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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO – IV COMMISSIONE * RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ: « ANCORA TROPPE DONNE COSTRETTE A DIMETTERSI ALLA NASCITA DEL PRIMO FIGLIO »

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14.53 - martedì 16 aprile 2019

Quarta commissione, presentata la relazione annuale della Commissione pari opportunità: ancora troppe donne costrette a dimettersi alla nascita del primo figlio. Rimane forte il divario salariale tra lavoratrici e lavoratori.

La Quarta commissione ha incontrato in mattinata la presidentessa della Commissione pari opportunità che ha riferito sull’attività svolta nel periodo gennaio 2018 – marzo 2019, l’ultimo tratto di strada della Cpo nata la scorsa legislatura. Una dettagliata relazione, quella di Simonetta Fedrizzi, che ha fatto il quadro del lavoro della Cpo negli ultimi mesi. Sul tema del lavoro; la presenza femminile nelle società quotate e partecipate dalla Pat; lo studio per la creazione di una banca dei saperi femminili; all’analisi della contrattazione che ha messo in evidenza disparità di trattamento sui congedi di maternità nei contratti di secondo livello. Rilevante rimane il fenomeno delle dimissioni delle donne alla nascita del primo figlio e il differenziale salariale tra lavoratrici e lavoratori. Una differenza che pesa anche sul futuro pensionistico delle donne che subiranno un grave impoverimento. Inoltre, la conciliazione famiglia lavoro pesa ancora troppo sulle donne, mentre, ha affermato ancora la presidentessa della Cpo, gli asili nido dovrebbero diventare un servizio universale come le scuole d’infanzia.

Sul capitolo della rappresentanza di genere, una delle attività della Cpo è stata quella di far conoscere la legge elettorale del 2017, che ha introdotto la doppia preferenza di genere. Perché, ha affermato Simonetta Fedrizzi, è stata presentata spesso in modo scorretto. Soprattutto, ha aggiunto, si è cercato di far capire che i luoghi decisionali dove c’è una presenza di donne sono migliori.

Sullo stato di attuazione della legge sulle pari opportunità la Cpo ha svolto un lavoro di analisi approfondito e con l’Università di Trento è stato elaborato un lavoro che è stato presentato alla cittadinanza in quattro incontri molto partecipati.

Altro tema quello della comunicazione al femminile sul quale è stato coinvolto l’istituto Depero di Rovereto. Un’analisi della stampa, con la collaborazione dell’Ordine di giornalisti, per capire come i quotidiani locali trattano le donne. Su questo tema è stata realizzata una mostra che è stata portata in vari contesti per sensibilizzare i cittadini sui rischi della diffusione di pregiudizi e stereotipi di genere.

C’è stato poi il protocollo d’intesa sulla pubblicità e difesa della dignità delle donne, un’operazione di sensibilizzazione che si è allargata dalla pubblicità alla comunicazione in generale, anche in questo caso in collaborazione con l’Ordine. La Cpo ha fatto segnalazioni su pubblicità scorrette che in alcuni casi sono state rimosse.

La Presidentessa ha ricordato l’impegno della Cpo sull’educazione di genere con alcuni istituti scolastici. Percorsi, ha sottolineato nella presentazione della relazione, che sono stati sospesi dalla Giunta ma che la Cpo ritiene, come ha già ricordato pubblicamente, si debbano portare avanti.
Per quanto riguarda la violenza di genere, Simonetta Fedrizzi, ha ricordato che questo tema è trasversale perché lavorare contro i pregiudizi significa lavorare per prevenire la violenza che, purtroppo, anche in Trentino vede dati preoccupanti.

Oltre all’impegno sullo sport al femminile, la Presidentessa del Cpo, ha poi sottolineato gli interventi sulla medicina di genere. Argomento di grande importanza e attualità- anche di fronte al paradosso della crescita della speranza di vita e al contemporaneo aumento delle patologie delle donne – sul quale è stato avviato un percorso informativo per la popolazione, ma anche per il personale sanitario che ha incontrato molta sensibilità negli operatori dell’Azienda sanitaria.

Futura: l’educazione di genere decisiva per prevenire il femminicidio.

La consigliera di Futura ha sottolineato l’importanza della Cpo perché il tema delle pari opportunità parte dalle donne ma si allarga alla società intera. Anche per questo ha invitato l’assessora a tenere in considerazione questa esperienza. L’attenzione al genere nella scuola, ha aggiunto, è importante per formare cittadini e cittadine consapevoli e uomini rispettosi delle donne. Perché, purtroppo, come dimostra l’esperienza scolastica, ragazzi e bambini troppo spesso replicano atteggiamenti familiari sbagliati. Non è del resto un caso che il termine femminicidio sia stato inventato in Italia, un tragico fenomeno che trae origine da una carenza educativa.

L’assessora: non c’è alcuna volontà di abbandonare i temi delle pari opportunità.

L’assessora alla salute e alle politiche sociali ha ringraziato la Cpo per il lavoro svolto in questi anni e ha garantito che la Giunta non ha alcune intenzione di abbandonare le tematiche di fondo delle pari opportunità. Ha poi ricordato che l’ufficio Pari opportunità è stato spostato in assessorato dall’Agenzia del lavoro anche per facilitare la collaborazione con chi si occupa del contrasto alla violenza sulle donne e mettere in atto politiche incisive.
Alcune attività, ha ricordato inoltre, sono state interrotte perché si vogliono rivalutare i progetti anche in vista della riorganizzazione degli uffici. Per ciò che riguarda la presenza delle donne in politica, ha aggiunto, la Giunta, con due assessore, ne è un esempio concreto. E a tal proposito ha ricordato quelle che ha definito uscite non opportune nei confronti delle due donne che appartengono all’esecutivo. Sulla preferenza di genere ha affermato che il problema è soprattutto culturale, perché se le donne iniziassero a votare le donne non servirebbe una legge. Infine, per ciò che riguarda la medicina di genere ha ricordato che l’Azienda sanitaria si sta muovendo bene.

Il Patt: lavoriamo assieme contro le differenze sui trattamenti di maternità.

Il consigliere del Patt, riconoscendo all’assessora sensibilità su questo tema, ha ricordato che i dati mostrano che società trentina ha ancora del cammino da fare sulla parità e quindi la Cpo deve continuare a lavorare. Su temi concreti, come le differenze nei contratti sul trattamento di maternità, sul quale la Giunta precedente aveva fatto elaborare uno studio che è risultato ricco di informazioni, si possono trovare punti in comune, al di là delle differenze politiche.

La Lega: non c’è un parallelismo tra parità di genere e calo della violenza sulle donne.

La consigliera della Lega ha sottolineato quelli che per lei sono alcuni aspetti critici della relazione. Ad esempio non si parla di alleanza tra uomo e donna. Sulla rappresentanza di genere serve un percorso culturale e non si ci può fossilizzare su un metodo che non ha portato risultati. L’esponente della Lega ha sottolineato inoltre che la Cpo è fatta di sole donne. E per quanto riguarda la violenza, ha ricordato che la dichiarazione di Istanbul, citata dalla Presidentessa della Cpo, è del 1993 e che da allora questo problema si è evoluto e oggi tocca anche gli uomini. Inoltre, il parallelismo tra parità di genere e calo della violenza non è vero. Come dimostra la Svezia, patria della parità di genere, dove la violenza sulle donne è salita in modo esponenziale. Secondo la consigliera leghista, nella relazione non si cita l’utero in affitto e quando si parla di dignità delle donne lo si deve prendere in considerazione. La Cpo, infine, dovrebbe guardare anche ad altre visioni del mondo femminile. Infine, riguardo ai corsi sospesi, l’esponente della Lega, ha detto che si dovrebbe capirne l’efficacia e ha chiesto se sono stati raccolti dati a questo riguardo.

Il Pd: anche su questo tema si cerca l’attenzione mediatica.

Il consigliere del Pd ha ribattuto che ci deve essere un approccio scientifico a questi temi, lasciando da parte i tentativi di tracciare differenze ideologiche che la stessa assessora ha invece evitato. L’impressione, ha concluso, è che anche su questo tema si voglia creare solamente attenzione mediatica.

La Cpo: mai collaborato con associazioni che si occupano di utero in affitto.

Simonetta Fedrizzi ha affermato che la Cpo non ha mai collaborato con associazioni che hanno a che fare con l’utero in affitto e ha ricordato che la Cpo non può, con le risorse a disposizione, attivarsi su tutto. Sulla violenza di genere ha affermato che questa è legata alle asimmetrie di potere tra uomini e donne e ha ribadito l’auspicio che i corsi di genere possano continuare perché sono indispensabili.

 

 

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