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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LE NOVITÀ SULLE POLITICHE GIOVANILI PROPOSTE DAL DISEGNO DI LEGGE DELL’ASSESSORA FERRARI

Servizio civile universale: nascono l’albo provinciale e la consulta.

La più importante, trattata in 8 dei 22 articoli di cui il testo si compone, consiste nell’introduzione del “servizio civile universale provinciale”, che mira – recita il provvedimento – “a contribuire alla crescita personale e al raggiungimento dell’autonomia e alla transizione all’età adulta”.

In sostanza il ddl prevede che tra i soggetti del servizio civile vi siano anche le organizzazioni iscritte all’albo provinciale del servizio civile universale, che offrono e realizzino progetti destinati ai giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni, promossi e coordinati dalla Provincia.

Provincia che per questi progetti concorrerà al finanziamento delle spese previdenziali e assicurative (per le attività di servizio svolte, i giovani percepiranno un compenso da definire) con il coinvolgimento e la partecipazione dei Comuni e delle Comunità.

Il provvedimento introduce poi la “consulta provinciale per il servizio civile universale provinciale”, organismo permanente di confronto della Provincia con le organizzazioni del servizio civile universale iscritte all’albo, composto da un minimo di 5 a un massimo di 10 membri eletti dalle stesse organizzazioni e da un responsabile della struttura provinciale competente.

La consulta, il cui funzionamento sarà la Giunta a definire, dovrà presentare entro il 31 dicembre di ogni anno una relazione sull’andamento del servizio civile nel Trentino e proporre una programmazione degli interventi da realizzare.

 

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Azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo con bandi e una “cabina di regia”.

Un’altra novità di rilievo prefigurata dal ddl dell’assessora Ferrari è riferito alle azioni di contrasto “ad ogni forma di bullismo” e al cyberbullismo.

Azioni che dovranno essere direttamente promosse dalla Provincia attraverso i piani giovani, in collaborazione con gli enti locali, con attività di formazione sulle nuove tecnologie per sensibilizzare i giovani “all’uso sicuro e responsabile” delle stesse e “colmare il divario digitale, generazionale e territoriale”.

In base al provvedimento la Provincia potrà “promuovere bandi” sul tema di cyberbullismo, diretti alle istituzioni scolastiche e formative provinciali di ogni ordine e grado, ma anche a organizzazioni non lucrative di utilità sociale e cooperative sociali.

Per coordinare le azioni destinate a queste finalità “la Provincia – recita l’articolo 4 – istituisce una cabina di regia” la cui composizione e ambito operativo saranno definiti dalla Giunta.

 

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Piani giovani di zona per il lavoro estivo, sportello giovani e rapporto sulle politiche giovanili.

Con l’articolo 1 il ddl stabilisce che la Provincia, riconoscendo il potenziale educativo e formativo delle attività lavorative che gli studenti in età lavorativa svolgono durante il periodo estivo, anche all’estero, sostenga lo sviluppo di queste attività lavorative estive.

Come? Orientando “le attività dei piani giovani di zona per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro estivo dei giovani, anche in età di obbligo scolastico”.

Per informare i giovani su tutti i diritti e i servizi esistenti e loro rivolti sul proprio territorio, in modo che risultino accessibili e per “aumentare l’efficacia dell’azione amministrativa nei loro confronti”, con l’articolo 5 del ddl si impegna la Provincia a promuovere “l’attivazione dello sportello giovani”, “gestito anche utilizzando le nuove tecnologie e i social network”.

In particolare gli sportelli, che potranno essere anche “periferici”, dovranno fornire “informazioni sulle opportunità offerte dai piani giovani di zona e di ambito” e favorire la creazione di “network anche al fine di promuovere aggregazioni di supporto per le progettazioni europee”.

Ancora, il ddl prevede con l’articolo 7 che ogni due anni la Provincia elabori e renda disponibile, anche pubblicandolo sul proprio sito, un rapporto sull’attuazione del sistema integrato delle politiche giovanili”.

Il rapporto dovrà aggiornare sull’evoluzione delle condizioni economiche e sociali dei giovani, informare sui risultati degli interventi realizzati con le risorse impiegate, sul funzionamento dei piani giovani, sull’operatività e l’utilizzo del sistema informativo per le politiche giovanili.

 

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Più potere al Consiglio provinciale dei giovani e collaborazione con la fondazione Demarchi.

Gli ultimi articoli del ddl 219 modificano la normativa con cui nel 2007 era stato istituito il consiglio provinciale dei giovani, per affidare a quest’organismo altre tre funzioni: formulare proposte in ordine alla predisposizione degli atti di programmazione provinciale riguardanti sia tematiche di interesse dei giovani sia tematiche di interesse generale; esprimere osservazioni in relazione al rapporto sullo stato di attuazione del sistema integrato delle politiche giovanili; promuovere iniziative e manifestazioni di particolare interesse attinenti alle finalità di questa legge.

Altri cambiamenti previsti dal ddl: con l’inizio della prossima legislatura, la XVI, il consiglio provinciale dei giovani sarà nominato dal presidente del Consiglio provinciale e dovrà essere composto dal presidente della consulta provinciale degli studenti e quattro membri eletti tra gli altri componenti della consulta, nonché da sei membri provenienti dal mondo associazionistico giovanile trentino e dal mondo universitario, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, “individuati dalla struttura provinciale competente in materia di politiche giovanili a seguito di consultazione e sulla base del principio di rotazione e di rappresentanza dei diversi settori”.

Ancora, in base al provvedimento, “il consiglio provinciale dei giovani (che eleggerà al proprio interno il presidente, ndr) disciplina il suo funzionamento con un regolamento interno approvato d’intesa con la competente commissione permanente del Consiglio provinciale”.

 

 

Da segnalare, infine, che l’articolo 6 del ddl stabilisce che “lo svolgimento delle attività disciplinate da questa legge” possa essere effettuato “anche in collaborazione con la fondazione Demarchi.​