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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « PASSA CON 4 SÌ E 2 NO IL DDL CIA CHE AFFIDA ALLA GIUNTA LA SCELTA DEL PRESIDENTE DELL’OPERA UNIVERSITARIA NON PIÙ D’INTESA CON IL RETTORE, MA SENTITO IL SUO PARERE » »

“Passa” in V Commissione con 4 sì e 2 no il ddl di Cia che affida alla Giunta la scelta del presidente dell’Opera universitaria non più d’intesa con il Rettore ma sentito il suo parere. Sfavorevoli gli studenti ascoltati. Via libera anche al Curriculum dello studente

La V Commissione presieduta da Alessia Ambrosi (Lega) ha approvato oggi con 4 voti a favore e 2 contrari (del Pd con Ferrari e di Coppola del Gruppo misto-Europa Verde) il disegno di legge 32 “Modificazione dell’articolo 6 della legge provinciale 24 maggio 1991, n. 9 (Norme in materia di diritto allo studio nell’ambito dell’istruzione superiore)” proposto da Claudio Cia (Fratelli d’Italia). Il testo “corregge” con un solo articolo la legge attuale stabilendo che il presidente dell’Opera universitaria, ente strumentale della Provincia, non sia più scelto di concerto tra il rettore dell’Università e la Pat bensì dalla Giunta, “sentito il rettore dell’università”, e “tra personalità con importanti referenze gestionali, manageriali o con significative esperienze nel campo dell’istruzione, della ricerca e dell’università”. Prima del voto le ultime consultazioni (ce n’erano state altre in una seduta precedente) con cui è stato acquisito il parere di alcuni rappresentanti degli studenti universitari, non sono state favorevoli al ddl.

La V Commissione ha poi espresso all’unanimità il parere favorevole del Consiglio a una delibera della Giunta che introduce il “Curriculum dello studente” così come delineato a livello nazionale.

Ancora, l’organismo ha sospeso l’esame del ddl proposto da Zeni (Pd) per sostenere le attività culturali e dello spettacolo messe in ginocchio nel 2020 dall’emergenza Covid-19, ddl che l’assessore Bisesti ha giudicato superato dalle misure adottate dalla Giunta a favore degli operatori del settore. Sara Ferrari si è riservata di valutare il da farsi con Zeni (oggi assente), anche tenuto conto che l’assessore Bisesti ha preannunciato che presenterà in materia un ddl della Giunta entro un paio di mesi.
Sospesa anche la scelta di portare avanti o meno – nel primo caso procedendo a breve con le audizioni – il testo unificato di due disegni di legge proposti da Filippo Degasperi di Onda Civica e Sara Ferrari del Pd per modificare la normativa provinciale sulla scuola del 2006. Anche in questo caso l’assessore Bisesti si è espresso negativamente sul provvedimento aggiungendo che sulla scuola la Giunta presenterà un proprio disegno di legge che vedrà la luce solo tra diversi mesi.

Le audizioni sul ddl di Cia che modifica la nomina del presidente dell’Opera.

Edoardo Meneghini, rappresentante degli studenti nel cda dell’Opera universitaria dell’ateneo trentino, ha sottolineato che i servizi forniti dall’ente (alloggi, mense, borse di studio) sono tra i migliori in Italia. La governance dell’Opera basata sull’intesa tra Provincia e Università, ha sempre garantito lo stretto legame tra Provincia e università. Non vi sono mai stati contrasti in occasione della nomina del presidente dell’Opera. Il rischio di conflitti teoricamente possibili non si è mai storicamente concretizzato.
Nahid Aliyari, esponente degli studenti nell’Opera, ha sostenuto che non si comprende la ragione di una proposta di modifica della legge. Proposta che a suo avviso appare un azzardo perché la normativa attuale ha permesso all’Opera di funzionare bene. Aliyari ha suggerito piuttosto di introdurre normativa dei meccanismi di controllo che risolvano eventuali situazioni di stallo dovuti ad una mancata intesa tra Provincia e Università.
Claudia Sofia Scandola, anche lei studentessa componente del cda dell’Opera, ha confermato che la figura del presidente dell’Opera dovrebbe continuare ad essere nominata d’intesa tra ateneo e Provincia.

Edoardo Giudici, presidente del Consiglio degli studenti, ha espresso preoccupazioni sul ddl che, se approvato, potrebbe a suo avviso ostacolare l’intesa tra Provincia e Università nella scelta del presidente dell’Opera. Giudici ha invece “aperto” alla possibilità che il ddl propone di ragionare sulle competenze di questa figura.
Paola Paccani, coordinatrice dell’Unione universitari di Trento (Udu), ha confermato il buon rapporto di collaborazione e di fiducia reciproca instauratosi tra Università e Opera. Ateneo e Pat sono per Paccani enti la cui pari dignità va mantenuta anche nella nomina del presidente dell’Opera.
Carlotta Chiaramonte, rappresentante dell’Udu nel Consiglio degli studenti, ha osservato che proprio perché finora il presidente dell’Opera è stato scelto d’intesa tra Università e Provincia, i servizi per il diritto allo studio hanno funzionato bene. Quindi questo ddl non tutela a suo avviso l’esigenza di collaborazione tra i due enti.

La discussione.

Sara Ferrari (Pd) ha evidenziato come gli studenti universitari abbiano testimoniato l’efficienza dei servizi e mostrato che non vi è ragione di modificare una legge che funziona bene grazie all’accordo tra Università e Provincia nella nomina del presidente dell’Opera. Per Ferrari la norma attuale ha evitato la “provincializzazione” dell’Università che questo ddl favorirebbe. Esiste a suo avviso un equilibrio da mantenere nella legge tra Pat e Università nel prendere decisioni che riguardano l’Opera, equilibrio basato sul rispetto dell’autonomia di entrambi gli enti: autonomia politico-istituzionale e autonomia accademica. Uno strappo a questo equilibrio si giustificherebbe solo di fronte all’emergere di gravi conflitti che oggi non si vedono. Ferrari ha aggiunto che sta alla responsabilità della Provincia e dell’Università superare eventuali situazioni di stallo nella nomina del presidente dell’Opera. Meglio, quindi, non introdurre per legge meccanismi di controllo per evitare questo rischio, e lasciare che siano i due enti a garantire la qualità dei servizi resi dall’Opera universitaria. La qualità dei servizi dell’Opera per Ferrari è stata pienamente garantita fino ad oggi, come dimostrano i 17.000 studenti iscritti all’Università, due terzi dei quali non trentini. Si tratta di un’eccellenza trentina frutto del continuo lavoro di concerto tra Università e Provincia. Sarebbe quindi introdurre un vulnus stabilendo che il presidente dell’Opera viene deciso solo dalla Giunta “sentito” il rettore dell’Università.

Lucia Coppola (Misto-Europa Verde) ha condiviso la non necessità di questo ddl che introdurrebbe contrapposizioni di cui non si avverte il bisogno visto che l’Opera universitaria sta funzionando molto bene. E ha chiesto a Cia di ripensare all’opportunità della proposta. Coppola ha chiesto di tener conto delle audizioni effettuate per non assegnare alla Provincia, con questo ddl, un ruolo invasivo e preponderante nella nomina del presidente dell’Opera universitaria. Opera che non va concepita come un ente nettamente separato dall’Ateneo perché ad esso è invece, di fatto, strettamente correlato. Tanto più che la Pat è oggi ben rappresentata nel cda dell’Opera.

Paolo Zanella (Futura) ha messo in luce che dai servizi che l’Opera fornisce dipende la vita degli studenti dell’Ateneo. E ha ricordato che il ddl, da lui non condiviso, non ha incontrato il sostegno di nessun rappresentante dell’Ateneo e dell’Opera stessa.

Claudio Cia (FdI) ha detto di non prevedere emendamenti al testo del ddl ma che valuterà forse una modifica suggerita in occasione delle precedenti audizioni.

 

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SI UNANIME AL CURRICULUM DELLO STUDENTE.

La Commissione si è espressa all’unanimità a favore della delibera proposta dalla Giunta che introducendo il “curriculum dello studente” attua l’articolo 9 – 4 bis della legge provinciale 6 del 2006 sulla scuola.

Sergio Dell’Angelo, direttore dell’ufficio programmazione e organizzazione dell’istruzione della Provincia, ha spiegato che il provvedimento sul Curriculum dello studente è coerente con lo stesso strumento voluto a livello nazionale per fornire una serie di informazioni utili sulla “storia” scolastica e formativa e sulle esperienze di crescita più significative vissute dai ragazzi dentro e fuori la scuola. Il loro “Curriculum” sarà un documento di cui tener conto sia in sede di esame sia, soprattutto, per l’eventuale prosecuzione degli studi (università o altro) e nell’ingresso nel mondo del lavoro e della società. La prima parte del Curriculum è dedicata al percorso di istruzione e formazione, la seconda all’indicazione delle certificazioni (linguistiche, informatiche o di altra natura) e la terza alle attività extrascolastiche professionalizzanti, artistiche o sportive svolte dalla studentessa o dallo studente sia nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro sia nel campo del volontariato. Dell’Angelo ha risposto ad alcune domande di chiarimento di Ferrari e Ambrosi spiegando che il Curriculum non sostituisce ma integra gli strumenti già esistenti per permettersi allo studente di presentare meglio il proprio percorso di studi e di vita. E ha concluso precisando che con il Corruculum la Provincia uniforma in modo ricco e completo il proprio ordinamento a quello nazionale in materia di certificazione finale dello studente.

 

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SOSPESO IL DDL DI ZENI A SOSTEGNO DEGLI OPERATORI DELLO SPETTACOLO, SUPERATO SECONDO L’ASSESSORE BISESTI DAI PROVVEDIMENTI PRESI DALLA GIUNTA NEL 2020. IN ARRIVO UN DDL DELL’ESECUTIVO DI MODIFICA DELLE NORME SULLA CULTURA.

Saranno i consiglieri proponenti del Pd a decidere a breve la sorte del disegno di legge 56 “Sostegno straordinario alle attività culturali in provincia di Trento in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19” proposto da Luca Zeni e firmato anche da Ferrari e Manica, che era stato sospeso nel settembre scorso.

L’assessore Mirko Bisesti ha spiegato che molte delle richieste contenute nel provvedimento, che era stato presentato durante la prima emergenza sanitaria della primavera scorsa, sono state poi attuate dalla Giunta nel corso del 2020 sia attraverso l’assestamento del bilancio sia nella manovra finanziaria di dicembre. Per questo ha giudicato non accoglibile il ddl. Bisesti ha poi preannunciato che sull’argomento la Giunta sta preparando un proprio disegno di legge. Il dirigente del servizio cultura Martinelli ha precisato che i criteri per accedere al fondo straordinario dello spettacolo saranno pronti per il passaggio in Giunta provinciale entro due settimane, mentre il testo della proposto di modifica della legge 15 sulla cultura potrebbe essere sottoposto all’attenzione dell’esecutivo tra un mese e approdare in Consiglio tra un paio di mesi.

Sara Ferrari (Pd) anche a nome di Zeni (assente) ha ricordato che l’esame del testo era stato sospeso nel settembre scorso in attesa di un provvedimento promesso dall’assessore per aprire un confronto con lui e valutare una possibile convergenza tra le proposte. e sul quale. Ora l’assessore avverte che il ddl della Giunta non è ancora pronto e boccia il testo del Pd. Ferrari ha quindi rilanciato la proposta di un tavolo di discussione sull’argomento. Bisesti non ha escluso la possibilità di un confronto che potrà riguardare però non più il ddl del Pd ma il testo della Giunta. A questo punto Ferrari si è riservata di valutare con Zeni se sospendere nuovamente l’esame del ddl che altrimenti la Commissione potrebbe concludere nelle prossime sedute.

 

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TESTO UNIFICATO DEI DUE DDL SULLA SCUOLA PROPOSTI DA DEGASPERI E FERRARI CHE ATTENDONO UNA POSSIBILE APERTURA DELL’ASSESSORE

A seguire, l’assessore Bisesti non si è espresso a favore del testo unificato dei disegni di legge 15 di Filippo Degasperi (Onda Civica) e 24 di Sara Ferrari (Pd) proposti entrambi per modificare la legge provinciale sulla scuola del 2006. E ha aggiunto che anche in questo caso la Giunta presenterà un proprio disegno di legge di modifica di quella normativa, precisando però che non sarà pronto a breve ma tra diversi mesi. Ferrari ha ricordato che anche su questo ddl unificato lei e Degasperi attendevano il provvedimento preannunciato dall’assessore per potersi confrontare sulla possibilità di una convergenza tra le proposte. Dal canto suo Degasperi ha sottolineato l’importante lavoro svolto con Ferrari per arrivare all’unificazione dei due ddl da loro presentati anche tenendo conto delle osservazioni a suo tempo espresse dall’assessore. E ha chiesto all’assessore di valutare se nel testo unificato non ravvisi delle parti condivisibili. Ora per procedere all’esame del ddl unificato la Commissione dovrebbe convocare le audizioni, ma Ferrari e Degasperi si sono riservati di decidere se portare avanti il testo o meno, auspicando un’apertura dell’assessore a qualche contenuto.