PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 9)

Qui di seguito una sintesi delle mozioni discusse in Consiglio provinciale nel pomeriggio. Accolti quattro documenti.

Denis Paoli (Lega)
Oculisti itineranti nelle valli periferiche (accolta)
La mozione di Denis Paoli della Lega, accolta con il parere favorevole della Giunta, impegna la Giunta a valutare, con la collaborazione delle associazioni disponibili con l’Unità mobile oftalmica, la programmazione di nuove campagne di prevenzione per le patologie visive tramite laboratori oculistici itineranti, in particolare nelle case di riposo, circoli anziani in zone distanti dagli ospedali.
L’assessora Stefania Segnana ha ringraziato il consigliere per la proposta in materia di prevenzione e ha annunciato il parere favorevole.

La consigliera Paola Demagri (Patt), che ha anticipato il voto di astensione, ha osservato che la volontà di portare alcuni servizi in maniera capillare nelle zone più distanti dal presidio ospedaliero non può che essere apprezzabile. Tuttavia, pur considerando la bontà degli obiettivi, permane qualche perplessità l momento che si tratta di servizi di screening per persone anziane, che già hanno delle patologie in corso.
Perplessità e astensione anche da parte di Luca Zeni (PD), secondo il quale varrebbe la pena considerare il contesto di riferimento e ricordarci che ci stiamo muovendo dentro un settore che già da anni ha impostato il proprio sviluppo in questa direzione. Fare prevenzione in una casa di riposo, anche a suo avviso, sembra poco utile.

Anche Filippo Degasperi (5 Stelle) ha espresso la volontà di astenersi: va benissimo sopperire a problemi burocratici e di distanza con l’unità mobile oftalmica, però se io oggi chiedo all’Azienda sanitaria una visita di controllo a fini preventivi, devo aspettare fino al gennaio 2021. Bene dunque rincorrere i trentini con il camper, però forse sarebbe bene che gli oculisti nel frattempo non rincorressero il fatturato. Occorre fare attenzione, ha denunciato il consigliere del 5 Stelle, perché c’è un sistema in grossa difficoltà che non riesce a rispondere alle necessità dei trentini.
Claudio Cia (Agire) ha chiesto alcuni chiarimenti su come funzionerà il rapporto tra queste realtà e l‘utenza che usufruirà del servizio. La prevenzione, ha aggiunto, è sicuramente importante, ma bene sarebbe risolvere anche i problemi di tempistica almeno per la prevenzione secondaria e terziaria, ovvero per monitorare la progressione di una malattia in corso.

Il consigliere Denis Paoli (Lega) ha chiarito che non è una proposta spot, bensì si tratta di offrire un servizio aggiuntivo al territorio ed alle persone anziane in difficoltà. Si parla in particolare riferimento ai centri anziani e alle case di riposo, però sarà l’assessorato a valutare gli ambiti di intervento, che potranno certamente essere più ampi. Ritengo, ha concluso, che campagne di questo tipo che intervengono con servizi a disposizione dei cittadini e concorrono a ridurre i costi a loro carico non possano che essere condivisibili.
In dichiarazione di voto sono intervenuti nuovamente Demagri, Zeni, Degasperi. Quest’ultimo ha auspicato che questa mozione non venga usata come foglia di fico per coprire le carenze del sistema mentre Zeni ha invitato l’assessora a rispondere alle domande emerse durante il dibattito, senza ottenere replica.

Messo ai voti il documento è stato approvato con 21 sì, 2 no e 11 astensioni.

 

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Luca Gugliemi (Lista Fassa)
Comunicazione della Pat in ladino, mocheno e cimbro (accolta all’unanimità in forma emendata)
La mozione di Luca Guglielmi (Lista Fassa), accolta in forma emendata, impegna la Giunta ad attivarsi affinché la Pat tenga conto anche dei mezzi di comunicazione delle tre minoranze linguistiche trentine e si attivi perché le comunicazioni vengano diffuse anche nelle lingue ladina, cimbra e mochena, secondo criteri di adeguatezza e sostenibilità finanziaria.

Il Presidente Maurizio Fugatti ha espresso parere positivo al documento nella forma emendata concordata. Devis Moranduzzo (Lega) è intervenuto a supportare la mozione ed ha espresso piena condivisione per i contenuti. E’ giusto a suo parere avvalersi dei mezzi di comunicazione per valorizzare in maniera paritaria le lingue delle minoranze linguistiche cimbra, mochena e ladina, per salvaguardarne l’identità.
Il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha annunciato di votare la mozione, confortato dall’emendamento che concilia l’esigenza di comunicare nella lingua madre con esigenze di bilancio e di adeguatezza finanziaria: una scelta di responsabilità da parte della Giunta, ha detto.

Una proposta accoglibile anche per Lucia Coppola (Futura), per il grande rispetto nei confronti delle minoranze linguistiche, che rappresentano una ricchezza inestimabile. Gianluca Cavada (Lega) ha annunciato voto favorevole per un impegno di buon senso, positivo e costruttivo nel rafforzamento della tutela delle minoranze linguistiche da garantirsi tramite un adeguamento della comunicazione al pubblico.
Ha ringraziato il collega Guglielmi per la sensibilità dimostrata annunciando convintamente voto favorevole anche Giorgio Leonardi (Forza Italia).
Si è unita ai ringraziamenti Vanessa Masè (Civica): non è un passaggio scontato, ha osservato, per l’importanza che le minoranze rivestono anche per ragioni storiche di esistenza della nostra stessa autonomia.

Le minoranze sono il sale della nostra autonomia e tutelarle è sicuramente fondamentale, ha osservato Pietro Degodenz (UpT). Dello stesso parere anche Luca Zeni (PD), che ha però aggiunto che forse dovremmo mantenere toni non troppo enfatici visti i contenuti della mozione che non stravolge certo il sistema. Parere favorevole anche da parte di Claudio Cia (Civica), che ha apprezzato anche l’emendamento, augurandosi che lo stesso sia un passaggio di responsabilità e non impedisca di realizzare i nobili obiettivi della proposta.
Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha ringraziato il Presidente e tutti i colleghi per la condivisione, ribadendo le ragioni e gli obiettivi del proprio documento.
La mozione è stata approvata all’unanimità.

 

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Pietro De Godenz (UpT)
Protezione civile, misure di semplificazione per gli acquisti (accolta in forma emendata)
La mozione del consigliere dell’UpT, Pietro De Godenz, approvata in forma emendata, impegna la Giunta, come è stato già fatto per i Vigili del fuoco volontari, a fare tutte le valutazioni giuridiche di merito per individuare la possibilità di estendere a tutte le associazioni che operano a favore della Protezione civile le misure di semplificazione nell’esercizio dell’attività contrattuale connessa all’acquisto di beni e servizi.

A nome del gruppo della Lega Gianluca Cavada ha espresso sostegno alla mozione nella forma emendata con la Giunta, osservando che sarebbe auspicabile, almeno per alcune associazioni, introdurre una forma di maggiore flessibilità nell’utilizzo della piattaforma Mepat.
Pur comprendendo le ragioni del collega Degodenz, il consigliere Filippo Degasperi, che ha annunciato il voto di astensione, ha obiettato che, anziché introdurre delle deroghe, si dovrebbe intervenire a correggere le rigidità dei meccanismi osservati relativamente al mercato elettronico.
Giorgio Tonini (PD), pur riconoscendo la fondatezza delle osservazioni del collega Degasperi, è intervenuto a sostegno della mozione, che va nella direzione giusta. Tuttavia il consigliere del PD ha evidenziato la diversità sostanziale tra le istituzioni e le realtà di volontariato ai quali non possiamo applicare indistintamente le stesse regole.

E’ proprio questo il ragionamento che ha ispirato il documento, ha chiarito Pietro Degodenz: semplificare e sburocratizzare dove possiamo. Uno spirito che è stato condiviso anche da Ugo Rossi e dal suo Patt.
Così il voto: due astensioni e 30 voti favorevoli.

 

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Claudio Cia (Agire)
Via all’iter per la Val di Cembra patrimonio dell’umanità Unesco (accolta in forma emendata)
Accolta anche la mozione del consigliere Claudio Cia (Agire), che impegna la Giunta ad avviare l’iter per ottenere per la Valle di Cembra il riconoscimento da parte dell’Unesco di patrimonio dell’umanità. L’inserimento tra i siti Unesco della vallata, afferma Cia, è motivata dal suo paesaggio, frutto di un integrazione tra natura e uomo, e dal suo pregevole patrimonio culturale, storico ed artistico, mantenuto vivo dalla popolazione.

Il consigliere Luca Zeni (PD) ha esordito associandosi alla descrizione del collega Cia della bellissima valle di Cembra. Tuttavia, quello che preoccupa rispetto a questa mozione è l’iter seguito: questo testo non è frutto di un percorso di confronto con il territorio, che invece nel corso degli anni ha avviato un percorso concreto. A partire dal 2001 si è puntato molto nella valorizzazione dei paesaggi, dei muri a secco e nel 2018 in quella comunità è stato istituito un Comitato che sta realizzando un percorso che mira a registrare la valle tra i paesaggi storici d’Italia secondo una precisa politica di sviluppo.

Alessandro Savoi (Lega) ha ringraziato di cuore il collega Cia per avere proposto la mozione e richiamato i siti importanti della valle di Cembra, terra unica per le caratteristiche straordinarie del suo paesaggio, non ultimi i terrazzamenti costruiti con molta fatica a salvaguardia del territorio. Credo sia giusto che la valle venga inserita tra i siti patrimonio Unesco e la mozione va dunque condivisa e sostenuta.
Pietro Degodenz (UPT) ha apprezzato la proposta: le straordinarie caratteristiche e le potenzialità della valle giustificano l’iter e il percorso che già sta facendo la Comunità non è in contrasto con questa iniziativa. La valle di Cembra merita questa attenzione anche per le potenzialità collegate all’agricoltura che vanno promosse e condivise con il territorio.

Favorevole anche Ugo Rossi (Patt), pur con qualche perplessità: aldilà delle sensibilità politiche, la valle di Cembra fa scattare una sensibilità particolare, oltre che per la bellezza del territorio, anche per la genuinità e schiettezza dei suoi abitanti. Tuttavia, ha aggiunto, l’emendamento introdotto ammorbidisce il dispositivo, prevedendo di “dare corso ad una valutazione preliminare” e non indicando tempi di attivazione del percorso. Inoltre, occorrerebbe approfondire a suo avviso cosa significhi “allargamento della concessione di bene ambientale”, per capire bene se questo sia un aspetto vantaggioso ovvero se introduca qualche limitazione.

Nella replica il consigliere Claudio Cia ha fugato le perplessità di Zeni: questa proposta non è in contrasto con altri percorsi o iniziative già in corso. L’obiettivo unico di questo documento è quello di impegnare la Giunta ad avviare le verifiche e vedere se ci sono i presupposti per inserire la valle di Cembra nei siti dell’Unesco.

L’assessore Mario Tonina è intervenuto per esprimere il parere favorevole alla mozione, così come modificata nella premessa e nel dispositivo. Ci sono elementi peculiari e di eccellenza che da soli potrebbero sostenere l’iter di candidatura, ha detto, tuttavia la selezione delle candidature all’iscrizione nel patrimonio Unesco risulta particolarmente severa. Recentemente sono state inserite nel patrimonio aree come le colline del prosecco di Valdobbiadene, le 5 terre, la costiera amalfitana, la val d’Orcia, le ville dei giardini medicei, le Langhe e il Monferrato ecc. Ciò che Unesco deve riscontare è il ricorrere di un valore universale, che rappresenti un unicum a livello mondiale. Ecco perché dunque il dispositivo della mozione è stato modificato, introducendo una valutazione preliminare che indaghi se ci sono le condizioni, ovvero la verifica della sussistenza dei requisiti per avviare l’iter per questo importante riconoscimento.

Parere favorevole è stato espresso anche da Devid Moranduzzo a nome del gruppo Lega nord: la valle di Cembra ha sicuramente tutti i requisiti per essere inserita tra i siti Unesco, ha dichiarato.

Ugo Rossi è tornato sul tema del “bene ambientale”, chiedendo specificazioni su cosa questo potrà significare, ovvero se l’estensione della denominazione di questo concetto non allarghi le aree sottoposte a tutela e dunque comprometta le attività su quel territorio. La bellezza di quella valle è legata al fatto che quotidianamente ci si lavori e la tutela ambientale potrebbe compromettere questo patrimonio: siete consapevoli di questo, ha chiesto? Io non lo sono e dunque mi asterrò, ha concluso.

Voto favorevole da parte dei 5 stelle, espresso dal consigliere Alex Marini: la valorizzazione della valle di Cembra potrebbe estendersi alla tutela di zone come il lago Santo, il lago di Lases e le cave di porfido, ha detto.
Sì anche da Vanessa Masè (Civica Trentina) ad una proposta che da rilievo ai pregi materiali ed immateriali della valle di Cembra e delle sue genti.
La votazione ha dato il seguente esito: 23 sì, 5 astenuti e 2 non partecipanti al voto.

 

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Filippo Degasperi (5 Stelle)
Skiarea Campiglio più grande, la Giunta dica subito no
La mozione di Filippo Degasperi (5 Stelle), la cui discussione sarà completata nella prossima seduta, impegna la Giunta a coinvolgere per l’ampliamento delle piste da sci nel Parco Adamello–Brenta la popolazione delle Giudicarie e a orientare lo sviluppo del turismo invernale con modalità rispettose dell’ambiente, delle prerogative e delle peculiarità del Parco Adamello Brenta dichiarando da subito la propria contrarietà ad ipotesi in contrasto con gli obiettivi di salvaguardia dell’unicità ambientale e paesaggistica della skiarea Madonna di Campiglio. La Giunta, ha aggiunto Degasperi, non deve aspettare che siano i privati a decidere, ma indicare la linea da seguire, chiarendo il proprio orientamento.

La consigliera Lucia Coppola (Futura) ha ringraziato il Movimento 5 Stelle per aver presentato la mozione, del tutto condivisa dal suo gruppo. Si tratta di un documento a suo parere importante perché affronta il progetto dell’ampliamento del demanio sciabile fatto “in nome delle esigenze del mercato” su un’area strategica dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Coppola ha evidenziato il valore dell’ambiente che deve essere tenuto in primissima considerazione come il vero generatore di ricchezza del nostro Trentino, da preservare su tutti e da non sacrificare alle istanze economiche.

Il consigliere Ivano Job (Lega) ha sostenuto che l’invito a coinvolgere la popolazione della comunità delle Giudicarie, dovrebbe quanto meno essere allargato a quella della valle di Sole. Normale, a suo parere, che ci siano diverse visioni su un argomento come questo. Esistono delle procedure da rispettare, degli organismi da sentire ed ascoltare, ma in qualità di abitante delle valli posso dire che avere più piste da sci ed impianti di collegamento che garantiscano maggiore fluidità all’area sciistica e meno code, è senz’altro un valore aggiunto da difendere e promuovere, naturalmente con l’accordo degli interessati. Certo, ha aggiunto, è corretto controllare l’evoluzione del percorso, ma non partire prevenuti: un documento quindi, quello di Degasperi, a suo avviso da respingere.

Affrontare in maniera pregiudiziale o ideologica questo tema è sicuramente sbagliato, ha detto il consigliere Ugo Rossi (Patt). Su questo tema c’è però un silenzio assordante da parte del governo del Trentino: è fondamentale sapere quale sia l’approccio del governo su questo tema, ad un anno dal suo insediamento, visto che gli impianti ci sono da tanto tempo e chi va a chiedere il consenso ai cittadini deve avere le idee chiare: prevale la posizione di Failoni oppure quella di Tonina? ha chiesto. E’ certamente un tema che divide, che porta sensibilità diverse, però occorre fare chiarezza, assumendosi precise responsabilità.

L’assessore Tonina, ad una mia recente interrogazione, ha risposto che il programma di sviluppo provinciale persegue gli obiettivi di implementamento dell’offerta turistica del territorio e stante questo obiettivo non è stata assunta alcuna decisione o condotta alcuna considerazione in ordine all’ampliamento delle aree sciabili. Se tuttora non c’è chiarezza su quale sia l’orientamento, c’è da preoccuparsi, ha aggiunto.
Alessio Manica (PD) ha stigmatizzato una prassi, che si sta instaurando in quest’aula e che rappresenta una “sciatteria eccessiva” da parte della Giunta di non esprimere la posizione in merito ai documenti.

L’assessore Mario Tonina ha dichiarato non accoglibile la mozione, un orientamento condiviso con il collega Failoni. Su temi come questi c’è stata una condivisione e una risposta da parte della Giunta provinciale, ha detto rivolto a Rossi. Quando si vuole polemizzare o strumentalizzare, ha aggiunto, allora non si può intervenire. La mozione di Degasperi non la possiamo accogliere perché stiamo tuttora valutando attentamente. Se non si fa una revisione del Pup quelle aree non si toccano, ha precisato, e serve anche una condivisione con le Comunità delle valli di Sole e delle Giudicarie e queste ultime non lo hanno ancora fatto e dubito che lo faranno entro la fine della legislatura. Questo è un percorso importante perché quei territori possano completare un’offerta e distinguersi a livello mondiale: serve investire in innovazione per garantire standard di sicurezza e qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, e proseguire l’opera di ammodernamento del comparto anche con riferimento a bacini di innevamento.

Il consigliere Alessio Manica (PD) ha ringraziato il collega Rossi per la provocazione che ha fatto sì che ci fosse chiarezza da parte dell’assessore vicepresidente Tonina. Si è chiarito ad esempio che c’è la volontà da parte della Giunta di porsi la sfida non tanto di riqualificare, ma di potenziare ulteriormente le aree sciistiche. La mozione chiedeva il coinvolgimento della comunità, di orientare lo sviluppo del turismo secondo modalità rispettose dell’ambiente: sembra difficile da respingere. Noi, ha concluso, la voteremo perché il chiarimento ricevuto dalla giunta non mi trasmette l’idea che mi sarei aspettato, quanto piuttosto una modalità dal basso in alto, ove il governo non indica la cornice all’interno del quale muoversi.

Vanessa Masè (Civica) ha dichiarato di non avere un approccio ideologico, ma che però ci vuole cautela nelle decisioni che condizionano le sorti di una comunità. Questo non significa svendere il territorio, ma nemmeno ingessare il territorio e mettere sulla bilancia i pro e i contro, con progetti sensati e ragionevoli. Dobbiamo essere consapevoli delle ricchezze e anche dei limiti delle nostre valli, trovando un equilibrio tra economia ed ambiente, tra prudenza ed esigenze del territorio.

Pietro Degodenz (UpT) ha colto con soddisfazione nella Giunta, come in quella della scorsa legislatura, una sensibilità al turismo invernale e la volontà di riqualificarlo. Per evitare lo spopolamento e incentivare la voglia di investire si passa necessariamente per gli impianti a fune, ha detto, che sono il volano dell’economia della montagna. Riconvertire il turismo in un turismo slow non è pensabile, ha aggiunto. Può stare in piedi come prodotto di nicchia, ma non come principale attività turistica. Deve esserci attenzione all’ambiente, ha precisato, anche nella gestione delle acque.

Alle 18.30 il Presidente Kaswalder ha chiuso la seduta, aggiornando la conclusione della discussione della mozione di Degasperi alla prossima convocazione.