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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA:« RENDICONTO, AVANZO DI AMMINISTRAZIONE A 2.499.425 EURO (CONTRO I 2.034 DEL 2020), 2 MILIONI E 300 MILA EURO POTRANNO ESSERE RESTITUITI ALL’ENTE PAT »

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14.19 - martedì 7 giugno 2022

Avviata la discussione sul rendiconto del Consiglio. Esaurito il question time e il punto sulla nomina del vicepresidente (punti di cui abbiamo già dato conto) il Consiglio provinciale ha avviato nella mattina la discussione sul punto 3, il rendiconto generale 2021 dell’ente, illustrato dal presidente Walter Kaswalder. Gli interventi sono però stati preceduti da alcuni commenti in merito al punto precedente, la nomina del vicepresidente. Roberto Paccher (Lega) è tornato a evidenziare l’incapacità delle minoranze di indicare un nome da candidare alla vicepresidenza del Consiglio provinciale. Questo dimostra la mancanza di rispetto per le istituzioni da parte delle minoranze.

Giorgio Tonini (Pd) ha ribattuto chiedendo alla maggioranza di smetterla con questo piagnisteo perché – ha aggiunto rivolto a Paccher – se la minoranza fosse stata divisa voi della maggioranza avreste eletto il vicepresidente”. La verità per Tonini è che “per eleggere il vicepresidente ci vuole un patto tra maggioranza e minoranza. Questo patto si è rotto perché il modo con cui è gestito il Consiglio non è più condiviso. E non c’è stata mai nessuna iniziativa della maggioranza per ricostruirlo. Per questo la minoranza ha deciso di rinunciare a una “cadrega”. Ma vediamo che anche senza il vicepresidente il Consiglio va avanti ugualmente. Noi non indicheremo un candidato alla vicepresidenza – ha concluso Tonini – se non si ricostituisce il patto necessario tra maggioranza e minoranza”.

 

Sul rendiconto: ancora avanzo di amministrazione
Ancora una volta, ha osservato Kaswalder leggendo la relazione al rendiconto, si registra un avanzo di amministrazione disponibile, pari a 2.499.425 euro (contro i 2.034 del 2020): ne discende che 2 milioni e 300 mila euro potranno essere restituiti all’ente Pat, da destinarsi ai bisogni delle famiglie trentine in difficoltà. Il Consiglio ha contribuito a questa finalità con 1,930 milioni di euro nel 2018, 3,165 nel 2019, 3,000 nel 2020 e appunto 2,300 nel 2021 (nel triennio fanno 8 milioni e 465 mila euro). Le entrate 2021 sono ammontate a 9 milioni 78.640 euro (nel 2020 furono 8.309.541), la spesa è stata di 8.840.513 euro (nel 2020 8.590.226), con lieve aumento dovuto a quattro pensionamenti e relative indennità di fine servizio. Il 53,73% della spesa totale si deve ai costi per il personale, che peraltro sono in calo rispetto ad inizio legislatura.

 

Il rendiconto è quel documento che ci dice davvero come vengono spese le risorse e ci consente di fare un’analisi del punto in cui siamo, ha commentato Giorgio Tonini (PD). Quello in discussione non presenta grandi novità, ma si rileva purtroppo la continua tendenza di ridimensionamento del Consiglio. Dal momento che si assiste da tempo ad uno squilibrio tra Giunta e Consiglio provinciale, questa tendenza non è per nulla positiva. La “fastidiosa spia” di questa tendenza è a pagina 14, laddove di registra che il personale continua a calare, con quattro pensionamenti e altrettante carenze nell’organico.

La discussione prosegue a partire dalle ore 15.00.

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