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CONSIGLIO PAT * SECONDA COMMISSIONE: « AUDIZIONI AI DDL 96 E 93 PER LA VARIAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE, OBIETTIVO SOCCORRERE LE CATEGORIE ECONOMICHE »

La seconda Commissione di Luca Guglielmi ha ospitato questa mattina nel corso di una seduta fiume conclusasi nel primo pomeriggio, le audizioni ai disegni di legge 96 e 93, rispettivamente della Giunta e di Alessandro Olivi (PD), che anticipano la variazione di bilancio di previsione per soccorrere le categorie economiche colpite dalla grave crisi indotta dalla pandemia in corso. Sono stati sentiti diversi soggetti delle cui osservazioni diamo conto di seguito. Tutti hanno rilevato la ristrettezza dei tempi a disposizione per poter entrare nel merito ed elaborare proposte di sostanza. Espressa la disponibilità da parte dei soggetti ascoltati e da parte dei consiglieri presenti, ad attivare un percorso di condivisione “continuo” su un provvedimento in progressiva costruzione. Molto critici i sindacati sui tempi e sul metodo. Sentiti gli imprenditori, la Camera di Commercio, i Sindacati, i Maestri di sci e le Categorie agricole.

 

Coordinamento provinciale imprenditori e ANCE
Roberto Simoni (Presidente Coordinamento Imprenditori) ha rilevato il poco tempo per leggere e valutare i disegni di legge e ha detto di aver comunque depositato un documento che manifesta il plauso per i sostegni e gli aiuti che si vogliono inserire nella proposta, senza tuttavia poter entrare nel merito dell’articolato. Siamo a disposizione per l’elaborazione dei criteri della parte attuativa, ha detto, affinché l’elargizione degli aiuti avvenga nella maniera più equa e soddisfacente per tutti. Quanto al ddl 93 del consigliere Olivi, riteniamo che in questo momento sia importante trovare la condivisione tra tutte le forze politiche, ha aggiunto, rivolgendo un appello a tutte le forze politiche affinché lavorino insieme in questo momento particolarmente delicato per tutti. Ci auguriamo un iter rapido, che consenta alle imprese di accedere agli aiuti in tempi brevi, ha concluso.

Luca Guadagnini (Impianti a fune) ha espresso apprezzamento per entrambi i disegni di legge, che tengono conto delle grosse difficoltà della categoria e dei lavoratori stagionali coinvolti, una categoria riconosciuta come categoria speciale dal Governo, ha ricordato. La maggior parte degli associati il prossimo dicembre conterà un periodo di ventuno mesi senza ricavi a fronte di costi altissimi: in questo contesto è evidente la necessità di pensare misure aggiuntive rispetto a quelle elaborate dal Governo e questi disegni di legge sembrano contenere buone proposte, ha detto, citando il rinvio della data dell’Imis a momenti in cui si auspicano flussi di cassa più favorevoli, la proroga della revisione degli impianti e agli articoli 3 e 4 che prevedono il sostegno ai redditi degli stagionali. Apprezzato anche il fondo straordinario per il turismo previsto all’articolo 5 e l’articolo 7 che solleva le società dal versamento dei canoni di locazione.
Presenti all’audizione anche Roberto Pallanch (Asat) Roberto Busato (Confindustria), Giovanni Profumo (Confcommercio) e Aldi Cekrezi (Confesercenti) che si sono accodati alle considerazioni del Presidente Simoni. Busato ha aggiunto che ci sono imprese bloccate da oltre 15 mesi, mentre il settore manifatturiero ha tenuto in qualche modo, sostenendo l’economia del territorio. Oltre a limitarci a ristorare le perdite dei vari settori, ha suggerito, dobbiamo cominciare a pensare fin da subito un percorso di crescita del Trentino del futuro, ponendoci obiettivi certi e creando le condizioni per realizzare lo sviluppo, anche utilizzando il prezioso strumento dell’autonomia.

 

Parola ai consiglieri
Pietro Degodenz (UpT) ha detto che è importante che arrivi il documento per poter fare considerazioni più approfondite ed ha confidato nell’aiuto delle singole categorie per poter elaborare proposte utili non solo nell’immediato, ma anche per lo sviluppo futuro del territorio trentino.

 

Alessandro Olivi (PD) si è unito all’appello di celerità e ha raccolto l’invito alla responsabilità e a rinunciare ad ogni partigianeria. Sarà una legge costruita per obiettivi e in questo senso il confronto con le categorie dovrà essere costante, ha concluso, garantendo da parte sua l’impegno a fare in fretta e a fare bene.
Walter Kaswalder, presente in Commissione in questa e nelle altre fasi di presentazione di questa variazione di bilancio, ha espresso soddisfazione e ha garantito il proprio impegno come presidente dell’aula, affinché il percorso possa proseguire in Consiglio all’insegna del confronto e del dialogo, affinché questo provvedimento rappresenti un punto di partenza e di ripresa per il nostro territorio.

 

Camera di commercio industria artigianato e agricoltura
Il segretario generale Alberto Olivo e Massimo Pavanelli hanno espresso apprezzamento per la scelta di adottare una proceduta accelerata in un contesto davvero complicato e difficile in cui viviamo il rischio concreto della morte delle imprese e delle prospettive dei lavoratori e famiglie.
Pavanelli ha apportato alcune considerazioni sul quadro economico, suffragato da una analisi attualmente in fase di elaborazione. Il fatturato perso nel solo 2020 si aggira tra il 9,3 e il 9,8% in particolare a danno dei comparti di prossimità e della filiera del turismo. Le minori entrate si ripercuotono anche sulla Provincia con un minor gettito di almeno 500 milioni di euro. L’approccio del ddl orientato principalmente al settore turistico è assolutamente condivisibile, mentre gli altri settori secondo le prime stime hanno registrato un trend più favorevole, ma non come ci si sarebbe attesi, in un quadro complessivo molto precario. In questo contesto, tutte le misure che possono alleggerire e compensare le minori entrate sono evidentemente utili e ben accolte, sia quelle contenute nel ddl 96, che quelle nel 93: Pavanelli ha aggiunto che tutti gli incentivi che possano aiutare le imprese dal punto di vista tecnologico saranno utili e apprezzate, così come gli investimenti strutturali e viari legati alle Olimpiadi 2026.

 

Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil
Per la componente sindacale hanno preso parte all’audizione Andrea Grosselli (Cigil), Walter Alotti (Uil) e Michele Bezzi (Cisl).
Grosselli è partito dalla considerazione dell’impossibilità di commentare la manovra, dal momento che non sono pervenute comunicazioni ufficiali sulla composizione del provvedimento, in particolare con riferimento all’allocazione delle risorse: le osservazioni saranno trasmesse quando sarà possibile argomentare nel dettaglio gli interventi. In generale comunque la manovra per il mondo del lavoro appare insufficiente, sopratutto se paragonata a quella approvata a Bolzano, che ha già legiferato e al mondo del lavoro ha riservato 55 milioni di euro sui 500 milioni complessivi. Obiettivamente anche l’Alto Adige vive le stesse difficoltà del Trentino e a Bolzano c’è la misura di sostegno al pagamento degli affitti che qui il sindacato chiede da oltre un anno. I numeri in Trentino sono drammatici: 35.000 contratti di lavoro persi in 13 mesi e 20.000 posizioni lavorative in un anno: in questo scenario sono stanziati fin qui solo 13 milioni di euro, nel maggio 2020 sulla legge 3. Alla luce di queste considerazioni Grosselli ha chiesto per il comparto del lavoro una manovra di dimensioni simili a quella di Bolzano e che sostenga i lavoratori gli stagionali. Apprezzato in questo senso il ddl 93 di Olivi che prevede di attingere queste risorse al Fondo di solidarietà del Trentino. Misure di sostegno sono attese anche per i lavoratori precari dello spettacolo e della cultura, obiettivamente in grave difficoltà. Sulla questione del sostegno al reddito c’è da rifinanziare l’integrazione al reddito dei cassa integrati e la Giunta pare aver preannunciato un intervento in tal senso: ci attediamo una adeguata dotazione finanziaria. Poi si auspica il sostegno per i servizi conciliativi estivi alle famiglie con figli dai 3 ai 14 anni con un contributo di almeno 50 euro al mese. Quanto agli emendamenti, sull’intervento per gli stagionali Grosselli ha ribadito di non comprendere perché la Giunta non intenda avvalersi del Fondo di solidarietà dal momento che è già attivo. Sempre in questo contesto, la richiesta del sindacato è di superare il riferimento all’accordo territoriale perché così si rischia di escludere dal beneficio realtà con servizi commerciali turistici. Oppure, in alternativa, ha suggerito di rivedere la definizione di queste aree. Grosselli ha contestato il fatto che si fissino dei criteri e poi se ne deroghi alla Giunta l’adozione.

Quanto al ddl 93, il riferimento alle politiche attive del lavoro è centrale e si auspica che venga introdotta una misura che traguardi l’estate in preparazione della stagione invernale. Grosselli ha infine ribadito che ci si attende una manovra più forte sul capitolo del lavoro e ha sottolineato di nuovo le modalità adottate che rendono difficile dare un contributo propositivo.
Alotti ha ribadito le modalità inaccettabili perpetuate anche in questa occasione dalla Giunta, svolgendo due osservazioni sui tempi e sul metodo in cui viene proposta questa manovra “fantasma”. Un metodo che purtroppo riflette i rapporti con la Giunta, secondo uno strabismo cronico che privilegia le parti datoriali con incontri formali e anche informali. Questa convocazione ci fa piacere, ha aggiunto, stigmatizzando però la svalorizzazione del contributo del sindacato rispetto ad un documento vuoto, in cui ha rilevato due segnali che confermano questa visione: vengono stornati 7 milioni dalle politiche del lavoro e della formazione professionale, mentre ne vengono attribuiti 5 alle categorie datoriali, maggiormente considerate da parte della Giunta rispetto alle necessità rappresentate dai sindacati per i lavoratori e le lavoratrici. Non siamo più intenzionati ad adeguarci a questo metodo, ha detto stizzito prima di fare due considerazioni di merito: sulle politiche per la casa ha lamentato che è è da inizio pandemia che viene ignorato il problema del pagamento dell’affitto nel comparto privato e ha chiesto di istituire anche in Trentino il fondo per la morosità incolpevole dei cittadini.
Infine, una nota conclusiva di Bezzi che ha esortato di evitare un conflitto sociale: va benissimo il sostegno alle imprese, ma ci sono anche i lavoratori. Bezzi ha aggiunto che occorre prepararsi alla transizione e in questo senso diventa necessario investire in formazione e politiche attive del lavoro. Da questo punto di vista c’è anche da spendere la partita del Recovery Plan, che va gestita guardando al futuro del territorio, anche con una riforma del settore pubblico, magari riaprendo i tavoli di contrattazione che al momento sono sospesi.

 

 

Parola ai consiglieri

La consigliera Vanessa Masè (Civica) ha replicato alle critiche di Alotti, obiettando che in sede di bilancio e di assestamento i sindacati hanno ricevuto i testi negli stessi tempi degli altri, senza nessuna preferenza per una componente rispetto all’altra. Questa è una situazione particolare e i tempi sono quelli che sono, gli stessi per tutti. Alotti ha ribadito la critica alla Giunta, non certo al Consiglio provinciale: manca una dialettica con le parti sociali con tempi e modalità di discussione che permettano un contributo produttivo e propositivo sui temi strategici del lavoro.

Paolo Zanella (Futura) ha espresso rammarico per l’amarezza rappresentata dai sindacati, convenendo che il confronto sta avvenendo al buio e che gli emendamenti arrivati ieri sono comunque minimi. Comprendo che il percorso è in divenire, ma sarebbe stato utile conoscere l’orientamento della Giunta rispetto alle risorse da allocare sull’uno o sull’altro capitolo, ha osservato.
Le sigle sindacali sono da sempre contrarie a questa Giunta, a prescindere dalle proposte, ha esordito Devid Moranduzzo (Lega). Tuttavia in questa situazione così complessa sarebbe stato difficile per chiunque amministrare e c’è solo da applaudire la Giunta Fugatti per come è riuscita a trovare 220 milioni di euro da investire per le aziende, le famiglie e i lavoratori. Ricordiamo che dietro le aziende ci sono le famiglie, ha concluso.

Lucia Coppola (Misto-Verdi per l’Europa) ha giudicato non necessario l’intervento del collega della Lega: in Commissione si viene ad ascoltare e a contribuire a migliorare un disegno di legge, non si viene a dire chi è bravo o chi non lo è. A maggior ragione quando non possiamo certo dire di essere a posto quanto a tempistiche e a metodo: l’unica cosa da fare è fare tesoro delle osservazioni pervenute e degli spunti offerti, come la questione degli stagionali, degli affitti e degli sfratti, del sostegno alle famiglie per i servizi conciliativi estivi, del fondo di solidarietà ecc. Queste sono le osservazioni di cui tenere conto e l’auspicio, nella speranza che il documento si vada riempiendo di contenuti, è quello di cogliere in positivo le proposte che vengono dalla società civile, così come si coglieranno gli spunti offerti dalle altre categorie.

Di simile avviso Alessandro Olivi che poi ha chiesto ai sindacati se esista a loro avviso la possibilità di coniugare il sostegno al reddito con un percorso di aggiornamento professionale, però non come condizione, per quei lavoratori che ahimè dovrà aspettare novembre per tornare a lavorare.

Grosselli ha replicato a Olivi che si può farlo anche fuori dal Fondo di solidarietà, confezionando nell’ambito di Agenzia del Lavoro uno strumento ad hoc. Sostenere i lavoratori, ha detto rivolto a Moranduzzo significa sostenere anche le imprese che in questo momento fanno fatica a trovare addetti per una questione demografica. Fare in modo che gli addetti restino legati non solo al settore ma alle singole aziende è dunque fondamentale. Quando citiamo Bolzano, ha aggiunto, citiamo una Giunta in cui la Lega è in maggioranza esprimendo due assessori: nessun pregiudizio aprioristico verso questa Giunta, dunque.

Alotti ha colto la sollecitazione di Olivi rappresentando, accanto all’utilizzo del Fondo di solidarietà, la possibilità di accedere ai corsi per disoccupati dell’Agenzia del lavoro, magari mirati bene al settore degli impiantisti, inserendo particolari modalità formative per l’accesso e ipotizzando un’indennità che potrebbe diventare una minima misura di solidarietà. Altro aspetto che riguarda gli occupati in organico potrebbe essere l’utilizzo del Fondo nazionale competenze, mettendo i lavoratori in formazione con stipendio pagato dall’Inps. Non si attenda sempre l’intervento dello Stato prima di applicare misure locali, ha esortato, anche per rispetto della nostra autonomia: siamo diventati gli ultimi rispetto all’utilizzo e traduzione di tutte le nostre prerogative e competenze.

Denis Paoli (Lega) ha chiesto se la percentuale di fondi riservati ai lavoratori dall’Alto Adige non si debba comparare con le diverse risorse spendibili da quella Provincia rispetto alla nostra.

C’è una differenza significativa tra i due bilanci, ha replicato Grosselli, ma il problema è anche la produttività del lavoro che in Alto Adige aumentata, mentre in Trentino è calata più della media nazionale perché sono diminuiti gli investimenti pubblici e privati. Questo è il punto: occorre rilanciare gli investimenti pubblici e intercettare la mole delle risorse del Recovery indirizzandole anche in questo senso. In Trentino il salario medio di un lavoratore a tempo indeterminato è di 26.000 euro lordi annui, mentre quello di uno stagionale è di 9.000 euro, ai quali evidentemente si aggiungeranno altri lavori per permettere un reddito annuale congruo. Se vengono a mancare quei 9.000 euro è chiaro che i lavoratori stagionali andranno a cercare lavori che permettano un reddito di 26.000 euro.

 

Maestri di sci e accompagnatori di media montagna
Alberto Kostner, presidente dell’associazione maestri di sci, ha rappresentato la problematica dei maestri di sci che hanno solo la stagionalità invernale, per la maggior parte con reddito primario da questa attività e che non sono privi di reddito da oltre 13 mesi. Vista la limitatezza e insufficienza dei ristori stanziati dallo Stato, ha chiesto alla Provincia l’integrazione degli aiuti con circa 12 milioni di euro per dare un sostegno congruo ai 2500 maestri professionisti.
Il Presidente del Collegio maestri di sci del Trentino Mario Panizza ha ribadito la richiesta sottolineando l’importanza di salvare le scuole di sci e le associazioni della filiera. I 12 milioni sarebbero da destinare per il 20% alle aziende (scuole di sci e associazioni, in base al fatturato), l’80% ai maestri di sci in base alle singole denunce dei redditi.
Tina Stolcis, presidente dell’associazione accompagnatori di media montagna del Trentino ha definito la situazione del comparto “meno tragica rispetto a quella dei maestri di sci” con la scorsa estate andata discretamente, mentre l’autunno ha accusato molto il fermo. Gli iscritti al collegio sono 170, alcuni professionisti in maniera esclusiva, altri ad integrazione del reddito: chiediamo di essere presi in considerazioni in questo momento di difficoltà nelle forme ritenute più opportune.

 

La parola ai consiglieri

Pietro Degodenz ha condiviso la proposta di ripartizione delle risorse di Panizza e Kostner. Dei 2500 ha chiesto quanti sono i professionisti esclusivi.
Kostner ha specificato che 2000 sono i professionisti, 1500 fanno i maestri di sci come attività primaria e 500 in periodi limitati.
Olivi ha sottolineato l’importanza di dare una risposta concreta alla filiera dei lavoratori autonomi della montagna, che è considerata nel suo ddl. Forse questo dibattito può essere occasione per far sì che si possa valorizzare queste figure di ospitalità della montagna anche nei mesi in cui non si scia.
Stolcis ha replicato che una buona parte degli accompagnatori di media montagna sono anche maestri di sci e che già si sta facendo partire un nuovo ciclo di formazione di accompagnatori, con il convinto sostegno della Provincia, proprio per rafforzare questa filiera e fornire ai maestri uno scivolo per accedere a questa professione. Kostner ha suggerito attenzione anche agli accompagnatori di mountain bike, con l’obiettivo di creare una professionalità nuova, una sorta di “maestro, professionista della montagna”. Panizza ha aggiunto che questo è un discorso su cui ci si sta già confrontando e si stanno spingendo i giovani maestri di sci a completare la propria professionalità con competenze dalla stagionalità più ampia.

 

Le associazioni agricole
Gianluca Barbacovi presidente di Coldiretti ha apprezzato l’attenzione al settore dell’agriturismo nella proposta numero 93 e la possibilità di integrazione al reddito dei lavoratori. Sul ddl 96 ha chiesto di allargare le norme relative all’Imis anche al settore florovivaistico. Alcune proposte integrative: sull’articolo 15 introdurre la possibilità di permettere alle aziende più liquidità spostando la comunicazione dell’imposta di soggiorno al 16 ottobre; riproporre per il 2021 l’asporto come è stato per il 2021 e infine aumentare da 500.000 a 1 milione di euro il sostegno al settore vitivinicolo.

Paolo Calovi (Cia) ha ha messo in evidenza alcuni settori che più hanno sofferto in questo momento, come le aziende florivivaistiche, le piccole cantine e le start up partite in corrispondenza della pandemia. Bene la comprensione del settore agrituristico negli emendamenti al turismo e il sostegno alle aziende vitivinicole. Nella futura ripresa ha raccomandato di riflettere e puntare ad un marchio forte “Trentino”, non solo per l’agricoltura, ma per tutti i prodotti trentini.

Mauro Fezzi (Federazione Allevatori) ha sottolineato le problematiche del settore lattiero caseario. L’invito è quello di analizzare in profondità i bilanci dei caseifici delle zone turistiche che hanno anch’essi perso l’intera stagione invernale.