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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * EMERGENZA COVID: « CONCLUSO IL DIBATTITO CON L’ESAME DELL’ULTIMA RISOLUZIONE DELLA CONSIGLIERA FERRARI SUI SERVIZI PER L’INFANZIA »

Nella seconda parte del pomeriggio il Consiglio provinciale ha concluso, con l’esame dell’ultima risoluzione di Sara Ferrari sui servizi per l’infanzia (accolta in parte), il dibattito sulla comunicazione dell’assessora Stefania Segnana, chiesta dalle Minoranze sull’emergenza da Covid 19. I lavori sono quindi ripresi dal punto 1 sulla nomina dell’Autorità per le minoranze linguistiche. La seduta è stata sospesa per permettere un confronto di minoranza.

 

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Comunicazione sull’emergenza Covid: concluso il dibattito con l’esame dell’ultima risoluzione di Sara Ferrari sui servizi per l’infanzia. Ripreso

Nella seconda parte del pomeriggio il Consiglio provinciale ha concluso, con l’esame dell’ultima risoluzione di Sara Ferrari sui servizi per l’infanzia (accolta in parte), il dibattito sulla comunicazione dell’assessora Stefania Segnana, chiesta dalle Minoranze sull’emergenza da Covid 19. I lavori sono quindi ripresi dal punto 1 sulla nomina dell’Autorità per le minoranze linguistiche. La seduta è stata sospesa per permettere un confronto di minoranza.

La risoluzione proposta da Sara Ferrari (PD) sui servizi gratuiti per l’infanzia è stata accolta solo nella prima parte del dispositivo che impegna la Giunta a convocare prima possibile un tavolo di confronto per i buoni dei servizi all’infanzia con i Comuni, con le Comunità di valle, con gli Enti gestori, con il Terzo Settore e i coordinatori dei distretti famiglia presenti in ogni Comunità di valle. Respinta la seconda parte della risoluzione che impegnava a pianificare sulla base del suddetto confronto un’integrazione progressiva tra i servizi socio-educativi della prima infanzia e il sistema di misure di conciliazione famiglia-lavoro previste per i mesi estivi per la fascia 3-6 anni per mettere in campo misure e risposte più adeguate ai bisogni delle famiglie. L’assessore Mirko Bisesti ha espresso parere contrario anche sulla premessa.

Sara Ferrari ha commentato brevemente il tema, del quale si è dibattuto già a lungo nel corso della seduta. Più che discutere in maniera divisiva se fare scuola per l’infanzia a luglio sia pro o contro le famiglie o le maestre, sarebbe bene decidere cosa sia giusto per i bambini, ha osservato. Bene dunque, in questo senso, l’accoglimento da parte della Giunta della parte del dispositivo che impegna al confronto con il territorio.
La consigliera Vanessa Masè (Civica) è tornata sul concetto di “stabilità” da offrire ai bambini: se vogliamo pensare al loro bene dobbiamo tenere conto dell’importanza della ritualità delle attività proposte. Ovvero, se vogliamo davvero rispondere ai bisogni del bambino, a maggior ragione in un momento come questo in cui c’è l’esigenza di punti fermi di riferimento, è meglio poter frequentare uno spazio conosciuto, piuttosto che offrire attività che cambiano continuamente ritmo e contesto. Sarebbe opportuno creare un’alleanza che metta al centro i bisogni dei bambini, eventualmente pensando ad un’integrazione conciliativa di attività o di luogo.

Roberto Paccher (Lega) ha osservato che rispetto ad un anno fa le argomentazioni sono le stesse e le difficoltà delle famiglie pure. Il questionario sottoposto alle famiglie parla chiaro: sono favorevoli all’iniziativa della Giunta di prolungare in questo momento emergenziale la scuola dell’infanzia. Trovo strumentali le critiche verso un provvedimento che va incontro alle famiglie, ai lavoratori e ai bambini, tanto più che la scuola dell’infanzia non è un obbligo, ma scelta individuale, ha aggiunto, accusando infine l’aula di improduttività: siamo qui da stamattina a parlare e perdere tempo, ha concluso.

Ha preso la parola per dissentire Filippo Degasperi: la democrazia si sostanzia di dialogo, discussione e confronto, ha detto e stare qui a parlare di questi argomenti non è certo perdere tempo. Quanto ai contenuti della risoluzione il consigliere di Onda Civica si è detto dispiaciuto del fatto che la scuola non abbia reagito in maniera corale rispetto a questo tipo di incursione, perché se la scuola serve a “tappare i buchi” e sopperire al problema della custodia dei figli, questo sarà il primo di altri pericolosi passaggi.