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CONSIGLIO PROVINCIA TRENTO * PRIMA COMMISSIONE: APERTO IL DDL DELLA GIUNTA SULLA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA, VERRÀ UNIFICATO A QUELLO DELL’UPT

Prima commissione, aperto il ddl della Giunta sulla semplificazione amministrativa. Verrà unificato a quello dell’UpT.

La Prima commissione, nel pomeriggio di oggi, ha avviato l’iter del ddl 226 della Giunta che modifica, con lo scopo di snellire tempi e procedure amministrative e della Valutazione d’impatto ambientale, la legge provinciale sull’attività amministrativa del 1992; quella sulla Valutazione d’impatto ambientale del 2013 e quella sul governo del territorio del 2015.

Un ddl che verrà unificato a quello, il numero 73, sempre in materia di semplificazione, presentato dal gruppo dell’Upt.

Il ddl della Giunta, è stato detto durante la presentazione della proposta di legge in Prima commissione, ha l’obiettivo di dare maggiore certezza ai cittadini sui tempi e le modalità di conclusione delle pratiche e strumenti di ulteriore favore nella fase di presentazione e di rendicontazione delle domande.

Nove gli articoli, il primo accelera i tempi delle pratiche complesse, quelle che richiedono una grande mole di documentazione.

Oggi i termini rimangono sospesi fino all’ultimo parere, con la nuova normativa, la pratica si conclude comunque con quello dell’amministrazione.

Sul lato della documentazione, oggi se manca un documento la pratica viene respinta, il ddl definisce un tempo entro il quale va completata.

C’è poi un comma che riduce ulteriormente i tempi di conclusione da parte della Pat stabilito in 180 giorni per le procedure complesse.

Anche se, è stato ricordato, già oggi due terzi delle procedure si conclude entro i 180 giorni. Solo il 3% delle pratiche supera questa soglia.

L’articolo tre, il due è tecnico, riguarda la revoca dei contribui. I tempi di rendicontazione scatteranno solo se l’amministrazione ricorderà un mese prima, in via telematica, al cittadino che ha effettuato un investimento che i termini stanno scadendo.

L’articolo 4, riguarda le Scia, il sopralluogo, fissato entro 60 giorni dall’avvio dell’attività, qualora evidenziasse la mancanza di requisiti, non comporterà, come oggi, la chiusura dell’attività, ma verrà dato al cittadino il tempo di mettersi in regola. L’articolo 5 prevede l’avviso per tutte le scadenze.

Ci sono poi 4 norme sulla valutazione d’impatto ambientale. Oggi se il comune non partecipa alla conferenza dei servizi la Scia non viene ritenuta valida, col ddl della Giunta il comune sarà obbligato a partecipare e se non dovesse partecipare il proponente presenterà direttamente all’amministrazione comunale la Scia.

L’articolo 8 si occupa di tutela dagli inquinanti e dai rischi idrogeologici, oggi il no su questi due profili sbarra il passo alle domande, col ddl il parere della Via potrà essere superato in base al giudizio prevalente.

Ad una domanda da parte di un esponente del Pd si è risposto che i pareri negativi in materia di sicurezza rimangono vincolanti nella conferenza dei servizi, ma, questa la novità, vengono valutati e approfonditi per sapere se sono superabili.

L’esempio che è stato fatto è quello di un albergo che si vuole realizzare in un area esposta al pericolo di valanghe. La struttura, con la nuova norma, non otterrebbe certo parere favorevole, ma verrebbe valutata, in conferenza dei servizi, la possibilità di trovare soluzioni alternative.

La ratio della norma, si è detto in Prima commissione, è quella di trovare una sintesi tra interessi privati e quelli pubblici e di sicurezza.

Un eventuale no, secondo la nuova norma, deriva dal fatto che non sono state trovare soluzioni.

Si potenzia quindi il metodo di approfondimento e analisi.

L’esponente dell’UpT che ha proposto il ddl 73 ha detto che va avviato un confronto col ddl della Giunta, perché ambedue le proposte vanno verso la semplificazione che va a favore di cittadini e comuni.

L’esponente di Civica Trentina in Prima commissione ha chiesto quali siano le ragioni giuridiche per le quali è stato inserito nel ddl un comma in base al quale entro due mesi dal varo della norma la Pat deve raggiungere l’obiettivo di abbassare i termini di risposta per gli atti amministrativi del 30%.

Si tratta, questa la risposta della Giunta, di uno stimolo per raggiungere l’obiettivo di tagliare ulteriormente i tempi di risposta.