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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « PARERE FAVOREVOLE ALLA MODIFICA DEL REGOLAMENTO SUGLI APPALTI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO »

Prima commissione, parere favorevole alla modifica del regolamento sugli appalti.

La Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè della Civica, ha dato parere favorevole, con 6 sì, compreso quello di Alessandro Olivi del Pd, e le astensioni di Paolo Ghezzi di Futura, Alex Marini del Gruppo Misto e di Michele Dallapiccola del Patt, alla delibera che riguarda il regolamento di attuazione della legge 2 in materia di appalti. L’assessore Mattia Gottardi, presentando la delibera, ha detto che si tratta di una serie di modifiche puntuali che adeguano le regole degli appalti alla norma.

Marini ha sollevato alcuni interrogativi partendo dal fatto che gli articoli che riguardano l’aggiudicazione dei lavori pubblici della legge 2 del 23 marzo scorso sono stati impugnati dal Governo davanti alla Corte Costituzionale. Il consigliere del Misto, in particolare, ha chiesto all’assessore quali problemi potrebbero sorgere e quali potrebbero essere gli scenari, se la Consulta dovesse dare torto alla Provincia. Anche Olivi, dichiarando il sì suo e del suo gruppo alla delibera, ha affermato che va fatta chiarezza, non tanto sul piano giuridico (l’impugnativa del Governo – ha aggiunto – era prevedibile), ma su quello delle ricadute pratiche.

E ha chiesto inoltre se la Giunta e i tecnici abbiano valutato quale potrebbe essere il punto di tenuta della norma e il possibile impatto sulle procedure di appalto non ancora giunte alla stipula del contratto. Infine il consigliere del Pd ha invitato la Giunta a cercare un confronto col Governo.

L’esperienza ci dice, ha aggiunto, che da queste situazioni non si esce solo attendendo il pronunciamento della Corte, ma cercando forme di cooperazione anche con l’ aggiustamento della legge impugnata. Insomma, Olivi ha chiesto di aprire un confronto, assieme a Bolzano, col Governo. Gottardi ha risposto dicendo che la norma di Trento è speculare a quella di Bolzano che l’ha ripresa quasi completamente.

Questo dà più forza politica e istituzionale alla Pat perché offre la possibilità di fare fronte comune per istituire un tavolo tecnico e politico anche per esplorare i limiti della norma di attuazione del 2017.

Ma, anche se quest’ultima venisse letta in modo restrittivo dalla Consulta, ha affermato in sintesi l’assessore, va tenuto conto che si sta aprendo a livello nazionale un fronte per la sburocratizzazione degli appalti e alcune delle misure introdotte dalle nostre norme pare vengano inserite in quelle nazionali. Insomma, secondo Gottardi, ci sono le condizioni per un dibattito fattivo per noi e per lo Stato.

È vero che il ricorso può creare ostacoli ma, ha detto ancora, il tavolo è aperto e si cercano tutte le possibilità anche con una certa fantasia normativa. Politicamente, inoltre, c’è la volontà di testare l’ampiezza della nostra norma di attuazione senza attendere la sentenza.

Olivi ha sottolineato anche il rischio che le imprese escluse dagli appalti, forti dell’impugnativa del governo, possano scegliere la strada dei ricorsi al tribunale amministrativo.

Il dirigente degli Affari generali della Presidenza Luca Comper, ha affermato che si stanno valutando gli scenari e ha ricordato che l’impugnativa non tiene conto della norma di attuazione del 2017 e che il governo si limita a dire che la legge non è allineata a quella nazionale e quindi è illegittima.