Riforma del turismo, concluse le audizioni in Seconda commissione. Pomeriggio di audizioni in Seconda commissione, presieduta da Luca Guglielmi (Fassa), sui ddl 53 dell’assessore Failoni e 16 Michele Dallapiccola (Patt) sulla riforma del turismo. Domani pomeriggio, sempre in Seconda Commissione, la discussione e il voto.

 

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Garda Trentino: c’è un eccessivo centralismo.

I primi ad essere ascoltati sono stati i rappresentanti del Garda Trentino. Il presidente Marco Benedetti, dopo aver sottolineato gli aspetti positivi del ddl Failoni, ha presentato quelli che secondo lui sono gli aspetti critici soprattutto le Agenzie territoriali d’area. Manca, secondo il presidente, un equilibrio di potere e quindi la richiesta è di progettare meglio queste strutture con un modello organizzativi che assicuri un equilibrio di poteri tra Ata e Apt, con una progettazione comune dei prodotti turistici. In alternativa, non sarebbe male, secondo Benedetti, istituire un Fondo provinciale, con il 10% delle risorse destinate alle Ata, per progetti interambito. Insomma, secondo il vertice di Garda Trentino preoccupa l’allungamento della catena di comando e un’architrave istituzionale che si allontana della periferia e si centralizza in Trentino Marketing (TM). Vero, ha aggiunto Benedetti, che TM è un presidio importante, però si deve stare attenti a non perdere il patrimonio di esperienza delle Apt. L’idea che se ne trae, sempre secondo l’esponente di Garda Trentino, è che le Apt siano subordinate e venga depotenziato il ruolo delle categorie economiche e dei privati. Non c’è, ha aggiunto Benedetti, l’evoluzione delle Apt che si stanno vedendo nel resto del mondo, ma un’involuzione. Serve poi un ragionamento sul pubblico e sul privato, soprattutto per ciò che riguarda l’obbligo delle nuove Apt di accollarsi tutto il personale delle attuali Apt e dei consorzi Pro loco, una decisione politica che contrasta con l’economicità. Sul finanziamento il Garda propone quattro ipotesi:

1) trasformare l’imposta di soggiorno in un contributo obbligatorio alle Apt dell’operatore che poi potrà rivalersi sull’ospite.

2) parificare il sistema turistico a quello della formazione professionale che è considerata di interesse generale ed è gestita da privati finanziati in toto dalla Pat.

3) seguire la normativa europea sui Sieg che prevede l’assegnazione a soggetti privati selezionati di risorse pubbliche.

4) risolvere il problema della suddivisione del finanziamento 51% dai privati 49% dal pubblico trasformando le Apt in organismi di diritto pubblico gestiti in una logica imprenditoriali.

Il presidente Benedetti ha detto che con la riforma i conti della Garda Trentino non potrebbero essere in equilibrio perché, con la nuova legge, il contributo pubblico della nuova Apt, nella quale rientrerebbero anche la Valle di Ledro e Comano, passerebbe dai 4 milioni e 246 mila euro di oggi a circa un milione.

Pietro De Godenz (UpT) ha chiesto chiarimenti al presidente del Garda Trentino sul discorso personale e sulle Ata. La risposta è stata che sul personale c’è una contraddizione tra la trasformazione in aziende private delle Apt e l’obbligo di assumere il personale; sulle Ata manca una definizione giuridica, chiarezza sull’organizzazione e sulla gestione del prodotto.

Alessandro Olivi del Pd ha chiesto come viene visto il nuovo ruolo di TM. Marco Benedetti ha risposto che il Garda si è già adattato all’idea di un TM che punta soprattutto alla promozione, una scelta condivisa ma la dotazione che la spa provinciale si porterà dai territori va contro le tendenze nazionali e internazionali.

 

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Per le “Strade” va rafforzata la sinergia tra produttori e Apt.

Per le tre Strade del vino e dei sapori del Trentino, Dora Tavernaro in rappresenta delle stesse, ha riassunto il documento condiviso dalle tre associazioni nel quale si chiede una modifica di alcune parti del ddl per rafforzare, istituzionalizzandola, la sinergia, ormai collaudata negli anni, tra i produttori locali e le Apt. Sulle Agenzie territoriali, Tavernaro ha detto che le strade del vino e dei sapori potrebbero contribuire a creare i prodotti turistici, prevedendo, nel caso di prodotti incentrati sulla gastronomia, il coinvolgimento delle “strade” potrebbero che potrebbero avere voce in capitolo nella strategia a livello provinciale. Sul ruolo di Trentino Marketing, Tavernaro ha suggerito di puntare su quello di coordinamento non solo di eventi ma anche di progetti a carattere provinciale. Sul ddl Dallapiccola la coordinatrice ha aggiunto che, con la prevista divisione dei territori in base ai prodotti, si potrebbe pensare ad un Agenzia per i produttori.

 

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I rifugisti: le Agenzie territoriali rischiano di creare problemi.

Dario Cordella segretario dell’associazione rifugi Trentino, sottolineando l’importanza del turismo per l’economia trentina e la centralità del turista che sta alla base del ddl Failoni, ha affermato che vanno evitate sovrapposizioni e va introdotta una semplificazione del quadro generale, valutando le Apt d’ambito anche in base alla loro sostenibilità economica. Le Agenzie territoriali però, a detta di Cordella, rischiano di creare problemi nei rapporti tra territori, e si deve invece puntare sul potenziamento dell’offerta che sta alla base del successo turistico. Nelle agenzie di prodotto potrebbero rientrare anche i rifugi che spesso, ha detto il rappresentante dei rifugisti, sono dimenticati dalle stesse Apt. Sì invece al ddl Dallapiccola soprattutto perché prevede la suddivisione territoriale per omogeneità di prodotto. Una scelta, secondo Cordella, molto più efficiente rispetto allo spezzettamento delle offerte nelle Apt d’ambito.

 

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La Sat: serve un richiamo alla fragilità dell’ambiente montano.

Il vice della Sat Roberto Bertoldi ha chiesto attenzione alla montagna che, come è emerso anche dagli Stati generali della montagna, chiede equilibrio tra risorse turistiche e risorse ambientali. Il vicepresidente Sat ha detto che ci sono già molti documenti politici che vanno in questa direzione e in un ddl, come quello di Failoni, che parla anche di valori ci dovrebbe essere anche un richiamo alla fragilità dell’ambiente montano. Principio che si potrebbe inserire, per il vicepresidente Sat, negli articoli che parlano di promozione territoriale ricordando i valori ambientali e identitari del Trentino. Sulle attività delle Apt, la richiesta della Sat è quella di inserire tra le attività il presidio della montagna.

 

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Cal: condivisione del ddl Failoni, ma rimane il nodo Rovereto.

Ultima audizione, quella del presidente del Cal, Paride Gianmoena il quale, ringraziando l’assessore per la disponibilità al confronto, ha affermato che sull’impianto del ddl c’è condivisione degli obiettivi. Importante il fatto che le Apt diventino private, ma rimane il nodo, che andrebbe risolto, dell’ambito di Rovereto e della Vallagarina. Altra questione sottolineata dal Cal, quello della rappresentanza dei comuni nel cda delle nuove Apt che, ha sottolineato Gianmoena, dovrà essere garantita perché serve la condivisione di tutti gli attori. Per il presidente Cal l’istituzione comune dovrà avere un ruolo anche nello sviluppo concreto della riforma. Infine, Gianmoena ha espresso dubbi sull’ impostazione più rivolta al pubblico del ddl Dallapiccola, mentre il Cal è più vicino a quella dell’assessore.

 

 

 

 

Osservazioni Associazione gestori rifugi

 

Osservazioni Apt Garda Trentino

 

Osservazioni Consiglio autonomie locali