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CONSIGLIO PAT * RIFORMA DELLO STATUTO: GLI INTERVENTI DI FALCON (RISORSE E VINCOLI FINANZIARI) E WOELK (ASPETTI ISTITUZIONALI)

Nella seduta di oggi pomeriggio il Presidente della Consulta per la riforma dello Statuto, Giandomenico Falcon, ha introdotto i lavori sui temi previsti all’ordine del giorno: risorse e vincoli finanziari; aspetti istituzionali e legge statutaria provinciale; garanzie e revisione statutaria.

Il tema “Risorse e vincoli finanziari” è stato introdotto dal componente della Consulta designato dalla Federazione trentina della cooperazione.

Nella sua relazione, oltre a fare sintesi di quanto emerso durante le scorse sedute della Consulta, ha presentato alcuni punti: 1) le modalità per intervenire sullo Statuto vigente, 2) la certezza e programmabilità delle risorse finanziarie, 3) l’autonomia tributaria, 4) la possibilità di fare ricorso al debito di bilancio e 5) interventi in caso di crisi asimmetriche.

Per quanto riguarda il primo punto, il relatore ha precisato che sarebbe opportuno fare inserimenti precisi e quindi intervenire con modifiche mirate. Sul secondo punto ha ricordato che dal 2014, vale a dire dal Patto di Garanzia, lo Stato non può più intervenire in maniera unilaterale e dunque ogni modifica va condivisa con Province e Regione.

Ha ricordato che il Patto di Stabilità decadrà nel 2018 e, anche grazie al fiscal compact la quota delle Province dovrebbe ridursi, quindi il suggerimento è di non introdurre nello Statuto una clausola di “invarianza finanziaria”.

Il relatore ha poi evidenziato l’importanza di rafforzare quanto previsto dall’art. 75 bis, stabilendo nello Statuto che tra le entrate tributarie vadano comprese anche tutte quelle non classificate come tali sul bilancio dello Stato.

Andrebbe inoltre ribadito il meccanismo dei 9/10 dei proventi, da determinare secondo una modalità di calcolo simile o uguale a quella già utilizzata per il calcolo dell’Ires. In merito alla al terzo punto il relatore ha ricordato che è già potestà delle Province di modificare aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni e che le Province possono istituire nuovi tributi propri e tributi locali.

Per questo non sembra di cogliere un particolare interesse ad aumentare questi poteri.

Per quanto riguarda il quarto punto, si è suggerito di inserire una disciplina unitaria per il debito diretto e il debito garantito al fine di assicurare uno spazio di indebitamento “controllato” e coerente con le disposizioni che valgono per gli altri enti territoriali.

Infine, per il punto riguardante “interventi in caso di crisi asimmetriche”, nello Statuto dovrebbero essere inseriti i parametri di riferimento per gli aggiustamenti in caso di crisi locale, assumendo a riferimento quanto previsto per i territori omogenei rispetto al nostro e sulla base di valori confrontabili.

 

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Il vicepresidente Jens Woelk, relazionando sul tema “aspetti istituzionali e legge statutaria provinciale” ha messo in evidenza alcune proposte, frutto delle discussioni nelle precedenti sedute della Consulta, in particolare nelle audizioni pubbliche. Il vicepresidente ha proposto di mantenere l’attuale competenza delle due Province autonome per la propria forma di governo da disciplinare in una “legge statutaria”.

I contenuti essenziali dell’attuale disciplina sulla legge statutaria dovrebbero essere confermati in un apposito articolo prevedendo la procedura rinforzata di sua approvazione, i principali elementi dell’organizzazione e del funzionamento delle istituzioni nonché l’esercizio delle forme di democrazia diretta.

Si potrebbe inoltre prevedere di prescrivere che la legge statutaria sia una disciplina organica che comprenda anche i principi fondamentali riguardanti le istituzioni del governo locale, il procedimento legislativo e i procedimenti amministrativi nonché gli organi di controllo e/o di garanzia.

Da ultimo, nei rapporti tra Consiglio e Giunta, si potrebbe valutare se prevedere l’ipotesi di una delega di poteri legislativi dal Consiglio provinciale alla Giunta e la semplificazione delle modalità per il ricorso alla Corte costituzionale.

Il tema “Garanzie e revisione statutaria”, introdotto da uno dei componente della Consulta designato dall’Università degli studi di Trento, ha riguardato due punti dell’ambito tematico 5 del documento preliminare (Ambiti e competenze di autonomia, partecipazione alle decisioni dello Stato e dell’Unione europea), in particolare: le modifiche statutarie e la clausola di garanzia per l’Autonomia.

Il relatore ha proposto di confermare nel documento finale l’introduzione di una clausola di salvaguardia dell’Autonomia e di valutare l’opportunità di introdurre una clausola ulteriore per agevolarne lo sviluppo, analoga all’art. 116, co. 3 Cost. Riguardo alla procedura di revisione statutaria, ha proposto di confermare quanto formulato nel documento preliminare, prevedendo una forma di partecipazione dei Consigli provinciali e regionale al procedimento di cui all’art. 104 dello Statuto.

Con riferimento alla procedura di revisione statutaria di cui all’art. 103 dello Statuto il relatore ha proposto di ribadire la necessità di una forma di intesa tra le Province autonome, la Regione e lo Stato.

Ampia la discussione fra i componenti della Consulta. La prossima seduta è in programma lunedì 12 febbraio.