PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (12ma puntata format Tv)

Si sono concluse presso la prima Commissione legislativa presieduta da Vanessa Masè le audizioni alla manovra di bilancio che si discuterà in Consiglio provinciale a fine luglio. Sono stati sentiti, nel pomeriggio, il Comitato per l’imprenditoria femminile, la Camera di Commercio, le associazioni di rappresentanza delle categorie agricole e il Consiglio delle autonomie locali. Da domani mattina si parte con l’esame dei disegni di legge 59 (rendiconto 2019), 60 (assestamento) e del Defp, il documento di economia e finanza 2021. Discussione in aula dal 24 al 30 luglio.

 

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Comitato imprenditoria femminile: richiesta di un Tavolo sul lavoro femminile e maggiore attenzione alle libere professioni
Claudia Gasperetti e Raffaella Ferrai, rispettivamente coordinatrice e componente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile hanno notato che la manovra si pone l’obiettivo espansivo e misure a sostegno di turismo, agricoltura, sport, turismo, sanità ecc. Premesso che la realtà del Comitato rappresenta tutto il mondo economico, hanno rilevato l’assenza nelle norme, di misure per i servizi alla persona, filiere produttive e associazioni di volontariato, queste ultime spesso sostitutive di servizi di welfare mancanti. Ci permettiamo di rilevare, hanno aggiunto, la mancanza di un riferimento a misure specifiche rivolte a giovani e donne, che sono di fatto i soggetti più a rischio in questo momento critico e di forte cambiamento. Fortunatamente, hanno osservato, è stata approvata recentemente dal Consiglio provinciale una mozione che impegna la Giunta in sette punti a sostegno dell’imprenditoria femminile.

In conseguenza di quel documento, proponiamo di introdurre con questa legge un Tavolo sul lavoro femminile al quale partecipino, agenzia del lavoro, Comitato e Commissione pari opportunità, che possa promuovere velocemente le azioni messe in campo dalla Giunta per realizzare i punti della mozione: un’operazione a costo zero per l’amministrazione e a minor impatto burocratico per le aziende. Altri passaggi puntuali di commento e proposta alle norme, per arginare la fragilità dell’imprenditoria giovanile e femminile sono stati illustrati seguendo il documento (allegato). In particolare, sul tema dell’occupazione femminile e giovanile legati all’emergenza sanitaria, Ferrai ha osservato che occorre lavorare nella direzione di una riattivazione e ridefinizione delle misure agevolative gestite a mezzo di specifici bandi da Trentino sviluppo, sulla legge 6. Infine, una nota sul variegato panorama delle libere professioni e la richiesta di un più ampio riconoscimento della pari dignità tra professionisti ed imprese, anche in considerazione dell’impatto prodotto dall’emergenza su questa tipologia di lavoratori, alla quale il governo nazionale non ha riconosciuto la possibilità di accesso al bonus dei 600 euro e nemmeno il contributo a fondo perduto.

 

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Vanessa Masè ha chiesto un commento sui dati contenuti nel documento e da parte del consigliere Paolo Ghezzi (Futura) una riflessione sull’istituzione del Tavolo e quali funzioni gli si vorrebbero atribuire affinché sia uno strumento efficace. Gasperetti ha sostenuto l’importanza del Tavolo che non sarebbe assolutamente un doppione, ma risponderebbe ad un’esigenza sentita, dal momento che fungerebbe da coordinamento delle iniziative e si porrebbe anche come referente della Giunta nell’attuazione dei punti della mozione in maniera rapida e il meno burocratico possibile per le aziende. Ugo Rossi (Patt) ha chiesto, da un punto di vista qualitativo, se si ritenga che l’esperienza dei bandi per aspiranti imprenditrici già realizzata possa essere migliorata. Gasperetti ha replicato che molte donne hanno partecipato ai bandi ed hanno potuto avviare la propria attività grazie a questi. Un’esperienza positiva, rispetto alla quale forse si rileva la difficoltà nel reperire informazioni e fare sintesi tra le iniziative. Ecco, dare informazioni, in sinergia con la Provincia, questa la criticità che mette in evidenza l’importanza dell’istituzione del Tavolo.

 

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Camera di Commercio: mantenere alta l’attenzione su formazione e digitalizzazione
Michele Passerini e Massimo Pavanelli rispettivamente direttore e coordinatore dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, hanno commentato il documento consegnato (allegato) che hanno premesso che le norme in discussione sono fortemente condizionate dall’essere state scritte in un contesto socio-economico senza precedenti. Sono dunque ben visti dalla Camera di Commercio tutti gli interventi che cercano di fare fronte alla situazione di grave difficoltà derivata dalla pandemia in corso. Tre gli obiettivi principali, tutti apprezzati, rilevati nelle norme: riportare in equilibrio il bilancio provinciale che subirà una contrazione delle risorse, ripristinare la disponibilità di alcuni capitoli di spesa del bilancio a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e settori economici legati all’emergenza e infine immettere in circolo ulteriore liquidità sotto forma di investimenti per le opere pubbliche e per la capacità di spesa delle famiglie. La Camera di Commercio ha infine richiamato l’attenzione sui temi della formazione e della digitalizzazione delle imprese, ritenuti cruciali. Il massiccio ricorso al lavoro agile può essere un’opportunità straordinaria, hanno aggiunto, sia per innalzare i livelli di produttività del settore dei servizi che per arginare la tendenza allo spopolamento delle zone periferiche.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Giorgio Tonini (PD) ha notato che l’importanza degli investimenti in un passaggio così difficile, evidenziata da Camera di Commercio, fa però i conti con una difficile capacità di spesa da parte delle pubbliche amministrazioni che porta il rapporto tra i finanziamenti e quello che viene speso ad un impressionante 27%. In un contesto così, il tema del più massiccio ricorso alla digitalizzazione e della riorganizzazione massiccia del lavoro, non potrebbe forse essere una delle risposte a questo problema, si è chiesto/ha chiesto? Un tema molto complesso, ha replicato Passerini, che ha risposto per la propria esperienza: la digitalizzazione è un tema già ampiamente affrontato in passato da Camera di Commercio. Eravamo pronti, ha detto e non è dunque un caso che la sperimentazione del lockdown sia andata bene. E’ evidente che molte risorse risparmiate grazie al digitalizzazione potrebbero sostenere altri interventi: uno dei punti sui quali occorre ragionare è quello della semplificazione delle norme e delle prescrizioni, ha aggiunto, far sì che il lavoro possa essere reso più efficiente e condivisibile.

 

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Categorie agricole: soddisfazione per le risorse confermate
Mauro Fezzi, Presidente degli allevatori ha riferito di aver incontrato l’assessore e verificato che l’assestamento ha aggiustato le modifiche introdotte dalla legge straordinaria per il Covid, quindi pare ci siano le risorse per completare le iniziative del piano di sviluppo rurale dell’anno in corso. Il 2021-22 vedrà prorogare il vecchio strumento da parte della Comunità europea e dunque sarebbe importante che già in sede di previsione queste poste venissero considerate per completare una programmazione di prospettiva.
Per Coldiretti, il presidente Gianluca Barbacovi, ha dichiarato che tutto sommato con questo assestamento riusciamo a far rientrare tutte le iniziative previste. Tuttavia ha espresso preoccupazione per gli anni a venire, 2021-22 preoccupa: onde evitare di avere due anni bui, ha aggiunto, sarà fondamentale già dall’autunno trovarsi e capire se si potranno pianificare iniziative importanti.
Per la Cia il presidente Paolo Calovi ha detto di essere consapevole delle difficoltà del contesto socio economico attuale: la salute pubblica e l’istruzione sono prioritari, ha aggiunto, ma anche l’agricoltura ha un ruolo fondamentale ed ha pur rilevato che a questo comparto è riservato solo un 3% delle risorse dell’assestamento. Aldilà delle puntuali richieste (incentivi per la realizzazione/acquisizione di immobili possano essere allargati anche alle imprese agricole, ad esempio per la costruzione di stalle o depositi, sostegno accanto al turismo degli agriturismi e del turismo rurale ecc.), è fondamentale che ci sia un progetto di ampia condivisione per il settore: abbiamo bisogno di strumenti e competenze, servono gli Stati generali dell’agricoltura, ha detto Calovi: occorre sedersi attorno ad un tavolo e decidere la strada da percorrere.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Su sollecitazione di Ugo Rossi, Massimo Tomasi ha replicato che fino ad oggi si è sempre riusciti a trovare le risorse sufficienti per avviare le iniziative prioritarie programmate. Mauro Fezzi, rispondendo ad uno spunto di riflessione di Giorgio Tonini, ha osservato che le grandi preoccupazione che c’era in particolare sull’indennità compensativa finanziata solo parzialmente, per il 2019-20 sono state superate perché sono state individuate tutte le risorse e questo è già un buon obiettivo raggiunto. Paolo Ghezzi ha stimolato la fantasia degli auditi sul binomio turismo-agricoltura e sul bonus vacanze agganciato all’agriturismo e su quali ricadute si possano intravedere per il settore agricolo. Mauro Fezzi accanto alle forti preoccupazioni di aprile-maggio,ha sottolineato l’estrema positività della stagione partita nel post Covid ed ha auspicato che si tratti di un fenomeno duraturo, anche se è difficile e prematuro prevederlo adesso. L’aggancio agriturismo-produzioni agricole potrebbe dunque essere un sogno sul quale lavorare. Nei mesi di aprile e maggio al situazione era molto preoccupante, ha detto Barbacovi rispondendo ad uno stimolo di Rossi che chiedeva una riflessione sulla situazione della manodopera: adesso i raccolti sono salvi e per i raccolti da fine agosto a fine ottobre ci auguriamo di non avere sorprese, grazie a lavoratori comunitari ed extracomunitari. Naturalmente ci auguriamo che il quadro sanitario non si complichi e che non ci siano sorprese, ha aggiunto Tomasi.

 

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Cal: parere sostanzialmente favorevole con l’accordo e la disponibilità della Giunta; appare eccessiva la previsione del commissariamento delle Comunità
Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie ha sintetizzato il documento consegnato ai commissari (allegato). Condividiamo l’impostazione generale della manovra, visto il contesto difficile per quanto riguarda le risorse e gli sforzi necessari a rilanciare l’economia. Chiaro che il sistema trentino è collegato al Pil e in questo momento le difficoltà sono numerose, ha osservato. I comuni hanno fatto la loro parte in questo contesto e si è trovato un accordo con la Giunta rispetto alle proposte iniziali: avevamo chiesto certezze sopratutto sul Fondo investimenti minori per il 2021, un Fondo molto importante perché è utilizzabile per la parte corrente dei bilancio dei comuni. C’è poi un impegno politico nei prossimi mesi per dare copertura a 360 gradi, al netto del rispetto dei ruoli, naturalmente, ha aggiunto. Sul tema delle norme di attuazione il Cal ha ricordato che la Provincia ha elaborato in questi anni molte più norme rispetto ad altre realtà: questa è dunque un’autonomia dinamica e anche su questi temi vorremmo essere tenuti in debito conto e ascoltati. Semplificazione: stiamo lavorando, ci crediamo molto, ma tutto passa attraverso l’idea di una chiarezza e razionalizzazione delle norme. Bene le risorse messe a disposizione sulla scuola, che resta uno dei settori prioritari (incontreremo nei prossimi giorni Bisesti per darci dei tempi certi), abbiamo inserito un passaggio sui canoni aggiuntivi e ambientali e abbiamo chiesto un chiarimento sulle piste ciclabili. Sui rifiuti c’è il tema della copertura dei costi collegati alla contrazione dei volumi nel periodo di chiusura e si sta lavorando per coprire una parte. Sulle Comunità, la proposta del ddl 60 introduce l’idea del commissariamento, una misura che appare eccessiva, dal momento che la collaborazione Comuni-Comunità è molto migliorata rispetto al passato e non c’è più quella rivalità iniziale, ha osservato Gianmoena: proporremmo una proroga degli organi. Sulle concessioni dei parcheggi in scadenza, ha rilevato che a livello nazionale è prevista la proroga per 12 anni. Sull’adozione delle varianti previste dalla legge 15. Gianmoena ha segnalato, in ragione dell’emergenza Covid, l’esigenza di prolungare i termini procedimentali per l’adozione delle varianti urbanistiche, in via straordinaria. Infine, in sintesi, il parere sulle norme in discussione è sostanzialmente favorevole, ha concluso.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche
Ugo Rossi, anche in qualità di componente della Commissione dei 12 per le Minoranze, ha toccato l’aspetto delle norme di attuazione rispetto alle quali ha suggerito l’audizione del Consiglio delle autonomie, fermi restando naturalmente i ruoli dei presidenti delle due Province. Per l’aspetto finanziario, che recepirà l’accordo con il Cal, Rossi ha sottolineato positivamente in chiave politica il sistema unico di finanza pubblica provinciale che ieri era visto come l’usurpazione delle prerogative comunali. Oggi i comuni cedono spai di indebitamento che la Pat utilizza in chiave collettiva mettendo a disposizione risorse per gli investimenti minori in una logica di perequazione e aiuto reciproco: un sistema virtuoso senza il quale sarebbe stato difficile oggi sistemare la finanza pubblica dei comuni. Quanto al commissariamento delle Comunità, Rossi ha convenuto con Gianmoena che sarebbe preferibile una proroga degli organi: ormai hanno capito tutti che le comunità svolgono funzioni fondamentali su diversi livelli.

 

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Alex Marini (Misto) ha chiesto una riflessione articolata in 4 aspetti: sulla governance delle comunità di valle in termini di introduzione degli aspetti della partecipazione negli Statuti; sull’accesso telematico al sistema contabile e al protocollo telematico dei Comuni; sul coinvolgimento del Consiglio delle autonomie locali nel processo partecipativo; sulle risorse disponibili sull’illuminazione pubblica per rendere più efficiente e meno inquinante il sistema energetico.

Alessandro Savoi (Lega) è intervenuto sul tema delle comunità: non capisco perché ci sia contrarietà sul commissariamento, ha aggiunto, ferma restando la posizione della Lega sull’argomento.

Gianmoena ha chiarito che il Cal non è eletto per fare norme, ma per esprimere pareri: quello che chiediamo è di poter portare la nostra esperienza e il ruolo dei comuni nella conoscenza su alcuni temi. Siamo fermamente convinti che l’interlocutore principale dei Comuni debba essere sempre la Provincia, ecco perché chiediamo di essere coinvolti. Sulle Comunità, noi siamo dell’idea che se c’è la volontà di prenderle in mano occorre farlo in tempi rapidi e la proroga darebbe la possibilità di dare ancora alcune risposte. Il grande tema che dobbiamo affrontare oggi è quello della ricerca di persone che candidano e l’accesso agli atti non rappresenta in questo contesto un aspetto prioritario. Allo stesso modo, nella complessità che vivono i comuni, non è una priorità nemmeno la modifica statutaria sulla partecipazione. Quanto alle risorse per l’illuminazione pubblica, deve essere la Provincia a fare il bando, coinvolgendo l’ente più vicino ai cittadini, le istituzioni dei comuni, che devono essere valorizzate.

 

 

 

 

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