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CONSIGLIO PAT * SECONDA COMMISSIONE: « VIA LIBERA CON IL NO DI OLIVI (PD) AL REGOLAMENTO ESECUTIVO DELLA RIFORMA DEL TURISMO CON 11 ÀMBITI E 4 ATA »

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15:51 - 24/02/2021

Via libera con il no di Olivi (Pd) al regolamento esecutivo della riforma del turismo con 11 ambiti e 4 Ata.

Presente l’assessore al turismo Roberto Failoni, la II Commissione presieduta da Luca Guglielmi (Lega) si è espressa oggi a favore del regolamento proposto dalla Giunta per rendere esecutiva la legge 8 dell’agosto scorso sulla promozione turistica provinciale. Sei i consiglieri favorevoli, compresi De Godenz (UpT) e Ossanna (Patt), mentre con Alessadro Olivi il Pd ha votato contro il provvedimento. A seguire l’assessore all’economia Spinelli ha “aperto” alla proposta di Olivi di prendere in considerazione il ddl sugli incentivi alle imprese proposto dal consigliere del Pd nell’ambito del percorso che dovrà portare alla revisione della legge unica sull’economia del 1999.

Failoni: Cal unanime, superata anche la contrarietà di qualche amministratore.

Nel ricordare che ieri il testo ha ottenuto l’unanime voto favorevole del Consiglio delle autonomie locali, Failoni ha riferito che anche gli amministratori locali inizialmente in disaccordo, dopo i chiarimenti da lui forniti hanno alla fine condiviso il regolamento. Il dirigente Bettotti ha precisato che la nuova disciplina non riguarda solo le Agenzie territoriali d’area (Ata) ma anche il promozionale del Trentino (la farfalla) a gestire il quale sarà la Trentino Marketing. Altro elemento importante del regolamento, ha continuato il dirigente, è il ruolo di supporto per promuovere la conoscenza del territorio assegnato delle Apt. Bettotti ha spiegato anche che provvisoriamente distingue ancora fino al 31 dicembre 2022 l’ambito della Val di Non da quello della Val di Sole. Si tratta di un regime transitorio al termine del quale i due ambiti confluiranno in un unico Ambito che si chiamerà “Val di Sole e Val di Non”. Infine l’articolo 6 del regolamento definisce la procedura per poter avviare eventuali riconfigurazioni degli ambiti territoriali su richiesta dei Comuni o di tutte le Apt, d’intesa con i Comuni. Quanto infine alle Ata, Bettotti ha ricordato che la legge ne prevedeva un massimo di 5 mentre il regolamento torna alla proposta originaria di quattro contenuta nella versione del ddl discussa dal Consiglio nel luglio scorso. Le Ata – ha concluso il dirigente – sono quindi aggregazioni di Apt per organicità, confine e ottimizzazione di finalità su prodotto, ma la legge favorisce la collaborazione tra queste agenzie su prodotti turistici innovativi che possono riguardare più ambiti territoriali anche quando non rientrano nell’Ata.

De Godenz: nelle risorse per gli ambiti si tenga conto anche della mobilità.

Pietro De Godenz (UpT), nel dichiarare di non avere obiezioni sul regolamento, ha chiesto di calcolare tra le risorse accantonate per i territori anche quelle per la mobilità. In sostanza a suo avviso attraverso l’imposta di soggiorno non va dimenticata la possibilità di finanziare gli skibus invernali e le navette estive.

Il no di Olivi: Area 4 disomogenea. Vallagarina e Rovereto guardano al Garda.

Alessandro Olivi (Pd) ha motivato il suo voto “fermamente contrario” al regolamento perché l’estate scorsa durante la discussione del ddl di riforma aveva proposto un emendamento che derubricava la suddivisione del Trentino in quattro Ata che ora torna invece in questa disciplina attuativa. Questo perché non condivideva allora e non puù accettare quindi neanche oggi il fatto che mentre per tre di queste aree (Dolomiti, Dolomiti di Brenta e Garda Trentino) le vocazioni comuni sono intuibili e oggettive, la quarta (Città, laghi e altipiani) è troppo vasta e mette insieme territori eterogenei tra i quali rintracciare vocazioni comuni “è problematico e fittizio”. Esemplificando, Olivi ha evidenziato come nell’area 4 siano stati inseriti per omogeneità turistica sia Valle dei Mocheni e il Tesino, che fanno parte del massiccio del Lagorai, sia il Monte Baldo e lo Stivo, uniti invece dal fatto di affacciarsi sul Garda. Ambiti diversi, quindi, in mezzo ai quali l’area 4 comprende anche le città di Trento e Rovereto. Per il consigliere è giusto mantenere legate le polarità turistiche dei due maggiori centri urbani del Trentino, ma non si comprende l’estensione dell’area a tutta la Valsugana, il Tesino e la Valle dei Mocheni. Molto meglio sarebbe stato, a suo avviso, prevedere nel regolamento una quinta Ata che l’assessore in aula non aveva escluso, dimostrando maggiore flessibilità. Invece per Olivi questo ritorno al punto di partenza della legge vanifica l’intero percorso compiuto in aula l’estate scorsa prima della sua approvazione. Nell’emendamento da lui presentato, ha ricordato il consigliere, “avevamo aggiunto per l’omogeneità del territorio – ma Strigno e Brentonico hanno omogeneità territoriali difficili da identificare – delle interconnessioni infrastrutturali dei sistemi turistici. Questo voleva dire mettere insieme quei territori che in prospettiva potranno essere collegati da nuove infrastrutture sostenibili come la ferrovia, giustamente già prospettata dalla Giunta, tra la Vallagarina e Garda, mentre ora questi due ambiti rientrano in Ata diverse. Per Olivi questo regolamento presenta una sola nota positiva: la possibilità che che questo processo risulti effettivamente dinamico come promesso, perché sarà probabile che alcuni territori di questa quarta Ata chiederanno di aggregarsi a un’altra Apt. Il consigliere ha osservato che “al di là dell’unanimità espressa dal Cal vi sono in realtà molte riserve da parte di alcuni sindaci e territori su quest’area così vasta”. Il riferimento di Olivi è alla Vallagarina “dove già emerge – ha avvertito – qualche movimento delle Apt per chiedere un cambiamento. “Difficile immaginare – ha concluso – di trovare tra la Vallagarina e il Monte Baldo vocazioni comuni che non siano il Garda”.

Guglielmi: no agli orticelli, si guardi a una promozione d’insieme del Trentino.

Luca Guglielmi (Lega) ha replicato che “se tutti dovessero rivendicare il proprio piccolo orticello, allora anche per la Val di Fassa si potrebbe trovare poco in comune con la Val di Fiemme e il Primiero. Ma questa – ha aggiunto – è una riforma dinamica che, anche se qualcuno potrà storcere il naso, risponde a una visione d’insieme dei territori. Occorre guardare prima alla promozione complessiva del Trentino proiettato nel mondo e poi alle esigenze e alle particolarità dei singoli ambiti”.

Ossanna: bene l’autosufficienza riconosciuta alla Val di Non.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha condiviso con Giglielmi l’esigenza di avere una visione generale della promozione turistica del Trentino, “specialmente ora che il settore sta soffrendo e occorre avere le idee chiare se vogliamo che la prossima stagione estiva segni una ripresa”. Ossanna, pur riconoscendo che delle perplessità ci possono stare vista l’ampiezza della quarta Ata, ha apprezzato il riconoscimento nel regolamento dell’autosufficienza raggiunta dall’ambito della Val di Non. Bene anche, ha aggiunto, che le Ata siano aggregazioni territoriali e non tematiche coordinate da Trentino Marketing. A una domanda del consigliere sulla derivazione delle risorse umane e professionali delle Ata (da “prestiti delle Apt o da Trentino Marketing?), Bettotti ha risposto che faranno parte delle Ata in rappresentanza dei territori una figura di referente tecnico nominato da ogni ambito. Queste persone entreranno nel nucleo tecnico dell’Ata. Le altre risorse professionali delle Ata arriveranno da Trentino Marketing e fungeranno da figure di coordinamento. La parte gestionale e operativa delle Ata sarà in capo alla Trentino Markting e ad altre strutture della Provincia.

Dalzocchio: per anni Rovereto priva di una visione turistica.

Mara Dalzocchio (Lega) ha plaudito al carattere dinamico di questa riforma. “Dobbiamo auspicare – ha aggiunto – che le Apt e i sindaci abbiano una visione turistica, perché mentre alcuni territori hanno spinto in questa direzione, altri si sono chiusi nel loro piccolo orticello”. Dalzocchio ha citato il caso di Rovereto, “che se avesse coltivato negli anni una visione turistica oggi avrebbe un Pil molto più importante grazie alla sua vicinanza con tante importanti destinazioni e la posizione privilegiata di questa città che, però, non ha mai guardato fuori del proprio territorio”. Per la capogruppo del Carroccio questa legge favorisce un confronto vivace con i territori e per questo va giudicata favorevolmente”. Dalzocchio ha infine ringraziato l’assessore per essersi confrontato un anno e mezzo coni territori fino a produrre una riforma come questa che sarà rilanciare il Trentino proprio nel momento in cui ce n’è particolarmente bisogno, guardando anche al futuro e al dopo-Covid.

Scheda. I contenuti del regolamento.

Il testo formato da 8 articoli e 2 tabelle allegate attua la legge 8 del 2020 ridisegnando complessivamente il sistema provinciale del marketing turistico-territoriale. In particolare disciplina il marchio territoriale trentino e l’organizzazione del sistema di marketing turistico del Trentino relativamente alle Apt di ambito e alle Agenzie territoriali d’area (Ata). Gli ambiti di riferimento delle aziende di promozione turistica diventano 11, con un regime transitorio per l’ambito della Val di Sole e l’ambito della Val di Non che resteranno distinti fino a tutto il 2022. La principale novità del regolamento sta nella creazione di quattro Ata anziché cinque, ciascuna formata da ambiti affidati alle 11 Apt. Le Ata si chiameranno, nell’ordine, “Dolomiti” (Ambito Val di Fassa, Ambito Val di Fiemme, Ambito Altopiano di Pinè, Ambito San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi), “Dolomiti di Brenta” (Ambiti Val di Sole e Val di Non, Ambito Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, Giudicarie centrali e Valle del Chiese, Ambito Altopiano della Paganella, Piana della Rotaliana e San Lorenzo Dorsino), “Garda Trentino” (Ambito Garda trentino, Valle di Ledro e Terme di Comano) e “Città, laghi e altipiani” (Ambito Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Ambito Altipiani Cimbri e Vigolana, Ambito Valsugana, Tesino e Valle dei Mocheni, Ambito Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo).

Il ddl di Olivi sugli incentivi alle imprese sarà preso in considerazione dall’assessore Spinelli in vista della riforma della legge unica sull’economia.

D’intesa con l’assessore Achille Spinelli la II Commissione si è poi aggiornata sul disegno di legge 52 proposto da Alessandro Olivi (Pd) e dedicato a “Ulteriori misure per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia da COVID-19. Modificazioni della legge provinciale 23 marzo 2020, n. 2 (Misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica), e della legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999”.

Olivi non è entrato nel merito del provvedimento che in parte l’anno scorso era stato assorbito, d’accordo con l’assessore, nella legge 3 sulle misure di sostegno alle attività economiche per fronteggiare la prima emergenza Covid. Il consigliere ha proposto che la parte rimanente del ddl, riguardante gli incentivi alle imprese, sia presa seriamente in considerazione da Spinelli nell’ambito della revisione e l’aggiornamento della legge unica sull’economia, la 6 del 1999, considerato da tutti necessario alla luce della grave crisi conseguente alla pandemia, alla quale la Giunta intende mettere mano. Olivi ha spiegato di aver anche già presentato degli emendamenti al proprio ddl che in parte propongono di abrogare alcune misure emergenziali superate da quelle già adottate dalla Giunta e in parte ne introducono interventi che puntano al dopo-Covid, quando il quadro economico tornerà stabile. In sostanza l’esponente del Pd ha chiesto a Spinelli di considerare questo ddl e gli emendamenti da lui proposti “una piattaforma sulla quale provare a costruire nei prossimi mesi un disegno condiviso” con la Giunta in vista della riforma della legge 6. Una piattaforma che punta sia a una riforma strutturale sia alle iniziative che l’esecutivo intende varare nei prossimi mesi per proseguire l’azione urgente di sostegno alle imprese colpite dalla pandemia e ai lavoratori, in particolare del settore turistico.”

L’assessore ha ringraziato Olivi ricordando di aver già iniziato a discutere con lui del ddl. “C’è ancora tempo – ha aggiunto – per arrivare a formulare una proposta di revisione della legge unica ma anche dei provvedimenti attuativi che hanno una grande importanza per migliorare il sistema degli incentivi”. Spinelli ha assicurato quindi che terrà conto del testo di Olivi nella fase di ridefinizione delle misure, anche se questo non avverrà a breve: servirà sicuramente qualche mese. Ma la disponibilità al confronto e alla collaborazione c’è.

Il presidente Guglielmi ha chiuso suggerendo ad Olivi e Spinelli di valutare il da farsi prima della prossima seduta della Commissione in programma il 10 marzo, quando occorrerà decidere il percorso del ddl.

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LANCIO D'AGENZIA

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