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CONSIGLIO PROVINCIALE DI TRENTO * PRIMA COMMISSIONE: « APPROVATO IL DDL SULL’ASSESTAMENTO DI BILANCIO, CON 5 SÌ E 3 VOTI CONTRARI »

Prima commissione, approvato il ddl sull’assestamento di bilancio. Il ddl dell’assestamento di bilancio n. 110  è stato approvato oggi pomeriggio in Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè (Civica) con 5 sì e tre voti contrari. Tra gli emendamenti approvati nella seduta pomeridiana quello della Giunta che, in seguito al protocollo d’intesa siglato con il Consiglio della autonomie, ha inserito nel ddl 40 milioni di euro per i comuni, 30 sul budget, ha spiegato il presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, e 10 su un fondo di riserva ad hoc, e quello di Zanella (Futura) e Sara Ferrari (Pd) per spostare l’ufficio della consigliera di parità sul lavoro dalla Giunta al Consiglio.

Sul ddl assestamento una sola dichiarazione di voto, quella di Alessandro Savoi (Lega) il quale ha detto che le opposizioni criticano la Giunta per una presunta mancanza di visione, che però affronta una situazione di emergenza da 18 mesi e il miliardo e mezzo che non è entrato nelle casse della Pat causa Covid è stato in parte recuperato facendo miracoli e mettendo in campo un miliardo. Soldi che vanno a lenire le sofferenze del mondo economico. Una legislatura, ha continuato, segnata da un’emergenza storica e solo con la finanziaria 2022 si potrà ragionare sui programmi, ora si deve dare forza e fiducia e l’assestamento testimonia che tutto quello che si poteva mettere in campo è stato messo. La Giunta ha dimostrato attenzione a chi è più produttivo e, vista la difficoltà a coprire i posti di lavoro, Savoi ha affermato che va rivisto quello che ha definito il “reddito di nullafacenza”. I lavori della Prima commissione riprenderanno domani pomeriggio con la discussione sul Defp.

Concessioni idroelettriche: la legge si doveva fare.

Sull’articola del ddl, composto da 45 articoli, i lavori del pomeriggio sono ripresi con l’intervento di Paolo Zanella (Futura) sull’articolo 25 in materia di concessioni delle centrali idroelettriche. Le minoranze ha detto hanno contribuito alla norma varata due mesi fa prevedendo le comunità energetiche e rafforzando il concetto di autoconsumo e quindi c’è amarezza per il fatto che questa legga debba essere modificata per evitare l’impugnativa del Governo. Malgrado ciò Zanella ha ricordato di non aver votato il ddl Tonina perché riteneva e ritiene che si sarebbero dovute aspettare le scelte dello Stato e dell’Europa che sta attraversando un momento diverso rispetto a quello pre Covid. Si sarebbe dovuto guadagnare tempo per salvaguardare il nostro territorio. Ora si dovrà fare anche un ragionamento su come compensare i comuni ai quali mancheranno le entrate provenienti dall’idroelettrico. Alex Marini (5 Stelle) ha detto che le concessioni gestite dalle coop storiche ora rischiano di venir messe a gara e tra qualche anno si dovrà dare un giudizio negativo su chi sta governando oggi. Rimane il nodo della definizione di autoconsumo e l’impostazione neoliberista non fa ben sperare per l’assegnazione della gestione dell’idroelettrico alle comunità locali. Per Marini si sarebbe dovuto osare di più sul terreno dell’autoconsumo e delle comunità energetiche. La volontà è quella di metterci nelle mani dei privati. Bene, invece, la volontà, espressa dall’assessore, di lavorare con le altre regioni per rendere meno impattanti le scelte liberiste anche se un odg dello stesso Marini che chiedeva questa collaborazione è stato bocciato durante la discussione del ddl Tonina. La Giunta obbedisce agli ordini di un ministro che dovrebbe garantire la transizione ecologica.
Mario Tonina ha respinto l’accusa di non aver sufficientemente difeso il ddl approvato due mesi fa dal Consiglio. Con Roma c’è e ci sarà anche nei prossimi giorni un’interlocuzione. Perché la Giunta è consapevole della portata delle concessioni, ma non si poteva non approvare il ddl perché i dirigenti non potevano più staccare concessioni. Comunque, sono stati difesi alcuni principi e si sono stati guadagnati tre anni nei quali non si faranno le gare per le concessioni. E questo non è poco, ha detto l’assessore. La parola autoconsumo è stata concessa ma è tutta da verificare e il tema verrà approfondito con il dialogo con i ministeri.
Da registrare il sì di Zanella all’articolo 28 sulle concessioni in convenzione per i servizi delle ambulanze.

La consigliera di parità passerà dalla Giunta al Consiglio.

All’articolo 31 Zanella e Sara Ferrari hanno presentato un emendamento, approvato con 7 sì e l’astensione di Ugo Rossi (Azione), per incardinare il consigliera/e di parità del lavoro in Consiglio (oggi è presso la Giunta). Si tratta di fatto di uno spostamento con un’indennità che verrà decisa dall’Ufficio di presidenza, ma probabilmente allineata alle altre figure di garanzia. Il consigliere di parità manterrà comiunque le stesse funzioni e il trasferimento, se la norma verrà approvata, avverrà dal primo gennaio 2022. In caso di incarico a un pensionato sono garantite le spese. Rispondendo a Marini, Paolo Zanella, ha detto che ci sono impedimenti per concedere uno “stipendio” anche minino ai pensionati. Il candidato verrà selezionato con una selezione e per titoli in base ai criteri fissati dall’Ufficio di presidenza. Sull’articolo 32, che riguarda la violenza sulle donne, sì anche di Zanella.

Capitalizzazione delle imprese: una misura condivisa.

Sull’articolo 33, i contributi per la patrimonializzazione delle imprese, Rossi ha chiesto all’assessore Spinelli se intenda recepire la proposta di Confindustria di concentrare la misura sulle medie imprese e allargandola alla ristrutturazione del debito. Achille Spinelli ha detto che si è cercato di rendere la norma più elastica e l’articolo si rivolge a società di capitale con un fattore 4, quindi i tre milioni stanziati arriverebbero in virtù del moltiplicatore a 12 milioni. L’entità delle risorse non è enorme, ha aggiunto l’assessore, ma sufficiente a verificare quello che viene definito il “tiraggio” della misura. Le aziende trentine sono spesso sotto capitalizzate e Confindustria vorrebbe restringere la norma a imprese di medie dimensioni, allargandola alla ristrutturazione del debito togliendo, per ottenere i contributi, anche i vincoli sull’aumento patrimoniali. Ma le risorse concesse dalla Pat devono essere accompagnate da impegni sulle tecnologie e sull’incremento delle strutture per lasciare alla Pat uno spazio di manovra. Spinelli ha detto che la selezione dovrà essere fatta soprattutto in base alla capacità delle aziende di stare sul mercato e ha aggiunto che si è preferita la strada della liquidità anche perché permette di verificare la fiducia dei soci nella società.
Giorgio Tonini (Pd) ha detto che si tratta di una misura utile e di essere più favorevole alla lettura di Spinelli rispetto a quella del presidente di Confindustria Manzana, anche per evitare assistenzialismi. La norma è intelligente, semmai dubbi possono esserci sul volume dell’intervento. Si tratta di una misura di accompagnamento, ma non è chiaro il riferimento ad aziende che hanno avuto difficoltà a causa dell’emergenza Covid. L’assessore ha risposto che immobilizzare capitale nelle società non piace molto agli imprenditori, ma già questo vincolo è però è un elemento di garanzia. Il riferimento al Covid poi è una formula che permette l’allargamento del de minimis classico. Spinelli ha condiviso la preoccupazione di Tonini sull’allargamento della platea delle aziende. Il titolare dello sviluppo economico, rispondendo a Vanessa Masè, ha detto che il temporary framework (l’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato) potrebbe essere prorogato se peggioreranno le condizioni pandemiche. Però, dopo il termine del 31 dicembre 2021, le misure collegate al temporary rientreranno automaticamente nelle regole del de minimis. Marini ha chiesto se verrà considerato il criterio territoriale, come è stato fatto col Bando montagna, e ha suggerito di inserire tra i vincoli di tutti i sostegni pubblici alle aziende la patrimonializzazione. L’articolo 33 non prevede criteri territoriali, così come, ha aggiunto Spinelli, non si è valutata l’obbligatorietà della capitalizzazione.
Sull’articolo 35, che prevede interventi sulla promozione dell’informazione locale, Marini ha detto che andrebbero approfondite le materie da promuovere oltre a quelle genericamente culturali e storiche.
L’esponente di 5 Stelle, sull’articolo 38 che parla di concessioni minerarie, ha detto che la legge sul porfido viene costantemente modificata evidentemente per dare risposte ad hoc. Inoltre ha chiesto perché dalla manifestazione d’interesse pubblico sia stato tolto il valore economico. La risposta è stata che questo è un articolo tecnico chiesto dal Governo in base ai principi della concorrenza. Sull’articolo 39, che riguarda la ripartizione dell’imposta di soggiorno, Marini ha chiesto se sono state prese in considerazione le osservazioni della Corte dei Conti. La risposta è stata che la norma prevede semplicemente di assegnare direttamente ai comuni, e senza passare per le Apt, le risorse per il trasporto turistico.

Via libera ai 40 milioni per i comuni.

Votato anche l’emendamento alla tabella dell’articolo 42 inserisce i 40 milioni a favore dei comuni. Rispondendo ad una domanda sempre di Marini ha spiegato i contenuti del protocollo concluso con il Cal che prevede 40 milioni, 30 sul budget e 10 su un fondo di riserva ad hoc per operazioni dei comuni. Poi c’è il tema dell’ex fin sul quale si ragionerà in sede di bilancio.