Aperta la mostra “Alba Chiara luce negli occhi, gioia nel cuore”. Kaswalder: le istituzioni devono impegnarsi contro la violenza sulle donne. Queste tragedie devono cessare.

Palazzo Trentini gremito di persone attente, commosse, interessate a conoscere, attraverso le sue opere, Alba Chiara. Per portare avanti non solo il suo ricordo, ma soprattutto un messaggio di speranza, perché le donne uccise dagli uomini sono troppe, perché queste tragedie che continuano a ripetersi devono finire. La mostra “Alba Chiara luce negli occhi, gioia negli occhi”, si è aperta questa sera nel migliore dei modi, per le tante persone presenti (tante donne, consiglieri e consigliere provinciali, parlamentari, esponenti del mondo del volontariato, delle associazioni) e perché l’obiettivo di dare vita ai sogni di questa ragazza, uccisa nell’estate di due anni fa a Tenno, dal suo ex fidanzato che, tragedia nella tragedia, si è poi tolto la vita, appare pienamente riuscito.

Così come appare raggiunto, fin da subito, quello di dare speranza alle donne che hanno subito e subiscono violenza. “La forza di Alba Chiara – ha detto Mara Rinner, presidente dell’associazione Amici di Famiglia che ha lanciato il progetto Alba Chiara – si vede già, perché siamo tantissimi. Perché tante istituzioni, a partire dal Consiglio provinciale e quello regionale, il Comune di Trento, la Cpo, hanno partecipato a questo progetto, per realizzare il suo sogno e farla continuare a vivere attraverso di noi. La forza di questa giovane donna è riuscita a vincere la morte per dare fiducia nel futuro a tante donne che stanno riprendendo una vita normale dopo aver vissuto episodi di violenza”.

Il presidente del Consiglio, Walter Kaswalder, colpito dalla forza che Alba Chiara riesce a trasmettere con il suoi colori e dall’esempio di dignità che la sua famiglia ha dato e sta dando, ha detto che le istituzioni trentine devono impegnarsi a fondo sul fronte della violenza nei confronti delle donne. “Purtroppo – ha detto – su questo il Trentino non è un’isola felice e le istituzioni devono fare tutto ciò che possono per far crescere la sensibilità”. Impegno che anche l’assessore alla cultura, Mirko Bisesti, che ha portato i saluti a nome della Giunta, ha ribadito.

La mostra, ha ricordato la curatrice, l’architetto Maddalena Tomasi, parla di Alba Chiara giovane, anzi giovanissima (quand’è morta aveva solo 22 anni) artista, che era alla ricerca di un suo linguaggio. Ma, ha spiegato, con questa mostra si è volto guardare al futuro che questa sfortunata ragazza avrebbe potuto avere. Per questo sono state esposte le pennellate dei suoi quadri ingrandite, “per dare una possibilità – ha detto la curatrice – a quella che poteva essere l’arte di Alba Chiara. Per esprimere quello che poteva essere e sarà questa giovane”.

E Alba Chiara sarà ora il progetto contro la violenza che si sta portando avanti, partendo dalla mostra, nel quale si può vedere anche un filmato sulla sua vita, che si è aperta a Palazzo Trentini. “Perché – ha ricordato il papà Massimo – tante ragazze che, come lei, non hanno potuto scegliere non devono cadere nell’oblio”. Commosso il ringraziamento della sorella Aurora e della mamma Loredana, che ha voluto in particolar modo ringraziare una persona che è stata molto vicina a questa famiglia così colpita, l’ex sindaco di Tenno Gianluca Frizzi.

Poi c’era lui, Aki, un cane per la pet therapy come quello che Alba Chiara avrebbe voluto avere. Perché, oltre all’arte, lei aveva un’altra passione, quella per gli animali, come testimonia la splendida fotografia che illustra la locandina della mostra: lei, con gli occhi felici, con accanto il suo gatto Princy.

La mostra rimarrà aperta fino al 4 ottobre. Orario dal lunedì al venerdì con orario 8,30 – 17. Il sabato 8,30 – 12.

Venerdì 27 settembre, alle 17.45 alla Fondazione Caritro si terrà l’incontro “Tocca 8a) noi – costruire una cultura nuova contro la violenza di genere”. Venerdì 4 ottobre alle 18 a Palazzo Trentini in via Mnaci 27 “L’arte per costruire una cultura senza violenza”.