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CONSIGLIO PROVINCIALE – TRENTO * LAVORI AULA: « SEI PROPOSTE DI MOZIONI APPROVATE TUTTE ALL’UNANIMITÀ TRANNE DUE RIGUARDANTI LA QUESTIONE CATALANA »

Sessione consiliare chiusa in anticipo con l’approvazione di altre sei mozioni, comprese due per la Catalogna sulle quali però l’Aula si è divisa.

Si è conclusa questa mattina anziché oggi pomeriggio la sessione mensile in Aula del Consiglio provinciale, che non ha potuto esaminare le ultime proposte di mozione per l’assenza dei firmatari. Prima che il presidente Kaswalder decretasse la fine dei lavori l’assemblea legislativa ha comunque approvato sei mozioni: due – le uniche sulle quali l’Aula si è divisa mentre su tutte le altre il sì è stato unanime – per solidarizzare con il popolo catalano; una sulla prevenzione dei suicidi, la terza per evitare lo svuotamento del Lago di Roncone; la quarta per inserire la figura delle Tagesmutter nel Repertorio provinciale delle competenze; la quinta per valutare la possibilità di rivedere i criteri di ammissione ai corsi di inglese e tedesco nei Paesi dell’Unione europea; e l’ultima per valutare il rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel bacino del Chiese.

Sì alle due mozioni per solidarizzare con la Catalogna, ma le minoranze votano contro e o si astengono sul testo di Dalzocchio che sostiene l’“autodeterminazione”.

Approvate dall’Aula due mozioni, la prima proposta da Ugo Rossi (Patt) e la seconda da Mara Dalzocchio (Lega), che in modi diversi esprimono solidarietà alla Catalogna e chiedono che il dialogo prevalga sugli scontri tra la regione e lo Stato spagnolo.

Rossi ha sottolineato la necessità di sostenere le giuste istanze autonomistiche della Catalogna anche nelle sedi europee. L’Ue, ha aggiunto, ha sbagliato a considerare sempre la questione catalana come un fatto interno allo Stato spagnolo. A suo avviso è necessario che si torni al dialogo tra autonomisti catalani e Madrid superando lo scontro attuale. Perché la via giusta da perseguire è quella del confronto costruttivo con le autorità centrali, come ha dimostrato l’esperienza della nostra autonomia speciale. In questo primo intervento Rossi ha suggerito di votare a favore di entrambe le mozioni.

Dalzocchio ha condiviso le dichiarazioni di Rossi e spiegato che è mancato il tempo per unificare le due mozioni. Anche quella da lei proposta, infatti, esprime solidarietà alla comunità catalana e invita a far prevalere il dialogo. I cittadini, ha aggiunto, chiedono una libertà che lo Stato non può reprimere con la violenza.

Giorgio Tonini (Pd) ha motivato il sì del proprio gruppo alla mozione di Rossi e il no a quella di Dalzocchio, in quanto la prima è centrata sul concetto di autonomia mentre la seconda parla di autodeterminazione e occhieggia all’indipendenza, sempre foriera di scontri e guerre. La nostra regione, ha osservato Tonini, ha scelto fin dall’inizio la via dell’autonomia speciale e non quella dell’autodeterminazione, della secessione e dell’indipendenza. E ha ricordato che nel diritto internazionale l’autodeterminazione è considerata legittima solo quando un popolo vuole liberarsi da un’occupazione coloniale, dall’apartheid o salvarsi dal genocidio. Ogni altro caso è escluso. Meglio scegliere, quindi, l’autonomia speciale, terza via tra il centralismo e l’indipendenza. “Noi – ha precisato precisato Tonini – siamo amici sia dei catalani che degli spagnoli e con questa mozione lanciamo un messaggio a favore di questa terza via”. A suo avviso, invece, la mozione di Dalzocchio sostiene la richiesta di autodeterminazione, che contraddice sia la linea politica attuale della stessa Lega, che ha abbandonato l’obiettivo della secessione e dell’indipendenza, sia la posizione dello stesso leader del Carroccio, che sostiene una forza centralistica come Vox in Spagna.

Dalzocchio si è detta basita dalle affermazioni di Tonini che a suo avviso “non ha probabilmente letto la mozione della Lega”. Con questo testo “noi non appoggiamo alcun partito – ha precisato – ma ci limitiamo ad appoggiare le istanze di libertà del popolo catalano. Chiedendo le stesse cose contenute nella mozione del Patt”. Per Dalzocchio questo tema dovrebbe accomunare tutti. La capogruppo ha ricordato di aver chiesto di poter elaborare una mozione unitaria e di essersi sentita rispondere di no perché l’unica soluzione sarebbe stata quella di emendare il documento di Rossi. A quel punto ha deciso di portare avanti la propria mozione. Dalzocchio ha concluso evidenziando che il Pd si assume la responsabilità, schierandosi contro la sua mozione, di non esprimere solidarietà al popolo catalano.

Rossi ha osservato che la sua mozione indica nell’autonomia la via da percorrere per risolvere la situazione della Catalogna, mentre nel testo di Dalzocchio non si trova la parola autonomia ma un richiamo all’autodeterminazione che a volte, com’è accaduto in Catalogna, provoca effetti negativi. Per Rossi non si possono mettere sullo stesso piano un approccio autonomista e un altro favorevole all’autodeterminazione. Ancor più se sul piano politico i nemici dell’indipendenza e dell’autonomia della Catalogna sono amici del leader della Lega. Questo nodo nella mozione di Dalzocchio andava sciolto. E ha concluso dicendo che si è persa un’occasione di rimanere tutti nel solco dell’autonomia.
Messe ai voti, la mozione di Rossi è stata approvata con 27 sì e 2 astensioni di consiglieri leghisti, mentre la mozione di Dalzocchio ha ottenuto 17 voti favorevoli, 9 contrari (Pd e Patt) e 4 di astensione (De Godenz, Ossanna e i due consiglieri del M5S).

 

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De Godenz (UpT): mappare i suicidi e attivare la prevenzione di “Invito alla vita”. Approvata all’unanimità.

Il dispositivo della mozione, approvata all’unanimità con 29 voti favorevoli e illustrata da De Godenz, prevede che la Provincia aderisca alla “Giornata mondiale della prevenzione al suicidio” promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), a svolgere una mappatura dei suicidi nelle valli trentine al fine di ottenere un aggiornamento dei dati, estendendo le ricerche anche sul numero dei tentati suicidi. Ancora, la mozione prescrive l’instaurazione di appositi tavoli tecnici nel progetto “Invito alla vita”, per favorire una incisiva azione di prevenzione sul territorio, ma prescrive anche di svolgere nuove campagne di informazione e prevenzione coinvolgendo, ove possibile, il comparto scolastico provinciale e le associazioni del terzo settore interessate.

L’assessora Segnana ha giudicato accoglibile in toto la mozione ricordando i 232 suicidi registrati nel Trentino dal 2012 ad oggi con una media di 46 all’anno. A questi si aggiungono moltissimi casi di autolesionismo. Suicidi che sono in prevalenza maschili e più frequenti in età adulta ed anziana. Il Trentino, ha evidenziato, è in effetti colpito da questo fenomeno più che nel resto d’Italia, dove risulta in diminuzione. Il progetto “Invito alla vita” portato avanti nella nostra provincia va senz’altro sostenuto perché promuove un’informazione diffusa e l’individuazione precoce dei problemi mentali che possono sfociare nel suicidio. Segnana ha infine invitato ad un convegno sul tema della prevenzione dei suicidi in programma domani a palazzo Trentini (ore 14.00).

Paolo Ghezzi (Futura) ha annunciato il suo sì convinto alla mozione sottolineando come i dati dimostrino che il Pil, che in Trentino è più alto rispetto a quello nazionale, non corrisponde al Fil (Felicità interna lorda), indice di felicità nella vita. E ha ricordato che il suicidio è un consapevole rifiuto della vita di fronte al quale poco o nulla può fare la politica. Non si può infatti abolire il suicidio, problema che ha a che fare con il valore che la persona da alla propria vita. A suo avvito qualcosa può essere fatto sul piano dell’informazione, con campagne che coinvolgano i mass media, il cui racconto dei suicidi rischia a volte di spingere all’emulazione. Per questo Ghezzi ha invitato l’assessorato a coinvolgere nelle campagne di prevenzione del suicidio anche la categoria dei giornalisti.

Su questo fronte siamo in ritardo di almeno un decennio, ha osservato. E con il progressivo allungarsi e l’aumento del numero delle persone anziane, il rischio è che anche il fenomeno dei suicidi cresca se al processo di invecchiamento non corrisponderà anche una soddisfacente qualità dell’esistenza.
Paola Demagri (Patt) ha apprezzato la mozione e l’interessamento dell’assessore, pur aggiungendo che fino ad oggi all’argomento non è stata dedicata un’attenzione sufficiente. Il suicidio è un problema anche sociale di fronte al quale è importante sviluppare il ruolo degli psicologi. Non a caso su 12 casi di suicidio recentemente registrati, 10 non risultavano in carico al servizio di psichiatria. In questo senso il progetto di “Invito alla Vita” va sostenuto. Gli utenti che telefonano a questo servizio spesso chiedono solo di essere ascoltati. Non basta quindi un tavolo per affrontare il problema. Demagri ha sollecitato il coinvolgimento di varie competenze per dare supporto ad una lettura non settoriale del fenomeno. E ha evidenziato che occorre intervenire utilizzando la preparazione e le capacità di tutti.

Katia Rossato (Lega) ha condiviso la mozione ricordando che la media europea è di 11 suicidi ogni centomila abitanti e che nel Trentino il fenomeno riguarda soprattutto la Valsugana, seguita dalla Val di Sole. Giusto quindi invitare con la mozione ad un supplemento di impegno per la prevenzione del problema che segna per sempre le famiglie colpite.
Giorgio Tonini (Pd) ha annunciato il sì del suo gruppo alla mozione. “Siamo in presenza di un fenomeno che ha almeno in parte il carattere del mistero insondabile dell’esistenza umana. Si tratta di comportamenti che mettono in scacco la politica e il diritto smentendone la presunzione di onnipotenza. Anche la famiglia e la scuola fanno fatica ad affrontare il fenomeno, perché distratte da altri obiettivi. La politica deve quindi approcciarsi con grande delicatezza, discrezione e umiltà al tema.

De Godenz ha osservato che non sarà certo la sua mozione a risolvere il problema, ma che occorre almeno impegnarsi tutti per tentare di limitare il fenomeno.
Gianluca Cavada (Lega) ha spiegato il Lega perché la mozione punta alla prevenzione e invita a captare in tempo i segnali del disagio che portano a questi gesti estremi.
Giorgio Leonardi (FI), favorevole, ha ribadito l’esigenza di trattare questo tema “con le pinze”. Sembra infatti impossibile che certe persone arrivino a compiere un atto estremo come il suicidio. D’altra parte, ha aggiunto, nessuno può ritenersi immune perché la depressione causata ad esempio dalla perdita del lavoro, porta a volte a questa scelta.

 

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Masè (La Civica): monitoraggio per contenere lo svuotamento del lago di Roncone. Mozione approvata all’unanimità con una modifica.

1) La mozione, approvata all’unanimità con 29 voti a favore dopo una modifica del dispositivo concordata da Masè e dall’assessore Tonina, impegna l’esecutivo ad attivare un monitoraggio costante nel tempo per ovviare allo svuotamento eccessivo del lago di Roncone nelle stagioni di scarsa o nulla piovosità, e a valutare, in esito al monitoraggio, eventuali ulteriori misure di contenimento e il più possibile risolutive del fenomeno di svuotamento, se del caso anche rimettendo in campo parte degli interventi realizzati in passato dalla Provincia, valorizzando il sistema lago nella sua interezza sia dal punto di vista ambientale che turistico ed economico.

2) Ghezzi (Futura) si è pronunciato a favore perché a suo avviso necessario riscoprire la dignità anche di piccoli laghi e luoghi come questo, che meritano attenzione.
3) Alex Marini (5 Stelle) ha evidenziato che le criticità che in questi anni il lago di Roncone sta affrontando per il problema-acqua che si manifesta nei mesi estivi. Occorre assicurare il deflusso minimo vitale del torrente Adanà e monitorare la situazione del lago per una tutela continuativa delle sue acque.
4) Masè ha ricordato che con le piogge di questi giorni il lago è tornato a riempirsi ma questo non vuol dire che non vi sia bisogno di una soluzione definitiva con interventi che assicurino un sufficiente livello dell’acqua. Fin dal 1985 si riconosceva che un lago alpino come questo può sopravvivere solo con l’intervento dell’uomo.

Ferrari (Pd): inserire anche la figura della Tagesmutter nel Repertorio provinciale delle competenze. Approvata all’unanimità con una modifica.
La mozione, approvata all’unanimità con un emendamento al dispositivo condiviso con la Giunta, impegna la Provincia a valutare entro 6 mesi la definizione di uno specifico profilo di qualificazione professionale nell’ambito dell’attività di Tagesmutter e il contestuale inserimento nel Repertorio provinciale delle competenze. Il secondo punto del dispositivo prevede che la Giunta verifichi, d’intesa con le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e delle imprese, la Camera di Commercio e gli ordini e collegi professionali, nonché con gli enti strumentali, quali altri profili certificabili possano essere aggiunti al Repertorio al fine di favorire una più efficace politica occupazionale. Si tratta, ha spiegato Ferrari, di riconoscere i percorsi formativi e il patrimonio di competenze che una persona ha accumulato nel corso della vita talvolta anche in modo non formale, senza che le siano stati rilasciati dei titoli di studio. Esistono per questo soggetti certificatori accreditati come la Fondazione Demarchi. Le Tagesmutter sono state già riconosciute in provincia di Bolzano e in altre due regioni.
L’assessore Bisesti ha apprezzato la mozione anche a beneficio dei servizi da offrire in aiuto alle famiglie, condividendo l’esigenza di verificare in tempi rapidi la possibilità di perseguire questo obiettivo.

Lucia Coppola (Futura) ha ricordato l’ancoraggio della mozione alla legge nazionale del 2015 che prevede l’apprendimento permanente delle persone nelle varie fasi della vita. Giusto quindi che si riconosca e certifichi quel che una persona sa e sa fare anche nel caso delle Tagesmutter attive in Trentino da 10 anni, perché chi ha bisogno di queste figure ne possa trarne beneficio.

Ferrari ha ricordato che la mozione punta anche a qualificare anche sul versante occupazionale, e può rivelarsi uno strumento utile per sostenere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. In questa prospettiva sono moltissimi i profili che oltre alle Tagesmutter si potrebbero aggiungere nel Repertorio provinciale delle competenze.
Masè ha ringraziato Ferrari che valorizza le Tagesmutter anche a beneficio di realtà locali come la Valle dei Laghi. Giunto andare incontro alle esigenze lavorative di persone che non hanno magari titoli di studio ma competenze maturate nella vita.
Devid Moranduzzo (Lega) ha annunciato anche il sì della Lega alla mozione.

 

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Zeni (Pd): rivedere i criteri di ammissione ai corsi di inglese e tedesco nei Paesi Ue. Approvata all’unanimità con un emendamento.

La mozione, il cui dispositivo è stato riscritto da Zeni d’intesa con l’assessore Bisesti, impegna la Giunta a valutare, cercando le modalità tecniche, una possibile revisione dei criteri d’ammissione ai percorsi full immersion di lingua inglese e tedesca in Paesi dell’Unione Europea, contemperando anche la partecipazione degli studenti il cui nucleo familiare avesse un indicatore di condizione economica ICEF 2019 superiore a 0,60, prevedendo per questi ultimi soglie di compartecipazione sempre crescenti, fino alla totale copertura dei costi da parte della famiglia. Si tratta di garantire in tal modo una maggiore equità, ha spiegato Zeni, che ha poi spiegato l’emendamento concordato con l’assessore Bisesti con la sostituzione del dispositivo. In questo modo la Giunta potrà individuare le modalità concrete per arrivare ad una maggiore possibilità di accoglimento delle domande.

 

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Marini (5 Stelle): valutare il rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel bacino del Chiese. Mozione approvata all’unanimità.

1. Il dispositivo della mozione impegna la Giunta a definire entro 30 giorni uno schema di accordo di collaborazione fra Appa e Università di Trento per la modellizzazione numerica quantitativa e qualitativa della falda nella piana di Storo a partire dalle risultanze della campagna freatimetrica del servizio geologico e da altri dati di qualità necessari per costruire il modello idrogeologico. L’accordo dovrà definire gli incarichi e i tempi entro cui consegnare dei risultati. Lo schema andrà sottoposto alla Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al CNR-IRSA Istituto di Ricerca sulle Acque per la valutazione del rischio ambientale e sanitario associato alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nel bacino del Chiese, replicabile in caso di necessità anche ad altri bacini fluviali del Trentino.
2. Dopo il parere favorevole alla mozione espresso dal presidente della Giunta Fugatti, Paolo Ghezzi (Futura), condividendo la mozione, ha ricordato l’inchiesta sull’argomento realizzata e scritta da Andrea Tomasi, importante per il Trentino anche se riguarda una regione confinante come il Veneto.

Assenti i primi firmatari delle altre mozioni all’ordine del giorno, il presidentre Kaswalder ha chiuso in anticipo la sessione in Aula che avrebbe dovuto concludersi nel pomeriggio.