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CONSIGLIO PAT * TERZA COMMISSIONE: « IMPIANTI PER LE TELECOMUNICAZIONI, OK ALLA LEGGE CHE REGOLA RADIODIFFUSIONE INFRASTRUTTURE E COMUNICAZIONE ELETTRONICA »

La terza Commissione permanente di Ivano Job si è riunita nel pomeriggio di oggi per completare, con l’approvazione, l’esame del disegno di legge n. 114 “Semplificazione dei procedimenti autorizzatori relativi a impianti per le telecomunicazioni, la radiodiffusione e le infrastrutture di comunicazione elettronica. La proposta, proponente il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, prevede la modifica della legge provinciale sull’individuazione di siti per la localizzazione di impianti di radiodiffusione, della legge provinciale sull’urbanistica e della legge provinciale per il governo del territorio.

 

Proposte emendative della Giunta
L’organismo era in fase di discussione generale. L’assessore Achille Spinelli ha presentato rapidamente una serie di emendamenti depositati a firma sua e del vicepresidente Tonina sul recepimento di alcune maggiori valutazioni emerse durante la fase di discussione e audizione dei soggetti terzi.

All’articolo 6 si specificano le tipologie di interventi e il termine preciso per le quali è necessario attivare il Tavolo di coordinamento. All’articolo 7 si prevede che gli interventi di codifica degli impianti siano assoggettati ad un’unica autorizzazione. Al 9 si dispone che la convocazione della conferenza dei servizi debba avvenire entro 5 gg dalla domanda. Alla norma 10 si esclude la possibilità di espropriare le aree edificate e all’11 si precisa nell’ambito di vigilanza e controlli che le segnalazioni dei comuni avvengano a seguito di segnalazioni dell’Appa. All’art 15, per le utenze, si prevede che sia sufficiente una comunicazione al comune titolare e al 23 si dispone che gli impianti di telefonia mobile siano installati per massimo 120 gg e non più 30 come indicava la normativa.

 

 

Proposte emendative dei consiglieri
Alessio Manica (PD) non ha espresso particolari perplessità, tranne che per l’emendamento che prevede gli allacciamenti senza autorizzazione del Comune (che ha definito poco funzionale) e per la previsione del termine di 5 giorni per la convocazione della Conferenza dei servizi, tempi a suo avviso un po’ troppo ristretti.

Hai quindi illustrato le sue 4 proposte di modifica che in parte recepiscono quanto emerso in audizione. Il primo emendamento introduce un rappresentante del Cal nel Tavolo di coordinamento e il sindaco del comune dove è localizzato l’impianto (o suo delegato) tra gli invitati alla Conferenza dei servizi. Si prevede poi un comma aggiuntivo all’articolo 5 che impegni la Pat a produrre una mappatura degli impianti esistenti, quale strumento digitale di trasparenza e informazione per le amministrazioni (emendamento poi ritirato perché irrealizzabile per motivi di sicurezza); all’articolo 9, in risposta ad un’osservazione da parte di un paio di soggetti auditi, si introduce il vincolo dei due pareri dell’Appa e dell’Azienda sanitaria (ritirato con l’impegno di riformularlo per l’aula); infine, un ultimo emendamento prevede il parere preventivo da parte del Cal nell’adozione delle Linee guida.

Il consigliere Alessandro Olivi (PD) è tornato sull’emendamento depositato in occasione della precedente seduta che vuole indicare un auspicato campo di intervento in situazioni limite, con possibili operazioni di incentivazione alla razionalizzazione di impianti esistenti, anche attraverso l’accorpamento; il secondo comma affida alla Giunta l’individuazione di criteri e modalità, rimettendo il tutto alla valutazione del Tavolo.

 

Il tema dei 5 giorni
Rispondendo a Manica, l’assessore Spinelli ha chiarito che la Giunta può individuare i casi in cui l’allacciamento possa essere disposto, previo parere del Cal, quindi c’è comunque un parere preventivo. Ha poi chiarito che i 5 giorni sono per l’invio della convocazione della Conferenza, non per l’iter amministrativo. Anche il presidente della Commissione Ivano Job ha convenuto sull’opportunità di allargare il termine di 5 giorni per l’invio della convocazione della Conferenza. L’origine di questi 5 giorni, ha chiarito il direttore Berlanda, sono legati a indicazioni legislative nazionali alle quali gli operatori hanno chiesto un adeguamento, mentre i termini istruttori rimangono 90 giorni. Su questo punto si è deciso di soprassedere per valutare meglio i tempi, riformulando in aula l’emendamento sulla tempistica, previo approfondimento.

 

Il tema della razionalizzazione/rottamazione degli impianti
La previsione di incentivare la razionalizzazione, ha chiarito l’assessore Spinelli con riferimento all’emendamento Olivi, che da un punto di vista ambientale può essere auspicabile, non comporta alcun beneficio all’inquinamento radio, dal momento che concentrazione degli impianti significa anche maggiore concentrazione di onde elettromagnetiche. Un aspetto confermato dai tecnici presenti intervenuti in commissione (ing. Simonetti e dott. Berlanda), che hanno rilevato anche il gravoso aspetto economico, oltre al fatto che è difficile trovare forme giuridiche cogenti per individuare modalità di accorpamento tra i proprietari dei tralicci. In alternativa, si potrebbe stimolare e incentivare la dismissione di alcuni impianti, dal momento che ci saranno sicuramente editori che avranno l’esigenza di dismettere le strutture. Olivi ha chiarito che la finalità della sua proposta va certamente anche in questa direzione: la norma, infatti, non coinvolge il tema delle onde, ha precisato, ma riguarda principalmente aspetti paesaggistici e prevede l’accorpamento come opzione limite accanto ad altre soluzioni, inclusa la rottamazione/dismissione di impianti esistenti.

Il consigliere Lorenzo Ossanna (Patt), a sostegno del collega Olivi, ha osservato che da legislatori occorre trovare il modo di migliorare la situazione anche dal punto di vista paesaggistico. Anche la consigliera Lucia Coppola (Misto_Verdi per l’Europa) è intervenuta a sostegno della norma suggerendo la possibilità di modificarla, rendendola più chiara nelle finalità, a salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente.
Spinelli ha manifestato la volontà di accogliere la ratio dell’emendamento del commissario Olivi chiedendo però del tempo per elaborarlo in maniera più chiara per l’aula, ove ragionare se precisare meglio nella norma di Olivi la fase di dismissione/rottamazione oppure se elaborare un nuovo emendamento.

Il consigliere Olivi ha chiesto di salvare l’impianto della sua norma, proponendo di concordare una modifica nell’immediato. Spinelli ha chiarito l’impossibilità di formulare un testo nell’immediato perché in così poco tempo non si riesce ad ottenere dalla ragioneria la norma di copertura finanziaria. Olivi ha quindi accolto la proposta di ritirare l’emendamento e ripresentarlo in aula in forma modificata e concordata.

 

 

La votazione
L’organismo ha poi proseguito la votazione dell’articolato e delle norme emendative, approvando il disegno di legge con 4 voti favorevoli e 3 astensioni (Manica, Coppola e Ossanna).

Alcuni emendamenti di Manica sono stati accolti in forma riformulata. In luogo della mappatura digitale chiesta da Manica con emendamento (ritirato perché irrealizzabile per motivi di sicurezza), è previsto un catasto degli impianti fissi presso Appa. Ritirato per una riformulazione in aula l’emendamento all’articolo 9 sui 5 giorni, così come quello di Manica allo stesso articolo, sull’introduzione del vincolo ambientale e sanitario. Stessa sorte per la norma di Olivi di cui si è ampiamente discusso.

In dichiarazione di voto Ossanna ha ribadito il rilievo del ddl e motivato l’astensione con la necessità di un approfondimento per l’aula. Anche la consigliera Coppola si è riservata una riflessione ed ha così motivato il voto di astensione. Manica ha annunciato l’astensione e ha ringraziato per l’importante lavoro svolto e per l’accoglimento di due emendamenti che rafforzano la presenza degli enti locali nel procedimento riservandosi di tornare sul tema dei pareri più delicati legati ai temi della salute e dell’ambiente.