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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * APPALTI E CLAUSOLA SOCIALE: « FUGATTI APRE AL CONFRONTO SUL TESTO IN DISCUSSIONE »

Appalti e Clausola Sociale: Fugatti apre al confronto sul testo in discussione. 
E’ ripresa questa mattina in Consiglio provinciale la discussione sul disegno di legge 29 a firma del presidente Fugatti, che contiene la clausola sociale a tutela dei lavoratori dei servizi.

La seduta è stata sospesa alle 12.40, quando il presidente Maurizio Fugatti – rientrato in aula dopo un’assenza motivata da altri impegni istituzionali – ha annunciato di voler sottoporre ai consiglieri una possibile modifica del testo, che in qualche misura possa risolvere criticità emerse anche nel confronto consiliare di questa mattina. Un momento forte di questo confronto c’è stato in sede di Conferenza dei Capigruppo, riunita dal presidente Walter Kaswalder a mezza mattina, su richiesta delle minoranze. L’esame del testo è poi ripreso con la discussione generale sul ddl 29/XVI.
I lavori d’aula riprendono alle 15.

In apertura di lavori, alle 10, il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha confermato la preoccupazione e la necessità di affrontare il tema della sospensione del disegno di legge, perché nel giro di dieci giorni il testo è stato interamente stravolto. Le rinnovo l’invito – senza alcun intento dilatorio rispetto ad un tema delicato e di difficile gestione – ha aggiunto rivolto a Fugatti, “a prendersi del tempo per un supplemento di riflessione, non un tempo lungo, ma quello necessario per sedersi con le parti e provare a trovare un accordo e scrivere la norma assieme”.

Il consigliere 5 Stelle Filippo Degasperi ha osservato che si è partiti da un disegno di legge più o meno condiviso da tutti e migliorativo rispetto alla situazione esistente, per arrivare, dopo gli emendamenti, ad un testo del tutto stravolto, un risultato che mina tutto il percorso precedente.

Anche Paolo Ghezzi (Futura) ha ribadito il concetto, aggiungendo che dall’incontro di ieri con le parti sociali è emerso che i sindacati avevano sinceramente creduto nell’intenzione iniziale, nella buona fede della Giunta nel voler migliorare il ddl 29. Peccato che poi la logica del disegno di legge si è totalmente capovolta e, ha proseguito Ghezzi citando i sindacati “le norme che dovevano blindare la tutela dei lavoratori non si sono poi tradotte nei fatti per accontentare le richieste degli imprenditori rischiando di peggiorare le condizioni iniziali, ovvero la toppa è peggio del buco”.

La riunione dei capigruppo.
Giorgio Tonini (PD) ha osservato che occorre contemperare nella materia in discussione tre valori costituzionalmente tutelati: la dignità dei lavoratori, la libertà d’impresa e l’innovazione della pubblica amministrazione. È impossibile in un siffatto contesto prevedere tutti i casi di conflitto fra questi tre valori: sarebbe dunque prudente a suo avviso scrivere una norma di principi che rinvii ad un atto amministrativo sulla base di un passaggio negoziale.
Ugo Rossi (PATT) ha ricordato che qui dobbiamo sistemare al meglio un solo articolo e, posto che l’obiettivo è ampiamente condiviso, lo si può fare lavorandoci e confrontandoci, anche stando in aula oltre il tempo calendarizzato.

Paolo Ghezzi (Futura) ha suggerito di recuperare il confronto con i sindacati, prendendo atto che c’è un problema sociale e che c’è la volontà condivisa di risolverlo.
Filippo Degasperi (5 Stelle) ha sottoscritto la richiesta di attivare un nuovo confronto perché è assurdo trovarsi a litigare su un obiettivo che di fatto accomuna tutti.
Il direttore generale della Pat Paolo Nicoletti è intervenuto ad illustrare le differenze tra le due versioni del testo che, a suo avviso, non presentano stravolgimenti. Sono state introdotte delle eccezioni ad una norma di tutela dei lavoratori che riguardano solo due casi limite, legati a circostanze di miglioramenti tecnologici o esuberi del subentrante, fattispecie che devono essere dimostrate dall’impresa e dichiarate in sede di offerta.
Il presidente Fugatti ha osservato che dal punto di vista tecnico è stato costruito un provvedimento di tutela ed ha ribadito la volontà di procedere con l’esame delle norme, annunciando anche un ordine del giorno su bandi già assegnati che presentano delle problematicità.

Discussione generale
Rientrati in aula, Mara Dalzocchio (Lega) è intervenuta ad esprimere pieno sostegno e apprezzamento per la proposta che, ha osservato, è la conferma di un’attenzione storica e di un coraggio che la Lega riserva ad ambiti delicati come quello della tutela dei lavoratori troppo spesso dimenticato.

Giorgio Tonini ha giudicato utile il confronto con i Capigruppo che ha messo in luce il nocciolo della questione: un errore d’impostazione, in assoluta buona fede, nella pur meritoria sollecitudine in cui ha voluto dare risposta ad un’emergenza sociale. La legge non può regolamentare tutto, tanto meno il contrasto sociale, ha aggiunto riprendendo le argomentazioni già illustrate ai capigruppo, ribadendo la necessità di costruire una norma di principio che rimandi ad un atto amministrativo sulla base di una contrattazione.

Filippo Degasperi
Questo ddl – ha detto – è stato presentato come corporativo, in realtà non viene apprezzato da nessuna delle parti sociali. Ancora una volta la procedura d’urgenza rischia di partorire un peggioramento della normativa vigente. Si profila una forte complicazione per la vita delle imprese e per la tutela dei lavoratori. Non si premia la qualità del lavoro e dell’impresa, si rischia anzi di dare spazio a chi specula.

Alessandro Olivi
Si fa strame della concertazione. E si apre una falla nel metodo con cui ci si confronta con le parti sociali, nel senso che si discute separatamente con gli interlocutori, evitando di cercare una sintesi, una composizione.
Questo è un testo mostriciattolo, un testo peggiore dell’esistente. Piuttosto fate una direttiva all’Apac, spiegando come interpretare il termine “continuità” tra un appalto e l’altro. Noi abbiamo messo in campo degli emendamenti abrogativi, spero qualcuno mi dica se vengono presi in considerazione. Puntano a una concertazione vera e preventiva e a una valorizzazione delle imprese virtuose. Le gare d’appalto possono servire anche a questo.

Ugo Rossi.
C’è una frattura sociale su questa norma, è evidente. Noi abbiamo fatto appello a una pausa di riflessione, per una saggia riscrittura del testo nei prossimi giorni. Signori della Giunta, i lavoratori vanno tutelati. Vi segnalo anzi un problema specifico: alla casa di riposo Beato de Tschiderer di Trento era stata prevista una sperimentazione nel campo delle cure intermedie, con 20 posti letto dedicati. E’ poi accaduto qualcosa di diverso: sperimentazione cancellata, mentre si vanno a prevedere 11 posti letto al San Camillo. Alla de Tschiderer ora ci sono lavoratori assunti ad hoc e che non si sa dove andranno a finire.

Mara Dalzocchio.
La legge è generale e astratta, non può rispondere a tutti i casi concreti. Il nostro ddl affronta un problema oggettivo e va nella direzione giusta, lasciando anche lo spazio per ritagliare decisioni. La concertazione? Non viene bypassata, in norma viene puntualmente prevista in diverse fasi.