PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

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ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Intervista al Presidente Massimo Girardi

(Progetto Ferrovia Avisio - Mobilità di valle - Trasporto Brt)

Iniziate in  le audizioni sulla riforma del turismo portata avanti dall’assessore Failoni e la modifica alla normativa del 2002 sulla promozione del settore proposta dal ddl di Dallapiccola. A favore della riforma quasi tutte le Apt. Contraria quella di Rovereto e Vallagarina che vuole rimanere autonoma. Per tutti resta da chiarire il ruolo delle future Agenzie territoriali d’area, ente pubblico intermedio tra Apt e Trentino Marketing.

Sono iniziate stamane e proseguiranno sia oggi pomeriggio sia martedì 7 luglio le consultazioni volute dalla Seconda Commissione – presidente Luca Guglielmi del gruppo Fassa – per raccogliere i pareri dei soggetti interessati ai due disegni di legge dedicati alla promozione turistica e al marketing territoriale: il 53 proposto dalla Giunta con l’assessore Failoni, che punta a una vera e propria riforma del settore; e il 16 di Michele Dallapiccola del Patt (ed ex assessore competente), che modifica invece solo alcuni articoli dell’attuale normativa provinciale, datata 2002. Dai presidenti delle Apt è emerso un orientamento favorevole alla riforma dell’assessore, anche se, incalzati dai consiglieri di minoranza anche loro non hanno nascosto alcuni dubbi riferiti in particolare al ruolo delle nuove Agenzie territoriali d’area (le cosiddette Ata), enti pubblici collocati a metà strada tra la Trentino Marketing e le Apt. L’unica voce contraria al ddl Failoni è stata quella di Giulio Prosser, presidente dell’Apt Rovereto e Vallagarina, che ha presentato un documento distinto (allegato) nel quale critica la proposta di riforma per l’assenza di un obiettivo strategico, contesta le Ata che introdurrebbero un ulteriore e dispersivo livello nel già articolato sistema della promozione, e chiede il riconoscimento autonomo per quest’ambito.

Le Apt complessivamente favorevoli alla riforma Failoni, pur non avendo ancora chiaro il ruolo delle Ata. Contraria solo l’Apt di Rovereto e Vallagarina.

Il coordinatore provinciale dei presidenti delle Apt Luciano Rizzi, che è anche presidente dell’Apt della Val di Sole, ha motivato la posizione complessivamente favorevole maturata dalla maggior parte dei presidenti delle Apt nei confronti della riforma proposta dall’assessore Failoni con il ddl 53. La principale preoccupazione manifestata da Rizzi è che le Apt possano finalmente operare senza correre rischi in regime privatistico per poter costruire ciascuna, attraverso i rapporti con gli operatori economici del territorio, il miglior prodotto turistico da promuovere all’interno del proprio ambito. Bene, in questo senso, che la riforma preveda che le Apt siano finanziate al 51% dai privati.

“Oggi – ha osservato – vi sono ancora Apt finanziate al 90% dall’ente pubblico. Si tratta per lo più di quelle Apt minori che con la nuova legge verranno assorbite da altre. La richiesta dei presidenti è che le Apt assorbite possano portare in dote le loro risorse finanziarie nelle Apt alle quali saranno assimilate. E che siano rappresentate nei cda di queste ultime. Condivisa dai presidenti – ha proseguito Rizzi – è anche la prospettiva che la tassa di soggiorno aumentata che la riforma introduce sia uguale in tutti i territori e non più diversificata come oggi. Il coordinatore ha aggiunto poi di non aver notato nel ddl proposto da Dallapiccola una grande incompatibilità rispetto alla riforma portata avanti dall’assessore. Sulla tassa di soggiorno ha ricordato che era stata introdotta contro la volontà delle categorie economiche ma che poi è stata accettata perché si è capito che le persone non scelgono la vacanza sulla base della tassa di soggiorno ma della qualità dell’offerta. Se vi sono tante richieste si possono alzare i prezzi. E più prodotti turistici si hanno più i clienti sono disposti a spendere. Rizzi ha riconosciuto che oggi anche l’enogastronomia e la cultura sono diventati elementi importanti di attrazione turistica. In precedenza prevalevano l’inverno con lo sci e l’estate la natura. Infine ha rilevato che sempre dal punto di vista dei nostri ospiti non contano tanto i confini tra i territori turistici ma i prodotti offerti.

Tullio Serafini, presidente Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo e Val Rendena ha condiviso la riforma proposta da Failoni che a suo avviso presenta sia alcuni punti di forza importanti sia aspetti da approfondire. Sulla fusione dei territori per la promozione turistica secondo Serafini all’inizio potrà esservi qualche difficoltà ma poi si lavorerà in un’ottica di area territoriale più vasta come è accaduto per le amministrazioni comunali. Fondamentale è che si continui a sviluppare un prodotto turistico con risorse adeguate.
Alessandro Cadrobbi, presidente Apt Val di Cembra ha ribadito l’importanza dei tre punti fondamentali segnalati da Rizzi.
Fausto Lorenz, presidente dell’Apt della Val di Fassa, ha ricordato i tanti momenti di confronto avuti con l’assessore sulla riforma che a suo avviso corrisponde ai cambiamenti avvenuti nel settore turistico. Per Lorenz alle Apt serve un nuovo posizionamento sul territorio per diventare più forti. Restano delle perplessità sulle Ata che si dovranno far “digerire” anche ai privati che sostengono finanziariamente la promozione. Come? Spiegando che queste nuove Agenzie lavoreranno anche per i singoli ambiti. Fiemme e Fassa sono territori simili che non avranno difficoltà a collaborare a favore di quest’area. Fassa chiede comunque un’agenzia d’area dedicata.

 

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Le critiche e le richieste dell’Apt Rovereto e Vallagarina.

Giulio Prosser, presidente dell’Apt Rovereto e Vallagarina ha letto il documento distribuito ai commissari (e allegato) che critica pesantemente la riforma proposta dall’assessore perché ignora il proficuo lavoro portato avanti negli anni anche dalle aziende di promozione turistica considerate “minori” ma grazie alle quali tutto il Trentino oggi è diventato turistico. Per Prosser l’emergenza Covid-19 suggeriva di dare continuità ad un sistema di promozione che ha dimostrato di funzionare bene e di produrre risultati che hanno permesso la crescita dell’offerta turistica territoriale e di prodotto. Durissima la contestazione delle Ata, “proposta che squalifica il ruolo delle Apt incaricando un ente neo-costituito della responsabilità di definire l’offerta più affine ai singoli territori. Ma ecco l’obiezione più grave: “dopo i numerosi confronti e i pareri espressi a più riprese dai diversi territori interessati, ancora non è noto quale sia la strategia complessiva di questo rinnovato percorso”. Tradotto da Prosser: se non si capisce qual è la strategia un progetto di riforma come questo non è condivisibile.

Il presidente ha poi evidenziato le doti e le potenzialità turistiche dell’ambito di Rovereto e Vallagarina che non nulla da invidiare ad altre destinazioni con brand già affermati. Infine la tassa di soggiorno: se andasse in porto l’aumento indifferenziato dell’imposta in tutti i territori per Prosser si penalizzerebbe un settore già pesantemente provato in una fase nella quale vi è bisogno di stimoli e spinte propositive premianti, non di ulteriori deterrenti nei confronti degli ospiti che scelgono il Trentino per le loro vacanze. Il documento di Prosser si conclude con 7 proposte di integrazione del ddl proposto dall’assessore: definire gli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere, ufficializzare la competenza di Apt Rovereto e Vallagarina come ambito a sé stante, valutare l’impostazione delle Ata partendo dal presupposto che oggi sarebbe dispendioso un ulteriore ente collocato tra le Apt e Trentino Marketing, ipotizzare una progettualità territoriale che non imlichi la creazione di un ente terzo, definire le risorse umane e tecniche di cui le Ata avrebbero bisogno per realizzare una strategia di prodotto interambito, garantire una suddivisione per prodotto degli organi di Ata affidando alle Apt un ruolo importante nella creazione del prodotto sovraterritoriale e di rappresentanza anche nelle strategie promozionali attivate da Trentino Marketing. Infine il documento chiede di posticipare l’ipotesi di aumento dell’imposta di soggiorno pur mantenendo una differenziazione della quota tra i territori tenuto conto delle diverse tipologie di ospiti di ciascuno.

 

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Gli “auguri” di Dallapiccola e le domande di Olivi.

Pietro De Godenz dell’UpT ha chiesto se la tassa di soggiorno uniforme sia condivisa da tutti, visto che l’offerta di servizi è molto diversa da valle a valle. Ha chiesto poi chiarimenti alle Apt circa il loro giudizio sulle Ata, se devono essere di territorio o di prodotto. Se il personale delle Apt dev’essere messo a disposizione della Provincia o no. Infine le risorse: le Apt chiedono un fondo speciale e anche una rappresentanza. De Godenz ha osservato infine che non è la tassa di soggiorno a determinare la scelta di una località di vacanza. E che l’imposta va rapportata ai servizi che ogni territorio offre.

Michele Dallapiccola (Patt) ha ricordato che il suo ddl si distingue da quello dell’assessore sulla natura delle Ata, da lui concepite come aggregazioni di prodotto. E ha concluso rivolgendo i suoi auguri ai presidenti delle Apt che dovranno affrontare sfide difficili anche a causa di questa riforma quando si ritroveranno con meno personale e meno risorse perché ci sarà un ente intermedio che deciderà per loro. Il turismo in Trentino avrà un segno meno come pure il bilancio provinciale e gli investimenti ridotti per questo settore.
Alessandro Olivi del Pd ha detto che si sarebbe aspettato dalle Apt un approccio più dialettico. A suo avviso una riforma come questa presenta aspetti punti sui quali sarebbe importante capire se le Apt hanno compreso l’impatto che questi cambiamenti avranno. “

Cosa ne pensate ad esempio – ha chiesto – del futuro della Trentino Maarketing? Si costituiscono nuovi enti intermedi di natura pubblicistica, mentre TM viene mantenuta intatta dalla riforma. Si scarica il cambiamento di ruoli, funzioni e indirizzi tutto sui livelli più bassi”. Quanto alla “smania” della riforma di fondere e annettere le Apt, ad Olivi sembra in controtendenza perché oggi assistiamo ad un ritorno all’identità di territori anche piccoli. La riforma guarda agli indici quantitativi mentre servirebbe la costruzione di “prodotti di comunità” rideterminando, semmai, le Apt in funzione di questo obiettivo, per valorizzare il senso di appartenenza. Non c’è infine per Olivi la consapevolezza che se da una parte conta il prodotto e dall’altra snellire ed efficientare chi deve veicolare questo prodotto sul livello globale, non ha senso creare un livello intermedio tra Apt e Trentino Marketing. Anche su questo aspetto per Olivi le Apt dovrebbero riflettere di più. Infine a suo parere non è un bene che vi siano ambiti che hanno già raggiunto la qualifica richiesta e uno (Rovereto e Vallagarina) che resta “tra color che son sospesi” pur avendo un’identità turisticamente importante.

Ugo Rossi (Patt) ha espresso soddisfazione per il giudizio positivo emerso dalle Apt sulla tassa di soggiorno che quando venne introdotta fu giudicata distruttiva per il turismo trentino. Giusto sarebbe collegarla a occasioni di miglioramento dell’offerta turistica di un territorio. La tassa non dovrebbe essere concepita come uno strumento di finanziamento tout-court ma servire a migliorare l’offerta di vacanza di un territorio. Rossi ha chiesto ai presidenti di Apt di cercare di vedere quale sarà il lavoro che dovranno fare nei prossimi anni dentro le agenzie territoriali d’area. Il ddl parla innanzitutto delle Ata– ha osservato Rossi – come articolazioni organizzative di TM e come responsabili della promozione del prodotto turistico interambito. Quanto al prodotto, le Ata sono responsabili dell’ideazione del prodotto che potranno realizzare anche con – e quindi anche senza – la collaborazione delle Apt. Infine sulla governance delle Ata che dovranno avere al proprio interno un rappresentante di ciascuno dei territori coinvolti e della TM, Rossi ha chiesto come potrà un’Apt promuovere in modo capillare il proprio ambito con una promozione d’area allargata affidata a un Ata.

 

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La replica dei presidenti. Le Ata permettono alle Apt di operare in regime privato.

Rispondendo ai consiglieri il coordinatore delle Apt Rizzi ha osservato che la tassa di soggiorno è ininfluente sulla scelta della località di vacanza. “Vero è – ha aggiunto – che sulla tassa tutte le Apt hanno avanzato proposte diverse, ma di fatto l’imposta si tramuta in un aumento che noi abbiamo chiesto di anticipare al 1° di gennaio per la pandemia”. Quanto al personale, Secondo Rizzi per le Apt avere dei dipendenti pubblici “è un po’ bizzarro”. Infine l’Ata: questa è per Rizzi la vera novità della riforma. A suo avviso “le Ata sono una condizione indispensabile, sulla quale – certo – occorrerà lavorare ancora, per permettere alle Apt di lavorare in regime privatistico. Non è mai stato chiaro invece – ha riconosciuto – cosa si intende per agenzie di prodotto.

Rizzi ha riconosciuto che il lavoro che le Apt hanno davanti con questa riforma sarà molto impegnativo e difficile da svolgere. Non a caso – ha concluso – le Apt hanno chiesto altre riunioni con l’assessore per capire bene cos’è l’Ata, dal momento che Trentino Marketing potrebbe sviluppare solo dei macro-prodotti. A suo giudizio comunque “il prodotto andrà fatto dalle Apt e in modo hard tramite l’Ata”.
Lorenz dell’Apt Fassa ha precisato che la riforma dell’assessore non è stata subito accettata dalle Apt. Anzi, all’inizio è stata un fulmine a ciel sereno e l’impatto non è stato dei migliori. Poi col tempo il quadro si è chiarito. Quanto alle Ata, anche Lorenz ha riconosciuto che ancora non è chiaro cosa siano. Di certo c’è che il prodotto deve nascere dal territorio. Anche per Lorenze le Ata servono alle Apt perché queste operino in regime privatistico. Quanto ai dipendenti pubblici – ha concluso – le Apt hanno sempre difeso il loro operato”.

Secondo Cadrobbi (Apt Pinè e Cembra) il territorio deve restare un riferimento imprescindibile anche per le Apt armonizzate.
Per Prosser (Apt Rovereto e Vallagarina) occorre puntare sulla qualità anziché sulla quantità, anche puntando su meno ospiti purché abbiano più capacità di spesa. Quanto alle Ata a suo avviso dal ddl non traspare nulla di definito. In questo momento drammatico per l’economia, per Prosser, prima di approvare una nuova legge come questa pensare alle conseguenze del lockdown sul sistema turistico evitando di smantellare il lavoro fatto dalle Apt in questi anni che ha permesso al Trentino di diventare un punto di riferimento in tutta Italia.

Serafini dell’Apt Madonna di Campiglio ha detto che le Apt sono consapevoli delle difficoltà che si profilano all’orizzonte, ma proprio per questo – ha aggiunto – occorrono cambiamenti che diano un’accelerata al comparto. Il ddl dell’assessore, che mira a rendere privatistiche le Apt, offre a questi organismi la possibilità di lavorare meglio per affrontare i problemi attuali che diventeranno ancor più gravi l’anno prossimo. Certo, ha aggiunto Serafini, le Apt si sono fatte delle domande sul ruolo di TM e siamo arrivati alla conclusione che dovrà dare una mano alle Ata.

 

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Il 7 luglio sarà ascoltato anche il presidente dell’Apt Garda Trentino.

Il presidente Guglielmi ha informato i commissari della richiesta di audizioni pervenuta dal presidente dell’Apt Garda Trentino Marco Benedetti che l’organismo ha deciso di incontrare durante la prossima tornata di consultazioni in programma il pomeriggio del 7 luglio,

Le Proloco chiedono di essere consultate per le strategie turistiche.

Per la Fondazione trentina Consorzi Pro Loco sono intervenuti il consigliere della Federazione Tommaso Beltrami e il vicepresidente Fabio Chiodega. Beltrami ha evidenziato l’obiettivo perseguito dalla riforma per rendere il Trentino tutto turistico. Le Proloco, ha spiegato, vogliono contribuire a questo obiettivo rendendo i paesi belli e vivibili ma soprattutto diventando “agenti di sviluppo di comunità”. E facendo crescere in tutte le affiliate questa capacità per diventare promotrici di turismo. Ecco perché le Proloco chiedono di essere sostenute e consultate nella definizione delle strategie per il turismo essendo l’anello di congiunzione tra l’offerta e le comunità.

Trentino Marketing. Prima della promozione serve dedicarsi alla cura del territorio e dell’esperienza di vacanza vissuta dal turista perché ne attiri altri.

L’amministratore unico di TM Maurizio Rossini ha detto subito di condividere il concetto di base della riforma che l’intero Trentino è una grande destinazione turistica. “Abbiamo superato i 30 milioni di visitatori con 95 mila posti letto alberghiere più altri posti in strutture ricettive diverse e nelle seconde case”, ha ricordato. Oggi per Rossini è soprattutto importante che l’ospite viva una “esperienza di vacanza” nel Trentino.

E ha spiegato che quindi, per competere di più, dovremo capire l’importanza di prenderci maggiormente cura della cura del territorio e del rapporto con il turista. Come? Creando un tessuto a rete molto forte valle per valle e garantendo una coerenza interna all’offerta di ambito. Secondo, offrendo all’ospite, ovunque sul territorio, dei servizio. “Finora – ha argomentato Rossini – ci siamo molto occupati dell’aspetto promozionale, mentre oggi i due elementi cruciali per competere sono la cura del territorio e l’attenzione al turista perché viva un’esperienza forte di vacanza”. Un turista soddisfatto – ha proseguito – è la chiave più importante per attrarre nuovi turisti nel futuro. Un secondo aspetto chiave della riforma per Rossini è la volontà di implementare i prodotti turistici forti. Non solo con il Garda e le Dolomiti. Queste azioni vanno posti in capo alle nuove Apt che, per questo, devono avere un management adeguato e poter strutture sufficientemente robuste. Secondo l’amministratore di TM il territorio come vallata oggi non è più sufficiente.

Ecco perché la riforma punta sulle macroaree che possano competere con altre destinazioni: Dolomiti di Brenta, Dolomiti Orientali, il Garda e le città più grandi con il loro sistema culturale. Si tratta di mettere insieme più soggetti che su progetti di prodotto a valenza internazionale tengano insieme ambiti ampi e di grande valenza. Si possono creare così anche prodotti trasversali di territori non contigui. Quanto alla promozione e alla comunicazione, – ha detto Rossini – si tratta di funzioni oggi digitalizzate e sempre più complesse che hanno bisogno di competenze e risorse adeguate. Il presidio garantito da TM per 52 settimane all’anno ha prodotto risultati migliori anche nelle stagioni primaverili e autunnali. In quest’ottica le Apt – ha concluso il manager – diventano i depositari dei prodotti locali e dell’esperienza del turista.

Rispondendo a De Godenz su quale sia il ruolo delle Ata per il marketing, Rossini ha detto che le nuove agenzie d’area dovranno servire sia da stimolo per cogliere sui mercati internazionali prodotti turistici nuovi, sia da regia e coordinamento delle diverse idee e proposte del loro gruppo delle Apt, sia da soggetto attuatore degli obiettivi.

Trentino School of Management a favore della riforma.

Per il direttore di TSM Paolo Grigolli, il cui parere favorevole alla riforma è stato confermato poi dalla direttrice generale Paola Borz, il ddl dell’assessore è impostato molto bene perché già nella premessa delinea un contesto adeguato al turismo. Turismo che punta al valore dell’esperienza vissuta dal turista sul territorio. Si sceglie quel che si fa in un territorio più che per il suo brand. Opportuna per Grigolli anche la previsione delle Ata per svolgere un’azione infrastrutturale sullo sviluppo del prodotto.

Le audizioni proseguono nel pomeriggio.