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CONSIGLIO PROVINCIA TRENTO * RIUNIONE CAPIGRUPPO: « REDDITO DI CITTADINANZA, 13 MILIONI DI RISPARMIO PAT MA SE LO STATO INCLUDE TRENTO »

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17.11 - martedì 05 febbraio 2019

Si è svolta poco fa la riunione dei capigruppo consiliari alla presenza del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, coordinata dal presidente del Consiglio Walter Kaswalder. Si è deciso anzitutto che i tempi di discussione sulla variazione di bilancio Pat in aula verranno estesi da 10 a 14 ore, con previsione di procedere a oltranza domani, fino a conclusione del punto.

Come promesso stamane, Fugatti ha poi messo nelle mani dei colleghi le cifre necessarie per inquadrare l’emendamento proposto dalla Giunta sul disegno di legge di variazione del bilancio Pat 2019, emendamento riferito alla imminente normativa nazionale sul reddito di cittadinanza. Il governo provinciale vuole applicare il requisito dei 10 anni di residenza in Italia anche (e solo) alla quota di assegno unico provinciale ex reddito di garanzia (quota A), per la quale la normativa trentina oggi prevede il requisito dei 3 anni di residenza in provincia. La conseguente riduzione della platea di aventi diritto – che si prevede non valga però per i nuclei familiari di soli pensionati o con almeno un soggetto senza capacità lavorativa per problematiche sociali – comporterebbe per la Pat un minor onere di 3,4 milioni di euro circa.

L’altra questione “numerica” riguarda il rapporto tra provvidenza statale e provvidenza provinciale. Mentre oggi lo Stato eroga 1 milione di euro in Rei per i trentini e la Provincia aggiunge 24,4 milioni di euro per totalizzare l’ex reddito di garanzia(quota A del nuovo assegno unico provinciale), il rischio è ora che la legge in corso di conversione in Parlamento rovesci il rapporto: lo Stato non pagherebbe nulla fino a concorrenza di quanto eroga la Pat.

Si tratterebbe di una forte penalizzazione per il Trentino e per questo il governo provinciale caldeggia un emendamento parlamentare che confermi la legge 2017 sul Rei e quindi la complementarietà della misura provinciale rispetto a quella statale. Se così accadesse, si calcola allora un risparmio per la Provincia di circa 13,27 milioni di euro l’anno: 3,4 derivanti dalla nuova regola sui 10 anni di residenza, gli altri dall’aumento delle somme erogate dallo Stato (com’è noto, il reddito di cittadinanza pesa molto di più del vecchio Rei).

Nella riunione la minoranza ha univocamente chiesto al presidente Fugatti di recedere dall’intenzione di forzare la struttura di una normale variazione del bilancio Pat, ritirando l’emendamento sul reddito di cittadinanza, che si potrebbe articolare presto con apposito disegno di legge, con il vantaggio di poter normare la materia sulla scorta della disciplina approvata infine dal Parlamento e non su proiezioni. Ugo Rossi ha garantito che verrebbe garantita ampia agibilità in aula e quindi un’approvazione rapida. Ha anche ricordato che a Bolzano il presidente Kompatscher sembra già pronto ad impugnazioni se lo Stato violasse prerogative finanziarie dell’autonomia speciale. Analoghe le posizioni di Alessandro Olivi, di Filippo Degasperi, di Giorgio Tonini, tutti a invocare un diverso e più corretto modus operandi.

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