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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * II COMMISSIONE: « DDL ZANOTELLI SU AGRITURISMO, VIA LIBERA DA PARTE DEI COMUNI E DEGLI AGRICOLTORI »

Ddl Zanotelli sull’agriturismo, ok dall’associazione agriturismo, comuni e agricoltori.

Pomeriggio di audizioni sulla ddl sull’agriturismo dell’assessora Giulia Zanotelli in Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Lista Fassa). Un disegno di legge che ha trovato la condivisione del mondo degli agritur e di quello agricolo. Via libera anche da parte del Consiglio delle Autonomie locali. Mentre da parte della Confcommercio sono state espresse preoccupazioni sul rischio di una concorrenza sleale nei confronti di ristoranti e alberghi. Timori di un’eccessiva burocratizzazione sono stati espressi dai rappresentanti del mondo vitivinicolo per le limitazioni poste dal ddl alle degustazioni nelle cantine.

 

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L’agriturismo ha bisogno di chiarezza.

Il primo ad essere ascoltato è stato Manuel Cosi, presidente dell’Associazione Agriturismo Trentino il quale ha espresso condivisione per il ddl perché ha come obiettivo la qualità degli agriturismo. Un settore che cresce, che è in buona salute, ma che ha bisogno di una definizione più chiara perché da qualche anno ha qualche problema di identificazione. Per questo la scelta di proibire per le aziende del settore denominazioni come pizzeria, bar o ristorante è importante, perché l’agriturismo deve avere un ruolo riconosciuto all’interno del mondo agricolo. Piero De Godenz (UpT) ha sollevato, come ha già fatto in commissione, il tema della necessità di maggiori controlli, anche da parte degli stessi operatori, proprio per evitare confusioni che vanno a scapito della qualità degli agritur che devono essere un elemento importante dell’offerta turistica. Cosi su questo ha affermato che più che di controlli c’è bisogno di formazione, quindi di una maggiore coscienza da parte degli operatori del settore che devono anche fare autocritica. Inoltre, ha ricordato Cosi rispondendo ad una domanda di Michele Dallapiccola (Patt), in Trentino ci sono 500 agriturismo (300 sono iscritti all’Associazione) e quindi è difficile per la Provincia controllarli tutti. Insomma, ha concluso Cosi, regole più chiare faranno bene a tutti, agli agriturismo e al turismo trentino. Necessità di chiarezza, ha ricordato l’assessora, che il ddl ha colto e che verranno specificate nel regolamento attuativo.

 

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Il mondo agricolo condivide l’obiettivo della qualità.

Il ddl è stato in buona parte condiviso anche dalle categorie dell’agricoltura.
Ezio Dandrea, segretario di Acli Terra non pare opportuno limitare agli agritur la possibilità della fattoria didattica. Dubbi ha espresso anche sul fatto che il ddl assegna ai comuni la competenza per le autorizzazioni per gli agriturismo. Per Confagricoltura, Diego Goller il ddl è positivo soprattutto sul versante della promozione dei prodotti agricoli. La formazione, inoltre, è un aspetto importantissimo perché se si vogliono promuovere il territorio e i prodotto serve qualità.
Mauro Fezzi, presidente della Federazione provinciale allevatori, plaudendo al ddl, ha ricordato che il mondo zootecnico ha meno problemi di connessione con agriturismo, ma qualche valutazione sul numero di posti autorizzati e la limitazione dei posti in tavola va fatta.

Massimo Tomasi, direttore della Confederazione Italiana agricoltori ha detto che uno degli aspetti positivi del ddl è di aver separato enoturismo e agriturismo e ha proposto di allargare la possibilità di utilizzare i prodotti agricoli all’Alto Adige. La semplificazione del nulla osta va bene ma si potrebbe evitare per le zone agricole di pregio. Per quanto riguarda la lista dei prodotti non aziendali usati negli agritur sarebbe meglio invertire i fattori: elencando invece quelli dell’azienda e locali. Infine, Tomasi ha detto che con una specificazione così dettagliata di agriturismo si rischia di tagliar fuori l’evoluzione del mercato. Cioè i prodotti che tra qualche anno potranno essere patrimonio anche della nostra agricoltura.

Per l’Associazione contadini Daniele Bersato ha espresso parere favorevole nei confronti del ddl, anche se l’attività didattica avrebbe dovuto trovare una soluzione autonoma, invece bene la specificazione dell’uso del nome, evitando quella di bar, ristorante o pizzeria.

L’assessora ha risposto affermando che sulle denominazioni si è cercato un equilibrio con altri mondi, ma l’agriturismo deve essere l’agriturismo e ha l’obiettivo di promuovere i prodotti agricoli e sul territorio. Oggi, invece, ci sono agriturismi che si fa fatica a catalogarli come tali. Per le fattorie didattiche, come ha ricordato lo stesso Cosi nel suo intervento, serve una formazione specifica. Sui controlli, ha detto ancora Giulia Zanotelli, non si vuole mettere in difficoltà chi lavora però va premiato che fa qualità. Gli agriturismo sono aumentati di numero e anche per questo vanno migliorati qualitativamente anche come per caratterizzare il Trentino.

 

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La Confcommercio: obiettivi giusti ma per una valutazione aspettiamo il regolamento.

Giovanni Profumo, direttore di Confcommercio, ha detto che il ddl è condivisibile ma non c’è il regolamento e quindi il giudizio della sua associazione è sospeso. Le finalità sono condivise, ha aggiunto, purché rimangano connesse all’attività agricola perché se poi, senza controlli, si finisce per fare concorrenza ad alberghi e ristorazione non ci siamo. Se tutto rimane in ambito disciplinato non ci sono problemi, e gli agriturismo possono entrare a pieno titolo a fare parte dell’accoglienza. Ci sono un paio di aspetti che sono stati criticati da Profumo: l’articolo 4, dove si parla di famigliari e altri addetti all’azienda agrituristica.

Altri addetti, ha sottolineato il direttore di Confcommercio, che devo avere però caratteristiche precise come quelle richieste a tutto il resto del mondo dell’accoglienza. Inoltre, non è condivisa la scelta di derogare ai parametri richiesti in legge nel caso di agritur con meno di 10. Non si può fare una norma, ha detto Profumo, e una deroga al tempo stesso. Così come la previsione di tre anni di esercizio temporaneo per gravi motivi non è accettabile. Infine, il direttore, ha toccato il tema delle cantine vitivinicole che sono toccate dal ddl Zanotelli con limitazioni per le degustazioni (sono previsti solo pasti freddi). Cantine, ha affermato Profumo, che sono un’ eccellenza trentina, bene che possano fare degustazioni ma non possono diventare delle discoteche. Passi la degustazione per promuovere il vino e qualche evento ma devono essere casi finalizzati alla produzione dei prodotti.

Per Davide Cardella vicedirettore Asat, giusto regolamentare agriturismo ma si deve lavorare per risolvere la criticità della distribuzione dei prodotti trentini. Nel regolamento si capirà la cifra della legge e l’obiettivo dev’essere quello di evitare la confusione con i pubblici esercizi. Il regolamento dovrà potenziare l’uso dei prodotti dell’azienda e di prodotti agricoli trentini. No alla deroga dei 10 ospiti perché la connessione tra agricoltura e agriturismo non può ammettere deroghe anche a tutela del consumatore.

Aldi Cekrezi direttore di Confesercenti ha affermato che l’obiettivo della norma è di aggiungere all’offerta turistica anche gli agritur però ha aggiunto che va posta attenzione a mettere assieme tutti gli attori per identificare un obiettivo comune e decidere quale turismo vogliamo fare in Trentino.
L’assessora ha detto che l’obiettivo non è solo la qualità degli agriturismo ma anche di legarli al concetto agricolo, alla storia e alla tradizione. Per questo sono precluse le dizionei pizzeria, ristorante, bar. Anche per non creare una concorrenza sleale con altri settori dell’accoglienza. Sugli addetti sono previsti, proprio per aumentare la qualità, precisi contributi su formazione, aggiornamento e controlli. De Godenz (UpT) ha però sottolineato che gli agritur devono avere condizioni uguali agli alberghi.

Le cantine temono una maggiore burocrazia.

Valentina Togn, rappresentante del Movimento turismo del vino Trentino – Alto Adige, il problema dell’offerta di cibo nelle cantine è storico, perché il turista quando viene in visita vuole vivere un’esperienza che non si ferma al prodotto. In Toscana e Lombardia, ha ricordato, c’è la possibilità di fare degustazioni a pagamento, pranzare con piatti caldi anche se legati al territorio, poter fare la vendemmia. Possibilità che ora vengono proibite alle cantine trentine. E questo è un problema, soprattutto quando arrivano pullman di persone che poi vogliono pranzare o cenare. L’introduzione della Scia prevista dal ddl rischia di creare problemi alle cantine perché molti comuni affermano che questa aperta e chiusa in breve tempo e non può rimanere sempre aperta.
Graziano Molon direttore Consorzio vini del Trentini ha detto che c’è la preoccupazione che con questa norma si introduca un’eccessiva burocratizzazione. Va verificata poi la possibilità di introdurre la figura di un accompagnatore enoturistico per le cantine. Devis Cobelli del Consorzio vignaioli del Trentino Alto Adige ha detto che si deve capire bene il senso dell’enotuismo che non può essere centrato solo sulle cantine ma si deve creare una collaborazione con gli agriturismi e con tutto il sistema turistico puntando sui prodotti locali.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha rimarcato che l’enoturismo viene introdotto in una legge per la prima volta e c’è la preoccupazione per il rischio di un’ulteriore burocratizzazione. Si dovrà capire come questo tema verrà declinato nel regolamento attuativo, ma limitare solo ai pasti freddi l’offerta delle cantine può diventare troppo restrittivo.
L’assessora ha replicato ad Ossana affermando che oggi ci sono confusioni e ambiguità tra cantine e agriturismo. E i piatti caldi sembrano lontani dalla degustazione ma rientrano nella ristorazione.

 

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Il Consorzio autonomie locali, ddl pienamente condiviso.

Il presidente del Cal, Paride Gianmoena ha ricordato che il ddl è stato affrontato in Consiglio delle autonomie e le riflessioni sono state inserite nel ddl. L’impianto, quindi, è condiviso, la semplificazione va bene anche ai comuni e la salvaguardia dell’agriturismo è importante. Infine, Giamoena ha chiesto di avere un confronto con la Giunta sul regolamento. Ossanna ha sottolineato l’importanza il trasferimento delle domande per gli agriturismo ai comuni. Scelta giusta, ha detto, perché va nel verso della semplificazione, ma i comuni saranno gravati da un lavoro in più e quindi è importante rimarcare che gli uffici provinciali dovranno essere a fianco dei municipi. L’assessora ha ricordato che è stata specificata la disponibilità del Servizio agricoltura per l’assistenza agli uffici comunali su questa materia.