Consiglio provinciale TRENTO * LAVORI AULA POMERIGGIO: « OK A videosorveglianza negli asili, case di riposo e strutture di assistenza dedicate ai disabili, purché su base volontaria »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Conclusi con l’approvazione di tre mozioni i lavori della sessione di gennaio del Consiglio provinciale.

Prima di concludere di gennaio in aula, il Consiglio provinciale ha esaminato nel pomeriggio le ultime mozioni in programma. Tre i testi approvati. Il primo, di De Godenz, propone di aggiungere le Dolomiti nel logo della candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026.

Il secondo, di Cia, prevede l’utilizzo del legname dei boschi abbattuti dal maltempo di fine ottobre anche per la costruzione di casette da mettere poi a disposizione della protezione civile.

La terza mozione, riscritta da Leonardi d’intesa con la Giunta, impegna la Provincia anche ad installare telecamere di videosorveglianza per la prevenzione di maltrattamenti negli asili, nelle case di riposo e nelle strutture di assistenza dedicate ai disabili, purché questo avvenga su base volontaria e d’accordo con gli operatori.

Rinviato invece d’intesa con la Giunta alla prossima seduta l’esame della mozione di Ghezzi e Ferrari, che propone di dedicare ogni anno ad Antonio Megalizzi un evento sull’Europa e i giovani. L’obiettivo è di concordare l’iniziativa con i familiari di Antonio.

 

 

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Mozione di Piero De Godenz (UpT): aggiungere il richiamo alle Dolomiti nella candidatura italiana alle Olimpiadi del 2026. Approvata All’unanimità”.

La mozione illustrata sal consigliere dell’UpT e approvata all’unanimità con 32 voti, impegna la Giunta a valutare l’importanza del termine “Dolomiti” nella candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, il cui logo ad oggi riporta solo i nomi di Cortina e Milano. Aggiungere il termine “Dolomiti” favorirebbe la nostra provincia e la regione e rafforzerebbe la candidatura di tutti i territiori. La mozione impegna quindi il Presidente Fugatti e l’assessore al turismo e allo sport ad attivarsi per aprire un confronto con i Presidenti del Veneto e della Lombardia perché si passi da una candidatura “Olimpiadi di Milano Cortina 2026” a “Olimpiadi Milano Cortina Dolomiti 2026”.

Paolo Ghezzi (Futura) ha detto di appoggiare convintamente la proposta, altrimenti – ha aggiunto – questo evento si potrebbe chiamare, “in politichese”, Olimpiadi Salvini-Zaia 2026, mentre accogliendo la mozione si chiamerebbero Olimpiadi Salvini-Zaia-Fugatti- Kompatscher 2026.

D’accordo con la mozione anche Ugo Rossi (Patt) ricordando di aver voluto dare a queste Olimpiadi invernali, d’intesa con il presidente della Provincia di Bolzano, un forte connotato di sostenibilità evitando la costruzione di nuovi impianti che poi magari restano inutilizzati e sul groppone delle amministrazioni locali. La struttura per il pattinaggio sul ghiaccio di Baselga di Pine richiederebbe per corrispondere al protocollo previsto per il coinvolgimento nelle gare olimpiche, un investimento di 54 milioni. Se si tratta di risorse che provengono dal contesto nazionale l’ipotesi sarebbe accettabile, altrimenti se i soldi ce li deve mettere la Provincia si rischia di trovarsi in difficoltà.

L’assessore al turismo e allo sport, Roberto Failoni ha espresso la piena condivisione della Giunta provinciale con questa mozione. L’impegno dell’esecutivo sarà di incontrare i governatori delle altre regioni e quindi anche il presidente Kompatscher, anche se non sarà facile vincere questa partita. Inizieremo a parlarne da giugno in poi, dopo che il Cio avrà accolto la candidatura italiana (c’è ancora la concorrenza della Svezia). C’è un progetto per Pinè che costerebbe però la metà della cifra detta prima. Con la denominazione Dolomiti queste Olimpiadi ci regalerebbero una visibilità mondiale di grandissimo rilievo.
De Godenz ha suggerito di invitare all’incontro tra i governatori anche il presidente del Coni Malagò. E ha aggiunto che in ogni caso, Olimpiadi o non Olimpiadi, l’impianto di Pinè dovrà essere sistemato.

Paolo Ghezzi (Futura) e Sara Ferrari (Pd): ogni anno un incontro dei giovani europei nel nome di Antonio Megalizzi. Sospesa e rinviata alla prossima seduta per poter concordare l’iniziativa con i familiari del giovane giornalista trentino.

La mozione illustrata da Paolo Ghezzi (Futura) e firmata anche da Sara Ferrari del Pd (la collega Coppola, ha precisato Ghezzi, non aveva a suo tempo sottoscritto il testo solo perché era all’estero), impegna la Giunta ad organizzare, eventualmente il collaborazione col consiglio regionale e col il Comune di Trento, l’Università, il Centro di cooperazione internazionale della Pat con la sua area Obct, specializzata sul monitoraggio della libertà di stampa in Europa, un incontro sul tema “Volti e voci della giovano Europa”, nel mese di dicembre, in prossimità dell’anniversario della morte di Antonio Megalizzi; a reperire i finanziamenti per consentire la partecipazione di esperti e testimoni a livello europeo per far diventare Trento la piccola capitale della giovane Europa della comunicazione; a far sì che questo incontro presenti esperienze concrete e buone pratiche nell’ambito della comunicazione dei temi europei e della possibilità di lavoro e formazione offerte dalla conoscenza dei programmi di sviluppo europei. “Rimettiamo questa proposta all’aula perché la testimonianza di Antonio Megalizzi non resti un ricordo ma contribuisca a rendere più europeo il Trentino concentrando le iniziative che già esistono, in particolare quelle rivolte ai giovani.

Il presidente Fugatti ha informato di aver preso, d’accordo con Ghezzi, contatti con la famiglia di Antonio Megalizzi per poter condividere con essa l’idea dell’iniziativa. Per questo il presidente ha aggiunto che sarebbe opportuno sospendere la discussione sul documento, da riprendere nella prossima seduta sulla base di un’intesa anche con la famiglia. Ghezzi ha accolto la proposta e quindi il presidente Kaswalder ha sospeso l’esame della mozione preannunciandone la discussione nella prossima seduta.

Claudio Cia (Agire): con il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta casette per la Protezione civile e abitazioni. Approvata con 8 astenuti (Pd, Futura e Job).

Il consigliere ha illustrato la mozione che impegna la Giunta a mettere in atto azioni per realizzare, con una parte del materiale boschivo abbattuto dalla tempesta di fine ottobre e in collaborazione con le ditte specializzate locali, casette di legno per la Protezione civile o vere e proprie abitazioni di legno in grado di sostituire quelle distrutte dalla furia del maltempo. Questa iniziativa, afferma Cia, potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per il settore edile del trentino ancora colpito dalla crisi.
L’assessore all’agricoltura e alle foreste Giulia Zanotelli ha ringraziato Cia della proposta sulla quale la Giunta aveva già avviato dei ragionamenti. Si tratta di valutare l’utilizzazione del legname recuperato dopo il disastro di ottobre per opere pubbliche di valenza comunale e provinciale.
Alessio Manica (Pd) ha condiviso l’idea di trasformare un danno in possibile bene pubblico dando uno sbocco economico al materiale rovesciato dal maltempo sui pendii. Questo legname potrebbe essere trasformato in mobili, mentre sarà più difficile destinarne l’utilizzo alle casette per la protezione civile. Su questo punto Manica ha preannunciato l’astensione. Cia ha precisato che si tratta di mettere a disposizione della protezione civile casette prefabbricate per i vari interventi, non che la protezione civile realizzi questi manufatti.
Ugo Rossi (Patt) ha preannunciato per questa mozione il voto favorevole del proprio gruppo. Forse si potrebbe pensare anche ad una filiera trentina del cippato.
Mara Dalzocchio (Lega) ha motivato il sì del Carroccio alla mozione perché prevede il riutilizzo del legname allo scopo di realizzare di casette prefabbricate “ad utilizzo” della protezione civile e, come ha aggiunto l’assessora Zanotelli, anche per opere pubbliche.
Anche Luca Guglielmi (Fassa) ha dichiarato il proprio voto favorevole alla mozione. Ivano Job ha invece dichiarato la volontà di esprimere un voto di astensione avendo dei dubbi sul mercato del legname e per riservarsi approfondimenti attraverso la Commissione speciale sui danni da maltempo da lui presieduta.

Giorgio Leonardi (Forza Italia): prevenire maltrattamenti di bambini, anziani e disabili nelle scuole materne, nelle case di riposo e nelle strutture di assistenza anche con l’installazione, su base volontaria e d’intesa con gli operatori, di sistemi di videosorveglianza. Approvata con votazione per parti separate.

La mozione, il cui dispositivo è stato riscritto d’intesa con la Giunta, impegna la Provincia a proseguire, d’accordo con l’Apss e le associazioni di riferimento, nella realizzazione di iniziative informative e formative rivolte agli operatori del settore e delle famiglie per sviluppare capacità di ascolto dei minori, degli anziani e dei disabili e di rilevare eventuali segnali di disagio o di maltrattamento fisico o psichico. Il testo riscritto prevede poi di favorire la divulgazione di buone prassi in tema di segnalazioni tempsetive di condotte inappropriate sempre considerando la prevenzione come la prima forma di contrasto di tali fenomeni. Infine impegna l’esecutivo a valutare il ddl 262 attualmente all’esame del Senato (“Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità”) approvato in prima lettura alla Camera il 23 ottobre scorso, concluda il proprio iter di approvazione, la possibilità, sentiti i soggetti e gli operatori, anche in Trentino di installare sistemi di videosorveglianza su base volontaria e a circuito chiuso.

 

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La discussione.
Lucia Coppola (Futura) ha chiesto e ottenuto di poter votare la mozione per punti separati, condividendo l’approccio introdotto con gli emendamenti sostitutivi ma non altri passaggi del testo. La qualità dei servizi in questi settori nella nostra provincia è per Coppola molto alta, per cui introdurre telecamere di sorveglianza sui comportamenti del personale sembra eccessivo perché il controllo risulterebbe troppo invasivo. Se mai si può pensare di utilizzare le telecamere solo quando vi sono sospetti acclarati.

Paola Demagri (Patt) ha giudicato eccessivo il dato citato dalla mozione in merito alla contenzione fisica alla quale sarebbero sottoposti moltissimi anziani. Anziché arrivare alla videosorveglianza, che sarebbe un sistema poco opportuno, si potrebbe adottare il sistema “porte aperte”, in modo tale che i familiari possano assistere al momento di erogazione dell’assistenza. Questo metodo andrebbe utilizzato nelle case di riposo e tra gli operatori. Inoltre i secondo Demagri i dipendenti delle strutture potrebbero vigilare in modo collaborativo gli uni nei confronti degli altri.

Sara Ferrari (Pd) ha espresso parere favorevole ai punti 1 e 2 e negativo al punto 3 che indicherebbe con le telecamere una sfiducia nei confronti del personale il cui ruolo sarebbe delegittimato. Non si può immaginare che per avere fiducia nel personale educativo in merito al modo in cui trattano i bambini negli asili occorra una telecamere. A meno che naturalmente, come ha osservato Coppola, non vi siano segnalazioni.

Roberto Paccher (Lega) si è espresso a favore della mozione e anche del punto che prevede la possibilità di utilizzare telecamere di sorveglianza, proprio per garantire la fiducia e prevenire comportamenti sbagliati. Se l’operatore sa che vi è una sorveglianza evita di agire in modo scorretto.

Claudio Cia (Agire) ha osservato che gli ambiente ai quali affidiamo i bambini e gli anziani devono dare delle precise garanzie. Che questo significhi installare telecamere o introdurre il sistema delle “porte aperte”, occorre che il lavoro garantisca la dignità della persona. Cia ha detto di concordare sul fatto che in Trentino le strutture assistenziali e gli asili sono di notevole qualità, tuttavia atteggiamenti anche di nervosismo degli operatori che possono incidere negativamente sugli assistiti sono legati ai carichi di lavoro eccessivi specialmente nelle case di riposo. Anche gli operatori più preparati e motivati possono oltrepassare la soglia limite della sopportazione. La mozione di Leonardi evidenzia una preoccupazione, anche se – ha concluso Cia – non so se l’introduzione delle telecamere sarebbe risolutiva. Forse è esagerata. L’importante è che si presti attenzione anche al carico di lavoro degli operatori.

Mattia Gottardi (Civica Trentina) si è espresso a favore della mozione e anche per l’installazione di telecamere di videosorveglianza anche a tutela degli operatori, perché talvolta possono accadere incidenti involontari. Il rischio è che gli operatori si vedano imputare dai familiari degli assistiti la responsabilità di problemi che invece non hanno. Si tratta di dimostrare con le telecamere l’estraneità degli operatori quando vengono ingiustamente accusato. D’accordo con Gottardi si è dichiarato anche Guglielmi (Fassa).

L’assessore all’istruzione Bisesti ha attirato l’attenzione sulla riformulazione del dispositivo della mozione concordata con la Giunta. Questa mozione non vuole in alcun modo esprimere una sfiducia nei confronti degli operatori ma fornire una forma di tutela e di garanzia nei loro confronti. Il ddl nazionale è fermo oggi in parlamento e la formulazione del testo concordata con Leonardi è in tal senso condivisibile, tenuto conto che le telecamere si possono installare solo su base volontaria e d’intesa con gli operatori interessati.

Filippo Degasperi (5 stelle) ha dichiarato il proprio sostegno alla mozione anche perché la versione modificata prevede una serie di cautele. Ha però aggiunto che a monte vi sono condizioni di lavoro da tener presenti, nonché i problemi legati al precariato, al reclutamento del personale, al trattamento e ai contratti di lavoro talvolta discriminatori nei confronti del personale.

Dalzocchio (Lega) ha concordato con la parte delle mozione che richiama la cronaca che vede un crescente numero di casi di maltrattamento. Ha aggiunto di pensare sempre che gli operatori siano sempre bravissimi. Eppure i video che la televisione mostra anche in questi giorni, se si ritiene di installare delle telecamere per la prevenzione di questi episodi non vedo dove sia il problema.

Giorgio Tonini (Pd) ha espresso perplessità sull’intercettazione ambientale a livello massivo che la mozione prefigura. Dire che gli operatori non hanno nulla da temere rischia di giustificare un’invasione della privacy con le telecamere che solo la magistratura ha eventualmente il compito di installare. Curioso è che proprio Forza Italia proponga una mozione del genere, quando questa formazione politica ha sempre sostenuto posizioni garantiste. Questa mozione rischia di scivolare fuori della democrazia liberale. Tonini ha quindi ribadito la scelta del Pd di astenersi sul punto 3 del dispositivo. Occorrerebbe quindi un approfondimento per cui il gruppo del Pd non se la sente di condividere questo impegno.

Leonardi ha precisato che le telecamere non indicano affatto la volontà di effettuare intercettazioni ambientali, perché la videosorveglianza di cui parla mozione verrebbe obbligatoriamente segnalata.
Paola Demagri (Patt) nelle sue dichiarazioni di voto ha preannunciato l’astensione del suo gruppo sul terzo punto mentre vi sarà il sì sul primo e sul secondo punto.

La votazione per parti separate.
Quattro le votazioni. La premessa ha ottenuto 19 sì e 11 voti di astensione. Il primo punto del dispositivo è stato approvato all’unanimità come pure il secondo (32 voti a favore), mentre il terzo punto ha ottenuto 20 voti a favore 7 di astensione e 5 no.

A questo punto il presidente Kaswalder ha chiuso i lavori con due ore di anticipo. Il Consiglio tornerà in aula il 5 e 6 febbraio.