Iniziato in Aula il dibattito sul ddl sulle chiusure domenicali e festive dei negozi. L’assessore Failoni: il testo risponde alle esigenze dei trentini e dei lavoratori del settore. Rossi: il Patt non parteciperà al voto perché l’incostituzionalità è certa. Dallapiccola accusa di dilettantismo l’esecutivo. Sulla sostituzione di Marini con Coppola nel Forum della pace, scintille tra la maggioranza e Ghezzi che imputa alla Giunta scelte xenofobe. Discussa anche la relazione annuale del Difensore civico.

Tre gli argomenti discussi stamane dal Consiglio provinciale: la relazione annuale del Difensore civico per il 2019; la sostituzione di Marini con Coppola in rappresentanza delle minoranze nel Forum trentino per la pace e i diritti umani; e il ddl sulle chiusure domenicali e festive dei negozi proposto dalla Giunta, il cui esame è iniziato con gli interventi dell’assessore Failoni e, per il Patt, di Rossi e Dallapiccola.

Sul ddl Failoni ha motivato l’urgente iniziativa di legge con il bisogno dei trentini e dei lavoratori del commercio di usare diversamente domeniche e festività dopo il lockdown. Totalmente contrario alla proposta Rossi, che è anche membro della Commissione dei 12, il quale ha preannunciato la non partecipazione al voto del suo gruppo per l’incostituzionalità certa del ddl, a suo avviso voluto da Fugatti solo per evidenziare la posizione della Giunta sul tema anteponendo la legge alla norma di attuazione. Dallapiccola ha accusato di dilettantismo l’esecutivo che, a differenza di Bolzano, dimostra di non saper dialogare con il governo. Infine il voto a scrutinio segreto con cui Coppola è stata nominata al posto di Marini nel Forum della pace, è stato preceduto da una polemica tra la maggioranza e Ghezzi che ha augurato buon lavoro alle “compagne” (oltre all’esponente di Futura le minoranze sono rappresentate nell’organismo anche da Sara Ferrari del Pd), dal momento che nelle scelte la Giunta Fugatti si è finora dimostrata chiusa, provincialista e xenofoba. Sulla relazione del Difensore civico, molto apprezzata da tutti i consiglieri, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno di Marini perché la Provincia intervenga per agevolare l’accesso dei cittadini agli atti delle amministrazioni locali. I lavori riprendono alle 15.00.

Discussa la relazione 2019 del Difensore civico e del Garante dei minori.

Alex Marini del Gruppo misto ha sollecitato la risposta non ancora pervenuta a due interrogazioni da lui rivolte al presidente del Consiglio, la prima del marzo 2019 sulle convenzioni tra Difensore civico e Comuni, la seconda sulla relazione del Garante dei diritti dei minori che a suo avviso dovrebbe presentare una relazione autonoma sulla propria attività. Secondo Marini su questo punto il regolamento del Consiglio è lacunoso. L’esponente del Gruppo misto ha anche lamentato la tardiva distribuzione ai consiglieri della relazione del Difensore civico sulla quale due soli giorni di anticipo non bastano per potersi preparare alla discussione in Aula. Kaswalder ha precisato che la consegna della relazione del Difensore civico è avvenuta, come prassi, il giorno della presentazione del documento in conferenza stampa. Marini ha poi illustrato i suoi due ordini del giorno. Il primo evidenzia la scarsità delle risorse umane a disposizione del Difensore civico, scarsità già denunciata l’anno scorso. mancano infatti due funzionari, uno dei quali sarebbe il direttore dell’ufficio del Difensore civico. Il consigliere ha ricordato che i “Principi di Venezia” prevedono che il Difensore civico possa contare su un’adeguata dotazione di personale. Lo stesso chiedono le Linee guida dell’assemblea dei presidenti dei Consigli regionali e provinciali. L’odg mette in evidenza che il direttore dovrà essere selezionato non dal solo Ufficio di presidenza ma di concerto con il Difensore civico perché la scelta non sia politicamente condizionata. Il secondo odg, condiviso dalla Giunta con l’assessore Gottardi e approvato dall’Aula all’unanimità, sollecita la Giunta ad intervenire presso i Comuni attraverso il Consiglio delle autonomie locali per agevolare l’accesso dei cittadini agli atti.

Vanessa Masè de La Civica si è detta dispiaciuta che 32 Comuni non abbiano ancora aderito alla convenzione con il Consiglio provinciale per avvalersi del Difensore civico. Questo eviterebbe le contrapposizioni tra cittadini e pubblica amministrazione grazie alla mediazione del Difensore civico che ha il compito di ricomporre le divergenze per raggiungere un accordo che vada incontro alle esigenze e ai diritti del cittadino. Masè ha poi ricordato il ddl attualmente ancora in Commissione ma che l’Aula esaminerà nell’autunno prossimo, con cui ha proposto di permettere al Garante dei minori di poter ascoltare direttamente anche gli under 18 per poter tutelare ragazzi e bambini, sia pur con la giusta prudenza e saggezza.

Paola Demagri del Patt ha osservato di aver notato leggendo la relazione le difficoltà incontrate dal Difensore civico nel rispondere tempestivamente alle istanze dei cittadini a causa dei pochi collaboratore di cui l’ufficio dispone. In secondo luogo Demagri ha chiesto di rendere maggiormente noto ai cittadini il ruolo del Difensore civico e richiamato la Provincia a spingere i Comuni a convenzionarsi con il Consiglio per utilizzare il servizio reso da quest’ufficio. Alcune problematiche emergono dalla relazione sul rapporto dei cittadini con l’Itea che l’intervento del Difensore civico ha facilitato. Occorre quindi, secondo Demagri, dare al Difensore civico gli strumenti per accelerare i tempi di intervento.

Giorgio Tonini del Pd ha ringraziato il Difensore civico Gianna Morandi e il Garante dei diritti dei minori Fabio Biasi per il lavoro svolto, di cui la relazione dà conto. Per questo a suo avviso sarebbe un errore da parte del Consiglio provinciale non valorizzare adeguatamente questo lavoro dedicandogli solo un frettoloso dibattito in Aula. Sarebbe opportuno che il Consiglio lavorasse su questo testo. Tonini ha ricordato che la IV e V Commissione hanno in programma un incontro con il Garante dei minori e questa potrebbe essere l’occasione per prendere poi alcune decisioni. E ha suggerito a Masè, presidente della Prima Commissione, di dedicare una seduta dell’organismo ad un incontro con il Difensore civico Gianna Morandi per mettere a fuoco le sue proposte volte a migliorare i rapporti tra i cittadini e la burocrazia provinciale. Per Tonini questo è un preciso dovere del Consiglio che potrebbe migliorare le norme per assicurare maggiore efficienza nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. Cittadini che non possono essere trattati come “sudditi” che sembrano ancora costretti a chiedere un favore quando si rivolgono all’ente pubblico.

Mario Tonina di Progetto Trentino ha osservato che da questa relazione si desume che il servizio del Difensore civico è molto richiesto e apprezzato dai cittadini. Si tratta a volte di semplici richieste di una consulenza, in altre di intervenire per risolvere i problemi con il metodo della mediazione. Tonina ha sollecitato i Comuni a convenzionarsi con il Consiglio per mettere a disposizione dei cittadini il Difensore civico. Questo anche per favorire l’accesso agli atti in modo da bilanciare questo diritto con quello alla privacy. Tonina ha plaudito anche ai tre recapiti periferici assicurati dal Difensore civico a servizio delle valli. E si è detto fiducioso che l’Ufficio di presidenza del Consiglio si farà carico dell’esigenza di potenziare l’ufficio del Difensore civico per andare maggiormente incontro alle istanze dei cittadini e risolvere le controversie in termini extragiudiziale.

Claudio Cia di Agire ha apprezzato le 150 pagine della relazione che però è stata messa a disposizione dei consiglieri solo lunedì scorso. E ha chiesto quindi al presidente Kaswalder di fornire in futuro il documento ai consiglieri con almeno una settimana di anticipo, per permetterne un’analisi più approfondita. Oggi il Difensore civico ha solo 2 funzionari mentre in passato ne aveva 5 a fronte di un volume di lavoro che è andato aumentando. Occorre quindi per Cia restituire il giusto riconoscimento a questo ufficio assicurando alla difesa civica il personale necessario alle numerose richieste di intervento. Secondo l’esponente di Agire Il risparmio delle risorse del consiglio non deve andare a scapito di un ufficio come quello del Difensore civico che altrimenti non è messo nelle condizioni di poter adempiere ai propri compiti. Dalla relazione traspare che presso il Difensore civico sono attualmente aperti 750 fascicoli (ne sono stati archiviati 932 e 32 sono del Garante dei minori), di cui 612 riguardano il territorio della valle dell’Adige. Cia ha osservato che anche gli altri territori necessiterebbero della presenza del Difensore civico che per questo va adeguatamente potenziato.

Pietro De Godenz dell’UpT ha invitato ad incontrare con la Prima Commissione il Difensore civico per poter entrare ancor più nel merito dei temi e dei problemi che emergono dalla sua relazione. Relazione che esprime quasi un grido di aiuto perché la struttura del Difensore civico venga rafforzata.

Ugo Rossi, capogruppo del Patt, ha ricordato che una parte del lavoro di cui parla la relazione è stato svolto dal Difensore civico precedente, Daniela Longo, che ha ringraziato. Anche Rossi ha auspicato un approfondimento dell’attività in Prima Commissione per dar modo di entrare più nel dettaglio di alcuni aspetti. A suo avviso il ruolo del Difensore civico è anche di stimolo nei confronti della Provincia perché metta in atto modifiche organizzative che consentano ai cittadini di avere più possibilità di accesso a questo servizio. Anche la Giunta per Rossi dovrebbe dimostrarsi pronta a recepire gli stimoli offerti dal Difensore civico.

Paolo Ghezzi, capogruppo di Futura, ha evidenziato come i cittadini abbiano bisogno anche di essere difesi nei rapporti con la pubblica amministrazione. Anche lui protestato con la tempistica irrispettosa con cui la relazione è stata messa a disposizione, rendendo difficile lavorarci su. Il lavoro del Difensore civico dovrebbe godere di un’attenzione privilegiata a servizio dei cittadini. Il Difensore civico la cui attività è oggetto di questa relazione dovrebbe essere uno strumento per dare voce a chi non ha voce.

Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino ha osservato che nonostante le difficoltà della struttura dell’ufficio del Difensore civico ha funzionato dando risposte ai cittadini arrivando spesso alla conclusione dei procedimenti. Degasperi ha ricordato che il problema della carenza del personale dell’ufficio risale alla precedente legislatura. Ora è stato però bandito il concorso per dotare il Difensore civico di un direttore. Il Difensore civico è uno strumento di depotenziamento del conflitto tra cittadini ed enti pubblici, ma vi è un certo tasso di resistenza da parte di molti enti pubblici nel riconoscere i diritti dei cittadini che sono previsti dalle norme. La relazione evidenzia un certo miglioramento nei rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni. Anche i consiglieri provinciali, ha stigmatizzato Degasperi, hanno problemi con la Giunta che non risponde nei tempi previsti dal regolamento (un mese) alle interrogazioni. Vi sono poi i ritardi dimostrati dalle società partecipate dalla Provincia. Questi cattivi esempi dati dalla Provincia rischiano di trascinare negli stessi ritardi anche le Comunità di valle e i Comuni. Vi sono poi limitazione anche forti al diritto di accedere ai documenti degli enti pubblici. Ancora, secondo Degasperi le norme attuali non concedono al Difensore civico poteri coercitivi né sanzionatori, mentre per trasformare questo ufficio in un avvocato dei cittadini bisognerebbe perseguire poteri di intermediazione e non solo di moral suasion.

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, ha notato che il giudizio contenuto nella relazione del Difensore civico circa i rapporti degli enti pubblici è complessivamente positivo. Le maggiori criticità riguardano la carenza di personale di questo ufficio anche se il Difensore civico ha saputo sopperire alla mancanza di una figura interna. L’ufficio di presidenza del Consiglio sta cercando un collaboratore da assegnare al Difensore civico perché Gianna Morandi venga sollevata da un eccessivo carico di lavoro. Dalzocchio ha ricordato anche l’importante ruolo di mediazione svolto dal Difensore civico tra le famiglie alle quali vengono sottratti i figli minori. E ha auspicato quindi la collaborazione del Difensore civico con la Commissione speciale incaricata dal Consiglio di approfondire questa problematica al di là dell’aspetto giudiziario per migliorare la condizione di queste persone.

Sì all’odg di Marini per favorire l’accesso dei cittadini agli atti dei Comuni.

Non dovendo votare sulla relazione, il Consiglio si è però espresso sui due ordini del giorno presentati da Marini. Il primo, proposto per assicurare una maggior dotazione all’ufficio del Difensore civico, è stato respinto con 18 no, 9 sì e 4 astenuti. Il secondo è stato approvato all’unanimità con la condivisione della Giunta espressa dall’assessore agli enti locali Gottardi. Il dispositivo impegna la Provincia ad assicurare il diritto d’accesso dei cittadini agli atti e ai documenti delle amministrazioni locali.

 

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Coppola sostituisce Marini per le minoranze nel Forum della pace.

Dopo un’accesa discussione l’assemblea legislativa ha poi sostituito Lucia Coppola (Futura) ad Alex Marini (Gruppo misto) in rappresentanza delle minoranze all’interno dell’assemblea del Forum trentino della pace e dei diritti umani. Nella votazione finale a scrutinio segreto Coppola ha ottenuto 18 sì (13 le schede bianche e 3 le nulle).

Marini ha spiegato di essersi dimesso dall’organismo per dimostrare il proprio rispetto del principio di rotazione delle cariche all’interno degli organismi consiliari. “Ho voluto dare per primo il buon esempio – ha aggiunto – visto che invece i componenti dell’ufficio di presidenza del Consiglio non si sono voluti dimettere”. “Sapevo inoltre – ha proseguito – che la consigliera Coppola avrebbe preso volentieri il mio posto”. Marini ha ricordato di aver lavorato nel Forum per potenziare la partecipazione. La composizione dell’organismo – ha spiegato – non ha mai superato il numero di 71 associazioni coinvolte rispetto alle 500 potenzialmente interessate che operano in provincia. Secondo il consigliere per favorire una maggiore partecipazione andrebbe modificato lo Statuto del Forum, che prevede requisiti limitati in materia di diritti umani e pace. Infine Marini ha lamentato il mancato accoglimento da parte del Consiglio di una mostra che avrebbe potuto essere allestita a palazzo Trentini sui diritti politici.

Ugo Rossi ha ringraziato Marini criticando però la motivazione delle sue dimissioni. Averle definite “un buon esempio” con riferimento a quelle non date dai tre consiglieri questori dell’ufficio di presidenza del Consiglio, per Rossi non era opportuno. “Qui dentro – ha osservato il capogruppo del Patt – non c’è qualcuno che è più puro degli altri, ma solo qualcuno che ha determinate visioni che porta avanti. Se si scende sul campo del buon esempio e della maggiore o minore purezza, allora bisognerebbe evidenziare anche la non purezza di qualcun’altro”.

Lucia Coppola ha ringraziato Marini dicendosi dispiaciuta delle sue dimissioni. Ha ringraziato anche le minoranze da cui è stata designata garantendo il proprio impegno all’interno del Forum per la pace di cui in passato è stata presidente.

Paolo Ghezzi ha augurato buon lavoro a Coppola e anche a Sara Ferrari, altra esponente delle minoranze nel Forum nel quale – ha osservato – oggi è difficile lavorare in presenza di una Giunta provinciale che opera contro la prospettiva della pace con i tagli alla cooperazione internazionale e dimostrandosi xenofoba nelle scelte. Nel Forum della pace secondo Ghezzi va denunciata questa Giunta “provincialistica e chiusa”. Una Giunta che ha tagliato i progetti, per cui il Forum della pace può costituire una linea di resistenza. Le “compagne” Coppola e Ferrari dovranno battersi contro la logica fugattista a sostegno della logica della pace.

Alessandro Savoi (Lega) ha giudicato inaccettabile il “fango” gettato ancora una volta da Ghezzi volta fango su questa Giunta e questa maggioranza definendola razzista e fascista e xenofoba.

Claudio Cia ha dichiarato che fosse per lui eliminerebbe un organismo come il Forum della pace che spesso viene strumentalizzato politicamente dalla sinistra. Cia ha giudicato più che altro “folcloristico” quest’organismo pur esprimendo i suoi auguri a Coppola. Ha infine ricordato che il Forum della pace costa mediamente 70.000 euro all’anno quando vi sarebbero ben altri bisogni sociali. Quanto alla Giunta accusata di provincialismo da Ghezzi, ha consigliato alle minoranze di non trattare la Provincia come se fosse l’Onu.

Sara Ferrari, capogruppo del Pd, ha preso atto della profonda divisione emersa sul senso dell’esistenza del Forum per la pace che non è ancora stato cancellato e che è un organismo collegato con il Consiglio provinciale, degno quindi di rispetto. Forum che a suo avviso esigerebbe una maggiore collaborazione da parte dell’Aula consiliare perché quest’organismo possa funzionare di più nella sua relazione con la politica. Ferrari ha suggerito un dibattito consiliare sull’attività del Forum quando si discuterà la relazione annuale dell’organismo. Forse non si conosce bene l’attività che il Forum svolge e per la quale è stato anche premiato per le sue relazioni internazionali. Il Forum per la pace consente al piccolo Trentino di restare agganciato alle dinamiche internazionali. Quest’anno ha messo a tema il contrasto all’odio. Ferrari ha ricordato il momento celebrativo in programma l’8 agosto prossimo per ricordare le bombe di Hiroshima e altri appuntamenti per riflettere sul lascito di Alexander Langer e Chiara Lubich.

Vanessa Masè ha ricordato che proprio l’anno scorso, all’inizio della discussione sull’assestamento di bilancio, Ghezzi aveva ringraziato Fugatti per la velocità con cui aveva attivato un corridoio umanitario a favore di una famiglia proveniente dalla Siria. Si era trattato di un intervento di solidarietà molto concreto che smentisce le accuse rivolte oggi dal consigliere al presidente.

Roberto Paccher (Lega) ha chiesto a Kaswalder di intervenire contro certi interventi provocatori come quello nel quale il consigliere Ghezzi ha insultato la Giunta prendendo a pretesto il Forum della pace per alimentare polemiche. Qui stiamo parlando di una nomina e non c’è spazio per i comizi.

Mara Dalzocchio (Lega) ha richiamato al fatto che si sta discutendo della sostituzione di un consigliere di minoranza nel Forum della pace. Ha aggiunto di aver trovato sconveniente un intervento come quello di Ghezzi che si è dimostrato “legafobico”. Se si vuole parlare di determinati valori, Ghezzi deve rendersi conto che questi valori valgono anche per lui.

Giorgio Tonini (Pd) si è detto “scandalizzato” per la sedia della presidenza lasciata vuota da Kaswalder durante la votazione. Giorgio Tonini (Pd) si è detto “scandalizzato” per la sedia della presidenza lasciata vuota da Kaswalder durante la votazione. Kaswalder ha detto di essere rimasto in Aula durante la relazione.
Kaswalder ha ricordato che durante la votazione era comunque in Aula.

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Iniziata la discussione del ddl della Giunta sul commercio.

Dopo la lettura della relazione di maggioranza Rossi (Patt) ha chiesto alla Giunta di illustrare il provvedimento tenuto conto dell’animato dibattito in corso sul ddl.

L’assessore Failoni ha detto di aver ascoltato in modo informale tutte le categorie interessate e anche la Grande Distribuzione. “Crediamo sia giusto portare avanti questo provvedimento – ha dichiarato – perché fra i trentini c’è la voglia di avere a disposizione queste giornate domenicali e festive anche a beneficio dei lavoratori del settore”. Failoni ha aggiunto di non aver visto emergere “grandi critiche” al ddl da lui firmato. E di attendere ora di conoscere il punto di vista delle minoranza “per arrivare entro stasera ad un’approvazione uniforme da parte di tutto il Consiglio”.

Ugo Rossi ha chiesto se nel programma di legislatura della Giunta questo tema era presente o meno. Fugatti gli ha subito risposto che in quello provinciale non c’era, in quello nazionale sì. Per Rossi un provvedimento così importante doveva essere nel programma, anche se è vero che c’è stato il Covid e che durante l’emergenza i trentini si sono abituati a non far la spesa la domenica. Come può essere fondato dire che il personale dei negozi va in qualche modo risarcito avendo lavorato anche di domenica durante i mesi del lockdown. Per Rossi c’è chi fa delle semplificazioni su questo tema: ad esempio Fugatti si è riferito al vescovo di Bolzano che ha dichiarato che la domenica non è fatta per lo shopping.

Ma questo, ha osservato Rossi, dovrebbe valere anche per le zone turistiche. A Bolzano due mega-centri commerciali tengono aperto. Per il consigliere bisognerebbe essere coerenti e riconoscere che se il problema è culturale allora non ci dovrebbero essere deroghe per le località turistiche. Rossi ha anche stigmatizzato il fatto che questo ddl approda in Aula in un modo non nitido, perché su questo tema la Corte costituzionale si è già espressa. Il governo potrebbe impugnare questa legge considerandola lesiva della Costituzione, come è già accaduto per norme approvate in altre regioni. Anche i commercianti che vorrebbero tenere aperto potrebbero impugnare questa legge. Nella stessa relazione accompagnatoria Fugatti ha scritto di aver chiesto allo Stato insieme a Kompatscher una norma di attuazione per poter legiferare. Qui si vuole invece anteporre la legge alla norma di attuazione. Rossi, che ha ricordato di essere membro della Commissione dei 12, ha aggiunto che “noi andiamo a legiferare oggi su una norma che una sentenza della Corte costituzionale potrebbe far sparire dal dibattito. Così avremo tutte le domeniche aperte. Sotto sollo – ha insinuato Rossi – è questo il risultato al quale si mira? “Io non voglio pensarlo – ha aggiunto – ma c’è una differenza tra il prendere posizione e l’usare le leve dell’Autonomia per affrontare i problemi”. Rossi ha detto di riconoscere a Fugatti di avere una posizione su questo tema: “ma quest’Aula consiliare – ha sottolineato – è chiamata non a prendere posizioni ma a fare delle leggi fondate su certezze”.

Il dato inquietante secondo il capogruppo del Patt è che in quest’Aula arriva un ddl che dice “io Provincia regolamento questa cosa e lunedì arriva in Commissione dei 12 una lettera che chiede una norma di attuazione perché io non posso legiferare: rendiamoci conto a quali rischi si espone il bene più prezioso che abbiamo e che si chiama Autonomia”. Rossi ha esortato Fugatti a non usare l’Aula del Consiglio per prendere delle posizioni. Serve invece un rapporto costante con il governo nazionale, con cui Fugatti aveva da tempo la possibilità di dialogare per ottenere questa norma di attuazione, anche quando il presidente della Giunta sedeva nel governo. Non basta dire che siccome c’è stato il Covid allora si può approvare questa norma. Una norma che per Rossi non ha nulla a che vedere con la realtà e contro la quale qualcuno farà ricorso. Sulla base di una certezza di incostituzionalità la Giunta vuole legiferare. Questa responsabilità il gruppo del Patt non se la vuole assumere e perciò – ha spiegato – non parteciperemo nemmeno al voto. Qui non stiamo facendo dei post su Facebook né raccogliendo dei voti: stiamo facendo delle leggi che hanno bisogno di essere fondate su certezze.

Michele Dallapiccola (Patt) ha protestato fortemente contro “il dilettantismo con cui la Giunta sta dimostrando di affrontare la situazione drammatica nella quale il Trentino si trova. Senza rendersi conto che non si è più sotto un gazebo. Non si possono illudere delle persone che per un periodo staranno a casa con i propri cari ma innescando dei contenziosi gravissimi con il governo.

Che prenderà atto dell’incapacità della Provincia di intavolare delle trattative serie, attraverso un approccio con la Commissione dei 12 e altri partner politici. Tutto questo mentre la Provincia di Bolzano ha dimostrato di saper ragionare con il governo. Secondo alcuni imprenditori, ha avvertito Dallapiccola, si causeranno enormi danni al settore del commercio. “Non so quali operatori economici avete incontrato in questi giorni – ha osservato – ma forse non vi siete accordi che non erano quelli che pensavate”. Per Dallapiccola la Giunta ha dimostrato il peggio di sé in questa fase esponendosi per ragioni elettorali al pubblico ludibrio.

I lavori, sospesi alle 13.00 per permettere ai consiglieri di partecipare ad un incontro con i rappresentanti dei dipendenti provinciali in stato di agitazione, riprenderanno alle 15.00.