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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * ACCORDO CON CAPIGRUPPO: « REDDITO DI CITTADINANZA, FUGATTI DARÀ LE CIFRE DELL’IMPATTO SUI CONTI PAT »

Un’articolata riunione dei capigruppo – coordinata dal presidente Walter Kaswalder – è valsa a rimodulare i lavori d’aula in corso da stamane.

Filippo Degasperi ha lamentato la scarsità dei tempi d’intervento a disposizione sulla variazione di bilancio, che aggrava la situazione perché segue al mancato confronto in Commissione legislativa, dove ci si è limitati ad audire il solo Consiglio delle autonomie locali, a fronte di un disegno di legge di Giunta arricchito da emendamenti oggettivamente non inerenti la stretta materia di bilancio e non urgenti. La richiesta di espandere i tempi – sulla quale Mara Dalzocchio ha espresso perplessità – verrà valutata più avanti nel corso dei lavori, con disponibilità del presidente Kaswalder a eventualmente rivederli e a decidere se del caso una prosecuzione dei lavori dopo le 18.30 di domani oppure nella giornata di giovedì.

Lo stesso Kaswalder ha poi chiarito che l’importante emendamento Fugatti relativo al piano urbanistico provinciale risulta non ammissibile, proprio perché non riguarda la materia di bilancio. Stessa sorte per un emendamento Coppola all’articolo 3, che sarà probabilmente trasformato in ordine del giorno, condiviso anche dalla Giunta.

Le minoranze sono intervenuto con toni molto critici riguardo al modus operandi adottato dalla Giunta con la variazione di bilancio. Ugo Rossi ha detto che da sempre temi che toccano il welfare o l’urbanistica passano da un approfondito esame di Commissione e dalle opportune audizioni della società civile trentina. Giorgio Tonini ha definito “del tutto non appropriata” la confluenza nel ddl di bilancio di emendamenti estranei alla materia finanziaria. Riguardo all’emendamento Fugatti che in tema di reddito di cittadinanza recepisce nella normativa provinciale il requisito dei 10 anni di residenza in Italia, Tonini ha detto di pretendere – prima del voto – dati necessari e sufficienti a soppesare l’impatto finanziario sui conti della Provincia.

E’ intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio provinciale, Alessandro Olivi, per ammonire a non creare il precedente di leggi provinciali rilevanti, varate senza sentire le parti sociali interessate e coinvolte.

Al tavolo si è quindi aggiunto il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ed è sortita con il presidente Kaswalder la soluzione di una nuova sospensione dei lavori prima del punto 7 all’ordine del giorno. Fugatti illustrerà così a capigruppo e consiglieri le prime valutazioni disponibili circa l’impatto finanziario per la Pat della norma sui 10 anni di residenza. Il requisito non riguarda la quota di provvidenza del vecchio reddito di garanzia, per la quale – almeno per ora, ha detto Fugatti – restano i 3 anni di residenza in Trentino.