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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * COMMISSIONE SPECIALE MALTEMPO: «CONCLUSE LE AUDIZIONI, SENTITI GLI AGRICOLTORI, LE GUIDE ALPINE E LA SAT »

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13:16 - 14/02/2019

Si è riunita questa mattina la Commissione speciale di studio sui danni provocati dal maltempo dell’ottobre scorso. La seduta ha concluso la lunga serie di audizioni avviata dall’organismo sull’argomento e utile a fare un quadro della situazione su ogni fronte possibile. “Oggi è la festa degli innamorati”, ha esordito il Presidente Ivano Job in apertura di lavori “e noi che siamo “innamorati del Trentino” siamo qui a parlare del suo territorio e del suo futuro”.

 

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Agricoltori
Questa, un’occasione per migliorare: azioni di prevenzione, soluzioni tecnologiche nella gestione dei rischi e allargamento dei pascoli

L’Unione agricoltori (vicedirettore Lorenzo Gretter) ha rilevato che le operazioni di ripristino sono state messe in campo da parte della Provincia in tempi rapidi, con la partecipazione di tutte le strutture della Pat. In questo momento si stanno raccogliendo le domande per gli indennizzi. La Federazione Coldiretti (Presidente Gianluca Barbacovi) ha apprezzato questo momento di dialogo, utile a inquadrare l’entità dei danni e fare i conti con questo fenomeno straordinario.

Il territorio ha retto, ha osservato, visto che si parla di 6-8 milioni di euro, cifre non eccessive per il settore agricolo, tuttavia -ha aggiunto- se in futuro dovremo abituarci ad eventi di questo tipo, occorrerà mettere in campo azioni preventive e strumenti mirati, magari nell’ambito del piano di sviluppo rurale. Non sarebbe male ripristinare, ove possibile, le aree schiantate al pascolo, che sarebbe prezioso anche e non solo per il settore zootecnico: su questo punto ci piacerebbe capire quali siano i progetti in campo.

Il Consorzio difesa produttori agricoli (Presidente Andrea Berti) ha ammesso che i danni, in relazione all’epoca di accadimento, sono stati inferiori a quanto ci si sarebbe potuto attendere se fossero successi qualche mese prima. Assistiamo all’effetto critico del clima -ha argomentato- con temperature medie anomale e in peggioramento. Questo significa che occorre prestare molta attenzione e studiare nuovi strumenti e soluzioni tecnologiche (anche con fondi comunitari) nella gestione dei fondi di mutualità e nei meccanismi di gestione del rischio, semplificandoli. Quanto alla riforestazione, serve qualcosa che permetta una gestione a priori perché questo non sarà un evento unico e irripetibile, ma purtroppo ricorrente.

La Federazione allevatori (Presidente Mauro Fezzi) ha rilevato che non ci sono da annotare gravi danni al settore. Permane tuttavia una preoccupazione per quanto riguarda la ripresa degli alpeggi, il ripristino della viabilità e delle coperture delle malghe. Questioni limitate, ma comunque da considerare. La priorità deve essere evidentemente il recupero del legname, però accanto a questa occorre porre attenzione al riutilizzo delle superfici e laddove i suoli lo consentano, estendere le aree a prato e favorire un allargamento dei pascoli. Forse questa è anche l’occasione per mettere in discussione, in maniera propositiva, alcune politiche nel settore forestale -ha aggiunto- visto che, ad esempio, stiamo assistendo a molte imprese forestali che vengono da fuori Trentino e lamentiamo, in questa contingenza, l’assenza dell’attività vivaistica.

 

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Alex Marini (5 Stelle) ha dichiarato di aver molto apprezzato questi interventi che tengono in considerazione l’aspetto cruciale dei cambiamenti climatici ed ha chiesto quali potrebbero essere le misure concrete da mettere in campo, attingendo ai fondi europei. Non sono schierato contro i pascoli, ha poi aggiunto, ma mi chiedo se ci siano controindicazioni in tal senso, ovvero criticità sul come tenerli vivi e popolarli. Barbacovi ha risposto sul primo punto che spesso si tratta banalmente di utilizzare materiali diversi e di maggiore qualità, a titolo di prevenzione dei danni. Sul tema prativi Fezzi ha chiarito che per le aziende zootecniche la disponibilità di superfici foraggere rispetto al carico presente è un problema e dunque, dove sarà possibile, la zootecnia potrà farsi carico di una gestione positiva di questi nuovi ambiti.

 

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Lucia Coppola (Futura) ha ringraziato per la visione sul settore offerta dagli auditi e per l’approccio coscienzioso e insieme cosciente del perché di questi eventi, innegabilmente collegati ai cambiamenti climatici in atto. Apprezzata anche la dimensione di speranza e di futuro dimostrata con l’apertura costruttiva a trasformare questo evento in un’occasione di apprendimento per mettere in campo politiche diverse e mirate.
Per il consigliere Ugo Rossi (Patt) non è una novità lo stimolo proveniente dal mondo degli agricoltori alle scelte politiche, così come la sempre più diffusa sensibilità ai temi assicurativi, quest’ultima “una delle vie da percorrere con convinzione”. Bene anche la riflessione sul patrimonio boschivo, anche mettendo sul tavolo il ripensamento di alcune politiche di tutela e di preservazione del patrimonio fatte fino a qui. Sul tema della liquidazione dei danni ha chiesto notizie di eventuali difficoltà burocratiche che si potrebbero correggere. Quanto al futuro è giusto vedere questa come un’opportunità sia dal punto di vista delle produzioni, che dei paesaggi. Spiace, infine, rilevare l’assenza dei componenti della Giunta provinciale che indichino una visione e un indirizzo politico di fondo: sarebbe stato molto più produttivo poter ragionare a voce alta in presenza di chi decide, ha concluso.

 

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Claudio Cia (Agire) ha replicato a Rossi che la Giunta partecipa alle Commissioni laddove viene invitata ed è un peccato che passi il messaggio che si disinteressi di questi temi. Qualora la presenza dell’Esecutivo fosse un’esigenza occorre convocarla, ha aggiunto, invitando il Presidente Job a farlo.
Dopo aver fatto i necessari approfondimenti ed aver completato il confronto andremo a stanare la Giunta, ha replicato il Presidente Ivano Job anche se l’osservazione del consigliere Rossi è più che lecita e condivisa. Il Presidente ha poi registrato la soddisfazione da parte degli auditi sull’operato fin qui svolto dalla Giunta provinciale nel gestire l’emergenza maltempo.

 

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Ha ringraziato per il supporto della componente politica del Consiglio provinciale a questa calamità l’ing. Raffaele De Col, responsabile dell’Unità di missione strategica grandi opere e ricostruzione. La Giunta ha dato chiare direttive e l’arco temporale d’intervento sarà un arco di tre anni, ha chiarito. Il complesso tema dei cambiamenti climatici va affrontato, ha aggiunto, perché è innegabile che gli effetti si cominciano a vedere. Assicurazioni e dimensioni dei danni sono gli altri due aspetti da considerare: oggi abbiamo circa 3,4 milioni di metri cubi di alberi a terra, corrispondenti circa a 2,4 milioni di legno fatturato. Questa è una partita che vale 160 milioni di euro e ad oggi non c’è un’impresa trentina che può fare questo. Ecco perché ci siamo rivolti fuori dal nostro territorio, ha spiegato.

Ad oggi sono stati venduti circa 600.000 metri cubi (quando la produzione annuale media in condizioni normali è di 300.000) con fatturazione attorno ai 19 milioni di euro. Questo significa che abbiamo saturato la possibilità di lavorare delle imprese boschive locali: si pone dunque anche un tema di risorse umane e si inizierà ad avere necessariamente un ingresso di imprese da fuori. Sulla trasformazione dei boschi in prativi, ha precisato, non dimentichiamoci che gran parte del bosco abbattuto era un bosco di difesa, che garantiva la stabilità dei versanti, spesso in corrispondenza di centri abitati e arterie stradali. Quanto agli alpeggi, ha detto De Col, sono garantiti gli accessi sulle strade forestali dal mese di marzo, con priorità finalizzata al ripristino delle attività produttive.

 

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Guide Alpine
Per la sicurezza occorre ripristinare i sentieri e un lavoro di sensibilizzazione di albergatori e pro loco

Demis Centi (Presidente della Cooperativa delle Guide Alpine del Trentino) ha rilevato come siano cambiati i sentieri di mezza montagna (al livello degli abeti al di sotto dei 1800 metri) all’indomani della tempesta dell’ottobre scorso. I boschi sono stravolti e i percorsi accidentati e questo aspetto deve essere valutato attentamente, ha suggerito. Certo, guai alla chiusura della montagna, però attenzione al ripristino dei sentieri perché in certi casi vanno cambiati totalmente.

La problematica più grave è a suo avviso per i turisti che arrivano occasionalmente nei nostri boschi, abituati a percorrere certi sentieri che ora non sono più gli stessi. Sul piano della sicurezza ci sono paesi avanti anni luce rispetto a noi, come la Nuova Zelanda e il Canada, ha aggiunto, dove se vai nei boschi devi registrarti e in caso di bisogno, puoi contattare dei responsabili che sanno in ogni momento dove ti trovi. Quello che potrei suggerire, è di sensibilizzare gli albergatori, con una rete della ricezione turistica e del materiale cartaceo ben fatto. Una mappatura non esiste allo stato attuale.

La soluzione è quella di ripristinare i sentieri, ha osservato Pietro De Godenz (UpT) che ha aggiunto di vedere complicato ricostruire una rete sentieristica nuova.
Una certa attenzione andrebbe rivolta verso l’accompagnamento in montagna, ha aggiunto Alessio Manica (PD), ora che la montagna è diventata più complicata da percorrere.
Alex Marini ha ribadito l’importanza di diffondere informazioni chiare che mettano in sicurezza il territorio e chi lo percorre. Che tipo di messaggio e come veicolarli, questo è il punto da tenere in considerazione.

Lucia Coppola ha osservato che sarebbe opportuna una mappatura delle aree maggiormente colpite e un lavoro di sensibilizzazione delle pro loco.

 

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Sat
1/3 dei sentieri trentini danneggiati, si sta facendo una ricognizione

Roberto Bertoldi (vicepresidente) e Luca Biasi (Dipartimento tecnico) della Sat non hanno rilevato grossi danni ai rifugi e già coperti dalle assicurazioni. Al contrario la situazione dei sentieri è disastrosa, sopratutto per quanto riguarda la fascia “boscata”. Non si riesce nemmeno fisicamente a passare. All’interno di un gruppo di lavoro coordinato dall’ing. De Col, si sta facendo una ricognizione dei sentieri, concentrata presso il servizio turismo della Pat, che per la parte di competenza Sat si provvede ad alimentare quotidianamente al fine di avere un quadro complessivo il più accurato possibile. A proposito del come intervenire abbiamo fatto presente che la Sat fa manutenzione ordinaria, attraverso i suoi volontari, sui sentieri iscritti nel catasto sentieri, ma è ovvio che qui parliamo di una manutenzione straordinaria. L’obiettivo che ci si dovrebbe porre, ha aggiunto Roberto Bertoldi, è legato alla frequentazione dei sentieri: la priorità da darsi deve consentire al turista, quando comincerà la stagione (giugno-settembre), di raggiungere agevolmente almeno i rifugi.

1/3 della rete dei sentieri trentini (1800 km su 5500 km totali) risulta allo stato attuale danneggiata, ha precisato Luca Biasi che nella Sat si occupa in particolare dei sentieri. Abbiamo un elenco dei sentieri che si può consultare online che riporta e aggiorna quotidianamente lo stato dei sentieri. Appena abbiamo dati nuovi modifichiamo tempestivamente le notizie al riguardo. C’è una squadra di intervento rapido di soci altamente competenti della Sat che operano nelle emergenze, ha aggiunto. Una struttura formata da 46 componenti (volontari) che si affiancano durante l’anno a tamponare le situazioni più gravi.

Il responsabile del servizio turismo e sport della Provincia Romano Stanchina ha aggiunto che ci sono anche migliaia di sentieri non inseriti nell’elenco provinciale ed occorre, per una questione di sicurezza e di economia turistica, considerare anche questi ultimi. Il tavolo di lavoro già citato sta affrontando anche il tema della comunicazione da dare al turista sul territorio. Una comunicazione concordata con Trentino Marketing che contenga da un lato l’informazione necessaria alla sicurezza, ma che dall’altro sia studiata per non recare danni all’immagine turistica del Trentino.

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LANCIO D'AGENZIA

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