddetta corruzione politica decentrata e di quella burocratica, che non si manifestano più solo con giri di mazzette in contanti ma soprattutto attraverso altre forme di scambio, cioè tramite incarichi e consulenze di vario tipo forniti in base a rapporti di reciprocità ufficialmente invisibili ma di fatto reali nelle loro conseguenze, laddove queste attività pagate con denaro pubblico diventano esse stesse merce di scambio”.

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