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CONSIGLIO PAT * SECONDA COMMISSIONE: « L’ASSESSORE SPINELLI SUL CASO SICOR, LA PAT È PRONTA AD ACCOMPAGNARE UNA RIPRESA DEL DIALOGO TRA LE PARTI »

L’assessore Spinelli sul caso Sicor in II Commissione: Provincia al lavoro per far ripartire il dialogo tra le parti appena conclusa la vicenda giudiziaria. Olivi propone di coinvolgere anche il Consiglio provinciale. Sospeso l’esame del ddl De Godenz-Job sui contributi per incentivare la riqualificazione degli alberghi in vista delle Olimpiadi del 2026.

L’assessore allo sviluppo, ricerca e lavoro Achille Spinelli ha aggiornato oggi la II Commissione, competente in materia di economia e presieduta da Luca Guglielmi (Fassa) sullo stato di attuazione della risoluzione dedicata alla Sicor approvata il 19 ottobre scorso dal Consiglio provinciale. La risoluzione impegna infatti la Giunta a tenere informata la Commissione sull’andamento della vicenda Sicor e sulle iniziative adottate dalla Provincia. Spinelli, sollecitato dagli interventi di Olivi (Pd) e Marini (Misto 5 Stelle), ha spiegato che la Sicor non è vincolata da accordi presi con la Provincia, preannunciando però la volontà di prodigarsi per la ripresa delle trattative tra le parti dopo la conclusione della vicenda giudiziaria ancora in corso. L’assessore ha giudicato condivisibile la proposta di Olivi alla Giunta di coinvolgere nella vicenda anche il Consiglio provinciale per sostenere la ricerca di una soluzione.

La Commissione ha poi nuovamente sospeso l’esame del ddl 62 proposto da Pietro De Godenz (UpT) e Ivano Job (Lega), la cui trattazione era già stata rinviata. I due consiglieri hanno concordato con l’assessore Failoni uno slittamento della discussione a fine marzo per conoscere l’entità delle risorse di cui la Provincia potrà disporre a sostegno del provvedimento che punta a stimolare la riqualificazione delle attività turistico-alberghiere in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 e in attesa di sapere se l’Ue rinnoverà anche per il 2021 la deroga ai limiti previsti dalla regola del “de minimis” sui contributi di Stato alle imprese.

 

L’assessore: la Pat è pronta ad accompagnare una ripresa del dialogo tra le parti appena conclusa la vicenda giudiziaria.

Premesso che “il caso Sicor è molto complicato e inedito” rispetto ad altre vertenze sindacali del passato, Spinelli ha ricordato i tentativi di riavviare il dialogo tra le parti da lui promossi prima del referendum tra i lavoratori del 20 ottobre scorso. Dall’esito della consultazione era emersa la volontà di non dare mandato a Cgil e Cisl di sedersi al tavolo delle trattative sulla base delle proposte avanzate dall’azienda. Ciò nonostante “la Provincia – ha ribadito l’assessore – non intende far mancare la propria assistenza tramite le proprie strutture, in particolare Servizio lavoro e Agenzia del lavoro. Certo – ha avvertito – non possiamo assecondare decisioni che impattano negativamente sulle condizioni di benessere dei lavoratori trentini, ma neppure possiamo ignorare le istanze che provengono dal tessuto produttivo di avviare trattative che correlino maggiormente i fattori di efficienza e produttività con i premi al lavoro. Purtroppo queste – ha aggiunto – sono spesso scelte imposte dal mercato, che vincolano la sopravvivenza e lo sviluppo aziendale nei nostri territori”. E ha proseguito: “abbiamo già detto a Sicor che la Provincia è disponibile ad accompagnare le politiche di riorganizzazione aziendale con gli strumenti che la legge provinciale 6 del 1999 e con gli strumenti di supporto gestiti da Trentino Sviluppo”. Spinelli ha ricordato l’esito del giudizio promosso dai sindacati nei confronti dell’azienda presso il tribunale di Rovereto per condotta antisindacale legata alle disdette dei contratti collettivi nazionali e aziendale. Condotta che il giudice di primo livello ha censurato. L’azienda ha poi presentato ricorso in appello. Al riguardo l’assessore ha commentato: “poiché la vicenda giudiziaria non è ancora conclusa, non ritengo opportuno esprimere alcuna valutazione. Rinnovo solo la piena disponibilità della Provincia a supportare le parti per la ripresa del dialogo, anche se questo potrà ripartire dopo la conclusione della vicenda giudiziaria”. Spinelli ha ricordato infine che il gruppo della Sicor è finanziariamente solido. “Questo vuol dire – ha detto – che non ha bisogno del sostegno offerto dalla Provincia, sostegno ripetutamente rifiutato dall’amministratore di Sicor”..

 

Olivi: la Giunta coinvolga il Consiglio provinciale per ricordare a Sicor che l’azienda è nata e cresciuta a Rovereto grazie a un solido patto con le istituzioni.

Alessandro Olivi (Pd) ha giudicato “formalmente corretto l’approccio della Giunta” a questa vicenda, ma ha esortato l’esecutivo a “non assumere un atteggiamento puramente notarile perché questa non è una situazione di normale crisi aziendale dovuta al crollo del fatturato”. Olivi ha ricordato infatti che la Sicor si è chiamata fuori da qualsiasi tipo di rapporto non solo con i lavoratori ma anche con il territorio e che è perfino uscita da Confindustria “per poter avere mano libera e ridurre ad individuali tutte le relazioni dell’azienda con i dipendenti”. Non si era mai visto nulla di simile, ha osservato il consigliere. Si tratta a suo avviso di “un precedente estremamente grave” in cui “il manager ha dimostrato di voler fare quel che vuole”. Ecco perché secondo Olivi la Provincia deve fare qualcosa di più, non limitandosi a chiedere all’azienda se ha bisogno di contributi pubblici ma mettendo in chiaro che nel Trentino le relazioni industriali sono irrinunciabili. Secondo l’esponente dei dem, da questo punto di vista finora la Giunta è apparsa piuttosto timida. Olivi ha quindi proposto di “coinvolgere il Consiglio provinciale a fianco dell’esecutivo per rafforzare la presa nei confronti di chi ritiene di poter operare in Trentino a prescindere dalla cornice istituzionale e territoriale in cui si trova”. Giunta e Consiglio insieme dovrebbero chiedere a un’azienda importante come la Sicor di riprendere la via delle relazioni. Ricordando all’azienda che se ha potuto diventare quello che è, ciò è dovuto soprattutto all’accordo preso con la Provincia una decina di anni fa. In sostanza, ha spiegato Olivi, allora era stata fatto un bando al quale l’azienda partecipò, per una permuta tra un immobile di cui Sicor era proprietaria, rilevato da Trentino Sviluppo per far posto ad alcune piccole imprese, e un sito che faceva capo alla società della Provincia. Sito nel quale l’azienda oggi si trova. Ci fu un patto: Sicor si impegnò ad aumentare di 40 unità le postazioni lavorative. Se quindi l’azienda ha potuto nascere e consolidarsi a Rovereto, è grazie a un solido accordo con la Provincia che ha dato una mano a Sicor perché potesse diventare quel che è. Certo, ha concluso, “i proprietari di allora erano diversi, ma è importante ricordare che Sicor non è arrivata da Marte e non è cresciuta qui in una notte”.

 

Marini: occorre difendere il modello trentino delle relazioni industriali.

Alex Marini (gruppo misto e 5 Stelle), condividendo l’opinione di Olivi, ha osservato che è stata la realtà sociale ed economica del Trentino a permettere alla Sicor di diventare una realtà produttiva importante. “Per l’esito dell’appello – ha proseguito – si dovrà attendere qualche mese, ma la sentenza di primo grado è stata netta, come molto chiara è stata la solidarietà manifestata ai lavoratori della Sicor dai lavoratori metalmeccanici delle altre aziende del Trentino”. Per Marini occorre prendere atto che il problema di quest’azienda non si può circoscrivere alla sola realtà della Sicor, perché mette in discussione l’intero modello industriale del Trentino. Secondo il consigliere, quindi, la politica dovrebbe evidenziare il valore del sistema produttivo del Trentino all’interno del quale un’azienda può crescere. E anche a suo avviso è giusto proporre che ciò avvenga anche con il coinvolgimento del Consiglio provinciale, che dovrebbe impegnarsi insieme alla Giunta a sottolineare il valore di questo modello di relazioni industriali, che non implica la difesa solo dei diritti dei lavoratori di quest’azienda ma anche di quelli di tutto il territorio in cui la Sicor è inserita. Ecco perché per Marini nelle audizioni che la Commissione convocherà sul caso Sicor dovrebbero essere ascoltati anche Confindustria e il Comune di Rovereto.

 

Spinelli: i vincoli di Sicor impegnavano i precedenti proprietari, non quelli attuali.

L’assessore Spinelli ha ringraziato i due consiglieri ma ha ricordato che la difficoltà del caso Sicor è che quest’azienda non è vincolata ad un accordo stretto con la Provincia e basato su contributi o sussidi pubblici. “Questo aspetto – ha sottolineato – fa una grandissima differenza, perché anche se è vero che l’assessorato non è un notaio, occorre prendere atto che non dispone di alcuna leva per richiamare i proprietari al rispetto di vincoli sottoscritti con la Provincia. L’attuale amministratore di Sicor non ha i vincoli che valevano per i precedenti proprietari. Questo elemento non è formale – ha spiegato Spinelli – ma sostanziale”. L’assessore ha apprezzato la proposta di coinvolgere nella partita anche il Consiglio provinciale: “questo può servire – ha detto – ma resta la difficoltà di individuare una strada per intervenire nell’ambito di una libera iniziativa privata”. Spinelli ha anche segnalato che nel 2020 i conti di Sicor non sono stati affatto brillanti, perché l’azienda ha avuto perdite rilevanti. “Certo – ha aggiunto – il Trentino ha sempre avuto relazioni industriali virtuose, ma il signor Santambrogio non è persona che per questo si possa intenerire e sia disposta a rivedere posizioni da lui evidentemente concordate con la casa madre. Alla Provincia resta il compito di mediare il più possibile per ridurre l’impatto delle scelte aziendali sui lavoratori”. L’assessore ha poi escluso l’eventualità che altre aziende possano seguire l’esempio di Sicor abbandonando i contratti, perché il caso di quest’impresa è del tutto particolare e straordinario. In ogni caso per Spinelli “non si potrà prescindere dalle decisioni che il tribunale adotterà a seguito dell’appello dell’azienda. A quel punto tenteremo di riaprire la strada dei rapporti con Sicor anche con una mediazione che induca i dipendenti a non astenersi dal lavoro in modo troppo pesante: queste cose devono essere stigmatizzate anche da parte sindacale”. “Perché – ha concluso, “perché l’obiettivo è arrivare ad un accordo che soddisfi sia l’azienda sia i lavoratori”.
Il presidente Guglielmi ha preannunciato che sull’argomento convocherà apposite audizioni della II Commissione con Fiom Cgil e Cisl.

 

Slitta a fine marzo il ddl De Godenz-Job sui contributi provinciali finalizzati alla riqualificazione dell’offerta turistica alberghiera in vista delle Olimpiadi.

L’organismo consiliare ha poi deciso una nuova sospensione del disegno di legge 62 proposto da Pietro De Godenz dell’UpT e Ivano Job della Lega Salvini Trentino per prevedere “Contributi per la riqualificazione dell’offerta turistica alberghiera in vista delle olimpiadi invernali 2026”. I due consiglieri hanno infatti condiviso e concordato con l’assessore al turismo Roberto Failoni di riprendere l’esame del provvedimento a fine marzo. A quel punto, ha spiegato Failoni, si conoscerà probabilmente sia l’entità delle risorse che la Provincia otterrà dal governo, parte delle quali potranno essere mettere a disposizione di questo intervento, sia se vi sarà una deroga al “ de minimis” da parte della Commissione europea. Questo permetterà di finanziare anche quest’anno le piccole e medie imprese non solo del settore turistico, ma anche dell’artigianato e dell’edilizia, che altrimenti non potrebbero avrebbero l’opportunità di investire per puntare al rilancio delle attività in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Allora questo ddl, ha spiegato l’assessore, si potrebbe tramutare in un nuovo bando sulla legge 6 del 1999, da aggiungere a quello già previsto per commercio e servizi allo scopo di fronteggiare la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria. Bamdo che ha raccolto già 160 domande: segno che il tessuto economico del Trentino ha voglia di investire per reagire alle difficoltà. Per Failoni sarà interessante vedere l’effetto moltiplicatore di questo ulteriore bando che, non interessando solo aziende del turismo, andrà proposto d’intesa con l’assessore Spinelli. Decisiva sarà l’entità dei finanziamenti da mettere a disposizione per sostenere un’iniziativa così importante. L’obiettivo è permettere investimenti anche alle imprese bloccate da tempo a causa della pandemia. De Godenz e Job hanno apprezzato la proposta dell’assessore e sollecitato la definizione del bando sulla base del quale il ddl potrà poi essere rapidamente recepito. “Le risorse – ha concluso De Godenz – dovranno essere importanti perché in vista dell’appuntamento olimipico si tratta di far ripartire tutta l’economia del Trentino a 360 gradi”.

Il presidente Guglielmi ha quindi sospeso nuovamente l’esame del ddl 62, che potrà riprendere quando i due proponenti e l’assessore lo riterranno più opportuno.