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CONSIGLIO PAT * QUARTA COMMISSIONE: « INCONTRO CON IL GARANTE DIRITTI DETENUTI ANTONIA MENGHINI, IN MERITO ALLA CONDIZIONE DELLA STRUTTURA CARCERARIA DI SPINI DI GARDOLO »

Presso la quarta Commissione di Claudio Cia, si è svolto questa mattina l’incontro con Antonia Menghini, Garante dei diritti dei detenuti in merito alla condizione della struttura carceraria di Spini di Gardolo. A seguire l’organismo, in assenza dei proponenti, ha rinviato la discussione della petizione popolare sui “Problemi riguardanti i bambini nella gestione dell’epidemia in corso” ed ha ascoltato l’assessora Segnana sul tema. Su richiesta del proponente Manica è stata rinviata l’apertura del disegno di legge 78 “Modificazioni di leggi provinciali riguardanti le cooperative sociali per includervi le imprese sociali”, mentre è stato aperto il ddl 91 “Modificazioni della legge provinciale sul benessere familiare 2011 in materia di promozione del diritto di tutti di godere dei servizi socio educativi per la prima infanzia” della consigliera Sara Ferrari (PD). Infine, la Commissione si è confrontata sull’opportunità di valutare quanto accaduto a seguito dell’emergenza Covid e se si possano trarre degli insegnamenti per suggerire modifiche al sistema e all’organizzazione.

 

Menghini, garante dei detenuti, sulle criticità legate alla pandemia
Con il supporto di una serie di slides (allegate), la prof.ssa Menghini ha illustrato alla Commissione la condizione della Casa Circondariale di Spini di Gardolo a partire dall’inquadramento del settore negli interventi governativi più rilevanti connessi alla diffusione dell’epidemia da Covid19, che hanno comportato una flessione significativa delle presenze negli istituti, in particolare nei mesi di marzo ed aprile. Venendo alla Casa Circondariale di Trento Menghini ha rilevato una serie di criticità legate al superamento del numero delle presenze, alla crescita delle presenze di detenuti protetti e alla sospensione dei trasferimenti su richiesta delle persone detenute dal 10 novembre 2020. La Garante ha poi illustrato alcuni dati, rilevando un trend negativo con riferimento al lavoro in carcere, che registra una riduzione del 20% rispetto al 2017. Le criticità legate a questo aspetto sono connesse alla carenza di risorse, al fatto che l’offerta occupazionale per i detenuti “protetti” sia largamente inferiore a quella dei detenuti comuni e alla sospensione delle attività formative FSE per i detenuti protetti, in attesa del nuovo bando dell’Agenzia del Lavoro.

Fortunatamente in generale Menghini ha detto che l’emergenza Covid ha inciso solo marginalmente sul versante occupazionale. Tra le criticità connesse all’epidemia la Garante ha sollevato il condizionamento sui corsi scolastici, con la sospensione dell’attività in presenza, cui si è aggiunta la difficoltà della realizzazione della connessione delle aule alla rete internet per l’attivazione della Dad in modalità digitale, che entrerà presumibilmente a regime entro la fine di aprile. Allo stesso modo, nel periodo di emergenza, sono stati prima sospesi e poi ridotti i contatti con l’esterno, rimpiazzati solo parzialmente con il sistema delle video chiamate whatsapp, pur avendo purtroppo attualmente a disposizione solo un dispositivo per ognuna delle sei sezioni. Sospese a più riprese anche le attività collettive e l’ingresso degli operatori per i gruppi di confronto e gli sportelli informativi.

Quanto al Covid nella casa di Gardolo, nella prima ondata si registrarono solo 7 casi di contagio, mentre a inizio dicembre si raggiunse la punta massima di 32 casi, fortunatamente asintomatici o paucisintomatici, e al 22 marzo non si registrano contagi né tra tra la popolazione detenuta, né tra la polizia penitenziaria. Il 15 marzo è iniziata la campagna vaccinale in carcere, ma Menghini ha rilevato un’adesione inferiore alle aspettative nonostante l’attività di informazione e sensibilizzazione svolta dall’area sanitaria, probabilmente collegata al caso Astrazeneca.

 

Gli spunti dei consiglieri: percentuale di stranieri detenuti più alta che altrove, didattica a distanza, carenze di organico, misure di avvicinamento detenuti-famigliari ecc.
Alessia Ambrosi (Fratelli d’Italia) ha chiesto cosa ci si debba aspettare nel post Covid in termini di presenze e perché in Trentino c’è un’inversione di tendenza rispetto al dato italiano, nell’incidenza di detenuti stranieri sul totale della popolazione carceraria.
Sara Ferrari ha sollecitato maggiori informazioni sulla Dad e Paolo Zanella (Futura) ha chiesto se ci sono prospettive a breve termine nell’introduzione di misure per consentire l’avvicinamento del detenuto ai famigliari. Alex Marini (5 Stelle) ha posto la questione dei limiti dell’organico chiedendo se queste limitino la Garante nello svolgimento delle sue funzioni. Infine, Claudio Cia ha chiesto maggiori informazioni sulle poche adesioni al vaccino, ovvero se ci sia maggiore incidenza tra detenuti o personale carcerario.

 

La replica di Menghini
Nella replica, Menghini ha detto che è difficile una valutazione sul post Covid in termini di presenze, perché i provvedimenti varati non possono essere potenzialmente risolutivi della situazione di sovraffollamento delle carceri: se non ci saranno misure specifiche e dedicate, i dati si manterranno probabilmente costanti. Quanto alle presenze straniere Menghini ha osservato che in molti istituti di confine c’è una presenza più significativa di stranieri, però rispetto a Trento probabilmente molto è legato al meccanismo dei trasferimenti da carcere a carcere, perlopiù detenuti stranieri, dal Veneto e non solo. I numeri non entusiasmanti delle adesioni al vaccino riguardano anche gli operatori di polizia penitenziaria, non solo la popolazione carceraria. Sulla Dad, Menghini ha precisato che i tempi per la predisposizione della strumentazione necessaria, la progettazione e i lavori, non sono stati immediati e allo stato attuale la didattica a distanza non è attiva, ma verrà messa a punto entro fine aprile. L’avvicinamento agli affetti e la possibilità di contatto con il nucleo famigliare è fondamentale per il detenuto, ha detto Menghini che ha chiarito di aver posto l’attenzione su questa tematica all’assemblea dei garanti regionali, però le difficoltà non sono poche e le situazioni sono tra le più variegate. Infine, la Garante ha detto che la contingenza epidemiologica ha creato una situazione particolarmente pesante e difficile, dal momento che è la sola a poter entrare in carcere dall’inizio dell’emergenza. A questo si aggiunge il parziale distaccamento dell’unica risorsa formata e capace a sua disposizione: la mole di lavoro dell’ufficio del garante è molto significativa, il numero di colloqui e di adempimenti sono cospicui e le risorse umane in questo senso sono fondamentali.

Petizione popolare sui problemi riguardanti i bambini nella gestione dell’epidemia: discussione rinviata
Non avendo avuto nessun riscontro da parte dei referenti della petizione (già invitati e contattati in precedenza senza esito), la Commissione ha valutato l’opportunità di discutere l’argomento in autonomia. Sara Ferrari ha posto un interrogativo di metodo al quale il presidente Cia ha replicato che ci sono dei tempi per concludere l’iter della discussione della petizione e la scadenza per questo documento è vicina. Paola Demagri (Patt) ha sollevato il fatto che alcuni punti del documento sono forse superati ed ha chiesto all’assessora di intervenire nel merito, mentre Paolo Zanella ha definito sterile una discussione che dovesse avvenire in assenza dei proponenti. Si è quindi convenuto di ascoltare Segnana e poi rinviare il punto facendo un ultimo tentativo di convocare i proponenti.
L’assessora Stefania Segnana ha rilevato che la petizione contiene aspetti in gran parte risolti, come la richiesta di fornire indicazioni ai medici pediatri sulla gestione dei casi di Covid o la precisazione dei test per il rilevamento del contagio. Ci sono recenti evoluzioni anche sulla possibilità dell’utilizzo dei test salivari. Anche sul quarto aspetto previsto dal documento, che chiede di garantire le visite mediche dei pediatri in presenza, la situazione è mutata avendo la maggioranza dei sanitari ricevuto la vaccinazione. Infine sul tema della copertura da malattia in attesa di tampone, la Pat deve seguire le direttive Inps.

 

“Aperto” il ddl Ferrari sula gratuità e universalità dei servizi per la prima infanzia
Su richiesta del proponente Alessio Manica è stata rinviata l’apertura del disegno di legge 78, per permettere l’individuazione dei soggetti da ascoltare, mentre Sara Ferrari ha “aperto” la sua proposta legislativa ed è stato definito un programma di audizioni.
Una proposta che nasce da obiettivi politici che tutte le forze si sono date nei programmi elettorali, ha osservato Ferrari, dicendo che si tratta di un provvedimento che mira a garantire i servizi alla primissima infanzia 0-3 anni in termini di gratuità e universalità di accesso. Si ritiene che le risorse si possono trovare in relazione ai finanziamenti europei in direzione dell’innovazione sociale, aiuti nazionali come l’assegno unico: la situazione, il cui costo complessivo è a carico del pubblico e alle famiglie rimane il 20.25% attraverso le tariffe, che la Pat si faccia carico di quel 255 che potrebbe essere ridotto dal fatto che arrivano soldi da altre fonti per l’abbattimento di quei costi. In sostanza, la proposta è quella di non toccare il sistema ma di rimborsare l’onere a carico della famiglia.
L’assessore Mirco Bisesti ha ricordato i numerosi interventi e le misure già realizzate dalla Giunta a sostegno delle famiglie e della natalità. Le finalità del ddl Ferrari sono dunque condivisibili, ma ci sono aspetti sui quali occorre riflettere e sono sopratutto quelli di natura finanziaria. Manifestando quindi una certa apertura, Bisesti ha detto di voler ascoltare con attenzione i soggetti che saranno individuati per le audizioni.

 

La Commissione rifletta sull’emergenza Covid, sui servizi di assistenza alla persona e sulle rsa: si deciderà come e quando
All’interno delle varie ed eventuali, su impulso di Zanella, si è poi discusso sulla possibilità che la Commissione analizzi se ci sono elementi strutturali o del tutto contingenti rispetto a quanto accaduto a seguito dell’emergenza Covid e se si possano trarre degli insegnamenti per suggerire modifiche al sistema e all’organizzazione. Altro tema sul quale sarebbe ad avviso di Zanella importante fare un approfondimento conoscitivo, quello dei Servizi di assistenza domiciliare alla persona. Un compito che la Commissione si può dare ed è legittimo, ha osservato Sara Ferrari, fermo restando che le responsabilità di decidere se accogliere i risultati spetteranno alla Giunta. Alessia Ambrosi ha proposto di dedicare una seduta anche alla situazione delle rsa, magari ascoltando i soggetti del territorio. Paola Demagri ha definito più opportuno sentire eventualmente Upipa e non le singole strutture. Anche Mara Dalzocchio (Lega) ha convenuto sull’opportunità di ascoltare Upipa per avere un quadro complessivo delle strutture sul territorio.

Claudio Cia ha suggerito di posticipare la decisione su queste proposte, operando preventivamente un’attenta riflessione e sopratutto un confronto con l’assessora competente, vista la delicatezza degli argomenti. Zanella ha fugato qualsiasi dubbio sulla strumentalità delle richieste, che sono esclusivamente mirate a comprendere l’andamento di una situazione del tutto inedita che ha coinvolto il nostro sistema in modo straordinario: si tratta di fare il punto per aiutare a capire con quali e quanti strumenti si possa fare fronte ad un contesto totalmente mutato.

 

 

 

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