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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA: « APPROVATO IL DDL 50 PROPOSTO DALLA GIUNTA PER LE MISURE URGENTI A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA: 22 I VOTI A FAVORE E 5 GLI ASTENUTI (FUTURA E PD) »

Approvato in Aula il primo disegno di legge della Giunta per sostenere l’economica di fronte all’emergenza coronavirus. Fugatti ne preannuncia un altro a breve che terrà conto delle proposte emerse oggi e degli emendamenti delle minoranze che non sono stati recepiti.

Al termine di un dibattito senza pause andato oltre la mattinata, il Consiglio provinciale ha approvato in Aula con 22 voti a favore e 5 di astensione espressi dal Pd e da Futura, il disegno di legge 50 proposto dalla Giunta e integrato con alcuni emendamenti a sostegno delle famiglie e dell’economia trentina in questo terribile momento di difficoltà causato dall’emergenza sanitaria Covid-19. Nel suo intervento il presidente Fugatti ha preannunciato la presentazione a breve di un ulteriore disegno di legge a favore delle imprese, per l’elaborazione del quale la Giunta prenderà in considerazione tutte le proposte emerse dalla discussione di oggi e anche degli emendamenti delle minoranze che non sono stati recepiti.

Con i posti a sedere transennati e i presenti invitati dal presidente Kaswalder a mantenere la distanza di sicurezza, i lavori si sono aperti con una sospensione per riunire i capigruppo nella sala rosa del palazzo della Regione allo scopo di ricercare unità d’intenti in modo da svolgere poi rapidamente i lavori in aula.

 

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Fugatti: momento terribile, serve senso di responsabilità anche individuale. Oggi possibili ulteriori interventi restrittivi su sport e chiusure domenicali.

Al rientro in Aula il presidente Fugatti ha illustrato il ddl della Giunta. In questi giorni terribili, ha esordito, tre sono i sentimenti che emergono. Il primo è di partecipazione al lutto per le vittime del contagio e di vicinanza agli ammalati. A nome di tutti Fugatti ha fatto le condoglianze alle famiglie. Il secondo è di gratitudine per gli operatori sanitari, della protezione civile e delle forze dell’ordine che si stanno prodigando a servizio della popolazione. In terzo luogo Fugatti ha espresso apprezzamento per come si stanno comportando i trentini che con spirito civico stanno attenendosi alle disposizioni richieste per fronteggiare l’emergenza. “Nella situazione attuale, ha aggiunto, dare la priorità alla sicurezza sanitaria non è un’operazione indolore. Su alcuni aspetti la Giunta sta ragionando per intervenire oggi ulteriormente, in particolare per quanto riguarda chi fa sport e sulle aperture domenicali dei supermercati, ma questo – ha aggiunto – al netto delle misure eventualmente adottate dal governo a livello nazionale. “Nell’incertezza ci affidiamo alla scienza – ha proseguito il presidente – e alle nostra autorità sanitarie. Questo è un periodo straordinario con tutto ciò che ne consegue per noi che governiamo. Il Trentino ha dalla sua un lungo periodo di sviluppo e di consolidamento alle spalle, e anche se oggi è bloccato dall’emergenza, questo patrimonio non è perduto e ci permette di sopportare le rinunce che ci vengono chieste. Con alle spalle questo bagaglio affronteremo anche le difficoltà e le incertezze che si presenteranno nei prossimi mesi. Lo dovremo fare con profondo senso di responsabilità che anche i comportanmenti individuali sono chiamati a dimostrare. Solo così potremo sconfiggere il virus”.

 

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In aprile si preparerà altro ddl prevedendo anche l’indebitamento della Pat.

Oggi con questo primo atto concreto, ha proseguito Fugatti, la Giunta vuole rispondere alle esigenze più immediate di famiglie, lavoratori e imprese, pur tenendo conto delle misure adottate dal governo nazionale e che interessano anche la nostra provincia. A questo provvedimento ne seguiranno altri più strutturali e con misure specifiche. Oggi – ha osservato Fugatti – si vogliono salvaguardare i redditi dei cittadini e dei lavoratori valorizzando gli strumenti di cui la Provincia già dispone: il fondo di solidarietà territoriale e gli strumenti di politica attiva del lavoro dell’Agenzia del lavoro. Una proposta sospende temporaneamente le condizionalità per l’accesso al reddito di garanzia. Il ddl affronta soprattutto la criticità più rilevante per le imprese: la carenza di liquidità, offrendo la possibilità di prestiti bancari a condizioni vantaggiose e rilevanti plafond a tasso zero. Per questo il ddl prevede lo stanziamento di milione di euro sul 2020 e di un altro milione sul 2021. Il volume complessivo della liquidità messa in circolazione sarà di 250 milioni di euro. Fugatti ha poi ricordato la norma del ddl che prevede lo slittamento a fine anno del pagamento dell’Imis previsto il 16 giugno e la riduzione dei tempi di istruttoria delle domande di contributo. Con un emendamento la Provincia ha deciso di coprire le spese sostenute dai soggetti che hanno organizzato eventi e manifestazioni che non si sono svolte a causa dell’emergenza sanitaria. Altra misura introdotta dal ddl: lo sblocco dei finanziamenti per gli investimenti pubblici. La Giunta ha concordato con tutti i soggetti un pacchetto di interventi. Per tutti gli affidamenti sopra soglia comunitaria si potrà procedere con affidamenti per invito alle imprese. Per un anno si potrà procedere con la procedura ristretta. Per gli affidamenti sotto soglia si potrà procedere invece con la procedura negoziata. Fugatti ha citato poi le varie semplificazioni previste dal provvedimento.
Da domani – ha annunciato il presidente – la Giunta lavorerà ad un altro disegno di legge a sostegno delle imprese. Disegno di legge che sarà quindi pronto a breve e che terrà conto degli interventi del governo nazionale per implementarne le misure. Il provvedimento punterà a metterà altre risorse a disposizione di imprese e famiglie anche attraverso l’indebitamento. Questo per pensare anche al rilancio del sistema dopo l’emergenza Covid-19. E ha concluso con le parole del vescovo Tisi: “preghiamo intensamente perché finisca presto questa calamità”.

 

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Rossi: bene il ddl ma per il prossimo la Giunta accetti i nostri consigli.

Il capogruppo del Patt Ugo Rossi è intervenuto per sottolineare alcune parole d’ordine da condividere con tutti. La prima è un grande grazie per quello che tutti gli operatori in prima linea stanno facendo a servizio degli altri mettendo a repentaglio la loro salute. Rossi ha chiesto a tutti di rispettare le regole, di essere meno emotivi e più razionali invitando a non smarrire il senso di responsabilità riscoperto in questo momento difficile. Fa piacere, ha aggiunto, che nelle nostre terpapie intensive siano stati accolti due cittadini della provincia di Bergamo. Evidentemente, ha osservato, il Trentino non ha smarrito il proprio senso di solidarietà. La seconda parola è collaborazione. Anche il Patt, ha detto, vuole collaborrare dando alla Giunta suggerimenti e stimoli ed evitando le critiche diversamente da quanto sta facendo qualche esponente politico nazionale. La terza parola – ha proseguito Rossi – è “votiamo” questo ddl. Certo alcune norme si potevano scrivere meglio. Ad esempio differenziando per fasce di reddito il rinvio del pagamento dell’Imis. Mancano poi un po’ di soldi sull’Agenza del lavoro. Quarta parola d’ordine: serve un altro disegno di legge. Ma il prossimo ddl andrà preparato dalla Giunta mostrando la volontà di lavorare anche con le minoranze consiliari. Rossi ha ricordato la sua richiesta alla Giunta di conoscere l’ammontare delle risorse di riserva della Provincia. Su questo tema – ha osservato – tutti dobbiamo avere una cogniziione chiara della situazione finanziaria per evitare proposte irricevibili dal punto di vista della sostenibilità finanziaria. Rossi ha apprezzato l’apertura di Fugatti al tema del debito della Provincia che lui per primo aveva proposto. A suo avviso infatti “occorre sviluppare al massimo la potenza di fuoco della Provincia autonoma per sostenere il sistema produttivo e dei servizi sociali del Trentino anche dopo l’emergenza. Per questo occorre che la Giunta accetti anche qualche consiglio delle opposizioni per mettere a fattor comune l’esperienza di tutti. Rossi ha citato due esempi di questa disponibilità che l’esecutivo fin’ora non ha dimostrato: il primo quando all’inizio di questa emergenza non aveva accolto il suggerimento del Patt di sospendere per un po’ di tempo l’iter della riforma del turismo, perché “oggi i soldati in prima linea sono impegnati a fare altro”. Il turismo ha bisogno di almeno due anni di lavoro per tornare ai numeri che gli operatori ci hanno abituato a raggiungere. L’altro esempio negativo è stato lo stop subito dalla proposta del Patt di modificare la disciplina sui congedi parentali prima che esplodesse quest’emergenza. E proprio sui congedi oggi agisce il governo nazionale per fronteggiare la crisi.

 

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Olivi: testo privo misure importanti come il sostegno alle politiche del lavoro.

Alessandro Olivi del Pd ha apprezzato il duro del presidente della Provincia, dell’assessora Segnana e della Giunta, ringraziando tutto lo staff della Provincia e gli operatori sanitari che lavorano con grande professionalità e umanità. Olivi ha ricordato il suo appello all’unità e la disponibilità del Pd a collaborare perché in questo ddl la comunità percepisse una comune responsabilità. Quanto al ddl, se per Olivi contiene aspetti condivisibili poteva e doveva però essere più forte e incisivo. Mancano interventi su tre aspetti ai quali il Pd aveva dedicato altrettante proposte emendamdative ricordate dall’ex assessore allo sviluppo. Il primo emendamento riguardava il credito, un secondo il sostegno alle piccole e medie imprese e il terzo il rafforzamento delle politiche del lavoro. Tutti emendamenti ritirati – ha spiegato Olivi – in nome di quanto concordato con la Giunta, ma si trattava di proposte di modifica costruttive che avrebbero migliorato il testo originario. Peccato, ha commetanto deluso Olivi. Ha ricordato ad esempio la proposta di assegnare all’agenzia del lavoro 4 milioni e mezzo di euro, altrimenti le risorse a disposizione di quest’organismo non basteranno per promuovere ulteriori politiche del lavoro. Sul credito avevamo proposto di sostenere i consorzi fidi per permettere prestiti a breve che dessero liquidità immediata alle imprese. E infine chiedevamo di misure straordinarie per sostenere con indennizzo gli operatori del turismo, del commercio e dei pubblici esercizi il cui fatturato sta crollando. Su queste tre proposte, ha ribadito Olivi, il Pd si aspettava un’apertura della Giunta che invece non ne ha accolta nessuna. Se questo fosse accaduto il ddl sarebbe stato più completo, robusto e in grado di dare un segnale più forte all’esterno. Olivi ha ricordato anche la proposta della collega Ferrari di agire a favore della scuola sul versante della didattica, idea che la consigliera riproporrà per il nel prossimo ddl. Sul fronte dell’emergenza sanitaria la Giunta – ha concluso Olivi – sta comunque facendo un ottimo lavoro.

 

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Ghezzi: questa sfida deve cambiarci e occorre prepararsi ora ad affrontarne altre.

Paolo Ghezzi, capogruppo di Futura, ha parlado di “un Consiglio provinciale storico perché dopo questa tragedia epocale e globale niente sarà come prima. A suo avviso da oggi in poi anche i rapporti tra maggioranza e minoranza dovranno cambiare. E ha ricordato di aver chiesto all’assessore Gottardi che passato questo ddl di urgenza, in un successivo momento di decompressione vi siano i tempi per fare davvero i legislatori di questa Provincia. Ghezzi ha ribadito che la quotidiana conferenza stampa a braccio “non è il modo migliore per evitare di far crescere l’ansia nella popolazione”. Questa, ha osservato, è una sfida epocale per l’autonomia e per questo occorre che anche il presidente del Consiglio Kaswalder si impegni dopo questa emergenza ad adottare nuove misure per evitare la compressione dei diritti delle minoranze e permettere la valorizzazione delle buone idee che possono venire dalle opposizioni. All’assemblea legislativa servono a suo avviso nuovi strumenti che non sacrifichino all’urgenza il dibattito democratico. Del ddl Ghezzi ha criticato il fatto che con il giusto motivo dell’emergenza si sia fatta passare una deregolamentazione degli appalti. Per questo – ha preannunciato – Futura esprimerà comunque un voto di astensione sul ddl per non ostacolare gli interventi ma giudicando non condivisibile il metodo adottato.
“Questa è la fase zero – ha proseguitio – al centro della quale vi è questo ddl 50. Ma a questa fase zero devono seguire in maggio la fase 1 con altri interventi riparatori e la fase 2 per costruire, poi, una nuova normalità per il sistema trentino. L’autonomia stessa viene un po’ compresso in questa fase di emergenza e andrà quindi ripensata, visto che la crisi che stiamo attraversando si dimostra una tragedia per certi aspetti anche più grave di quella vissuta dal Trentino dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale non erano state chiuse né le chiese né le scuole. Queste – ha proseguito Ghezzi – sono quindi le nove iniziative che secondo Futura dovranno essere intraprese per evitare di trovarsi impreparati se un’emergenza del genere dovesse ripresentarsi. La prima è l’istituzione di un tavolo permanente di crisi cui partecipino maggioranza e minoranza con tutti i soggetti economici e sindacali coinvolti. Secondo: promuovere un complessivo riesame del sistema sanitario provinciale ridisegnando la sua fisionomia, i suoi organici e la catena di comando da attivare in caso di crisi come questa. Terzo: studiare, sostenere e promuovere attività produttive che guardino al futuro per essere dotati anche dei dispositivi di protezione individuale necessari, come le mascherine, garantendone un approvvigionamento sufficiente in modo che la Pat possa affrontare emergenze come queste. Quarto: predisporre un piano provinciale per la gestione straordinaria e integrata di tutte risorse del Trentino. Quinto: implementare e rendere più flessibile con apposite delibere le misure di sostegno economico alle famiglie come l’assegno unico provinciale, intervenendo a favore dei soggetti esclusi dal decreto nazionale, evitando inefficaci bonus per tutti. Sesto: individuare misure specifiche per le persone prive di sostegno familiare, ponendosi il problema strutturale dei posti letto per i senza fissa dimora. Settimo: un tavolo provinciale intersettoriale focalizzato sul Terzo Settore e sugli impatti della crisi sulle fasce deboli della popolazione e sulle famiglie, anche per monitorare gli effetti delle nuove misure che la Pat metterà in atto. Ottavo: non dimenticare le donne vittime di violenza implementando l’attuale sistema rifugio. Nono: rendere operativa la circolare ministeriale del 17 marzo per garantire alle scuole l’accesso ai supporti tecnologici a favore degli studenti sprovvisti dei necessari strumenti di teledidattica. Ghezzi ha concluso riconoscendo comunque, che al di là di qualche errore di comunicazione la Giunta sta affrontando con serietà e consapevolezza questa emergenza – “ci mancherebbe altro” –, ma invitando anche l’esecutivo ad accogliere suggerimenti come questi.

 

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De Godenz: si pensi alle imprese del turismo ma anche ai lavoratori precari e stagionali del settore.

Pietro De Godenz (UpT) ha richiamato alla massima serietà e al massimo impegno per tornare a una vita sicura e normale. “Questo – ha esortato – non è il momento per dividersi tra maggioranza e opposizione: dobbiamo invece individuare nel minor tempo possibile le risposte che cittadini, lavoratori e imprese si aspettano”. Per questo a suo avviso è giusto approvare subito questo ddl. Questo provvedimento provinciale è per De Godenz “un atto dovuto”. Come sono dovute a livello nazionale la moratoria dei mutui e la copertura degli interessi sui prestiti bancari. Bene anche il sostegno ai lavoratori e alle partite Iva. Ma per De Godenz la Pat è chiamata a fare uno sforzo in più per tutelare anhe i liberi professionisti e per aiutare chi ha partita Iva. La Provincia deve pensare al dopo-emergenza utilizzando tutte le potenzialità dell’autonomia speciale per definire una strategia orientata alla ripresa. Per questo anche lui ha proposto alla Giunta l’istituzione di un tavolo aperto a tutti per progettare il futuro. Positiva è stata in tal senso l’apertura da parte dell’esecutivo di un tavolo per il turismo, anche se serviranno misure speciali che permettano agli operatori del settore di aumentare l’attività. Per De Godenz bisognerà anche pensare ai lavoratori precari e stagionali del turismo. E puntare alle olimpiadi invernali del 2026 con contributi straordinari. Il consigliere ha criticato l’emendamento con cui Cia chiedeva l’abolizione o la sospensione della legge Gilmozzi che vieta le seconde case. “Non è di questo che ha bisogno il turismo”, ha detto. Serve invece un patto straordinario per rilanciare gli investimenti privati le imprese per garantire e rigenerare l’occupazione. Anche De Godenz ha ringraziato tutti coloro che stanno lavorando in questa fase di estrema emergenza.

 

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Dalzocchio: non è il momento delle polemiche, anche se questo ddl è incompleto.

Mara Dalzocchio (Lega) ha sottolineato la grave crisi sanitaria ed economica causata da questo virus di cui ancora poco sappiamo. Per questo ha detto di aver chiesto ai capigruppo che fosse evitata la presentazione di emendamenti in modo da concludere questo Consiglio provinciale prima possibile. “Poi ce ne saranno degli altri”, ha aggiunto. “Non siamo qui solo a discutere un ddl urgente ma anche per lanciare al di là degli schieramenti un messaggio forte di incoraggiamento a tutto il Trentino: a medici, infermieri, operatori sanitari, farmacisti, lavoratori dei supermercati, dei distributori, della protezione civile. Un incoraggiamento anche a tutti i trentini che devono recarsi comunque al lavoro e a quelli che stanno a casa per ridurre i contagi”. Infine Dalzocchio ha ringraziato la Giunta alle prese con problemi che nessuno poteva prevedere. “Occorre aiutarsi tutti perché siamo tutti sulla stessa barca”, ha osservato. “Oggi non voglio fare polemiche anche se potrei, perché l’unico obiettivo dev’essere approvare questo ddl, anche se sicuramente è incompleto. Altri ne seguiranno per colmare le lacune, ma ne occorreva subito uno per aiutare la nostra economia e i lavoratori, perché se la nostra economia naufraga naufraghiamo tutti. Anche la Lega, ha concluso, avrebbe potuto presentare emendamenti ma non l’ha fatto per il bene dei trentini e di tutti.

 

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Masè: prestare attenzione anche alla fatica di chi sta a casa e alle partite Iva.

Vanessa Masè (La Civica) ha ringraziato oltre a Fugatti, Segnana amche l’assessore Gottardi e i sindaci “che stanno affrontando questa situazione tremenda”. E ha aggiunto un grazie aall’Apss e agli operatori dell’iniziativa “Elastibus” e “Resto a casa passo io” che lavorano per far sentire le istituzioni vicine ai cittadini. Per molti – ha ricordato – in questi giorni non è facile neanche rimanere a casa: non lo è in particolare per gli anziani ma anche per i giovani e le donne che rischiano di essere vittime di violenza. A tutti noi stanno arrivando le grida di sofferenza delle varie categorie economiche e dei lavoratori. Masè ha ricordaato in particolre le tante partite Iva che rappresentano la linfa del nostro tessuto economico e che per questo vanno sostenute con una solida stampella. Ha poi ricordato che la Pat interverrà ancora per completare le misure statali, perché l’Autonomia ce lo consente. A suo avviso in questa direzione Cassa del Trentino, Mediocredito e Confidi potranno incidere in maniera significativa per la ripartenza. Andrà studiato il prima possibile anche una strategia di rilancio dell’attrattività turistica del nostro territorio.

 

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Guglielmi: talvolta la stampa fomenta polemiche, ma il Trentino si dimostra unito.

Luca Guglielmi (Fassa) ha osservato che questo provvedimento è un primo tassello utile a tranquillizzare le imprese del Trentino. E ha aggiunto che nessuno ha mai inteso sottovalutare questa emergenza perché nessuno ne aveva percepito la portata. E ha poi plaudito a tutti “per aver dato un’idea di un Trentino capace di essere unito quando è necessario esserlo”. Secondo Guglielmi la stampa talvolta fomenta polemiche e divisioni che non hanno ragion d’essere, come quando si afferma che si vogliono buttar fuori del Trentino gli ospiti arrivati qui da altre regioni. Il consigliere ha poi ringraziato i sindaci che devono fronteggiare l’emergenza e che si dimostrano amministratori capaci di operare bene in prima linea. Giusto infine a suo avviso ricorrere all’indebitamento per investire nel turismo in vista delle Olimpiadi invernali del 2026.

 

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Zeni: l’insistenza sul restare a casa distoglie l’attenzione dalle vere priorità: fornire più DPI agli operatori sanitari ed estendere l’utilizzo dei tamponi.

Luca Zeni del Pd si associato ai ringraziamenti e ha suggerito di riflettere sull’esigenza di pianificare una condizione fuori dell’ordinario come questa. Due sono a suo avviso le grandi questioni che attendono la Provincia: la prima riguarda la salute, la seconda l’economia. Sulla salute ha messo in guardia dall’insistenza a suo avviso eccessiva del messaggio dato di non uscire di casa evitando assembramenti. Il rischio è infatti di distogliere da quelle che a suo avviso sono le vere priorità. In questo momento infatti tante sono le segnalazioni provenienti dagli ospedali e dalle case di riposo dove gli operatori hanno bisogno di mascherine e materiali protettivi. Anche nelle farmacie, particolarmente esposte al contagio, servono dispositivi che impediscano la diffusione del virus. Vi sono poi i supermercati e le banche dove il Covid 19 può diffondersi maggiormente e in cui servono quindi strumenti adeguati contro il contagio. Sono questi i fronti sui quali per Zeni bisognerebbe concentrare gli sforzi. Anche sul telelavoro le istituzioni sono in ritardo e solo ora si inizia a concederlo ai dipendenti.
Zeni ha poi proposto di estendere maggiormente l’utilizzo dei tamponi che a suo avviso oggi è troppo limitato. Tamponi che andrebbero applicati anche alle persone sintomatiche che sono a casa ma hanno 38 di febbre e sono quindi un potenziale veicolo di contagio per la loro famiglia molto più di chi esce a farsi una passeggiata nei dintorni e poi rientra. Vi sono insomma azioni che per Zeni la Pat dovrebbe considerare prioritarie rispetto al messaggio di stare a casa. Tanto più che insistendo sul non uscire di casa si rischia di alimentare la tensione sociale. Le istituzioni devono infatti anche riuscire ad essere di riferimento per limitare l’emotività sociale che oggi è molto alta. In questo contesto non aiuta il timore di fare quattro passi sotto casa per non rischiare di essere additati come untori. Zeni ha suggerito quindi alla Giunta di evitare misure ancor più restrittive per impedire di uscire di casa.
Quanto all’economia il consigliere ha suggerito misure a sostegno dei professionisti in parte esclusi dai provvedimenti del governo nazionale e attenzione ai bisogni del Terzo Settore, perché si tratta di imprese con tanti lavoratori che hanno costi fissi molto alti e difficili da coprire. C’è poi il tema della scuola: se la chiusura si protrarrà com’è ormai certo oltre il 3 aprile, bisogna prediporre fin d’ora la possibilità che tutti accedano alla didattica online per evitare che una parte dei ragazzi resti indietro. Infine vanno facilitati gli interventi sull’urbanistica a favore delle iniziative dei privati.

 

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Dagasperi: oggi sarebbe stato molto utile per la Pat poter disporre di Mediocredito.

Filippo Degasperi ha preannunciato il proprio sostegno al ddl e si è concentrato sulle previsioni del provvedimento. Innanzitutto sulle procedure delle gare per l’affidamento dei lavori pubblici. Misure – ha ricordato – che si sommano a quelle già inserite nelle leggi volute dalla Giunta nei mesi scorsi e che non hanno però risolto i problemi. Occorrerà quindi chiedersi il perché di questo. Il rischio è che ad essere invitate alle gare sono sempre le stesse imprese mentre sarebbe opportuno prevedere la rotazione. Qualche operatore si lamenterà del fatto che vengono invitate sempre le stesse imprese. E’ stato eliminato anche il meccanismo del sorteggio i cui rischi si potevano contenere adottando un apposito regolamento. Credito: le risorse messe dal ddl – un milione all’anno – non sono granché. In un momento come questo per Degasperi sarebbe stato utile poter disporre di una banca pubblica come Mediocredito che invece langue da lustri. I suoi proprietari, tra cui la Pat, devono ancora deciderne il futuro e intanmto Mediocredito resta all’angolo e si ricorre a strumenti esoterici come i fondi strategici. Pat – ha insistito il consigliere – dovrebbe esercitare le prerogative di proprietaria di una banca come questa, nata per sostenere l’economia del nostro territorio. Il sostegno ai lavoratori è per Degasperi la nota dolente del ddl, perché nel testo non vi è nulla di concreto. Si parla di sostegno alle politiche attive del lavoro ma non vi è traccia di iniziative di qualche tipo. Quanto all’indebitamento, Degasperi ha osservato che Pat dovrebbe muoversi direttamente, accedendo ai finanziamenti di Cassa depositvi e prestiti e della Banca europea degli investimenti, evitando il ricorso ad altri soggetti che lucrano profitti sul bisogno che Piazza Dante ha di queste risorse. Seconda proposta di Degasperi: sostenere le partite Iva – liberi professionisti e lavoratori autonomi – prive di riferimento ordinistico, categoria spesso marginalizzata, nel prossimo ddl della Provincia, ascoltando nella fase delle consultazioni anche le rappresentanze di queste categorie. Infine il consigliere ha espresso solidarietà al presidente della Giunta ma soprattutto ai lavoratori del settore sanitario, sociale e del volontariato, operatori questi ultimi mandati allo sbaraglio dalle loro organizzazioni rivelatesi poco adeguate e attente ai diritti di questi soggetti da cui dipendono moltissimi servizi.

 

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Kaswalder: avanti senza pausa fino al voto finale.

Il presidente Kaswalder ha proposto a questo punto ottenendo il consenso dei consiglieri di proseguire senza pausa i lavori fino al voto finale del ddl.

 

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Dallapiccola: zootecnia in crisi per i prezzi del latte. La Giunta ritiri la riforma del turismo e sospenda l’imposta di soggiorno.

Michele Dallapiccola (Patt) ha ricordato le difficoltà del settore zootecnico a causa del pesantet calo dei prezzi del latte, calo che si era visto solo nel 2014. Occorrerebbe quindi attingerre all’Ist, i fondi europei per la stabilizzazione del prezzo per soccorrere gli operatori in questo difficilissimo frangente. Anche la situazione cda di Latte Trento va affrontata e risolta dalla politica nei prossimi mesi. Quanto al settore turismo Dallapiccola ha proposto alla Giunta non la sospensione e il rinvio ma il ritiro del disegno di legge. Si eviterebbe così un aumento della tassa di soggiorno di cui oggi gli operatori del settore turistico non hanno certo bisogno. Tanto più che, ha ricordato Dallapiccooa, in questi primi due mesi dell’anno è già stata raccolta una cospicua fetta di imposta e che quindi oggi sarebbe meglio lasciare queste risorse nelle tasche del sistema ricettivo da cui proviene. Il consigliere ha preannunciato che proporrà di inserire questa proposta nel prossimo ddl della Giunta.

 

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Ossanna: serve un’azione per implementare l’utilizzo di prodotti trentini.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha plaudito al ddl perché la semplificazione nel meccanismo degli appalti e dell’erogazione dei contributi rispecchia il modo migliore in cui bisogna intervenire di fronte a un’emergenza come questa. E ha proposto alcune misure da inserire nel prossimo ddl della Giunta per rilanciare alcuni settori in sofferenza. In primis le partite Iva, ma anche gli albergatori, i risotratori e i fornitori dei servizi che sono entrati in una crisi profonda. Occorrerà dare sostegno anche ai professionisti dimenticati dal decreto nazionale e da questo ddl. Serviranno poi misure per rilanciare l’edilizia sdoganando una forte contribuzione per la ristrutturazione delle prime e delle seconde case, di alberghi e edifici, a sostegno delle imprese artigiane. Importante sarebbe anche una forte azione per implementare l’utilizzo dei prodotti agricoli del nostro territorio, latte e prodotti freschi, con una concreta azione di aiuto per queste imprese che si troveranno in gravi difficoltà nei prossimi mesi. Infine Ossanna ha chiesto aiuti alle imprese che intendono ammodernarsi e creare strutture produttive, anche dal punto di vista urbanistico, attraverso una semplificazione e un sistema meno burocratico di accesso ai contributi pubblici.

 

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Cia: il mio emendamento puntava al risanamento del patrimonio edilizio esistente. Ripresenterò la proposta con un disegno di legge.

Claudio Cia (Agire) ha evidenziato come questa emergenza sia molto sentita da tutti coloro che si occupano di assistenza sul territorio, negli ospedali e nelle Rsa. Vi sono operatori che hanno scelto di non tornare a cassa per continuare a lavorare nelle strutture sul territorio, consapevoli che il loro rientro avrebbe messo a rischio le loro famiglie: medici, infermieri ma anche OSS, sia ausiliari che amministrativi, poco citatti in questa situazione eppure sempre presenti. Fa comunque piacere – ha proseguito Cia – che tutti oggi in Aula riconoscano il positivo lavoro dell’esecutivo. Quanto al suo contestato emendamento, prima da lui depositato e poi sospeso, Cia ha tenuto a precisare che lo spirito della sua proposta di modifica non era di proporre la costruzione di nuove case ma di favorire il rrecupero del patrimonio edilizio esistente rilanciando l’artigianato del settore. “Ma – ha lamentato – su questo emendamento si è fatto un gran rumore: sono stato definito il furbo della compagnia”. E ha aggiunto che “se qualcuno in passato ha contribuito alla cementificazione del Trentino, questi è stato chi ha permesso scempi come quelli di Folgaria e sul Tonale. Anche la cementificazione di Trento nord è frutto di un’amministrazione di centrosinistra”. Cia ha annunciato che ripresenterà il suo emendamento sotto forma di ddl per valorizzare il recupero del patrimonio immobiliare esistente e oggi in stato di abbandono, che la legge Gilmozzi non permette di risanare.

 

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La replica di Segnana e Fugatti: sui tamponi decide l’Apss con scienza e coscienza. La Giunta approfondirà tutte le osservazioni e gli emendamenti non recepiti in vista del prossimo disegno di legge.

La replica della Giunta è stata affidata all’assessora Segnana. Molte, ha osservato, sono state le osservazioni e le proposte emerse dal dibattito soprattutto per la salute e la protezione di tutti coloro che lavorano per garantire l’operatività del sistema sanitario. Sul sociale, ha aggiunto, sono pervenute molte richieste per la sicurezza dei senza tetto e di chi ha bisogno di assistenza a domicilio. Per tutti questi soggetti Segnana ha ricordato che la Giunta ha già messo in campo interventi ad hoc, anche con la collaborazione del Comune di Trento. L’assessora ha spiegato che i servizi “resta a casa passo io” e i numeri di telefono offerti su tutto il territorio aiutano anche l’assitenza e gli aiuti a domicilio. E’ con questi mezzi – ha aggiunto – che la Giunta intende tranquillizzare i cittadini. “Quanto ai tamponi, ha proseguito rispondendo a Zeni, la Pat si sta affidando al dipartimento di prevenzione. Sul come utilizzarli e quanto la decisione è stata presa dall’Apss con scienza e coscienza”. Segnana ha garantito che il monitoraggio continuo della situazione per rispondere alle necessità dei cittadini. Quanto alle donne che rischiano maggiormente di subire violenza dovendo rimanere di più in casa, ha assicurato che “la prefettura e il dipartimento stanno lavorando per fronteggiare il pericolo a 360 gradi. Non vogliamo dimenticare nessuno”, ha concluso.
Il presidente Fugatti ha aggiunto che gli spunti emersi dal dibattito potranno essere recepiti nel prossimo disegno di legge previo approfondimento da parte della Giunta. Lo stesso vale per gli emendamenti proposti e non recepiti in questo ddl.
A seguire il presidente Kaswalder ha dato il via alle votazioni dei singoli articoli e degli emendamenti, tutti approvati con 23 voti a favore e due di astensione di Futura.

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Dichiarazioni di voto finali. Astenuto anche il Pd.

Olivi ha preannunciato il voto di astensione del Pd. Un’astensione che hga definito “costruttiva” per la tempestività e lo sforzo iniziale della Giunta. Ma, ha aggiunto, poiché Fugatti aveva parlato di un ddl aperto e di aspettarsi proposte, il Pd aveva preso in parola il presidente concentrandosi su due temi: le misure a sostegno delle imprese e delle politiche del lavoro”. Senonché queste proposte sono poi state giudicate non accoglibili dalla Giunta. Positivo per Olivi anche il confronto con gli imprenditori e i sindacati, ma anche i consiglieri di opposizione meritavano più ascolto nonostante la procedura d’urgenza. Giusto mettere in campo una proposta di legge rapida, ma per il Pd vi era lo spazio per migliorare il testo. “Non abbiamo chiesto la luna – ha ricordato – ma di mettere delle risorse sul piano di politica del lavoro”. Rispondere che questo avverrà con una delibera di Giunta non dimotra per Olivi sufficiente attenzione. Il Pd aveva anche chiesto di intervenire a sostegno dei liberi professionisti non iscritti agli ordini e delle filiere produttive bisognose di un’inizione di liquidità diretta. Nulla è stato recepito. L’auspicio di Olivi è che ciò avvenga almeno nel prossimo ddl.

Il capogruppo del Patt Rossi ha motivato il sì convinto del proprio gruppo al ddl perché “queste misure sono l’inizio di un cammino. L’auspicio – ha aggiunto – è però di camminare un po’ di più insieme la prossima volta. Siamo in emergenza e quindi serve responsabilità. “Noi del Patt, piccolo partito locale privo di benedizioni nazionali, questa responsabilitià la garantiamo, ha concluso Rossi, mentre certi partiti nazionali che fanno opposizione oggi non la dimostrano”.

Filippo Degasperi ha annunciato il proprio voto favorevole perché il ddl si limita a una serie di interventi che pur essendo marginali vanno nella giusta direzione. “Non si può giudicare un ddl pensando al successivo”, ha aggiunto. Tutti si aspettano un intervento più robusto di quello discusso oggi ma questse misure vanno nella direzione corretta. Ha di nuovo criticato il “vuoto assoluto per quanto riguarda il sistegno al lavoro”, ma ha anche apprezzato emendamenti positivi come la copertura delle spese sostenute dai soggetti che prima dell’emergenza avevano organizzato eventi e manifestazioni. Giusto non ignorare un aspetto apparentemente marginale come questo. Certo, ha osservato, si potrebbe eccepire sul metodo seguito dalla Giunta perché nel passaggio del ddl dalla commissione all’Aula il testo è stato ampliato e questo non era negli accordi iniziali. Magari, ha suggerito infine, le categorie si potrebbero sentire prima della versione iniziale per evitare modifiche a quella finale. Ma – ha concluso – quando si fanno le cose di corsa è difficile perseguire nel migliore dei modi gli obiettivi prefissati.

Da Kaswalder un pensiero alle famiglie che hanno perso i loro cari e un grazie ai trentini per la solidarietà nella raccolta fondi a favore della sanità trentina.

Il disegno di legge 50 è stato alla fine approvato con 22 voti a favore e 5 di astensione di Pd e Futura. Su 84 dipendenti del Consiglio ben 74 erano presenti. Prma di chiudere il presidente Kaswalder ha dedicato un pensiero a tutte le famiglie che hanno perso dei loro cari e ringraziato medici, infermieri, Oss, addetti alle pulizie, lavoratori del commercio, autotrasportatori ed espresso infine un grande apprezzamento per la solidarietà dimostrata dai trentini nella raccolta di fondi a sostegno dell’Apss.