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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA: « IL DDL MANICA SULLE CENTRALINE IDROELETTRICHE TORNA IN COMMISSIONE / REPORT DISCUSSIONE INTERROGAZIONI »

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13.47 - giovedì 08 ottobre 2020

Il ddl Manica sulle centraline idroelettriche torna in commissione.

Su proposta dello stesso proponente, dopo la presentazione e l’avvio della discussione è stato rinviato in commissione, con voto unanime, il ddl di Manica che riguarda le piccole e medie concessioni idroelettriche. Il consigliere ha ricordato che nelle scorsa legislatura ha presentato una mozione contro la ipotizzata diga sull’Adige nei pressi di Nomi dalla quale è nato un dibattito sul livello di sfruttamento dei nostri torrenti. Una pressione ambientale legata dalle piccole derivazioni aumentate di numero in seguito a un meccanismo drogato messo in moto dal premio finanziario dello Stato. Ciò ha reso appetibile finanziariamente, più che industrialmente, le centraline. Un meccanismo che, per Manica, ha determinato la crescita eccessiva degli impianti. Da quella mozione del 2014 si è arrivati ad una moratoria di un anno che bloccò molti progetti, fino all’articolo 7 del Piano delle acque che strinse le maglie per le autorizzazioni. Il ddl in discussione, ha aggiunto Manica, parte dalla convinzione che molti progetti hanno solo una ragione finanziaria e che l’influenza delle piccole derivazioni sull’autosufficienza energetica non è paragonabile ai grandi impianti e quindi non giustifica il sacrificio ambientale. Quindi, Manica, e questo è il nucleo del ddl, non ritiene che ai concessionari debba essere concesso di espropriare terzi per realizzare i progetti in base alle pubblica utilità. Il ddl, con un emendamento al primo testo che prevedeva il no all’esproprio solo ai privati, estende il divieto anche al pubblico. Una scelta, ha ricordato il proponente, fatta anche per evitare il contrasto con le norme sulla concorrenza.
L’assessore Tonina ha affermato che c’è la disponibilità della Giunta a ragionare su piccole e medie derivazioni c’è. Quindi ha suggerito a Manica di ritirare il ddl tornando in commissione per un lavoro più approfondito. Soluzione, come detto, che il consigliere Pd ha accettato.

 

Rossi: troppi ddl della minoranza parcheggiati.

Ugo Rossi (Patt) ha affermato che sta accadendo spesso che proposte che vengono dalla minoranza o non vengono affrontate o viene richiesto di parcheggiarle, così come è accaduto che alcune finiscano “notte tempo” nella finanziaria. Insomma, il capogruppo Patt ha detto che è chiara la volontà di fermare leggi che hanno la firma di consiglieri di minoranza, quando ci sono nel corpus giuridico della Pat norme della minoranza o testi unificati bipartisan. Rossi ha ricordato che è ancora fermo il suo ddl sui congedi parentali. Tema, peraltro, messo in evidenza dall’emergenza Covid.

 

Ghezzi: da Tonina un no senza motivazioni.

Paolo Ghezzi (Futura) ha constatato con amarezza profonda che a fronte di una spiegazione chiara da parte del proponente del ddl l’intervento, tra l’altro forzato da Manica, del vicepresidente moderato “democristiano”,il volto dialogico della Giunta Fugatti, in realtà anche in questo caso ha detto un no senza motivazioni. Una prassi consolidata che nel caso di un ddl come quello di Manica appare un “capolavoro”. Un no tutt’altro che dialogico, un esempio di “fugattismo” che il parlamento trentino non merita.

 

Tonina: si sta pensando al riordino delle piccole e medie concessioni.

Tonina, affermando di non essere toccato dall’aggettivo “democristiano” ha ribadito che, in base alla sua storia politica, non sarà mai leghista come sanno i suoi colleghi di Giunta. Ha poi ricordato che in Terza commissione lui ha riferito il perché del suo parere negativo soprattutto per motivi giuridici. Manica, percepito che il ddl non poteva essere approvato, ha presentato un emendamento che però lo stravolge. Per questo c’è la necessità di un approfondimento, con la richiesta di un ritiro del ddl, perché si sta lavorando a un riordino delle piccole e delle medie concessioni. Quindi, l’obiettivo va raggiunto in un altro modo.

 

Olivi: più attenzione ai ddl delle minoranze.

Alessandro Olivi (Pd) ha richiamato l’attenzione del presidente del Consiglio chiedendo più attenzione ai ddl di minoranza. Olivi ha fatto l’esempio di due suoi ddl uno della riforma del sostegno alle imprese e uno dell’urbanistica commerciale. Un ddl utile, ha ricordato, per frenare alcune operazioni speculative. Non è quindi accettabile che non si arrivi in aula con proposte della minoranza e il presidente dovrebbe avere un ruolo meno notarile e più di garanzia noi confronti dell’opposizione.

 

Leonardi: la scorsa legislatura non c’era certo apertura alle minoranze.

Giorgio Leonardi (FI) ha ricordato che nella scorsa legislatura l’atteggiamento dell’allora maggioranza non era certo di apertura ai ddl dell’opposizione. E se Tonina ha sottolineato che il ddl Manica andrebbe incontro a problemi di sostenibilità giuridica va preso in considerazione.

 

Marini: l’iter della leggi va modernizzato e reso più trasparente.

Alex Marini (Gruppo Misto) ha sottolineato il tema di come vengono affrontati i ddl. Da inizio legislatura, ha affermato, ne sono stati presentati una settantina ma andrebbe fatta un’analisi su quanti sono approvati in aula. Pochi ddl della minoranza sono arrivati in aula, tra i quali, ha ricordato quello a sua firma sulla riforma dei referendum che ha colmato un deficit annoso di un’iniziativa popolare. Le motivazioni per le quali vengono bocciati, abitualmente, i ddl di minoranza sono sempre piuttosto scarse. Comunque, se in passato non si sono affermate buone pratiche questa non è una buona ragione per continuare a fare quello che si è sempre fatto. Sulla trasparenza ha detto che i processi verbali delle commissioni non vengono pubblicati. Quindi i cittadini e i portatori di interessi non possono informarsi soprattutto su materie tecniche come il ddl in discussione che interessano poco alla stampa. L’iter legislativo, in sintesi, si dovrebbe modernizzare l’iter aprendolo anche a contributi esterni al Consiglio.

 

Cia: giusto che la Giunta abbia la prevalenza per i ddl.

Claudio Cia (Agire) ha detto che la proposta di Tonina, di buon senso e pacata, di ritirare il ddl e trovare una via di condivisione in commissione ha suscitato le critiche della minoranza come se avesse pronunciato un no secco. Un polemica quindi pregiudiziale. Cia ha aggiunto che se la Giunta presenta più disegni di legge che vengono approvati è assolutamente normale. Rivolgendosi a Marini, Cia ha ricordato che gli uffici del Consiglio si sono messi sempre a disposizione dei consiglieri. A proposito della “democristianità” di Tonina il consigliere di Agire ha affermato che è il segno della pluralità della Giunta Fugatti.

 

Manica: si deve riaprire il dibattito.

Manica, in replica, ha affermato che del merito del ddl non si è parlato ma ha affermato che non sembra ineludibile la prevalenza dei ddl di matrice della Giunta perché l’aula rovrebbe essere prevalente in materia di legge. Il consigliere ha proposto il rinvio del ddl in commissione al posto della sospensione così si potrà riavviare il dibattito quando la Giunta avrà ponta qualche proposta. Alessio Manica ha ricordato che l’emendamento era stata anticipata in commissione ed era stato sospeso pensando di lavorarci in vista dell’aula.

 

Dopo il rinvio in commissione del ddl Manica si è passati alla discussione delle interrogazioni.

Alex Marini (Misto)
Iniziative per favorire la convenzione col difensore civico
Partendo dalla considerazione che, nonostante la gratuità delle consulenze e dei servizi, mancano all’appello nella sottoscrizione della convenzione con il difensore civico ben 34 comuni, il consigliere del Misto Alex Marini ha chiesto alla Giunta se intenda intraprendere iniziative per favorire l’adesione da parte di tutti gli enti e i soggetti pubblici della Provincia Autonoma di Trento al fine di assicurare una più estesa e uniforme tutela dei diritti fondamentali dei residenti sull’intero territorio provinciale.
Dopo qualche momento di attesa non è venuta dai banchi della Giunta alcuna risposta e il presidente del Consiglio ha chiesto di passare alla successiva. Marini ha reagito affermando che dopo un anno e mezzo di attesa si è arrivati al punto in cui nessuno risponde. Kaswalder ha spiegato che si è trattato di un malinteso del quale si è scusato: l’interrogazione è stata rivolta al Presidente del Consiglio e quindi la Giunta non ne era informata. Ghezzi ha detto che comunque ci sono reiterate inadempienze sulla risposta alle interrogazioni. Il presidente del Consiglio si è preso la responsabilità del fatto che è sfuggito l’indirizzo dell’interrogazione alla quale verrà data rapida risposta. L’assessore Gottardi ha confermato che la Giunta non poteva rispondere. Marini, riprendendo la parola, ha ricordato di aver chiesto, con un odg che è stato approvato, il potenziamento dell’ufficio del difensore civico anche in base all’indirizzo dei Principi di Venezia, che sanciscono l’autonomia della difesa civica. Inoltre va messo mano al regolamento per non rendere ostaggio della presidenza del Consiglio il difensore civico. C’è un problema serio, ha sottolineato con forza, e la prova è che recentemente il difensore civico in commissione ha presentato un vero e proprio “libro” delle necessità del suo ufficio e lo stesso fatto avvenuto oggi in Consiglio evidenzia che la difesa civica e la sua indipendenza è fondamentale per l’equilibrio democratico. La legge trentina è vecchia, ha ricordato, e a Bolzano hanno messo mano alla normativa per garantire diritti che sono fondamentali.

 

Ugo Rossi (Patt)
Polizia privata sulla Trento – Malè un servizio davvero indispensabile?
In un conchiuso del 2018 la Giunta definiva la possibilità di attivare un nucleo di agenti giurati nelle corse più sensibili della ferrovia Trento Malè e nel gennaio 2019 inaugurava il servizio. Rossi ha chiesto con quale atto si diede indicazione alla società di provvedere all’istituzione di tali servizi, qual è il numero e la natura degli interventi dal 2019 ad oggi e la natura e durata del rapporto contrattuale in essere.
La risposta: La Giunta, ha affermato l’assessore Gottardi, ha affermato che gli interventi degli agenti privati si sono svolti su 349 turni di guardia e sono intervenuti su episodi di comportamenti di modesto rilievo e a supporto del controllo dei biglietti. Dopo il periodo di quarantena il servizio si è rivolto al controllo delle norme di sicurezza anti Covid.
La replica: Rossi ha detto che i dati dimostrano che il contratto è stato onorato e la presenza degli agenti è stata di aiuto per mantenere l’ordine anche se, a fronte di un contratto da 120 mila euro, gli agenti privati si sono occupati di episodi di modesta entità e del controllo dei biglietti. Quindi, pare che la presenza dei vigilantes sulla Trento Malè sia stata in qualche modo eccessiva e l’esito modesto. Forse, ha concluso Rossi, si potrebbero utilizzare le risorse con maggiore concretezza invece di spendere e soldi per accontentare un certo elettorato.

 

Michele Dallapiccola (Patt)
Va potenziata la prevenzione degli incidenti con animali selvatici
Partendo dalla considerazione della diffusione e costante aumento del problema dell’investimento di animali selvatici, il consigliere Dallapiccola ha chiesto alla Giunta se vi siano in atto progetti di implementazione della sicurezza attiva stradale atti a contenere il problema citato o in caso contrario se la Giunta intenda attivarli.
La risposta: L’assessore Gottardi ha detto che va rilevato che i dati raccolti sui dispositivi per avvisare gli automobilisti non sono ancora sufficienti per ingegnerizzare queste strutture che, tra l’altro, possono venir facilmente danneggiati anche dai lavori stradali. Nel breve medio periodo, ha aggiunto, è prevista una ricognizione dei tratti a rischio per valutare l’efficacia dei dispositivi e ha ricordato che si stanno sperimentando altre soluzioni tecniche per richiamare l’attenzione degli automobilisti.
La replica: Dallapiccola ha detto che, quando era in Giunta, si era avviato uno studio su sistemi di protezione ma c’è un’università, ci sono tavoli tecnici, centri tecnologici, che potrebbero dare una mano ad affrontare questo tema. I dati, ha aggiunto, ci sono già sui corridoi di attraversamento degli animali e quindi si tratterrebbe di impegnarsi nel concreto e non limitarsi a fare quello che è stato avviato dalla Giunta precedente.

 

Giorgio Leonardi (Forza Italia)
Affitti dei negozi, credito d’imposta durante emergenza Covid-19
In ragione dell’emergenza pandemica e del credito d’imposta del 60% concesso a sostegno dei negozianti penalizzati dalla crisi, il consigliere Leonardi ha chiesto alla Giunta se non ritenga utile mettere a punto una misura che consenta al locatore di recuperare attraverso il credito d’imposta parte del canone di locazione ridotto o non riscosso. Questo tutelerebbe l’interesse di entrambe le parti, in quanto il locatore potrebbe recuperare parte del mancato guadagno attraverso il credito d’imposta, mentre il conduttore sarebbe agevolato dalla riduzione di un canone difficilmente sostenibile nella fase di mancato incasso.
La risposta: L’assessore Spinelli ha ricordato che l’Agenzia delle Entrate ha previsto un credito imposta del 60% per i canoni di tipo non abitativo e la previsione vale indipendentemente dalla categoria catastale. La Pat con l’art 5 n.4 del 2020, ha ricordato ancora, prevede che dall’aprile – maggio 2020 una maggiorazione del 40% dei contributi per i canoni per una cifra non superiore a 1200 euro. Contributi per i quali sono stati messi a disposizione 5,4 milioni. Entro l’anno, sempre in base alla legge 4, si prevede un contributo ai locatori che rinunciano all’affitto nel periodo aprile -maggio.
La replica: Leonardi ha ricordato che vanno poste in essere tutte le risorse per sostenere le categorie economiche.

 

Filippo Degasperi (Onda Civica)
Cosa c’entrano tonnare sarde e Baggio con la promozione del Trentino?
Degasperi ha chiesto alla Giunta il dettaglio delle produzioni vagliate dalla Trentino Film Commission che hanno portato a realizzare il documentario sulle tonnare sarde e il film su Baggio,sia delle tipologie di sostegno (incluso quello finanziario) assicurato dalla Pat per ciascuna delle produzioni del bando. Vuole poi chiarimenti circa le ricadute promozionali attese per il Trentino grazie alle produzioni del film e del documentario, e il dettaglio delle produzioni finanziate della Trentino Film Commission nel 2019, con i riscontri in termini di promozione del territorio per ciascuna di esse.
La riposta: L’assessore Gottardi ha detto che le produzioni che godono del supporto della Film commission hanno obbligo di spesa almeno del 150% del contributo. Il film “Il divin codino” ha ricevuto 185 mila euro per una spesa in Trentino di 463 mila euro, cioè il 250% del contributo. Inoltre il fondo prevede che il 20% del personale sia reclutato tra i cittadini residenti in Trentino da almeno un anno. Inoltre, “Il divin codino” ha avuto già riscontro sulla stampa nazionale e quindi ha contribuito alla diffusione dell’immagine del Trentino. Il documentario sulle tonnare sarde è esente obbligo di girare sul nostro territorio ma a fronte di un contributo di 50 mila euro ne ha lasciati sul nostro territorio mila 85 mila. Infine, l’assessore ha ricordato che l’obiettivo della Film commission è quello di promuovere filiere di investimenti locali e di far crescere la professionalità delle maestranze trentine.
La replica: Per Degasperi la risposta è parziale e ha aggiunto che continua a essere convinto che queste produzioni non c’entrano nulla con le motivazioni del fondo della Film Commission come la promozione del patrimonio storico del Trentino, e anche il 20% del personale trentino si dovrà valutare che con questa percentuale le nostre maestranze diventino competitive a livello internazionali.

 

 

Paolo Ghezzi (Futura)
Paccher in Sicilia con Sgarbi per Caravaggio. A quale titolo?
Ghezzi ha chiesto di sapere a che titolo il consigliere provinciale della Lega Salvini Roberto Paccher ha partecipato il 24 giugno scorso alla conferenza stampa organizzata a Siracusa, asserendo di farlo in qualità di presidente del Consiglio regionale, per annunciare l’accordo sfociato nel prestito al Mart, museo di competenza provinciale,dell’opera “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio. Chiede poi in cosa si concretizza la dichiarata collaborazione fra il Trentino Alto Adige e la Regione Sicilia visto che la nostra Regione non è competente sui musei provinciali, e se la trasferta del consigliere Paccher sia stata pagata da lui o coperta dalla Provincia o dalla Regione.
La risposta: L’assessore Bisesti ha detto che il presidente Paccher era presente a Siracusa anche per sottolineare le relazioni di amicizia tra la Pat e la Sicilia. Il Museo ha organizzato a giugno una conferenza stampa in Sicilia, a Siracusa, per chiarire gli obiettivi del progetto Mart della mostra sul Caravaggio. La Pat, ha detto ancora Bisesti, non ha coperto alcuna spesa per il presidente del Consiglio regionale. Ha infine ricordato che a Siracusa erano invitati il presidente e l’assessore alla cultura e la loro assenza è stata determinata dalla concomitante conferenza Stato – regioni sulla scuola.
La replica: Il consigliere si è dichiarato moderatamente soddisfatto e ha ricordato cdi aver già ricevuto dal presidente Paccher la risposta all’interrogazione presentata in Consiglio regionale. Comunque ha aggiunto che la presenza di Paccher a Siracusa, quando la Regione non ha competenze in materia di cultura, fa parte dello stile popolare della Lega Salvini. Ghezzi ha detto che non andrà alla presentazione della mostra del Mart per non incrociare il presidente del Mart, tanto tutelato dal presidente del Consiglio, a fronte dei suoi comportamenti tra l’altro gravemente lesivi nei confronti di alcuni consiglieri.

 

Lucia Coppola (Futura)
Dimaro: qual è la situazione a quasi 2 anni dalla tragedia?
Vista la pericolosità del Rio Rotian, esondato per la tempesta Vaia alla fine di ottobre 2018 causando distruzione e morte a Dimaro, Coppola chiede se alla zona sia stata applicata la Carta di sintesi della pericolosità, se è vero che accanto al campeggio spazzato via dalla colata di fango portata a valle dal Rio Rotian funzioni un’area sosta camper di proprieà del titolare dell’ex campeggio, se gli è stata rilasciata una nuova licenza di campeggio e/o affittacamere nella stessa zona, se sia stata classificata la pericolosità per quest’area, se nella zona della frana o in una limitrofa vi siano terreni edificabili a destinazione privata e/o alberghiera o quale sia comunque la destinazione di questi terreni, e infine con quali opere e con quale spesa la Pat intende intervenire per mettere in sicurezza le aree situate lungo il Rio Rotian nel Comune di Dimaro.
La risposta: L’assessore Gottardi ha risposto che nell’area è presente un campeggio e un’area di sosta camper per la quale per la quale non è stata presentata scia ai sensi della legge 19 del 2012. La nuova carta della pericolosità prevede che, per i lavori che si stanno facendo per la messa in sicurezza della zona, un piano di protezione civile che in caso di pericolo fa scattare l’allarme.

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