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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * DISCUSSE 5 PROPOSTE DI MOZIONE DI GIULIANI, ZANON, CIVICO, CIVETTINI E DETOMAS.: LA SEDUTA PROSEGUE DOMANI MATTINA ALLE 10.00

Il Consiglio provinciale ha ripreso i lavori nel pomeriggio con la discussione dei documenti di mozione. Completata con la votazione l’esame della mozione di Luca Giuliani, sono stati discussi altri 4 documenti dei consiglieri Zanon, Civico, Civettini e Detomas.

Sono 12 le mozioni all’ordine del giorno, la cui sequenza di discussione è stata modificata su richiesta dei proponenti. I lavori riprendono domani alle ore 10.00 e saranno preceduti da una riunione dei Capigruppo.

 

 

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Luca Giuliani (Patt)
Più sicurezza sulle ciclabili con segnali acustici e luminosi (approvata)

Approvata con 4 astensioni la mozione del consigliere del Patt discussa in chiusura di seduta nella mattina, che impegna la Giunta a effettuare, in tempi celeri, un monitoraggio sullo stato della segnaletica della rete delle piste ciclabili, individuando i punti di maggiore pericolo per i ciclisti e invitando a introdurre sistemi di segnalazione acustici o luminosi per incrementare la sicurezza nei punti più rischiosi.

Il consigliere Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) ha notato che, come ha spiegato l’assessore, i contenuti della mozione si stanno di fatto già traducendo, proprio nei termini suggeriti dal proponente. Il nostro voto non può che essere favorevole, ha aggiunto, sebbene ci sia da chiedersi se abbia un senso votarla, se non per richiamare e sensibilizzare su una tematica già ampiamente considerata.

Il consigliere Luca Giuliani ha ringraziato per il dibattito ed ha detto che l’intento della mozione era proprio quella di portare maggiore attenzione sull’argomento.
Voto di astensione da parte di Rodolfo Borga (Civica): prendiamo semplicemente atto che queste cose si fanno già e il documento appare dunque poco utile.

 

 

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Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) Strada S. Lorenzo – Molveno subito interventi per la sicurezza (respinta)

Respinta la mozione del consigliere Gianfranco Zanon che impegnava la Giunta a mettere in sicurezza, con interventi urgenti, la strada tra San Lorenzo in Banale e Molveno e a considerare la possibilità di prevedere l’allargamento del tratto di strada che costeggia il lago di Molveno. Una strada che oltre all’uso quotidiano dei pendolari prevede anche uno sviluppo turistico consistente.

Il consigliere Giacomo Bezzi ha dichiarato di appoggiare il documento perché su quel tratto di strada sono anche caduti dei massi in ben due occasioni: ci sono dunque a suo avviso veri elementi di pericolo e intervenire è doveroso.

C’è attenzione sulla questione e si stanno anche già attuando una serie di interventi , ha chiarito l’assessore Mauro Gilmozzi: si sta realizzando una barriera metallica per prevenire il distacco di sassi, si sta allargando la carreggiata con una fresatura della parete rocciosa a monte, e l’affidamento dei lavori è previsto a breve; in totale stiamo investendo 500.000 euro, ha precisato. Sì, dunque, al dispositivo della mozione, parere negativo invece alla premessa che non tiene appunto conto delle azioni già in corso.

Mario Tonina (UpT) ha dichiarato di votare con convinzione questa mozione anche perché su questo tema era lui stesso già intervenuto qualche mese fa con un question time. Walter Viola (Patt) ha convenuto sulla pericolosità della strada che necessita di interventi e adeguamenti in tempi brevi. Certo 500.000 euro non bastano, ma rappresentano un inizio di cui va dato atto alla Giunta provinciale.

Il proponente Zanon ha replicato che si sono registrati fatti molto gravi che i 500.000 euro non bastano a sanare: occorre predisporre un intervento più forte e coerente, ha concluso, altrimenti il problema permane.

Di questi tempi non si può aggiungere, ma semmai purtroppo togliere, ha ribadito Gilmozzi, confermando la proposta di votare premessa e dispositivo in modo separato: abbiamo dovuto tagliare molto e messo a punto un programma complessivo per risolvere problemi di viabilità un po’ dappertutto. La situazione non permette purtroppo di tornare a ridistribuire risorse e ripensare gli interventi.

La proposta dell’assessore non è stata accolta dal consigliere Zanon e la votazione ha dato esito negativo: 15 no e 11 sì.

 

 

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Mattia Civico (Pd) Richiedenti asilo, una verifica sul modello di accoglienza (approvata)

La mozione del consigliere, sottoscritta dall’intero gruppo del Pd e da Giuseppe Detomas della Ual e approvata dall’aula con 17 sì, 7 no e 4 astensioni, impegna la Giunta a continuare il lavoro per evitare accoglienze prolungate, in condizioni di sovraffollamento dei richiedenti asilo; a sostenere un ampio confronto sul territorio provinciale che coinvolga enti locali e società civile, per verificare modalità per un’accoglienza capillare e diffusa; a proseguire con le realtà del terzo settore e privato sociale, in sinergia con Pat e Cinformi, una riflessione sul modello di accoglienza e sulle possibili evoluzioni; ad avviare una riflessione sulla mission di Cinformi e sulla sua organizzazione, valutando l’idea di renderla una struttura autonoma dal Dipartimento salute e solidarietà sociale; a sostenere e incentivare microimprese che possano gestire la sfida di un’accoglienza pacifica e positiva con un forte investimento nel lavoro e la partecipazione nella vita della comunità; a verificare, infine, la possibilità di attivare “Corridoi umanitari di ritorno” per riaccompagnare le persone nei propri Paesi di origine nei casi in cui la permanenza sul nostro territorio risulti priva di prospettive.

Il consigliere Alessandro Savoi (Lega) ha colto l’occasione della mozione per introdurre uno dei temi a lui cari e da lui definito “strategico” per il Paese, quello dell’immigrazione, dei profughi (che sono solo il 2% del totale) e del ½ milione di clandestini che affollano l’Italia. Chiediamo che finalmente Mattarella ci lasci governare affinché possiamo fare un po’ di pulizia e mettere un po’ d’ordine in questa situazione. Sappiamo che il governo spende miliardi ogni anno per far fronte a questa invasione: è un problema serio e siamo ormai al limite. E lo stesso vale per il Trentino: i problemi di chi governa devono essere altri, prima di tutto vengono i diritti dei cittadini trentini.

Allibito rispetto ai contenuti di questa mozione si è dichiarato Giacomo Bezzi (FI) che ha osservato che il voto alle ultime elezioni è andato nella direzione opposta. A ottobre con la vittoria del centro destra certe logiche sarebbero inaccettabili, ha aggiunto. Come pensate di ristrutturare il Cinformi in questa situazione? ha concluso.

Il consigliere Walter Kaswalder (Misto) ha osservato che sottoscriverebbe il punto 6 della mozione se si modificasse prevedendo l’attivazione dei corridoi umanitari per accompagnare i clandestini nei paesi di origine.

“Dovremmo fare il Cinformi per i trentini”, ha detto Claudio Civettini (Civica). Per i trentini le soluzioni non ci sono e anche a loro servirebbe uno sportello al quale rivolgersi per sapere come affrontare i singoli problemi. La perplessità su questo documento è totale, ha aggiunto e la certezza è che anche i trentini hanno problemi diversi, anche quelli naturalizzati.

L’assessore Luca Zeni ha ringraziato i proponenti per l’approccio di questo documento, “che entra nel merito della questione” ed ha espresso parere convintamente favorevole. Si possono avere impostazioni diverse, ha detto, ma il fenomeno esiste e il problema c’è e dunque si può scegliere se governarlo oppure se fare campagna elettorale. I richiedenti asilo sono tali finché c’è la risposta e il ragionamento sulle fragilità vale indifferentemente per i trentini così come per gli stranieri: se c’è un sistema che ha tutele allargate, sostegno e solidarietà per tutti, quello è proprio il Trentino.

Extra bilancio (con i famosi 30 euro al giorno) sosteniamo il sistema dell’accoglienza dei profughi, che in questo momento sono sotto i 1600 e dunque in calo. Il tema della mozione è quello di dare degli strumenti per rendere autonomi coloro che sono qua, al fine di evitare che diventino un problema sociale.

Claudio Cia (Misto) ha dichiarato di voler votare contro questa mozione: qui dell’esasperazione dei trentini evidentemente non si tiene conto e questo documento è provocatorio rispetto ad una situazione già bollente. Chi rappresentano i politici trentini, ha chiesto? Se questo è il modo di accogliere e di promettere integrazione, è un modo che non condivido e che preoccupa molto i cittadini, ha detto. Il problema non sono gli immigrati, ma il conflitto sociale che si è venuto a creare e che non può essere trascurato: non abbiamo il diritto di continuare a chiedere ai nostri cittadini di avere pazienza.

Un documento che elenca cose che già la provincia fa, ha osservato Filippo Degasperi (5 Stelle), citando le numerose azioni contenute nel documento. Se la Provincia ha deciso di governare il fenomeno e i risultati sono questi, allora si dovrebbe rivisitare il sistema nella sua totalità, ha aggiunto. Perdipiù, un documento che non tiene conto del recente esito elettorale e che va nella direzione opposta rispetto alle indicazioni uscite dalle urne.

Affiancamento lavorativo, consulenza giuridica, supporto psicologico, supporto sanitario, istruzione, vitto e alloggio, Degasperi si chiede se anche i trentini possano godere di tutti questi servizi e se tutte queste spese vengano rimborsate dallo Stato. Il milione di euro all’anno impegnato sulla task force anti degrado di piazza Dante, anche quelli vengono rimborsati? ha proseguito. Certo che questa situazione qualche vantaggio comporta, perché sottende un mondo di associazioni e cooperative che ieri fatturavano 50.000 euro all’anno ed oggi ne fatturano dieci volte di più.

Mattia Civico ha osservato che è facile parlare per slogan se non si ha la responsabilità di governo. Per ora gran parte dei guai derivano da una norma che si chiama Bossi-Fini e che regola l’immigrazione, un sistema di regole non certo di estrema sinistra e di estrema accoglienza ed apertura. Il tema è delicato ed è spesso terreno di dialettica politica strumentale, però qui si vuole rivendicare la positività dello sforzo attualmente messo in campo dal Trentino e il fatto che una buona gestione dei richiedenti asilo vada a vantaggio di tutta la comunità. Il punto 6, ha concluso Civico rispondendo alla richiesta di Kaswalder, non lo possiamo modificare perché la questione dei rimpatri non è di nostra competenza.

Rodolfo Borga ha accolto l’invito alla ragionevolezza: “ribadisco che se avessi la responsabilità di governare la Provincia mi assumerei la responsabilità di governare il tema dei richiedenti asilo in maniera autonoma”. Detto questo la soluzione di questi problemi sta in larga misura in capo al governo e all’Europa, che a voi piace e sulla quale non sollevate perplessità alcuna. Io sono profondamente europeo, ha ribadito, ma è evidente che la Provincia non ha le possibilità per intervenire a risolvere i problemi di fondo di questi flussi migratori incontrollati.

Non voto questa mozione perché sono convinto che la Provincia avrebbe dovuto chiedere di più al governo come contropartita per la gestione di questo fenomeno.

Dal governo italiano si dovrebbero pretendere norme più rigorose, più fermezza e una diversa politica estera, cosa che voi fino ad oggi non avete fatto. Non voto perché il Trentino fa già abbastanza per dare un’accoglienza dignitosa a queste persone e non accetto che si dica che più immigrati abbiamo più consumi ci sono perché questo non è un criterio di valutazione e la cultura, l’identità e la sicurezza non si barattano per soldi.

Donata Borgonovo Re (PD) ha convenuto con Cia sul fatto che ci fanno vedere solo il male, la faccia oscura di questo fenomeno sociale. II numeri sono imbarazzanti, perché in Italia si parla dal 2010 di 660.000 arrivi, quando gli stranieri residenti nella nostra nazione sono sui 5 milioni.

Credo sia necessario avere noi e fare avere ai nostri concittadini tutte le informazioni, non solo quelle relative all’albero che cade, ma anche quelle relative alla foresta che cresce. Occorre uno sguardo di attenzione ai temi della coesione sociale nei quali l’elemento dell’accoglienza è una delle componenti.

Solo così riusciremo a mettere insieme trentini e non trentini, poveri e meno poveri in una dimensione di reciproco sostegno e laddove le comunità sono solidali, scatta la progettualità, la capacità di fare accoglienza anche dove non ci sono le condizioni ideali. Forse è di questo che dovremmo preoccuparci, di costruire qualità nelle nostre comunità.

Ha dichiarato di votare contro la mozione Giacomo Bezzi (FI) che ha anche chiesto quante persone di quelle che non hanno diritto di stare qua sono state rimpatriate. Il dato negativo è questo: le regole non si rispettano, non possiamo fare finta di nulla rispetto a chi non ha diritto di rimanere e invece resta, tanto più in un momento come questo, a tre mesi dalle elezioni. Perché dobbiamo potenziare e strutturare questi servizi di emergenza, dopo aver perso le elezioni e contro il volere della gente trentina?

Filippo Degasperi ha espresso il voto contrario alla mozione ed ha ripreso i contenuti di alcuni interventi dei colleghi. Il problema della Bossi-Fini non è che non funziona, ma che non si applica, ha detto. Il nodo fondamentale è che sembra che noi dobbiamo convivere in eterno con l’emergenza. Se il numero dei richiedenti asilo diminuisce aumentano tutti gli altri cui vengono garantiti i servizi citati nella mozione: non è questo certamente il modo di governare il fenomeno e mi chiedo fino a quando saremo in grado di gestirlo, ha concluso.

Claudio Cia in dichiarazione di voto ha ribadito che questa situazione è insostenibile ed è responsabilità del centro sinistra.
Il voto contrario è stato ribadito anche da Alessandro Savoi: è arrivato il momento di riaccompagnare il mezzo milione di clandestini che abbiamo ed impedire che gli sbarchi continuino.

 

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Claudio Civettini (CT) Norme sui vaccini da rivedere in vista delle attività estive (respinta)

Respinta con 8 voti favorevoli, 16 contrari, 1 astenuto e 1 non partecipante al voto, la mozione proposta da Civettini che impegnava la Giunta ad attivarsi, come richiesto dalla conferenza dei sindaci del Primiero, per rivedere le disposizioni della normativa in materia di vaccini, laddove prevede l’esclusione dei bambini fino a 6 anni da asili nido e scuole materne e a promuovere una corretta informazione presso i soggetti che stanno organizzando attività rivolte ai bambini nel periodo estivo affinché possano accogliere tutte le iscrizioni di figli delle famiglie interessate a queste iniziative.

L’assessore Luca Zeni è intervenuto al posto dell’assessore Rossi cui spetta la competenza in materia di istruzione, che è l’oggetto di questa mozione. Il parere della Giunta è stato negativo: il decreto Lorenzin 73/17 poi convertito nella legge 119/17 dispone obbligatorietà e gratuità dei vaccini come requisito di accesso alle scuole dell’infanzia. La Pat ha fornito indicazioni generali ai titolari dei servizi ed individuato procedure da adottare, obblighi che riguardano tutti i servizi da 0 a 6 anni. Diverso il caso di bambini in età prescolare o scolare. Per i primi eventuali provvedimenti di esclusione scatteranno solo una volta ultimati i colloqui in corso con i genitori. Posto il rispetto degli adempimenti della normativa la mozione non è dunque sostenibile.

Il consigliere Lorenzo Baratter (Patt) ha ribadito alcuni concetti di un tema a lui caro: la legge 119 scarica sulle regioni una logica impositiva e non inclusiva. La nostra autonomia non ci permette di sottrarci a queste disposizioni che prevedono un numero di vaccini obbligatori che non ha pari in Europa. Il tema sarà comunque presto superato perché il governo che si sta formando prevede una revisione della legge che toglierà l’aspetto coercitivo non accettabile: vediamo cosa accadrà.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha dichiarato di non voler votare questa mozione per una questione di credibilità: la scienza ha dato chiare indicazioni da questo punto di vista e a quelle io mi attengo, ha aggiunto. I rischi di problematiche sanitarie a suo avviso non si possono correre in alcun modo ed ha concluso augurandosi che il governo che verrà riveda la propria posizione in merito.

Civettini ha ribadito le ragioni a sostegno della propria proposta: la vigliaccata legislativa è che la meningite è stata tolta dagli obblighi vaccinali perché non fa parte del business. Mettiamo gli uni di fronte agli altri e smettiamola di raccontarci balle, ha detto: anch’io ho vaccinato i miei figli, ha ammesso, ma mi chiedo perché in Austria dove i vaccini non sono obbligatori si rilevi una percentuale di vaccinati altissima e perché a Bolzano operino in modo diverso e non richiedano la conformità vaccinale per l’iscrizione dei bambini ai corsi di nuoto.

Qui qualcuno racconta balle: o 4000 genitori o qualche assessore. Occorre affrontare il tema in modo serio e governarlo, cogliendo anche il senso di responsabilità dei sindaci del Primiero, ha concluso.

Il consigliere Claudio Cia ha sostenuto lo strumento dei vaccini come una delle più importanti conquiste della medicina. Fino a qualche anno fa c’era una copertura del 95%, gli obblighi sono stati introdotti nel momento in cui si è riscontrato un calo della copertura. Va detto che mentre un tempo venivano inoculati 3000 antigeni con quattro vaccinazioni, oggi con dieci vaccini si ricevono 160 antigeni. Compito della politica, ha aggiunto, è attenersi ai rilievi scientifici ed ha annunciato di non partecipare al voto di questa mozione che va aldilà delle competenze di quest’aula.

La delibera della Giunta provinciale prevede che i bambini che non hanno assolto gli obblighi vaccinali non possono iscriversi alle colonie estive, ha chiarito Rodolfo Borga. I servizi socio educativi però sono una cosa diversa e qui non si tratta di discutere aspetti di carattere tecnico, bensì di capire perché la Giunta, forse perché mal informata, vada oltre le previsioni della legge e impedisca ai bambini non vaccinati la partecipazione ad attività che con questa non hanno nulla a che fare.

 

 

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Giuseppe Detomas (Ual) Norme di attuazione per trasferire poteri al Comun General de Fascia (approvata)

La mozione di Detomas impegna la Giunta a farsi carico di proporre al governo, previo esame della commissione prevista dall’articolo 107 dello Statuto di autonomia, una o più norme che diano attuazione alle disposizioni introdotte nello stesso Statuto alla previsione di istituire una commissione paritetica composta da otto membri incaricata di proporre la delega di funzioni amministrative, compiti o attività proprie rilevanti per la valorizzazione della minoranza linguistica ladina, da attribuire o trasferire al Comun General de Fascia.

Favorevole il parere della Giunta espresso da Alessandro Olivi per la proposta di Detomas.
La mozione è stata approvata all’unanimità senza interventi.