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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA POMERIGGIO: « SÌ AL DDL DI CIA SUL DIFENSORE CIVICO, NO A UN ODG DI DALZOCCHIO CHE CHIEDEVA DI NON ESAMINARE IL TESTO DI MARINI, POI BOCCIATO »

Consiglio, lavori conclusi con il sì dell’aula al ddl di Cia sul difensore civico. No a un odg di Dalzocchio che chiedeva di non esaminare il testo di Marini, poi bocciato.

Dopo l’approvazione del disegno di legge sulla ricerca, il Consiglio ha esaminato in in aula i due disegni di legge 19 e 41, proposti da Alex Marini (gruppo misto) e Claudio Cia (Agire) per modificare la normativa provinciale sul difensore civico e le figurre dei due garanti dei diritti dei minori e dei detenuti. In Prima Commissione il ddl di Marini era stato respinto e quello di Cia era stato approvato. Bocciato (13 sì e 13 no) con voto segreto chiesto dalle minoranze, un ordine del giorno della capogruppo della Lega Mara Dalzocchio che chiedeva di non esaminare gli articoli, gli ordini del giorno e gli emendamenti del disegno di legge di Marini. Dalzocchio aveva appena chiesto e ottenuto una breve sospensione dei lavori per una riunione della maggioranza dopo che Masè (La Civica) aveva annunciato la propria astensione sul suo odg.

 

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Marini: il mio ddl chiedeva trasparenza e garanzia di imparzialità.
Marini ha ricordato che il suo ddl, respinto in Commissione nonostante sia stato apprezzato dai soggetti più qualificati in campo giuridico consultati durante le audizioni, è motivato dalla necessità di rendere trasparenti e quindi anche controllabili dai cittadini le procedure di nomina del difensore civico e dei due garanti, dei diritti dei minori e dei detenuti. Oggi le nomine sono effettuate a scrutinio segreto e la maggioranza dei due terzi del Consiglio provinciale. L’unico requisito richiesto ai candidati agli incarichi di difensore civico e di garante, è di avere un’elevata esperienza giuridica e amministrativa. Per Marini questa è una procedura “ottocentesca”. Manca anche una scadenza per il deposito delle candidature da parte dei consiglieri provinciali che propongono queste figure di garanzia e che possono quindi portare in aula anche all’ultimo minuto un profilo nuovo. Ad oggi non è previsto il vaglio dei curricula dei candidati e non vengono convocate audizioni dei garanti in uscita, neanche se richieste dai consiglieri provinciali, per capire quali siano le criticità incontrate nell’ultimo quinquennio e quindi da affrontare nel nuovo. Infatti, ha denunciato Marini, negli ultimi 11 mesi prima della nomina del difensore civico e dei garanti la sua richiesta di convocare una commissione consiliare per ascoltare le figure uscenti è caduta nel vuoto. Il Consiglio provinciale si trova quindi a dover nominare queste difugre senza sapere come dovrebbero lavorare tenuto conto dei problemi emersi negli ultimi anni dall’attività di questi uffici. “Si discute solo – ha protestato Marini – come spartirsi la nomina di queste persone. Questo significa che l’appartenenza è molto più importante della competenza, nonostante si tratti di figure che dovrebbe essere terze e garantire quindi la massima imparzialità. Tutto ciò senza tener conto che la procedura adottata in provincia di Bolzano per queste stesse nomine è molto più corretta e trasparente”.

 

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Kaswalder: i curricula dei candidati vengono vagliati dagli uffici del Consiglio.
Il presidente Kaswalder ha ricordato che i curricula e i nominativi dei candidati proposti dai consiglieri, prima di arrivare al voto in aula sono sottoposti a una rigorosa verifica da parte degli uffici dell’assemblea legislativa.

 

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Cia: slegare la durata dell’incarico delle figure di garanzia dalla legisalatura.
Claudio Cia (Agire) ha sottolineato come oggi le nomine del difensore civico e dei garanti avvengono in corrispondenza con l’avvio di ogni legislatura. Quindi se il Consiglio provinciale dovesse per qualsiasi motivo decadere, anche il nuovo difensore e i garanti cessano dal loro incarico, Si tratta quindi di stabilire un tempo certo per la durata in carica di queste figure a prescindere dall’attività del Consiglio provinciale. Il ddl di Cia prevede inoltre che difensore civico e garanti esercitino un compito di mediazione tra cittadino e pubbliche amministrazioni e la possibilità di accedere a tutta la documentazione in possesso degli enti pubblici. Fermo restando, comunque, il dovere di riservatezza del difensore civico. Ancora: il ddl stabilisce che il difensore civico e i garanti dei minori e dei diritti dei detenuti non possano essere eletti una seconda volta subito dopo la prima, per fugare completamente i sospetti che il loro incarico sia legato a interessi politici della maggioranza consiliare di turno.

 

Respinto con 13 voti a favore e 13 contrari un ordine del giorno di Dalzocchio che chiedeva di non esaminare il ddl di Marini dopo una riunione della maggioranza.

Paolo Ghezzi (Futura) in merito a un ordine del giorno proposto da Dalzocchio (Lega) per non procedere alla discussione dell’articolato del ddl di Marini, ha evidenziato l’immotivata opposizione della maggioranza alle richieste di trasparenza di Marini. Non si capisce a suo avviso perché non ci sia nemmeno sforzati di accogliere lo spirito della proposta del consigliere del gruppo misto, magari cercando l’unificazione con il ddl di Cia, sulle procedure di nomina per assicurare l’indipendenza e la qualità di queste figure. Tutto ciò indice di un atteggiamento “muscolare” nei confronti del lavoro del collega. Per questo Ghezzi ha preannunciato l’astensione sul ddl 41 di Cia e un convinto sì al testo di Marini.

Sara Ferrari, capogruppo del Pd, ha espresso amarezza giudicando “un atto di modesta arroganza” l’odg di Dalzocchio, giustificato da motivazioni tecniche che in realtà sono politiche.

La capogruppo della Lega Mara Dalzocchio, ha spiegato che il ddl 19 di Marini, già respinto in commissione, punta a rivedere le procedere di nomina del difensore civico. Se questo appare apprezzabile nelle intenzioni ma risulta antidemocratico perché ubbidisce ad una logica europeista, pretendendo di sottoporre a una selezione i candidati a queste figure di garanzia che dev’essere invece il Consiglio provinciale a scegliere valutandone non solo la competenza ma anche altri aspetti come la terzietà, l’indipendenza e il buon senso o equilibrio della persona. Requisiti necessari per la tutela dei cittadini e che la normativa attuale già prevede.

Vanessa Masè ha preannunciato il suo voto favorevole al ddl di Cia ma anche l’astensione de La Civica sull’odg di Dalzocchio.

Marini ha protestato per la volontà della maggioranza di bocciare insieme al suo ddl anche gli odg da lui proposti per fronteggiare due criticità emerse dalle relazioni annuali del difensore civico. La più importante delle quali consiste nella difficoltà per questa figura di accedere agli atti delle pubbliche amministrazioni, senza avere l’opportunità di esercitare alcun potere coercitivo su questi enti. E questo nonostante l’accesso agli atti di un ente pubblico sia un diritto sacrosanto previsto dalla legge. In questi casi il difensore civico deve addirittura rivolgersi all’autorità giurisdizionale per ottenere i documenti da un ente pubblico. Per Marini questa non è democrazia. Un suo secondo ordine del giorno, anche questo respinto a priori a causa della bocciatura senza esame del ddl , riguarda una legge del 2000 sull’informazione, che prevede che qualsiasi pubblica amministrazione sia dotata di un sito istituzionale che consenta e agevoli il reperimento delle informazioni da parte dei cittadini. “Il mio odg – ha spiegato Marini – impegna a registrare un dominio fornendo a queste figure di garanzia, a partire dal difensore civico, un sito internet, mentre oggi esiste solo una pagina interna al sito del Consiglio provinciale”.

A questo punto il presidente Kaswalder ha richiamato due volte ufficialmente Marini che continuava a parlare anche dopo aver terminato il tempo a sua disposizione.
Subito dopo Dalzocchio ha chiesto e ottenuto una sospensione dei lavori per una riunione della maggioranza.
Al rientro dei consiglieri in aula Ugo Rossi del Patt si è appellato a Dalzocchio perché ritiri il suo odg in modo da sottoporre al voto il ddl e gli odg di Marini, mentre Ferrari ha chiesto e ottenuto il voto segreto sull’odg di Dalzocchio. Odg che è stato poi respinto dall’aula con 13 sì, 13 no e 4 voti di astensione.

 

No ai due ordini del giorno e al ddl 19 di Marini.
A questo punto l’aula ha discusso sia gli ordini del giorno che il ddl 19 di Marini. Il quale ha ricordato che il primo prevede che al difensore civico sia consentito l’accesso agli atti delle amministrazioni pubbliche. Messo ai voti, l’odg 1 di Marini è stato respinto con 7 sì 19 no e tre voti di astensione. Il secondo, proposto per attuare una legge approvata dal parlamento italiano del 2000 e impegnare la Giunta a dotare le figure di garanzia (difensore civico e garanti) di un sito istituzionale ciascuno per informare i cittadini e fornire loro servizi di sportello virtuale con accesso diretto, è stato respinto con 8 sì, 17 no e un voto di astensione.
Il ddl è stato poi respinto.

 

Approvato il ddl 41 di Cia dopo il no ad altri 2 odg di Marini.
Anche sul ddl 41 di Cia, formato da 8 articoli e alla fine approvato con 25 voti a favore e 3 di astensione dopo il no ad alcuni emendamenti proposti da Ghezzi, Alex Marini aveva presentato due ordini del giorno, entrambi respinti con 18 voti contrari e 10 a favoree. Il primo che riprende le osservazioni del Difensore civico per considerare l’ipotesi di istituire il garante della salute come prevede una legge nazionali (Gelli-Bianco) del 2017, a tutela dei diritti dei cittadini in ambito sanitario. L’odg, illustrato da Marini, propone di elaborare uno schema di ddl per elaborare la materia come è già avvenuto in provincia di Bolzano per iniziativa del presidente del Consiglio. Cia si è espresso contro l’odg di Marini negando che il difensore civico trentino avesse chiesto di istituire un garante della salute. Il secondo odg di Marini da lui illustrato e condiviso con Ghezzi, proponeva di adottare i principi di Venezia per assicurare una maggiore autonomia organizzativa e finanziaria agli organi di garanzia, aggiornando il regolamento del difensore civico per adeguarlo a questi principi sottoscritti da tutti i presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome.

 

Controversia sulla spiegazione di Kaswalder ad un emendamento di Moranduzzo.
Ad animare il dibattito prima del voto finale è stata una spiegazione fornita dal presidente del Consiglio a Marini in merito a un emendamento di Devid Moranduzzo su un articolo del ddl di Cia. Kaswalder ha motivato il suo intervento, giudicato anomalo da Ghezzi, con il fatto che il tema oggetto delle modifiche relative ai rimborsi da riconoscere al garante dei minori, rientra nelle competenze e riguarda le risorse del Consiglio provinciale. Sul tema sono intervenuti Ghezzi per chiedere chiarimenti, l’assessore Gottardi per sollecitare il presidente a riportare ordine nel dibattito (“perché un consigliere non può chiedere spiegazioni a un altro”), Paccher e Guglielmi a sostegno di Kaswalder e Gottardi mentre Dallapiccola ha espresso il proprio disappunto.