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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « OK AL DDL SPINELLI MA IL PD NON PARTECIPA AL VOTO, VIA LIBERA AL PIANO PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE »

Quinta Commissione: approvato il ddl di Spinelli, il PD non partecipa al voto. Passano anche il nuovo Piano per la formazione professionale e l’intesa Pat-Università sugli obiettivi di finanza pubblica.

Presso la quinta Commissione presieduta da Alessia Ambrosi è stato approvato questa mattina il disegno di legge 97 dell’assessore Achille Spinelli che reca norme di modifica della legge provinciale sulla ricerca del 2005, della legge provinciale sull’Istituzione della giornata dell’autonomia e disciplina dei segni distintivi della Provincia autonoma di Trento e della legge sul benessere familiare del 2011. Sara Ferrari (PD) non ha partecipato al voto, definendo il disegno di legge una proposta “omnibus”. Astenute Demagri (Patt) e Coppola (Misto-Verdi per l’Europa).
A seguire, l’organismo ha stabilito le audizioni alla petizione popolare 13, in materia di apertura estive delle scuole ed ha approvato, dopo un articolato dibattito la delibere della Giunta che aggiorna e integra il Programma della formazione professionale del 2020. Infien, approvata anche la delibera che reca l’intesa Pat-Università di Trento circa gli obiettivi di finanza pubblica.

Ddl 97: “disegno di legge “omnibus”, Ferrari si astiene. Spinelli respinge le critiche: è un ddl su Hit
Due gli emendamenti illustrati in apertura in corrispondenza dell’esame del disegno di legge 97, che reca norme di diverso contenuto, modificando tre leggi vigenti in tema di ricerca, cerimoniale e benessere familiare. Nella modifica dell’assessore Spinelli, illustrata da Carla Strumendo si chiarisce meglio la nomina del Presidente di Hit da parte della Provincia. Il secondo emendamento, firmato dal Presidente Fugatti e illustrato da Silvio Fedrigotti consente alla Giunta di elevare di rango la Soprintendenza per i beni culturali, da struttura semplice a struttura complessa.
Sara Ferrari (PD) si è detta inorridita per una legge che parla di ricerca, di Trentino dell’anno e di aiuti alle famiglie bisognose, temi ai quali si aggiunge ora anche l’innalzamento della soprintendenza dei beni culturali: “un’operazione che non si era mai vista”, non parteciperò al voto, ha annunciato.

Questo è un modo di procedere assai insolito e bizzarro, ha osservato Lucia Coppola: una legge che contiene di tutto e di più rende difficile fare una valutazione accurata e completa, e mi auguro che nel futuro i temi saranno più concentrati. Simili le considerazioni di Paola Demagri che ha giustificato l’astensione con riferimento al metodo poco ortodosso adottato dalla Giunta.
“Non è una legge omnibus”, si è giustificato Spinelli che ha chiarito che la proposta riguarda HIT e la ricerca, alla quale si sono poi agganciate delle norme “sulle quali non mi esprimo perché non riguardano le mie competenze. L’assessore si infine è augurato che questo non comprometta il percorso delle norme in aula e la condivisione della legge.

 

Nella votazione si sono astenute le consigliere Coppola e Demagri (Coppola favorevole solo all’articolo 5 che reca interventi per il benessere famigliare). Favorevoli al disegno di legge Luca Guglielmi (Lista Fassa), Devid Moranduzzo (Lega), Cavada (Lega) e Ambrosi (Frateli d’Italia).

 

Formazione professionale: attivazione di nuovi indirizzi professionali
Cristina Ioriatti della Provincia, ha presentato, con il supporto di una serie di slides, il piano di aggiornamento ed integrazione del programma della formazione professionale del 2020, che deve essere integrato perché nel settembre scorso è stato approvato il nuovo repertorio delle figure professionali e per permettere l’approvazione dei nuovi piani di studio a inizio giugno consentendo così l’attivazione di nuovi percorsi a partire dal prossimo anno scolastico.
L’obiettivo del Piano è quello di rinnovare e qualificare la formazione professionale. L’impatto di questa modifica riguarda i percorsi esistenti e l’inserimento di nuove figure, secondo un’attivazione progressiva che partirà nell’anno 2021-22 e che si completerà negli anni successivi.
L’offerta prevede nuovi indirizzi professionali, 10 di qualifica e uno quadriennale: a partire dall’anno formativo 21-22, tecnico di impianti di refrigerazione e condizionamento e tecnico dei prodotti tessili per la casa e dal 24-25 (a conclusione dei nuovi percorsi triennali), tecnico della produzione di bevande, tecnico di carrozzeria, tecnico della fabbricazione di parti in legno per la carpenteria e l’edilizia, tecnico dei sistemi, reti e data management, tecnico dello sviluppo di soluzioni ICT e tecnico della logistica.
Quanto alle risorse a bilancio per il Programma, Ioriatti ha riepilogato che vanno dai 50 agli oltre 51 milioni per ciascuno degli formativi dal 2020-21 al 2022-23.
Il lavoro compiuto per elaborare il Piano, ha notato Ioriatti, è stato molto intenso e partecipato ed è durato circa 6 mesi ed è stato molto agevolato dalla possibilità di potersi svolgere in parte online, con la creazione di gruppi di lavoro con sportelli online, con consulenze e confronti costanti: probabilmente in presenza non si sarebbe potuto raggiungere l’obiettivo in temi così rapidi, ha aggiunto.

 

La consigliera Demagri ha chiesto se le previsioni di spesa includono anche una proiezione degli studenti che potrebbero aderire alle proposte formative e se ci sia l’intento di rendere attrattiva la scuola professionale.
Ferrari ha posto alcuni interrogativi sull’attivazione dei percorsi con riferimento alle risorse disponibili, sui numeri di partecipazione ai programmi e se questi progetti terranno in considerazione anche il cambio di paradigma che dovrebbe aver comportato questa crisi.
Degasperi ha chiesto sui piani di studio se sia stata effettivamente eliminata la materia informatica, cosa assai pericolosa, tanto più nell’attuale contesto; sul fronte dell’economia ha chiesto se la materia continua ad essere attribuita ad insegnanti che non l’hanno mai studiata, nel qual caso mancherebbe totalmente il riferimento alla realtà.

Cristina Ioriatti ha replicato a Demagri: l’individuazione dei percorsi è stata fatta in ragione del numero degli iscritti a gennaio: i numeri sono quindi quelli delle classi che supponiamo di formare coniugando percentuali degli anni scorsi ed iscrizioni.

A Ferrari: il riferimento alle risorse è squisitamente tecnico, dal momento che il bilancio provinciale è triennale. I nuovi piani di studio andranno a potenziare la parte delle competenze di base nuove e se la parte tecnico professionale si perde un po’ nel nuovo approccio è perché viene compensata e potenziata proprio da queste nuove competenze, così come ci sarà il recupero, all’interno dei piani di studio e della didattica, degli elementi positivi emersi nel corso di questo periodo: più flessibili e più digitali. Farò avere la tabella con i numeri degli iscritti.

A Degasperi: l’informatica rimane ancora come competenza trasversale, ma è sostituita dalla nuova competenza del laboratorio digitale che include tutte le skills collegate (come gestione social, videoconferenze, collegamenti ecc.). Si cercando di capire l’impatto sugli organici dei piani di studi, per individuare quali sono le classi di concorso degli insegnanti da assegnare alle nuove materie.

Degasperi ha detto di essere molto dispiaciuto per l’informatica e quanto alla delibera ha notato che ha aspetti positivi relativamente al rafforzamento di determinate “conoscenze”, mancano però due temi sui quali occorre centrare l’attenzione: uno è quello della scarsa capacità attrattiva dei percorsi della formazione professionale, vissuta purtroppo troppo spesso come “ultima spiaggia”; l’altro aspetto riguarda il personale sotto due profili, quello della valorizzazione e quello del numero. Infine Degasperi ha ribadito la contrarietà rispetto all’impostazione della Provincia (non attribuibile a questa Giunta), per cui gran parte dei 50 milioni di euro finiscono nelle casse di scuole private: essersi spogliati della competenza pubblica della formazione professionale è stato a suo avviso un grosso errore della Pat e lo dimostra il confronto con la Provincia di Bolzano.

Lucia Coppola ha sottolineato il fatto che il lavoro va fatto a monte con le scuole affinché non passi il messaggio che la formazione professionale sia un ripiego. Il valore della formazione professionale va chiarito e comunicato a genitori, agli insegnanti e agli studenti in modo chiaro nel passaggio dalla scuola media agli istituti superiori.

Sara Ferrari ha espresso la convinzione che vada fatta un’operazione di grande investimento sull’orientamento affinché alla formazione professionale non vengano dirottati gli studenti con fragilità o con rendimenti bassi e la formazione professionale passi come una scuola davvero professionalizzante al passo con le evoluzioni continue, un progetto di vita competitivo, di successo e di realizzazione personale ed economica.

Gianluca Cavada ha apprezzato le nuove figure tecnico professionali individuate dalla proposta, osservando l’importanza di valorizzare la formazione professionale di cui c’è molto bisogno.

Devid Moranduzzo ha condiviso il parere del collega della Lega e ha apprezzato il lavoro svolto dall’assessorato all’istruzione in questo contesto: le scuole professionali vanno sostenute e promosse perché facilitano l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, quelli che saranno gli imprenditori di domani.
Alessia Ambrosi (Fratelli d’Italia) ha osservato che tutte le scuole devono essere parimenti inclusive e ha così sintetizzato quanto uscito dall’incontro odierno: occorre divulgare il messaggio corretto sulla formazione professionale che non può essere considerata di serie B.

 

Via libera all’accordo Provincia-Università sugli obiettivi di finanza pubblica
La stessa Cristina Ioriatti ha illustrato i contenuti dell’altra delibera, molto tecnica, sulla quale la Commissione ha espresso il parere favorevole con l’astensione delle minoranze, da rendere entro il 31 maggio di ogni anno, che riguarda l’intesa Pat-Università di Trento circa gli obiettivi di finanza pubblica. La voce più significativa riguarda il personale rispetto al quale vengono fissati due vincoli, sul numero di assunzioni e sugli obiettivi di spesa che devono rimanere al di sotto del 70%, con impegni nella qualificazione dei costi e per la gestione, peraltro sempre raggiunti nel corso degli anni. Quanto alle assunzioni, Ioriatti ha chiarito che nel 2021 l’Università ha la possibilità di applicare un turnover al 100% e di assumere diverse unità di personale, anche in collegamento all’avvio della facoltà di medicina.