Elezioni 2018, chiusa la verifica sui consiglieri. Il Consiglio provinciale nel primo pomeriggio ha approvato con 26 favorevoli e 3 astenuti (Ghezzi, Marini, Degasperi) la relazione finale della Giunta delle elezioni, relativa al voto provinciale del 2018.

Paolo Ghezzi (Futura) ha annunciato astensione, non per il merito della relazione, ma per lo stile con cui la maggioranza ha gestito (senza collegialità e senza i richiesti approfondimenti) il lavoro della Giunta delle elezioni. Il consigliere ha lamentato anche la scarsa trasparenza data ai lavori dell’organismo.

Alex Marini ha rilevato che la relazione arriva in aula con 4 mesi di ritardo sul semestre previsto con termine, seppure ordinatorio. Riprendendo un tema posto da Ghezzi, il consigliere ha auspicato che si preveda la pubblicità delle sedute di Commissione legislativa e di Giunta elezioni.

Anch’egli ritiene che il tema della eleggibilità di un sottosegretario del Governo doveva essere meglio approfondita per la sua rilevanza (ad Aosta e a Bolzano ci sono ad esempio legislazioni regionali che escludono la candidabilità). Marini intende presentare un disegno di legge per modificare le regole attuali in Trentino.

Il presidente della Giunta Roberto Paccher ha replicato su ogni punto. A Ghezzi: si è scelto di non mettere alla gogna nessuno prima della decisione di merito, la trasparenza non c’entra nulla. A Marini: nelle due precedenti legislature, i lavori della Giunta elezioni si sono conclusi in tempi più lunghi. Una consulenza ad hoc sul caso Fugatti avrebbe fatto perdere altro tempo. E denaro.

Ha dissentito con gli esponenti di opposizione anche Luca Guglielmi, difendendo appieno l’operato del presidente Paccher e condividendone la prospettazione. Sul caso Fugatti il consigliere ha ricordato che il tribunale ha confermato l’eleggibilità, addirittura accollando le spese legali ai ricorrenti.

Ugo Rossi ha opinato che la Giunta ha lavorato bene, ma che Fugatti per ragioni di pura opportunità avrebbe dovuto dimettersi da sottosegretario del Governo Conte.
Alessandro Savoi gli ha ribattuto che se fosse così, anche l’ex presidente della Provincia Rossi nel 2018 avrebbe dovuto dimettersi prima di candidarsi.

Giorgio Tonini: sì del Pd alla relazione, ma rilevando la scompostezza della maggioranza di fronte a legittime perplessità – di carattere politico – espresse dai consiglieri della minoranza.

 

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Commissione d’indagine sugli affidi familiari: si farà
L’iniziativa – sull’onda dei clamorosi fatti di Bibbiano – è della Lega Salvini Trentino, per l’istituzione di una Commissione consiliare d’indagine biennale, sul complessivo tema degli affidi di minori privi di contesto familiare idoneo. La mozione che chiede al presidente Walter Kaswalder la formazione di questa Commissione ha ottenuto 19 sì, 5 no (Futura, Patt) e 7 astenuti (Pd, Cinque Stelle, De Godenz).

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Paolo Ghezzi ha chiesto le ragioni per avviare questa indagine, invasiva e centrata su un settore molto delicato, posto che lo stesso documento letto dalla capogruppo leghista Mara Dalzocchio esclude che in Trentino vi possano essere situazioni men che trasparenti e lineari. La Lega a Trento governa – ha poi detto più duramente in dichiarazione di voto – e la sua assessora può fare in pochi mesi tutte le verifiche e gli approfondimenti che ritiene opportuni, su qualsiasi caso specifico. “Voi volete stare due anni gratis sui social e sui giornali e lo farete sulla pelle dei bambini, senza alcun beneficio reale per le famiglie”.

 

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Ugo Rossi: la Commissione speciale avrebbe senso se vi fossero stati episodi inquietanti sul nostro territorio, altrimenti potremmo attivarne su qualsiasi tema. No quindi a un’iniziativa che la Lega sta proponendo un po’ ovunque sul territorio nazionale per volontà del capitano Salvini. No a omologare il Trentino autonomo ad altri territori per fare campagna politica, in assenza di criticità specifiche a casa nostra. Il consigliere ha chiesto che almeno non si preveda una durata biennale della Commissione, decisamente inopportuna.

 

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Analoga la posizione di Luca Zeni. L’ex assessore alla sanità ha chiesto un preventivo quadro sulla materia e un orientamento da parte dell’assessorato. E l’assessora in carica, Stefania Segnana, ha subito detto di essersi confrontata con le strutture della Provincia. I fatti di Bibbiano hanno creato nella cittadinanza forte preoccupazione – ha detto – e l’indagine speciale può servire a fornire rassicurazioni a tutte le famiglie, in particolare a quelle coinvolte da problematiche minorili. In Trentino sono attivi in ogni caso molti progetti specifici per i minori e al 31.12.2018 erano 142 i minori affidati.

 

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Claudio Cia ha detto che preoccupazioni specifiche vi sono anche a Trento, tant’è che ci sarà una manifestazione pubblica proprio domani. Sì dunque alla Commissione, utile a far luce sul fenomeno degli affidi. I numeri di minori sottratti alle famiglie sono alti e di per sé inducono a farsi delle domande. Si spendono tra l’altro 8 milioni di euro all’anno, “vogliamo capire se vi sono eccessi, forzature, errori. Già sul fronte della solidarietà internazionale, pensavamo che tutto andasse bene, poi abbiamo scoperto finanziamenti molto discutibili”.
A Ghezzi: è lei che fa di tutto per stare sui giornali. Non si farà nulla sulla pelle dei bambini, perché non sarà coinvolto nessuno direttamente.

 

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Mara Dalzocchio ha respinto gli argomenti delle minoranze. Il dubbio è legittimo e non c’è alcun intento di strumentalizzazione politica, ma solo desiderio di trasparenza e conoscenza. Dopo Bibbiano e i più risalenti fatti di Forteto, i riflettori sono accesi e ci sono genitori venuti da noi della Lega a chiedere di fare chiarezza anche in Trentino. Indagheremo nell’interesse stesso di tutti gli operatori e poi potremo eventualmente proporre migliorie al nostro servizio pubblico.

 

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Alex Marini: si è già fatto un approfondimento nella competente Commissione legislativa? Sono state fatte audizioni, anche per andare poi a fare una nomina accorta del nuovo garante dei minori? Non mi pare.

 

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Giorgio Tonini: 99 volte su 100 in Parlamento le Commissioni d’inchiesta – che pure là hanno prerogative pari a quelle della magistratura – non cavano un ragno dal buco, salvo poche, meritorie eccezioni. Indaghiamo anche sul maltrattamento degli anziani nelle case di riposo? Sulla pedofilia negli asili? Sulla corruzione nei nostri uffici pubblici? Sulle fonti di finanziamento dei partiti? Allora dico no, vedo all’orizzonte un’operazione di modesta propaganda. Ci asterremo.

 

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Luca Guglielmi ha detto sì all’indagine e ha rimproverato Tonini per aver fatto riferimento con troppa noncuranza a possibili violenze sugli anziani, di fatto – ha specificato – avvenute nella stessa val di Fassa dov’egli ha candidato senza poi tornare a farsi vedere.

 

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Denis Paoli: non me ne stupisco, ma annoto che quando si parla di affidamento dei minori la sinistra va in allarme rosso. E Rossi sta dalla stessa parte, come il voto di Rossini alla Camera in fondo segnala. Idem dico a Marini, il cui partito ora governa a Roma con il Pd di Bibbiano. Sì alla Commissione, facciamola magari permanente. Meglio prevenire che curare.

 

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Giorgio Leonardi: meglio chi bacia un crocifisso piuttosto di chi fa male ai bambini. La Commissione sarà aperta a tutte le forze politiche e sarà utile.