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CONSIGLIO PAT * RISOLUZIONE: «APERTURA DELLE SCUOLE D’INFANZIA IL PROSSIMO MESE DI LUGLIO E CONFRONTO CON IL MONDO DELLA SCUOLA»

RISOLUZIONE N. 60 – Apertura delle scuole d’infanzia il prossimo mese di luglio e confronto con il mondo della scuola. Approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 20 aprile 2021.

In conseguenza della sospensione dell’attività didattica in presenza dovuta al primo diffondersi dell’epidemia da Covid-19, nello scorso anno scolastico il mese di luglio ha visto l’apertura straordinaria delle scuole dell’infanzia. In un contesto del tutto differente, nonostante nell’anno scolastico 2020/2021 le scuole dell’infanzia abbiano regolarmente svolto l’attività in presenza, pare sia intenzione della Giunta impiegare, sempre facendo leva sull’ipotetica eccezionalità della situazione, le strutture e il personale delle scuole dell’infanzia per fornire servizi di conciliazione famiglia – lavoro anche per il mese di luglio 2021.

Uno degli interventi più significativi dello Stato sociale, nella sua accezione novecentesca più evoluta, è stato quello dedicato alla cura e alla custodia dei figli dei lavoratori durante i periodi di sospensione delle attività scolastiche. Per questo fine, il secolo scorso ha visto nascere servizi e costruire strutture con una positiva interazione tra pubblico e privato. Seppur nel corso del tempo la vocazione alla mera custodia e l’attenzione sugli aspetti ludico sportivi abbiano lasciato spazio anche a profili educativi, mai si è operata la commistione tra questi e i momenti scolastici. Purtroppo l’indebolimento del Welfare State e la propensione all’atomizzazione delle prestazioni hanno disperso gran parte delle esperienze appena richiamate in favore di interventi teoricamente individualizzati che però, stando all’esperienza, non riescono a soddisfare pienamente le necessità delle famiglie.

È quindi necessario concentrarsi su quest’ultimo aspetto senza semplicisticamente voler trasformare la scuola (e in particolare la scuola dell’infanzia) nell’elemento che, a bassissimo costo, può colmare le lacune, le mancanze e le debolezze di cui soffrono altri contesti.

Se non si vuole innestare la retromarcia e, dopo anni di investimenti, tornare a una visione che vedeva le attività di custodia prevalere, è indispensabile riconoscere i vincoli che circondano l’apprendimento.

Ai bambini servono spazi e tempi di rielaborazione, da soli o con i familiari, spazi da occupare in base alle proprie inclinazioni. Ancora, servono stimoli variegati e c’è un bisogno fisiologico e mentale di un tempo vuoto, di stacco tra scuola e il resto.

L’ipotesi di prolungare ancora l’anno scolastico per le scuole dell’infanzia confligge con tutto ciò. La scuola è fatta anche di rituali che le conferiscono solennità. Servono un inizio e una conclusione delle attività che diano al bambino il senso di aver compiuto un percorso, di aver raggiunto un traguardo nonché lo stacco per interiorizzare gli apprendimenti e prepararsi consapevolmente ai successivi.

Trasformare tutto in una palude con capo e coda indefiniti, dove scuola e custodia si confondono, confondendo così lo stesso bambino, rischia di compromettere il senso stesso di scuola.

Considerato che l’anno scolastico 2020/2021 non ha mai visto le scuole chiuse. Anche oggi le scuole materne lavorano sia in presenza che a distanza attraverso il progetto LEAD.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO impegna la Giunta provinciale

a trasmettere al Consiglio provinciale una relazione sugli esiti del prolungamento del servizio di scuola dell’infanzia, avvenuto a luglio 2020, che includa i costi e i numeri dei beneficiari.

Il Presidente
Walter Kaswalder

I Segretari questori
Michele Dallapiccola
Mara Dalzocchio
Filippo Degasperi

 

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