Spinelli, la Provincia continua a lavorare per favorire la trattativa tra Sicor e sindacato.

La prima mattinata di questa sessione consiliare è stata interamente dedicata alla comunicazione dell’assessore Achille Spinelli sulle politiche industriali della Giunta e sulla questione Sicor. Una relazione molto lunga (25 pagine) per presentare la quale l’assessore ha ampiamente sforato i tempi regolamentari. Per questo e per la complessità dei temi trattati Alessandro Olivi (Pd), Ugo Rossi (Patt) e Filippo Degasperi (Onda Civica Trentino) hanno chiesto al presidente Kaswalder di avere a disposizione tempi più lunghi per gli interventi. Una richiesta alla quale si è opposto Spinelli sollevando il sospetto che questa fosse un modo per ostacolare la discussione del suo ddl sulla ricerca. Dichiarazione che ha provocato la reazione di Rossi il quale ha detto di avere invece il sospetto che una relazione così lunga potesse servire a tagliare i tempi di discussione delle opposizione. A questo punto il presidente Kaswalder ha convocato la conferenza dei capigruppo nella quale, da parte delle minoranze, è stato ribadita la richiesta di avere più tempo, mentre la capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio, contraria all’estensione dei tempi di discussione, ha affermato che la richiesta di una comunicazione è stata rivolta a Spinelli dalla minoranza su un tema complesso che ha richiesto una relazione articolata e seria. Alla fine Kaswalder ha deciso di riprendere il punto nel pomeriggio aumentando i tempi di intervento in discussione generale da 10 a 20 minuti per consigliere per gruppo e mantenere i 5 per le dichiarazioni di voto sulle due risoluzioni presentate stamattina.

Spinelli: ci sono spazi di trattativa.

Nel merito l’assessore Spinelli per ciò che riguarda la Sicor, ricostruendo la storia dell’azienda e delle tensioni tra quest’ultima e la Fiom – Cgil in seguito alla disdetta del contratto aziendale e di quello nazionale dei metalmeccanici, ha affermato che le prospettive per una soluzione della vertenza ci sono. Domani, ha ricordato, si terrà il referendum tra i lavoratori per dare mandato ai rappresentanti di Cgil e Cisl di sedersi al tavolo della trattative. “La Provincia – ha affermato Spinelli – non sottrae la propria assistenza alla trattativa. E’ chiaro che non è intenzione della Pat assecondare decisioni che impattano negativamente sulle condizioni di benessere dei lavoratori, che sono i nostri lavoratori trentini, ma non possiamo però ignorare le istanze che vengono dal tessuto produttivo di avviare trattative che correlino maggiormente i fattori di efficienza e produttività con i premi al lavoro”. Scelte che, ha continuato, sono imposte dal mercato, ma la Pat ha assicurato alla Sicor di essere pienamente disponibile ad accompagnare le politiche di riorganizzazione aziendale con le strumenti della legge 6 e con quelli gestiti da Trentino Sviluppo. A fronte di ciò l’assessore ha detto che “abbiamo chiesto all’azienda di ritirare o almeno di congelare la disdetta del contratto di primo livello e chi era presente ai tavoli cui io ho presenziato sa che l’azienda ha dichiarato la propria disponibilità a rivedere la sua posizione.

Lo dimostra il fatto che Confindustria è sempre stata invitata ai tavoli dell’azienda, nonostante la disdetta e l’effettiva uscita dal contratto dei metalmeccanici implicherebbe anche l’uscita da Confindustria”. “Io vedo un’azienda – ha continuato – che ha disdettato, che dice di voler trattare sul secondo livello, che accetta di posticipare le azioni rispetto al primo livello al dopo trattativa, garantendo che ritirerà la disdetta del contratto di primo livello una volta definito lo scenario complessivo. Dall’altra parte un sindacato che, entrando nel merito degli andamenti i bilancio futuri dell’azienda, non è intenzionato a rivedere la contrattazione di secondo livello.” Dichiarando che in queste ore l’impegno per una soluzione continua Spinelli ha concluso affermando che a suo giudizio “chiudere la trattativa a priori senza analizzare, punto per punto, quanto proposto già a voce dall’azienda nel corso dell’ultimo incontro sia rischioso rispetto agli scenari futuri”.

Una infrastruttura quantistica nella miniera S.Romedio col Ricovery Fund.

Per quanto riguarda il tema più vasto, cioè quello delle politiche industriali, l’assessore ha presentato anche i principali obiettivi della Giunta. Rafforzare le imprese attraverso la crescita delle loro dimensioni; investire le risorse pubbliche in infrastrutture e sulla sostenibilità ambientale anche in vista delle Olimpiadi; valorizzare il lavoro favorendo la concertazione, la contrattazione di secondo livello, il welfare, il legame tra formazione e sistema produttivo. Inoltre, Spinelli ha detto che continua lo sforzo per incentivare le filiere locali, per stimolare le eccellenze; per incrementare la ricerca pubblica e privata, che ha un ruolo fondamentale sulla ripresa, anche attraverso la creazione di un’infrastruttura quantistica proposta per il Ricovery Fund che dovrebbe aver sede nelle aree sotterranee della miniera S.Romedio, dove sorgeranno i magazzini ipogei per il Trento doc. Inoltre, tra gli obiettivi, c’è il sostegno per l’avvio di imprese innovative per evitare quelli che vengono definiti i “fallimenti certi”; l’impegno a rafforzare la struttura organizzativa organizzativa per favorire l’accesso a mercati internazionali rafforzando il peso delle esportazioni sul Pil aumentando il numero delle imprese esportatrici (oggi 100 imprese esportano l’85% dei prodotti trentini). Infine, altro target di politica industriale, la semplificazione della vita delle imprese razionalizzando la macchina della Pat a supporto dell’economia e una linea per lo sviluppo che comprende interventi anche per aiutare la nuova imprenditoria anche nelle valli (come il Trentino startup valley di Ts e Hit).

Per il porfido un marchio di qualità.

Ultimo capitolo quello dedicato alle cave di porfido salite in questi giorni alla ribalta della cronaca per l’inchiesta sulle infiltrazioni della malavita organizzata. Un settore, ha detto l’assessore, colpito da una crisi dura dovuta soprattutto a un’eccessiva frammentazione delle imprese; dalla bassa caratterizzazione del prodotto; dai ridotti investimenti in tecnologie e innovazione; dal ridotto ricorso a metodologie manageriali; ai problemi nelle attività di seconda lavorazione dovuta anche al proliferare di imprese che immettono sul mercato prodotti a basso prezzo e di bassa qualità. Una delle soluzioni individuate da Spinelli è il marchio di qualità del porfido e della pietra trentina che sarà alla base dell’istituzione del registro delle imprese che garantiscono la qualità.

Olivi: prima la Sicor ritiri la disdetta del contratto e poi si tratti.

Alessandro Olivi (Pd) ha affermato che la relazione dell’assessore è un contributo importante e la stessa a vicenda Sicor va contestualizzata in uno scenario più ampio che richiede un nuovo paradigma. La Sicor, ha ricordato, è nata dall’attenzione di Trentino sviluppo, attraverso un progetto industriale che prevedeva uno sviluppo occupazionale e di investimenti. Un’azienda, quindi, nata con un rapporto con le istituzioni locali che l’ha fatta diventare un’azienda robusta. La crisi Covid, ha continuato, rischia di disarcionare un modello, che è quello della concertazione. Crisi che si dimostra nella prepotenza dell’azienda con la disdetta del contratto collettivo. Un atto che toglie la rappresentanza dei lavoratori e di quella imprenditoriale. Ma, ha affermato Olivi, il tavolo della trattativa va ricostruito solo dopo che l’azienda ha fatto un passo indietro sulla disdetta del contratto collettivo. La disdetta va ritirata, ha aggiunto, perché non si può discutere avendo sul tavolo un pistola dalla quale è già partito un colpo letale. La Giunta, quindi, deve fare un intervento non burocratico e non equidistante.
Sulla relazione Olivi ha detto che, benché composto di soli titoli, si tratta di un documento che può essere una piattaforma per uno sguardo riformatore e che quindi andrebbe discusso anche in una conferenza di informazione. Ma la crisi va affrontata insieme ai lavoratori e non puntando solo sulla contrazione dei loro diritti e dei loro redditi. Non mortificando la risorsa umana, ma qualificandola. La relazione, nel suo complesso, sta a dimostrare la mancanza di politica industriale di questa Giunta. Non a caso, ha detto ancora, l’unico ddl di riforma della legge 6 è del Pd mentre dal governo non è venuta alcuna proposta. Trentino sviluppo è diventata un’agenzia operativa quando dovrebbe avere un rapporto più dinamico con le imprese. Le risorse finanziarie per il manifatturiero sono ben poca cosa. C’è stata, inoltre, la caduta degli accordi di sviluppo in questi due anni e il rafforzamento del Trentino come luogo accogliente per gli investimenti sta venendo meno. Sul piano fiscale qualcosa sull’Irap è stato fatto esteso anche a chi non applica i contratti collettivi di lavoro. Sui fondi europei, ci sono proposte da parte della Giunta ma sarebbe importante conoscerle, perché se i temi sono il digitale e il green il Trentino ha la base per diventare una locomotiva su questi settori. Sulle politiche del lavoro, si deve puntare sulla priorità delle politiche attive, non solo la riqualificazione dei lavoratori, ma sulla formazione continua, arrivando a parlare di un diritto alla formazione.

Degasperi: i lavoratori sono sempre più vittime delle riforme.

Filippo Degasperi (Onda civica Trentino) si è concentrato sulla Sicor affermando che i comportamenti contro i diritti del lavoro sono sempre più estesi. I lavoratori, ha aggiunto, sono stati vittime di continue riforme che li hanno riportati al passato e sono stati traditi anche da chi ha fatto promesse sul ripristino dell’articolo 18 e di intervenire sulle aperture festive. Chi lavora non ha ottenuto stabilità, non ha ottenuto nulla compatibilità lavoro famiglie o aumenti di salario. Una fase perdente per il mondo del lavoro. Tutto ciò in base al pregiudizio che le leggi a tutela del lavoro alla fine finiscono per danneggiarlo. Alla prova dei fatti un errore evidente. Quindi, la Pat dovrebbe fare il contrario di quanto fatto fino a ora anche dal governo nazionale. La Sicor, ha detto ancora, ha fatto una sorta di provocazione e la Provincia dovrebbe far capire che alle pretese c’è un limite. Quindi, la Giunta non deve fare il notaio, come pare pensare l’assessore, ma l’arbitro. Perché da una parte c’è un soggetto che ha fatto un atto di prepotenza e dall’altra le vittime di questo atto. Quindi a fonte della disdetta del contratto integrativo e di quello nazionale la Pat non deve aver dubbi con chi schierarsi. Chi viene in Trentino deve condividere gli obiettivi strategici di questo territorio e, visto che quello della Sicor non è il primo caso, non considerarlo la Cina d’Italia. Questo approccio va fermato e va fatto capire che il limite è stato superato. Anche perché, ha continuato, la Giunta ha presentato documenti strategici in cui si dice che va favorito l’aumento dei salari e la cura della contrattazione aziendale. La vicenda di Rovereto è solo un esempio delle politiche del lavoro degli ultimi anni e ha chiuso citando un documento della London school of econonmics del 1902 nella quale si affermava che “ciò che è più urgente e l’estensione del braccio della legge a tutela delle trattative dei lavoratori”.

Rossi: puntare sulle nuove imprese.

Ugo Rossi (Patt) sulla Sicor ha detto che la situazione può essere ancora affrontata anche se non è facile intervenire nelle dinamiche dei rapporti industriali, ma l’assessore Spinelli dimostra di aver lavorato e di lavorare per riportare le parti al tavolo. Sul piano generale, il capogruppo Patt ha detto che la relazione abbraccia gli argomenti che in questo anni hanno caratterizzato gli interventi della Pat attraverso Ts e l’Agenzia del lavoro che con la crisi Covid vanno potenziati. Però, ha aggiunto, quando si evocano cifre stratosferiche come 460 milioni di investimenti si deve stare attenti, perché poi la realtà è diversa, basti pensare che in questa cifra vengono contati anche i 90 milioni che vengono dallo slittamento dell’Imis. Quindi, ha detto Rossi, serve attenzione sulla comunicazione, in campo economico ma anche sanitario. Basti pensare, ha detto ancora, che sta arrivando ai trentini uno spot del presidente Fugatti che invita tutti alla vaccinazione anti influenzale, ma il vaccino per le persone non a rischio ancora non c’è. Quindi, conta di più quello che appare o quello che esiste, è reale. La prudenza sulla comunicazione, ha detto Rossi, serve anche sul piano dell’ottimismo:il saldo della ripresa italiano è più alto rispetto a altri paesi europei e ciò ignifica che l’industria italiana ha dei fondamenti che probabilmente la mantengono competitiva. Queste capacità delle imprese va sostenuta mettendo a disposizione risorse finanziarie per potenziare le capacità competitive di esportazione. Però oggi, ha aggiunto il capogruppo Patt, stanno venendo meno capisaldi formativi, basti pensare al grave calo di attenzione sul tema dell’inglese e del tedesco. L’effetto che si era creato col trilinguismo oggi non si sente più e la tensione imitativa delle famiglie è venuta meno. Va tenuto un Trentino rinchiuso, ha concluso, che non guarda più al Nord Europa. Infine, secondo Rossi, si deve puntare, invece, con interventi straordinari, sulle nuove imprese, anche in zone periferiche, perché lì c’è una maggiore propensione al rischio e all’innovazione.

Si continua in presenza, ma si pensa a sedute on line.

In apertura di seduta Lucia Coppola ha posto il problema, visto l’ultimo dpcm, ha chiesto al presidente Kaswalder di prevedere, dalla prossima tornata, le sedute a distanza. Il presidente Kswalder ha detto che il dpcm, non ancora pubblicato, e comunque parla di deroga per le riunioni in presenza nei casi di necessità urgenti e, secondo il presidente, la legge sull’Imis lo è. In seguito è stata convocata la capogruppo, nessuno dei capigruppo si è detto contrario a proseguire in questa tornata in presenza. Ma è stato ricordato che il sistema Concilum, con un preavviso di 5 giorni permette di svolgere il Consiglio on line.

 

Relazione ass. Spinelli