CGIL CISL UIL - TRENTINO

Assemblea unitaria 3/12/2020, ore 10.00 - da Trento

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL BANCO ALIMENTARE TRENTINO-AA

DUILIO PORRO

Focus su: azione - storia - progetti - sostegno

La I Commissione permanente del Consiglio provinciale – presieduta da Vanessa Masè – oggi pomeriggio ha sviluppato la discussione generale sui disegni di legge della Giunta che compongono la manovra di bilancio preventivo Pat per il 2021. Erano presenti anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il vicepresidente Mario Tonina. Lunedì (mattina e pomeriggio) i lavori si concluderanno con l’esame degli articoli e il voto finale della Commissione.

 

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Ugo Rossi.
Propongo al presidente Fugatti che – se in dicembre l’esame della manovra finanziaria dovesse essere affrontato con sedute consiliari in videconferenza – si organizzi un previo e straordinario incontro dell’esecutivo con i capigruppo, per poter analizzare a fondo la materia. Noi consiglieri abbiamo il ruolo di consigliare, ora e in funzione anche del difficile assestamento di bilancio che si dovrà affrontare l’anno prossimo.

Purtroppo ho chiesto ad esempio dati sui test antigenici e non ho avuto nessuna risposta: questo clima deve cessare, se si vuole il bene del Trentino. Annoto che ci serve programmare per il futuro e siamo dinanzi invece a una manovra che non pianifica, non guarda avanti. Non si può andare dalle parti sociali a dire che ci sono 100 milioni di euro in più per la sanità, mentre sono 46 in più rispetto a quelli che si volevano inizialmente stanziare per il 2021. Intanto sul fondo di riserva del presidente ci sono grosse somme non utilizzate e l’avanzo di bilancio l’anno prossimo supererà i 200 milioni. Riguardo al Recovery Fund alle viste: suggerisco di immaginare opere sovraterritoriali, candidabili agli occhi del Governo a diventare opere utili al Trentino ma con carattere anche nazionale (penso per esempio all’anello ferroviario delle Dolomiti o alle soluzioni per il collegamento Veneto-Trentino, con uscita a Trento sud, un’opera che salva il traffico della Valsugana ed era già stata concordata con Veneto e Stato).

 

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Mara Dalzocchio.
Siamo di fronte a una situazione eccezionale e a una crisi economica senza precedenti. La manovra finanziaria sconta per forza questa contingenza, è ingeneroso quindi parlare di mancanza di visione del governo provinciale. Le risorse finanziarie sono in discesa, nel 2022 mancheranno 5-600 milioni di euro. Questa è un’emergenza e le energie sono assorbite dalla lotta al Covid-19, l’amministrazione Fugatti la sta affrontando con leggi lungimiranti come la Riparti Trentino e con un solido piano di opere pubbliche da mettere in cantiere. Respingo anche le critiche riguardo al conteggio dei contagiati emersi dai tamponi rapidi, perché lo stesso Zaia ha chiesto al Governo di chiarire come si deve procedere. Si cita sempre Kompatscher, ma invito a vedere in quale drammatica situazione si è venuto a trovare l’Alto Adige.

 

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Giorgio Tonini.
Il consigliere ha condiviso lettera e spirito dell’intervento di Rossi. Purtroppo – ha detto – le parole di Dalzocchio gelano ogni aspettativa di nuova apertura della maggioranza al confronto con le opposizioni. La situazione straordinaria richiederebbe soluzioni straordinarie e così stanno facendo Roma e Bruxelles. E’ stato rimosso il limite all’indebitamento degli Stati, con il risultato di pesanti scostamenti di bilancio. L’Italia passerà da avanzi primari a un’inedita situazione di disavanzo. Per fortuna la finanza pubblica del Trentino non subirà un tracollo, la trattativa con lo Stato è infatti andata a buon fine e per questo si deve dire grazie anche all’Europa. La Giunta Fugatti qui si è mossa con saggezza, facendo squadra con Bolzano e anche con noi dell’opposizione consiliare. Sulla stessa strategia di emergenza messa in atto da questo esecutivo non diamo un giudizio negativo.

Ciò detto, più debito pubblico per ristorare chi sta soffrendo maggiormente la crisi Covid è sì un approccio corretto, purché però si prepari al contempo il terreno per una prossima ripartenza del prodotto interno lordo e quindi degli introiti fiscali. Servono per questo riforme di sistema, ma la manovra di bilancio delude da questo punto di vista: manca una prospettiva programmatica che sia chiara negli obiettivi a medio termine. In piena crisi è difficile prevedere, ma è possibile programmare. L’aggiornamento del Defp invece scatta una foto precisa di short term, ma poi non la sviluppa nel senso di decidere dove si vuole andare e come. Questo è il limite che facciamo presente all’amministrazione Fugatti, invocando di poter lavorare tutti assieme per scongiurare le drammatiche previsioni riguardanti il Pil trentino. Il bilancio pluriennale che affrontiamo – ricordo – è l’ultimo utile per dare una svolta dentro i confini della legislatura 2018-2023.

 

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Alex Marini.
Ha citato la norma di materia referendaria tecnicamente stralciata dalla manovra finanziaria, auspicando che prossimamente il tema si possa comunque affrontare in Consiglio. Si è poi unito alla richiesta fatta dai colleghi per un cambio di rotta, per un nuovo metodo collaborativo, per un cambio di paradigma nell’affrontare la crisi.
Tema della banda larga sul territorio: tutti ne auspicano la piena realizzazione, ma poi non si mette mano alla materia. Innevamento artificiale: si mettono 5 milioni in bilancio, ma vogliamo cominciare a fare scelte su dove ha senso investire nello sci e dove questo senso non c’è? Protocollo di finanza locale: vogliamo pensare a nuove regole di ingaggio per la definizione di questo strumento fondamentale? Lettura retrospettiva: credo che dovremmo sì sviluppare programmazione per il futuro, ma anche dedicarci a studiare utilmente gli effetti delle scorse finanziarie, soppesarne l’efficacia concreta.

 

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Ivano Job.
In questa fase ci serve soprattutto trovare un equilibrio tra le misure necessarie per mettere in sicurezza la sanità e quelle per proteggere invece l’economia trentina. A Marini: con la crisi durissima in atto, non sarebbe questo il momento per decidere dove continuare a investire e dove fermare invece gli investimenti nello sci. Il programma di opere presentato dall’amministrazione Fugatti prospetta certamente importanti ricadute sull’economia provinciale.

 

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Il presidente Maurizio Fugatti.
Ringrazio per tutti i contributi di oggi. Convengo con la proposta di valutare modi per confrontarci a livello tecnico-politico prima dell’aula, soprattutto se la manovra dovesse essere affrontata in videoconferenza. La richiesta di prospettiva pluriennale: confermo che tra il 2020 e il 2022 le nostre risorse finanziarie caleranno e oggi non sappiamo quanto la crisi in atto sforerà anche sul 2021. Ricordiamoci che 2019 e 2020 sono stati caratterizzati sì da costanza di finanze, ma in corrispondenza a eventi straordinari come Vaia e Covid-19.

La prospettiva temporale del Recovery Fund – aggiungo – non è ancora chiara, noi siamo ai tavoli ministeriali e siamo pronti con i progetti di opere pubbliche già impostati e quindi adatti all’occasione, visto che si chiede di appaltare entro il 2023 e di cantierare entro il 2026. Elettrificazione della Valsugana: fino a Borgo ci siamo già e con il Ministero si ragiona per arrivare fino a Primolano. Tunnel ferroviario del Brennero: è certamente una delle grandi opere finanziabili, l’ha detto anche il ministro Amendola al Festival dell’Economia. Una considerazione sul p.i.l. trentino: le nostre previsioni (che danno -10,6% per il 2020) sono normalmente molto affidabili, anche perché parametrati al Fondo monetario internazionale. Dobbiamo essere consapevoli che in Trentino il turismo pesa per il 20% dell’economia e questo potrebbe causare una nostra sofferenza particolare rispetto al Paese.

Il tema del debito Pat: confermo, puntiamo nel 2021-2023 a mettere risorse a debito per 300 milioni di euro complessivi. Siamo fiduciosi e credo che si tratti di un obiettivo concretizzabile, con una prima tranche già nel 2021. Trentino Sviluppo: non è vero che ci mettiamo poche risorse, il problema è semmai che le politiche industriali degli anni passati non ce le possiamo più permettere. Ferrovia Rovereto-Riva: la progettazione è in capo a R.f.i., che ci sta lavorando e nel 2021 dovrebbe produrre lo studio di fattibilità. Sarebbe un risultato di grande rilievo.