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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « LA RICERCA SUGLI EFFETTI DELLA DAD, RAGAZZI E DOCENTI NE HANNO RISENTITO MA HA PERMESSO DI CONTENERE L’EMERGENZA »

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13.24 - mercoledì 02 febbraio 2022

Quinta commissione, la ricerca sugli effetti della Dad. Ragazzi e docenti ne hanno risentito ma ha permesso di contenere l’emergenza.

Seduta dedicata agli effetti della didattica a distanza quella della Quinta commissione dove sono stati presentati i risultati di una ricerca svolta tra gli studenti e i docenti. In evidenza gli effetti sulla qualità dell’apprendimento dei ragazzi e i problemi di adattamento degli insegnanti alle nuove modalità di insegnamento, ma il giudizio non è negativo. Sospeso di nuovo, su richiesta della capigruppo Pd, Sara Ferrari, il ddl Tonini sull’istituzione dell’Osservatorio sulle discriminazioni.

In Quinta commissione, presieduta da Alessia Ambrosi (FdI), si è parlato degli effetti della Dad e della didattica digitale integrata. L’assessore all’istruzione Bisesti, chiamato a fare una relazione sugli effetti della didattica a distanza in base alla risoluzione 29 approvata dal Consiglio, ha ricordato che il Dipartimento ha effettuato una puntuale ricognizione sull’esperienza della Dad i cui risultati sono stati presentati in commissione dalla Sovrintendente Viviana Sbardella e dal dottor Francesco Pisanu, direttore dell’Ufficio per la valutazione delle politiche scolastiche. La professoressa Sbardella ha ricordato che a docenti e studenti sono stati somministrati 7220 questionari, agli insegnanti nel febbraio 2021 e agli studenti (perlopiù di superiori e medie) la scorsa primavera, per testare l’efficacia della didattica online.

 

Lezioni tradizionali anche se a distanza

Per ciò che riguarda i prof, ha aggiunto, la sovrintendente, va tenuto conto che non erano preparati a questo modo di fare scuola, ma dall’analisi delle risposte  è emerso che circa l’80% ha avuto e ha la disponibilità di strumenti, compresa la rete, e luoghi idonei per lavorare. Il 60% degli insegnanti hanno insegnato da casa, il 25% a scuola. Le modalità sono state perlopiù tradizionali, il 50%  ha dichiarato di aver fatto lezioni frontali a distanza. Pochissimi i forum online e i video. Insomma, ha detto la professoressa Sbardella, la modalità sono rimaste quelle solite anche perché non c’è stato il tempo di aggiornare gli insegnanti che sono andati, per così dire, sul sicuro. Una situazione, ha aggiunto, comprensibile ma che, nonostante l’inedita emergenza, è riuscita a parare i colpi.

 

La Dad, una lezione per i docenti

Gli insegnanti hanno anche imparato dalla Dad ad esempio il 53% ha affermato che l’esperienza li ha spinti a organizzare l’insegnamento in modo più efficiente, a diversificare le metodologie e a modulare l’apprendimento degli studenti. Soprattutto, ha sottolineato la Sovrintendente, nel 36% dei casi ad elevare il grado di collaborazione con i colleghi. Collaborazione, ha ricordato Viviana Sbardella, che è uno dei punti critici della scuola soprattutto alle superiori.

 

I livelli di apprendimento sono scesi

I livelli di apprendimento, secondo la percezione dei docenti,, hanno risentito molto della Dad. In crescita, rispetto ai livelli pre – Covid, gli studenti che si collocano nella fascia bassa (+ 11,9%); segno più anche per quelli di livello medio – basso (+ 27%); in forte aumento i ragazzi di livello medio degli studenti (+ 40%); mentre quelli del livello più alto sono aumentati solo del 2,7%. Particolarmente colpite da questa situazione elementari e medie, scuole nelle quali il rapporto in presenza con l’insegnante è fondamentale. Anche le prove Invalsi hanno mostrato che sono aumentati i livelli più alti e diminuiti i più bassi. Per dare una risposta a questa situazione l’80% dei docenti, in varia misura, ha messo in campo lezioni di recupero.

Sul piano psicologico gli insegnanti hanno espresso un giudizio per circa il 50% positivo sull’esperienza e anche sulla formazione per la Dad.  Ma sul piano della percezione dello stato di salute un terzo ha percepito la didattica a distanza come negativa. Un dato, ha detto la professoressa Sbardella, non certo irrilevante e che deve essere costantemente monitorato. Il giudizio dei docenti sul supporto organizzativo non è stato entusiasmante ed è peggiorato rispetto ai rilevamenti pre – Covid. Un risultato comprensibile e influenzato dalla mancata presenza a scuola dei prof.

 

Per gli studenti pochi problemi con i computer

Sul lato degli studenti la Sovrintendente ha ricordato che il questionario è stato somministrato nella primavera del 2021. Buone le risposte sulla qualità dell’ambiente per studiare (87%) e sugli strumenti a disposizione, il 97% ha dichiarato di avere un computer a disposizione, anche se il 28% ha affermato di non avere una camera e il 18% di dover condividere il Pc o il tablet.

 

Tanto telefono, pochissimi libri

Dalle domande sulle attività quotidiane che i ragazzi hanno svolto tra le mura domestiche nel periodo di Dad è emerso che ben il 45% degli studenti non ha letto neppure una pagina di un libro a fronte di un 20% che ha passato più di due ore al giorno davanti allo schermo utilizzando giochi elettronici e ben il 48% ha trascorso più di due ore con il cellulare i mano.

 

Per la metà dei ragazzi la Dad è stata un’esperienza negativa

Le video lezioni in diretta sono state seguite per 4 – 6 ore al giorno dal 51,3% degli studenti, la contro prova che i docenti hanno soprattutto adottato il metodo della lezione frontale. La percezione dei ragazzi è stata ottima (84%) per le competenze digitali; complessivamente positiva sull’apertura mentale; per il 47% delle risposte neutro il giudizio sulla coscienziosità. Per quanto riguarda la resilienza il 22%  ha dato un parere negativo e il 47% neutro. Netto e negativo quello sulla qualità della didattica e dell’apprendimento in Dad: per il 42,6 degli studenti l’esperienza è stata negativa; per il 41% neutra e solo per il 16% positiva.

 

Le domande dei consiglieri

Alessia Ambrosi (FdI) ha chiesto quanto la Dad ha pesato sulle elementari e ha sottolineato il fatto che nel questionario non si parla di disabilità e Bes.

Sara Ferrari (Pd), affermando che il questionario apre molte piste di riflessione, se si rileva un impatto della Dad sui test Invalsi e cosa pensa di fare il Dipartimento per mettere in campo nei mesi estivi qualche tipo di azione per organizzare i recuperi. Filippo Degasperi (Onda Civica), proponente della risoluzione approvata da Consiglio, ha chiesto se è stata presa in considerazione anche la Formazione professionale che riguarda il 25% dei ragazzi del secondo ciclo. Inoltre, ha affermato che sarebbe opportuno da parte della Commissione ascoltare gli studenti sulle modalità sulla maturità scelte a sorpresa dal Ministero. Anche Lucia Coppola (Europa Verde), ricordando l’impegno degli insegnanti, ha auspicato il coinvolgimento degli studenti in relazione ad alcune fragilità evidenziate dallo studio. Mentre Alex Marini (5 Stelle) ha messo in evidenza i disagi causati dagli spazi abitativi o dalle connessioni e ha chiesto se si è pensato a dare risposte ai ragazzi più fragili. L’esponente pentastellato ha chiesto poi se sono emerse difficoltà per i disabili e sui deficit formativi e se sono stati presi in considerazione, nella ricerca, i dati disastrosi emersi nel resto d’Italia. Infine, Marini ha chiesto se sono state prese in considerazione le alternative alla Dad come le attività all’aria aperta. Paolo Zanella (Futura) ha chiesto se ci sono dati sul rapporto tra abbandono scolastico e dad.

 

Si deve lavorare sul fronte del benessere scolastico

Viviana Sbardella ha risposto che nel questionario non ha preso in considerazione i Bes che sono stati seguiti con attenzione direttamente dal Servizio Istruzione. La Formazione professionale non sono stata inclusa perché il Comitato di valutazione riguarda la scuola statale. Sul necessità di puntare sulla qualità del benessere scolastico (sottolineata da Sara Ferrari) c’è attenzione anche se c’è ancora da lavorare. Infine, sulla possibilità di intervenire sulle situazioni critiche per mancanza di spazi o di strumenti le scuole hanno messo in campo attività di recupero e supporto.

 

Con la Dad abbandoni scolastici in calo

Il dottor Pisanu ha ricordato che l’indagine nasce dalla necessità di avere dati di analisi sull’apprendimento e per quanto riguarda i Bes verranno messe sotto la lente le informazioni a livello di classe. Sul benessere, il Trentino è il primo dal 2018 a rilevare queste componenti psico – sociali. Per ciò che riguarda gli abbandoni, in un quadro tutto sommato positivo, 350 unità in media, nel 2019 – 20 sono calati ma il dato è distorto dal lockdown.

Il dirigente generale Roberto Ceccato ha sottolineato che gli insegnanti chiedono, oltre alla formazione, maggiori dotazioni tecnologiche anche se in questi due anni s’è fatto molto per accrescere il capitale delle scuole.  Infine, Ceccato ha detto che si sta puntando molto sulla promozione sportiva. Per la maturità ha ricordato che Draghi ha sempre insistito sul ritorno alla normalità e oggi in Trentino ci sono 24 classi in Dad alle superiori e ci si è attestati sul 10% delle classi. Dati non paragonabili con quelli dello scorso anno.

Alessia Ambrosi, ha sottolineato l’importanza dei genitori che hanno dovuto seguire i figli, soprattutto i più piccoli. L’assessore in conclusione ha ricordato lo sforzo fatto da docenti e studenti e l’impegno della Sovrintendenza, dell’Iprase e dell’assessorato. Sui Bes ha ribadito che gli investimenti per questi ragazzi sono decisivi.

 

Musica, di punta al dialogo tra Conservatorio, scuole e medie musicali

Sul secondo punto, sull’odg di Degasperi che prevede la promozione della collaborazione tra scuole musicali e Conservatorio, l’assessore Bisesti  ha detto che è stato istituito il tavolo di lavoro. Degasperi ha ribattuto che Scuole musicali, Conservatorio e Smim (Scuole medie musicali) devono essere spinti a lavorare insieme e a dialogare altrimenti ne risente il mondo della musica. Si devono aprire le porte del Conservatorio che deve lavorare con Scuole e Smim. L’assessore ha affermato che il sistema non può fare concorrenza a sé stesso, ma ha aggiunto che il Conservatorio è perfettamente inserito nel sistema musicale; ha avviato collaborazioni con la Haydn e  a livello nazionali senza perdere di vista la realtà locali. Il sistema, ha detto ancora Bisesti, è forte e ha saputo resistere ai due anni di pandemia. Lucia Coppola ha ricordato il ruolo delle Scuole musicale per promuovere la musica tra i giovani, un fatto decisivo anche il Conservatorio.

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