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CONSIGLIO PAT * QUARTA COMMISSIONE – CORONAVIRUS: « SÌ UNANIME ALLA DELIBERA A SOSTEGNO DEL PRIVATO SOCIALE NEI SERVIZI SOCIO – ASSISTENZIALI E NELLA SCUOLA »

La Quarta commissione, presieduta da Claudio Cia di Agire, ha approvato all’unanimità una delibera che ha come obiettivo principale la sopravvivenza alle conseguenze del coronavirus delle cooperative e delle associazioni che operano nel settore socio – assistenziale e dei servizi scolastici, garantendo la copertura delle spese per il periodo dell’emergenza e stimolando la riorganizzazione dei servizi. In sintesi, come hanno spiegato gli assessori Stefania Segnana e Mirko Bisesti, una delibera che contiene le linee che comunità di valle, comuni e scuole dovranno adottare per adattare all’emergenza i servizi che il privato sociale assicura in settori importanti come l’assistenza ai disabili o l’accompagnamento degli alunni con bisogni educativi speciali. Quindi, come hanno sottolineato i due assessori, la delibera agisce da una parte a favore degli operatori, limitando così il più possibile la richiesta di interventi del Fondo di solidarietà, permettendo alle coop e alle associazioni di sopravvivere nel periodo dell’emergenza Covid, e dall’altra interviene sui servizi erogati che dovranno essere rimodulati alla nuova normalità del dopo quarantena.

 

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Nell’ambito socio assistenziale il 30% è garantito.

Nello specifico la delibera approvata oggi dalla Quarta commissione, nell’ambito socio – assistenziale, prevede di garantire alle coop e alle organizzazioni del privato sociale il 30% del budget previsto per il periodo 1 aprile – 31 luglio. Quota che potrà essere incrementata fino al 100% in rapporto ai progetti di riorganizzazione dei servizi che gli operatori saranno in grado di mettere in campo. Per raggiungere questo risultato, ha spiegato Roberto Pallanch, direttore dell’Ufficio programmazione e sviluppo, si è dovuta introdurre prima di tutto una flessibilità economica, cioè il passaggio dalla logica della retta e della prestazione per utente a quella del budget. Flessibilità economica che in questo periodo di emergenza dovrà trasformarsi in una flessibilità dei servizi erogati.

 

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Per i servizi scolastici da marzo a giugno al massimo il 30% del budget.

Per quanto riguarda invece il settore scolastico, cioè l’accompagnamento dei ragazzi con bisogni educativi speciali, la delibera prevede che alle organizzazioni del privato sociale, venga riconosciuto per i costi sostenuti a scuole chiuse nel periodo marzo – giugno un massimo del 30% dell’importo stabilito dal contratto originario, quota che verrà liquidata in un’unica tranche. Coop e associazioni, fino alla fine dell’anno scolastico, che scade ufficialmente il 31 agosto, potranno però presentare proposte di servizi modulati sulla situazione che stiamo vivendo e vivremo nei prossimi mesi.

 

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Gli interventi dei consiglieri.

Come detto, il sì alla delibera degli assessori Segnana e Bisesti è stato unanime.

Luca Zeni del Pd ha detto che si tratta di una scelta positiva perché va nella direzione della programmazione delle risposte all’emergenza Covid 19.

Alessia Ambrosi della Lega, e presidente della Quinta commissione (i commissari della Quinta sono stati invitati a partecipare ai lavori da Cia perché si è parlato di scuola), ha sottolineato la necessità di dare linee chiare alle comunità di valle che spesso interpretano le norme in modo diverso una dall’altra e ha chiesto se non sia possibile liquidare i budget alle organizzazioni del privato sociale su base mensile.

Alex Marini del Gruppo Misto ha chiesto se la Giunta abbia intenzione di attuare un intervento legislativo per tutelare un settore strategico qual è quello dei servizi socio assistenziali e scolastici.

Anche Paolo Ghezzi di Futura, pur apprezzando la delibera, ha sottolineato la necessità di una risposta più organica e sul medio periodo. Inoltre, il limite del 30% dovrebbe essere anch’esso flessibile a fronte dei costi di adattamento tecnologici che richiederanno i servizi scolastici.

Paola Demagri del Patt ha chiesto che, nei casi in cui le riorganizzazioni dei servizi non siano possibili, a coop e associazioni venga comunque assicurato l’accesso al Fondo di solidarietà.

Lucia Coppola di Futura ha chiesto attenzione per le cooperative che lavorano con i ragazzi nei mesi estivi. Servizi essenziali per le famiglie per i quali va trovata una soluzione.

Ugo Rossi del Patt ha invece messo in evidenza il tema degli asili nido. Spesso, ha ricordato, i comuni, applicando quando non dovrebbero le norme nazionali, non pagano le cooperative che sono quindi costrette, per i loro dipendenti, ad accedere al Fondo di solidarietà. Per questo settore, ha concluso il capogruppo Patt, va fatta una delibera ad hoc.

L’assessore Bisesti, a riguardo, ha detto di essere al lavoro con il collega Gottardi e di aver avviato un confronto con la Cooperazione e Coesi. Anche sul versante dei servizi estivi per i ragazzi l’Agenzia per la famiglia e il Servizio Europa stanno elaborando un progetto.

Rispondendo a Lucia Coppola, l’assessora Segnana ha detto che temi importanti come la chiusura dei centri diurni per i disabili sono all’attenzione dell’assessorato alla salute, così come i problemi che possono derivare dalla lunga quarantena per gli anziani.