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CONSIGLIO PROVINCIALE * TERZA COMMISSIONE: NO AL DDL SUL DIVIETO DI AFFIDAMENTO DI INCARICHI PUBBLICI AGLI AMMINISTRATORI PAT, DELLE COMUNITÀ DI VALLE E DEI COMUNI

Terza commissione, no al ddl sul divieto di affidamento di incarichi pubblici agli amministratori Pat, delle comunità di valle e dei comuni.

La Terza commissione ha respinto, oggi pomeriggio, il ddl 221 per introdurre il divieto di affidamento di incarichi pubblici di progettazione, direzione lavori, collaudi agli amministratori da parte della Pat, delle comunità di valle e dei comuni. Parere favorevole della commissione agli articoli del ddl della Giunta e Upt in materia di amministrazione, Via e urbanistica.

In Terza commissione, oggi pomeriggio, ha respinto, con 4 no e un astensione, il ddl 221 che ha come obiettivo il divieto di affidamento di incarichi pubblici di progettazione, direzione lavori e collaudi ad amministratori provinciali, delle comunità di valle e dei comuni. Il proponente, che fa parte del Gruppo Misto, ha detto che il ddl ha lo scopo di liberare la pubblica amministrazione da episodi di malcostume che ne incrinano la credibilità.

L’assessore competente ha ricordato, in sintesi, che la Pat non ha competenza su questa materia che, in base ad una accordo col Governo, è stata riservata allo Stato. Inoltre, l’assessore ha ricordato che è già stata introdotta, su questa tema, la modifica della legge elettorale proposta della Ual. Quindi, la Giunta, in sintesi, ha dato parere negativo al ddl perché interviene sulle cause di incompatibilità che non sono di competenza della Pat, mentre quelle che interessano gli amministratori comunali riguardano la Regione.

Il consigliere di AT, dichiarando il voto di astensione, ha detto che casi di malcostume, anche se molto tempo fa, ci sono stati e il principio del ddl è, quindi, valido, ma c’è bisogno di un approfondimento. Un consigliere del Pd ha detto che la questione posta dal ddl è giusta e dovrebbe interessare anche i consiglieri comunali e non solo gli assessori.

Tema che andrebbe portato in sede regionale e comunque, ha precisato, il no del Pd al ddl non significa assolutamente abbassare la guardia nei confronti del conflitto di interesse. Il proponente, infine, ha affermato che porterà comunque il ddl in aula perché (ha ricordato il caso di un sindaco che si è auto affidato il collaudo di un’opera pubblica) il problema è reale e va risolto.

 

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Il no del Via non è più vincolante. La commissione dà parere positivo.

La Terza commissione ha poi espresso il parere positivo, con quattro sì e due astensioni, agli articoli di competenza del ddl unificato del 73 dell’Upt e 226 della Giunta che modificano la legge sulla Via, quella urbanistica e sull’attività amministrativa. L’assessore competente, rispondendo anche alle critiche espresse ieri in Prima commissione dalla Uil, ha fatto chiarezza sugli articoli che riguardano la tutela ambientale e del rischio idrogeologico nella Valutazione ambientale e il silenzio – assenso.

Per quanto riguarda la Via, l’assessore assistito dai tecnici della Pat, ha ricordato che il fatto che il no, in materia di tutela e rischio ambientale, non possa più bloccare l’iter di un’autorizzazione non significa affatto dare il via libera anche a opere che hanno un alto impatto o rischio ambientale.

Significa, invece, che il parere negativo della Via dev’essere preso in considerazione all’interno della Conferenza dei servizi per trovare una soluzione e superare le situazioni di potenziale rischio. In concreto, ha detto ancora l’assessore, non significa che se la Via individua un alto grado di pericolo per il quale esprime parere negativo si possa andare avanti comunque.

Se non è possibile superare i rischio ci sarà lo stop, ma se, per contro, un’opera fosse a rischio solo per pochi metri, la Conferenza dei servizi potrà individuare una soluzione e far procedere l’iter dell’autorizzazione. Altra cosa è l’introduzione del silenzio – assenso anche in materia ambientale che, ha aggiunto l’assessore, significa solo dare una possibilità in più di esprimere un parere positivo.

La garanzia della tutela ambientale, ha concluso, è ribadita, in una logica di sistema, nel ddl che adegua la normativa, almeno sull’aspetto procedurale, alla legge Madia. Viene invece introdotto il parere vincolante per i beni culturali.