Seconda commissione, approvato il ddl Spinelli sulle concessioni per le acque minerali.

La Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha approvato oggi pomeriggio con 4 sì e tre astenuti, Olivi (Pd), Ossanna (Patt) e De Godenz (UpT) il ddl n. 64 “Disciplina della ricerca e delle concessioni minerarie e modificazioni della legge provinciale sulle cave 2006” dell’assessore Achille Spinelli. Un ddl che interviene in particolare sulle concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali e sulle cave.

Spinelli: più vicini alle imprese, senza tradire i principi di concorrenza.

L’assessore Spinelli in apertura di seduta ha presentato una serie di emendamenti al suo ddl che, ha ricordato, dipendono dalle valutazioni seguite alle audizioni e in considerazione del peso sulla nostra economia di questo settore. La politica di fondo alla quale il ddl si ispira, cioè l’apertura al mercato, non viene intaccata. I principi di trasparenza, concorrenza e libertà di impresa, ha aggiunto Spinelli, contenuti nella direttiva Bolkestein rimangono come asse portante della proposta. Ma, con gli emendamenti, viene adottata una procedura che riesce a coniugare le esigenze della libertà al mercato con quelle legate alla continuità aziendale.

Una richiesta, quest’ultima, che il Coordinamento imprenditori ha presentato con forza la lunedì scorso in un’audizione sempre in Seconda commissione. Le modifiche riguardano, oltre ad escludere il passaggio di proprietà dall’ex concessionario al nuovo delle strutture private, anche le procedure: il concessionario uscente entro 24 mesi prima della scadenza della concessione dovrà presentare una perizia di stima indicando i beni necessari al giacimento, la consistenza di quest’ultimo e l’eventuale interesse al rilascio della concessione.

Entro 22 mesi dalla scadenza la Pat disporrà un avviso per la presentazione delle domande con la durata, il valore del canone e le quantità e i criteri in base al quale le aziende concorrono. Inoltre, è prevista la pubblicazione delle domande presentate e quindi la possibilità di contestazioni. La valutazione delle domande verrà fatta da una commissione tecnica nominata dalla Giunta. Ancora, viene introdotta la possibilità, per quanto riguarda le acque minerali, di dividere, laddove è possibile, tra più soggetti la concessione. Infine, il canone, nella sua componente fissa e variabile, non viene posto a base d’asta ma sarà stabilito dalla Pat. Per ciò che riguarda le cave, in base ad un emendamento dell’assessore, il comune potrà determinare una gradazione della gravità delle violazioni del piano di coltivazioni che possono arrivare alla decadenza della concessione. Modifica chiesta dagli imprenditori che hanno ritenuto troppo severa la formulazione originale del ddl Spinelli in base alla quale ogni tipo di violazione, anche la meno grave, avrebbe portato alla revoca. Un emendamento che non è stato condiviso da Alessandro Olivi.

Olivi: lasciate la quota variabile del canone direttamente ai comuni.

Olivi, in generale sul testo del ddl e degli emendamenti Spinelli, ha insistito affinché la a quota variabile del canone venga lasciato nella disponibilità finanziaria diretta dei comuni e delle comunità. Perché non si capisce il motivo per il quale questa quota dovrebbe essere incassata dalla Pat che poi, con passaggi complessi, dovrebbe redistribuire ai comuni. Spinelli ha detto che la questione riguarda aspetti del bilancio della Pat e comunque il testo dell’emendamento prevede l’assegnazione della parte variabile del canoni ai comuni. Olivi non ha condiviso la risposta e ha giudicato grave giustificare la scelta con motivazioni tecniche perché si tratta di fatto di un esproprio dei canoni ai comuni e delle autonomie. Il consigliere Pd ha presentato un emendamento perché la quota variabile rimanesse nelle mani dei comuni, L’assessore ha ribadito che i comuni avranno la loro parte attraverso i protocolli di finanza locale, soprattutto perché le riserve in bilancio non sono più tollerabili perché rendono ancora più rigido un bilancio già rigido. De Godenz ha detto che la posizione dell’assessore si può capire per i comuni ma non per le Asuc. Al voto l’emendamento Olivi è stato bocciato con quattro contrari, un astenuto e due favorevoli. Nonostante questo no, il consigliere Pd, ha dichiarato l’astensione per quella che ha definito, tranne l’incomprensibile accentramento dei canoni alla Pat, una legge accettabile.

Ossanna: rimane aperta la questione delle Asuc.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha affermato che all’interno della quota variabile del canone non ci si può dimenticare delle Asuc. Il problema del loro coinvolgimento è emerso nelle audizioni e questi enti che sono proprietari di molti territori devono essere tenuti in considerazione. Su questo aspetto ha preannunciato che presenterà un emendamento in aula. Il consigliere del Patt ha detto che la legge è chiara e condivisibile, anche se rimane aperta la questione Asuc. Aspetto che ha portato Ossanna, per ora, a scegliere la via dell’astensione.

De Godenz: buona legge, ma serve più attenzione a comuni e Asuc.
Anche Pietro De Godenz (UpT) ha chiesto una maggiore attenzione per le Asuc e i comuni. Comunque, preannunciando la sua astensione, ha ringraziato l’assessore per lo sforzo fatto per recepire i suggerimenti emersi nelle audizioni. Spinelli ha detto che comunque su Asuc e comuni ci sarà uno sforzo di chiarimento in aula.

Guglielmi: gli emendamenti dell’ assessore hanno fatto chiarezza.

Luca Guglielmi (Fassa) ha detto che gli emendamenti vanno nelle direzione chiesta dagli imprenditori e rendono il testo più condivisibile. Inoltre, e per quanto riguarda la quota variabile dei canoni ai comuni, le perplessità sono state fugate dalle assicurazioni fornite dall’assessore. Quindi, voto favorevole del rappresentante di Fassa perché le modifiche al testo introdotte da Spinelli, nonostante qualche dubbio sugli enti locali, hanno fatto piena chiarezza.