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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA: « APPROVATE NEL POMERIGGIO 9 DELLE 10 MOZIONI DISCUSSE, DOMATTINA FINE LAVORI »

Consiglio provinciale: approvate nel pomeriggio 9 delle 10 mozioni discusse. Domattina fine lavori.

Prosegue in Consiglio provinciale l’esame delle numerose mozioni all’ordine del giorno. Oggi pomeriggio l’Aula ne ha discusse 10 e approvate 9. Da segnalare in i testi approvati all’unanimità sulla scuola proposti da Rossi (Patt) e Masè (La Civica) che stabiliscono, il primo, lo stanziamento di risorse per un’adeguata ripartenza delle attività didattiche a settembre anche se solo parzialmente in presenza, mentre il secondo impegna la Giunta a far sì che i mezzi di Trentino Trasporti soddisfino le necessità di spostamento da e per la scuola a tutti gli studenti, in particolare di quelli provenienti da più lontano, perché a nessuno sia precluso il diritto all’istruzione.
Via libera anche a due mozioni, una di Marini (Misto) e l’altra di Masè per l’attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto a Tione nel 2016 sui lavori da realizzare nell’ospedale. Sì a pieni voti anche a una mozione di Leonardi che impegna in particolare la Provincia a prestare” alle piccole imprese del Trentino la managerialità di cui hanno bisogno per la ripartenza delle attività produttive. Bocciata solo la mozione proposta da Ghezzi di Futura che chiedeva di istituire entro il 30 giugno una cabina di regia sul riavvio in sicurezza degli spettacoli dal vivo e di organizzare in anticipo, il prossimo 31 agosto, l’annuale conferenza provinciale sulla cultura prevista dalla legge.
Restano ora da esaminare tre mozioni e per questo la conclusione dei lavori in Aula è prevista entro domani mattina anziché, come da programma, nel pomeriggio.

Sì unanime alla mozione 228 di Rossi (Patt): piano condiviso per l’istruzione.
Con un emendamento concordato da Ugo Rossi con l’assessore Bisesti (allegato) la mozione è stata approvata all’unanimità.

Sì unanime alla mozione mozione 237 di Masè (La Civica): tavolo per diritto istruzione e trasporto studenti.
La mozione proposta da Vanessa Masè impegna la Giunta a prevedere un tavolo di lavoro che coinvolga i servizi di istruzione e trasporto della Pat, per elaborare un protocollo condiviso sul graduale ritorno alla normalità, garantendo il diritto all’istruzione e al trasporto degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, pianificando soluzioni affinché il nuovo anno scolastico possa partire senza incertezze.
L’assessore Bisesti ha confermato che la Giunta sta già studiando con Trentino Trasporti le soluzioni che meglio corrispondono alle proposte evidenziate dalla mozione di Masè. Luca Zeni del Pd ha lamentato il fatto che con lo stesso argomento (“La Giunta sta già lavorando per attuare le richieste della mozione”) ieri si era visto respingere la sua proposta di mozione sulla semplificazione.

Sì unanime alla mozione 232 di Guglielmi (Fassa): rendere sicuri e percorribili i sentieri montani.
Con una parziale modifica della premessa e la sostituzione del dispositivo concordata con la Giunta, il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione di Luca Guglielmi. Il testo impegna l’esecutivo a prevedere, compatibilmente con le risorse disponibili e con le priorità legate all’emergenza Covid, di dare corso, con un secondo progetto occupazionale-formativo all’avviamento di operatori da impiegare nelle attività di ripristino dei sentieri devastati dagli eventi meteorologici. La mozione prevede anche modalità per far sì che la formazione sia utilizzabile anche in vista di un inserimento lavorativo più stabile nell’ambito dei lavori forestali.

Sì unanime alla mozione 203 di De Godenz per la parità di trattamento e accesso ai diritti per i sordi e ipovedenti trentini.
Con una modifica apportata al dispositivo d’intesa con l’assessora Segnana, Pietro De Godenz si è visto approvare a pieni voti la propria mozione che impegna la Giunta ad incontrare le associazioni e gli enti di riferimento per le persone affette da sordità, cecità e ipovedenza residenti in provincia di Trento, per valutare insieme la situazione in ordine alla possibilità di accedere ai potenziali benefici derivanti dalla legge 104 del 1992 rispetto alle altre Regioni italiane. Si tratta dell’accesso ai permessi mensili per assentarsi dal lavoro dedicati ai disabili. I cittadini portatori di handicap possono fruire di benefici diversi, commisurati al grado di disabilità. Come quello dei tre giorni mensili di permesso, previsto dalla legge 104, riconosciuto agli invalidi sordi in tutta Italia, ma non in Trentino. Questo configura una disparità di trattamento per la cui rimozione il testo di De Godenz chiede alla Giunta una verifica.
Devid Moranduzzo della Lega ha condiviso la necessità di arrivare al superamento di ogni discriminazione nell’accesso dei trentini ai benefici previsti dalla legge 104.

Sì unanime alla mozione 218 di Demagri: borse di specialità per avere più medici.
Con una modifica alla premessa e la sostituzione del dispositivo definite d’intesa con l’assessora Segnana, è stata approvata all’unanimità la mozione proposta da Paola Demagri per contrastare la carenza di medici nel sistema sanitario del Trentino. Il nuovo dispositivo impegna la Giunta a redigere il Piano della formazione degli operatori del sistema sanitario trentino per il triennio 2020-2023 e a stanziare le risorse necessarie ad implementare il numero dei medici e le borse trentine di specialità per garantire il completo funzionamento del sistema sanitario.
L’assessora Segnana ha segnalato la decisione già presa dalla Giunta in questa direzione aumentando da 29 a 33 i posti a disposizione per rispondere al fabbisogno di specialisti.

Sì alla mozione 223 di Cia (Agire): riconoscimento per i sanitari impegnati nell’emergenza Covid.
Approvata con 6 voti di astensione delle minoranze la mozione proposta da Claudio Cia. Il primo punto del dispositivo, modificato d’intesa con l’assessora Segnana, prevede che la Giunta si impegni ad individuare ina modalità di riconoscimento per il personale direttamente impegnato nell’assistenza a pazienti Covid-19 nelle strutture trentine, attraverso l’inserimento di un apposito attestato nella storia professionale di ciascun operatore sanitario o socio-assistenziale.

Sì unanime alla mozione 230 di Marini (Misto): la Pat attui gli impegni sottoscritti sull’ospedale di Tione.
Con un nuovo dispositivo concordato con l’assessora Segnana è stata approvata all’unanimità la mozione proposta da Alex Marini per impegnare la Giunta provinciale a mantenere gli impegni contenuti nel protocollo d’intesa sottoscritto a Tione il 26 aprile del 2016 tra Provincia, Comunità delle Giudicarie e Apss, che prevede il potenziamento di reparti e strutture dell’ospedale in cambio della sospensione dell’operatività del punto nascita interno. Il nuovo dispositivo impegna la Giunta a proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con quel protocollo e a potenziare i livelli assistenziali erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie. Il testo stabilisce anche che la Provincia attui gli adempimento necessari per l’avvio nel 2020 dei lavori di ristrutturazione per l’ampliamento del reparto di ortopedia del nosocomio. Infine c’è l’impegno ad individuare e attivare le modalità organizzative più idonee per garantire la fidelizzazione del personale medico anche nelle strutture ospedaliere e territoriali delle zone di montagna.

Sì unanime alla mozione 238 di Masè (La Civica) per la valorizzazione dell’ospedale di Tione.
Il dispositivo della mozione di Vanessa Masè, in larga misura riscritto d’intesa con l’assessora alla salute Segnana, impegna la Giunta a proseguire nell’attuazione degli impegni assunti con il protocollo in materia di sanità sottoscritto nel 2016 con la comunità delle Giudicarie e a potenziare, anche in attuazione di quanto previsto dal decreto rilancio numero 34 del 2020, i livelli assistenziali erogati dall’ospedale di Tione e la rete dell’assistenza territoriale delle Giudicarie. Infine la mozione impegna l’esecutivo a prevedere nel tempo la possibilità di dotare l’Ospedale di una figura dedicata esclusivamente al coordinamento generale, volto a raccordare attività e reparti e che si ponga anche come punto di riferimento diretto per gli amministratori e per il territorio.
L’assessora Segnana ha ricordato i 300.000 euro stanziati per i lavori da eseguire al terzo piano dell’ospedale nei reparti di ortopedia e chirurgia, che avrebbero dovuto terminare in luglio ma la cui conclusione a causa dell’emergenza Covid slitta a fine dicembre. Altri 1.345.000 euro permetteranno di completare in settembre i lavori per l’adeguamento antincendio. Ancora i lavori per l’adeguamento antincendio gas medicali, iniziati a febbraio e in corso sono stati finanziati dalla Pat con 1.150.000 euro, ora ripresi dopo l’emergenza, dovrebbero terminare in dicembre. Segnana ha anche segnalato i lavori di adeguamento degli spazi di fisiatria e per Trentino Emergenza, finanziati con 1.700.000 euro, per i quali resta da completare la quarta fase e ora in corso. Infine l’assessora ha ricordato i lavori che inizieranno in autunno di adeguamento degli spazi per le cure intermedie finanziati con 1.400.000 euro. Complessivamente, ha concluso Segnana, l’importo dei lavori già finanziati e in corso di realizzazione ammonta a 3.150.000 euro. Quanto alla figura del coordinatore della struttura sanitaria, Segnana ha evidenziato l’esigenza di valutare il tema della reintroduzione di un direttore. Valutazione apprezzata da Zeni (Pd), che ha richiamato alla necessità di sottrarsi a richieste “spot” per privilegiare quelle riguardanti la rete ospedaliera. Al sistema serve per Zeni una capacità di valutazione complessiva, anche quando riguarda la figura del direttore generale.
Marini ha messo l’accento sul problema degli anestesisti, che rimane. Va inoltre tenuta in considerazione l’esigenza di reintrodurre un direttore proveniente da tutti gli operatori dell’ospedale.
Masè ha osservato che il 6 maggio 2020 era stata segnalata dagli operatori la sensazione di abbandono in cui si trovava l’ospedale di Tione, che si sentiva la Cenerentola degli ospedali trentini. Ora la struttura è tornata al centro dell’attenzione sia pure all’interno di una valutazione complessiva sul ripensamento dell’organizzazione del nosocomio, e di questo si è detta soddisfatta.
Zeni ha sollecitato un approccio più attento agli esiti della sanità e a una sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio che è uno dei punti sui quali il nostro sistema ha più ampi margini di miglioramento.
Roberto Paccher (Lega) ha ricordato che il protocollo del 2016 prevedeva per l’ospedale di Tione servizi che poi non sono poi stati realizzati dalla Pat, mentre è stato chiuso il reparto di maternità. Occorreva compensare il depotenziamento dell’ospedale territoriale con altri servizi che non erano mai stati attivati. Sulla rete ospedaliera la Giunta attuale secondo Paccher sta portando avanti una politica di investimenti per rafforzare le strutture sanitarie periferiche, considerati indispensabili al territorio.

Sì unanime alla mozione 189 di Leonardi (FI) per sostenere l’accesso al credito delle piccole imprese e rafforzarne la capacità manageriale di stare sul mercato.
Un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese nel settore del commercio e del turismo che agevoli l’accesso al credito, l’erogazione con procedura velocizzata, il ricorso a risorse europee per sostenere le imprese colpite dal Covid 19, il finanziamento di una sorta di tutoraggio, attraverso la realizzazione di un advisors hub e la creazione di una squadra di temporary managers da mettere a disposizione delle imprese in difficoltà: sono alcune delle proposte avanzate alla giunta dal consigliere Giorgio Leonardi per il rilancio delle imprese trentine nell’era post Covid. Si sono sommate la crisi pandemica e la crisi economica e questo rende difficile una rapida ripresa. Mancano soprattutto gli approvvigionamenti delle materie prime.
L’assessore Spinelli ha condiviso la mozione ricordando nel suo intervento (allegato) le politiche che la Giunta ha già messo in campo, ma anche quelle che sta attivando e pensa di poter varare nel prossimo futuro tenendo conto delle proposte di Leonardi, soprattutto per favorire l’accesso al credito delle imprese trentine.
Moranduzzo (Lega), nell’assicurare l’appoggio del proprio gruppo alla mozione di Leonardi, ha ricordato tutte le misure recentemente adottate dalla Giunta per rispondere alle esigenze di liquidità immediata degli imprenditori del Trentino che hanno subito pesanti ripercussioni negative a causa dell’emergenza Covid-19. Ha infine sollecitato semplificazioni e la creazione di nuovi fondi di garanzia per agevolare l’accesso al credito delle imprese.
Il capogruppo del Pd Tonini ha plaudito alla mozione di Leonardi sia per il richiamo che contiene ad usare le risorse provenienti dall’Europa – a questo riguardo ha ricordato la sua proposta di costituire un’apposita task force provinciale – sia perché la Provincia “presti” elementi di managerialità alle piccole e piccolissime imprese del Trentino in determinate circostanze. Elementi di managerialità che potrebbero permettere di tenerci la forza della flessibilità della piccola impresa pur disponendo di risorse di tipo manageriale.
Leonardi ha concluso ribadendo la necessità di alimentare con queste figure manageriali le speranze delle piccole e medie imprese del Trentino.

No alla mozione 233 Ghezzi (Futura): cabina di regia per attività culturali.
La mozione proposta da Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, respita con 18 no e 11 voti a favore, mirava ad impegnare la Giunta a creare entro il 30 giugno 2020 una cabina di regia che comprenda rappresentanti dei Comuni e delle Comunità di valle per meglio coordinare e condividere i protocolli e le modalità di riapertura e organizzazione delle attività culturali nella fase 2. Il dispositivo del documento sollecita anche la convocazione entro il 31 agosto 2020 della Conferenza provinciale per la cultura prevista dalla legge 13 ottobre 2017 n.13, dedicandola ad un confronto approfondito sulle misure post-emergenza da pandemia Covid-19. Infine la mozione stabilisce di incrementare il fondo destinato ad alimentare i progetti culturali sovracomunali per lo sviluppo territoriale, previsti dalla legge provinciale sulle attività culturali. Nel presentare il documento Ghezzi ha preannunciato la bocciatura della proposta non avendo raggiunto sul testo un accordo con l’assessore Bisesti. La chiusura forzata imposta dall’emergenza Covid-19 ci ha fatto percepire l’importanza in particolare degli spettacoli dal vivo. Il disaccordo con l’assessore è stato sul termine temporale del 30 giugno entro il quale costituire una cabina di regia. Ghezzi ha spiegato di non aver accettato le modifiche proposte dall’assessore perché portavano ad una castrazione del dispositivo. “Meglio – ha concluso – una bella e sana bocciatura della mozione così com’è”.
L’assessore Bisesti ha ricordato di aver apprezzato lo spirito della mozione e di essersi opposto alla creazione di un’ulteriore tavolo oltre a quelli già aperti per il coinvolgimento dei soggetti interessati al tema cultura. Meglio per l’assessore cercare di portare avanti il lavoro già in atto per la ripartenza degli spettacoli. Bisesti ha ribadito che al massimo entro 2 settimane sarà reso pubblico il protocollo su bande e cori. Quanto alla conferenza sulla cultura, secondo l’assessore è opportuno ipotizzarne l’organizzazione in autunno per una possibile revisione delle Linee guida che non sarebbe possibile realizzare entro fine agosto.
Alessia Ambrosi della Lega ha esortato Ghezzi ad accogliere la proposta di trovare un punto di accordo con l’assessore su una riformulazione del testo della mozione per dimostrare la volontà di sostenere la cultura con una convergenza tra le parti.
Ghezzi ha preferito tener ferma la decisione di rifiutare il tentativo soprattutto per la diversità di veduta sui tempi.

 

 

 

 

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