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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « VIA ALL’ITER DEL DDL SPINELLI SULLA RICERCA, RUOLO CENTRALE ALLA FONDAZIONE HIT PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO »

Quinta commissione, via all’iter del ddl Spinelli sulla ricerca.

In Quinta commissione è stato avviato oggi l’iter del disegno di riforma Spinelli del settore della ricerca. L’assessora Zanotelli ha presentato un emendamento che modifica la governance della Fondazione Mach. Dalle audizioni degli esponenti delle imprese trentine sul programma di sviluppo della Commissione europea 2020 è venuta la richiesta di potenziare l’ufficio della Pat a Bruxelles perché, vista la situazione finanziaria della Pat, non si possono perdere le risorse europee. Confindustria ha chiesto di valorizzare l’esperienza del Centro di solidarietà internazionale nei Balcani per cercare nuovi mercati per le aziende trentine.

In Quinta commissione, presieduta da Alessia Ambrosi della Lega, si è aperto oggi l’iter del disegno di legge dell’assessore Achille Spinelli di riforma della ricerca. Una legge di riordino del settore, ha detto l’assessore presentando il ddl, che assegna un ruolo centrale alla Fondazione Hit per il trasferimento tecnologico. Hit che, ha aggiunto, con questa proposta non sarà più “figlio di un dio minore”, ma assurgerà al rango di ente di ricerca e quindi di ente strumentale della Pat divenendo il referente unico per il trasferimento tecnologico. La Fondazione Hit, ha spiegato inoltre Spinelli, avrà il compito di favorire il dialogo tra i soggetti della ricerca e il mercato; di cercare le innovazioni presenti già sul mercato e al tempo stesso di promuovere l’offerta di innovazione tecnologica. Hit, nella nuova configurazione giuridica di ente strumentale, avrà rapporti di durata triennale con le altre fondazioni di ricerca e quelli con l’Università saranno regolati non più con accordi di programma ma con un atto di indirizzo. Inoltre, avrà il ruolo di affiancare Trentino Sviluppo nel campo della ricerca tecnologica. “Hit – ha affermato l’assessore – non vuole tarpare le ali a centri di ricerca e Università. Non si vogliono porre vincoli, ma riconoscere il ruolo centrale del trasferimento tecnologico”.

 

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Ferrari: con questo ddl invece di rafforzare Hit lo si snatura.

Un’impostazione che è stata duramente criticata da Sara Ferrari, neo capogruppo del Pd. L’unica soddisfazione da “madrina di Hit”, ha affermato, è che l’assessore riconosce che alla base c’era il tentativo di fare sistema nel settore della ricerca. Però il ddl, secondo l’ex assessora alla ricerca, è completamente deludente. Si pasticcia, ha aggiunto, dicendo da una parte che Hit è un ente di ricerca, in altri passaggi del disegno di legge si afferma che è un ente di trasferimento tecnologico e che si sostituisce all’azione di Trentino Sviluppo. In un altro passaggio ancora lo si fa diventare un’impresa che può fare domanda di finanziamento sulla legge 6. Insomma, secondo Sara Ferrari, si rischia di andare incontro a una “confusione paralizzante”. Hit, ha concluso l’esponente del Pd, andava rafforzato ma con questo ddl, invece, viene snaturato.

 

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Ghezzi: perché viene affidato a Hit questo super ruolo?

Paolo Ghezzi di Futura ha chiesto a Spinelli in base a quali considerazioni si è deciso di affidare questo “super ruolo” a Hit. Se alla base ci sia una valutazione negativa sull’efficacia delle fondazioni di ricerca e si ritenga ambiguo il ruolo di Trentino Sviluppo.

Spinelli: non vedo né rischi né situazioni imbarazzanti.

Spinelli, rispondendo a Sara Ferrari e riconoscendole il ruolo di “madre di Hit”, ha detto che con questo ddl la missione di questo ente, finanziato in via indiretta dalla Pat attraverso i soci, viene rafforzato. Quindi il ddl non demolisce ma riforma, ha aggiunto. Parificando Hit, che fino ad oggi non ha prodotto i risultati sperati, a tutti gli altri enti perché il trasferimento tecnologico è una componente fondamentale della ricerca. “Quindi – ha concluso Spinelli – non vedo né rischi né situazioni imbarazzanti”. Rispondendo a Ghezzi l’assessore ha affermato che la scelta di dare forza a Hit non deriva da un’analisi negativa dei risultati del sistema della ricerca trentino, ma dalla necessità di mettere a sistema i contatti di ogni ente e i modi del trasferimento tecnologico, facendo anche chiarezza dei ruoli nel settore della ricerca di soggetti come l’Azienda sanitaria e Trentino Sviluppo. “L’obiettivo – ha concluso Achille Spinelli – è quello di creare massa critica nel settore del trasferimento tecnologico”.

 

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Cda della Fem: meno componenti e più qualità scientifica.

All’incontro della Quinta commissione ha partecipato anche l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli che ha presentato un emendamento al testo del ddl con i quale si introduce la modifica della governance della Fem di S.Michele. Un intervento che ha l’obiettivo di porre un tetto di sette ai membri del cda che saranno nominati dalla Pat, con il presidente e il collegio dei revisori, uno sarà espresso dalle minoranze in Consiglio e tre dalle organizzazioni professionali agricole. Chi sarà chiamato a sedere nella plancia di comando della Fondazione Mach, sempre secondo l’emendamento Zanotelli, dovrà avere una riconosciuta competenza scientifica o manageriale nel settore agricolo e, per i due terzi, avere esperienza nel settore agro – alimentare trentino. Mentre i componenti del Comitato scientifico dovranno essere scelti tra persone con alta competenza scientifica. La norma elimina invece il comitato esecutivo della Fondazione. Un altro emendamento è stato presentato da Devid Moranduzzo della Lega e prevede lo sviluppo di aree innovazione delle politiche pubbliche secondo logiche di innovazione sociale e di progettazione dei servizi sinergiche con le attività di trasferimento tecnologico e monitoraggio digitale. Un emendamento, ha spiegato il consigliere leghista, che prende lo spunto anche dal Forum della ricerca e della cultura che hanno fatto riferimento a logiche trasversali di innovazione e monitoraggio per una riprogrammazione del sistema della cultura e della ricerca attraverso moderne metodologie di monitoraggio dei servizi.

 

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Il mondo dell’impresa: l’ufficio della Pat a Bruxelles va rafforzato. Ora i finanziamenti europei sono vitali.

Dopo l’”apertura” del ddl Spinelli la Quinta commissione è stata impegnata in una lunga serie di audizioni sulla comunicazione della Commissione Europea sul programma di lavoro per il 2020 dal titolo “Un’Unione più ambiziosa”. Documento presentato a gennaio quindi, hanno sottolineato i rappresentanti delle categorie economiche intervenuti in videoconferenza, precocemente invecchiato a causa dello shock Covid – 19. Il filo conduttore di tutti gli interventi è stato questo: a fronte del calo delle risorse della Pat, va fatto ogni sforzo per recuperare i finanziamenti Europei. Operazione tutt’altro che facile – ha sottolineato Aldi Cekrezi, direttore di Confersercenti, vista la burocrazia di Bruxelles e le regole che non favoriscono l’Italia – e che richiede uno sforzo organizzativo senza uguali da parte di piazza Dante. Nonostante questa necessità di recuperare finanziamenti, ha affermato nel corso della sua analisi, il direttore di Confindustria, Roberto Busato, e nonostante Bruxelles, in termini di peso normativo, ormai abbia superato Roma, l’ufficio della Pat nella capitale belga è stato depotenziato e i funzionari che se ne sono andati non sono stati sostituiti. Senza antenne in Europa, ha continuato, si rischia di perdere occasioni importanti come quella, ricca finanziariamente, offerta da Eusalp. Non solo, per il dottor Busato vanno sfruttate meglio le competenze di enti trentini, come il Centro per la cooperazione internazionale, che hanno contatti e conoscono aree che si stanno sviluppando come i Balcani. Anche per Roberto Pallanch, direttore dell’Associazione albergatori, l’ufficio europeo della Provincia va potenziato, con personale altamente specializzato, per intercettare progetti e occasioni che il vicino Alto Adige sa invece cogliere. Affermazioni che hanno colpito i consiglieri di minoranza Ghezzi e Sara Ferrari, la quale ha chiesto venga presto ripristinata la piena funzionalità di quello che ha definito l’avamposto della Pat a Bruxelles nel quale lavoravano persone competenti e che erano state in grado di tessere relazioni importanti.

Le opportunità che il Trentino potrebbe cogliere, soprattutto in questa fase in cui l’Unione Europea si sta mostrando disponibile ad aprire i cordoni della borsa, sono state sottolineate, oltre che da Claudio Filippi dell’associazione artigiani (Europa decisiva per le Pmi) e Giovanni Profumo (indispensabile ridurre il gap digitale), direttore di Confcommercio, anche da Samuel Cornella della Federazione dei Consorzi cooperativi (la piccola e media impresa trentina, ad esempio, potrebbe sfruttare il Green new deal che prevede incentivi per migliorare la compatibilità ambientale degli edifici). L’importanza della politiche Ue per uno sviluppo sostenibile è stata messa in evidenza da Pallanch e dal direttore di Confindustria il quale ha ricordato che le aziende trentine più attente all’impatto ambientale sono anche quelle con i maggiori risultati economici. Alex Marini del Gruppo Misto ha posto invece l’attenzione sulla necessità di accedere ai fondi europei per la ricerca e per la digitalizzazione della pubblica amministrazione a partire dal processo legislativo. Infine, il professor Andrea Fracasso, direttore della Scuola studi internazionali, infine, ha presentato un quadro delle possibilità offerte dalle politiche di sviluppo della Commissione europea.